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2020 DL 0000207 pubblicato in albo pretorio .pdf



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DELIBERAZIONE APPROVATA DAL CONSIGLIO COMUNALE NELLA SEDUTA
PUBBLICA DI PRIMA CONVOCAZIONE DEL 21/07/2020

DCC-202043

Presiede:
Assiste:

ADOZIONE DI AGGIORNAMENTO DEL PIANO
URBANISTICO COMUNALE, AI SENSI DELL’ART. 43
COMMA 3 LETTERA C) E C BIS) DELLA L. R. 36/1997 E
S.M.I., PER L’INTRODUZIONE DI MODIFICHE
PUNTUALI AGLI ARTT. 11, 13, 14, 15, 16 DELLE NORME
GENERALI E DEGLI ARTT. AC-CS-2 E AR-PR-2 DELLE
NORME DI CONFORMITA,’ E CORRELATE INIZIATIVE
FINALIZZATE A COMBATTERE IL DEGRADO NEL
CENTRO STORICO (AMBITO AC-CS)
Il Presidente Piana Alessio
Il Segretario Generale Criscuolo Pasquale

La seduta si svolge in Aula in modalità mista, con la partecipazione dei Consiglieri
comunali presenti in aula o collegati in videoconferenza (*), ai sensi dei
Provvedimenti del Presidente del Consiglio Comunale n. 1 del 23 marzo 2020
(Misure straordinarie per la disciplina dei lavori del Consiglio Comunale, delle
Commissioni Consiliari, della Conferenza dei Capigruppo e dell’Ufficio di
Presidenza), n. 2 del 12 giugno 2020 (Ulteriori misure straordinarie per la disciplina
dei lavori del Consiglio Comunale e approvazione del Protocollo per la ripresa dei
lavori in Sala Consiglio Comunale) e n. 3 del 3 luglio 2020 (Integrazione
provvedimenti n. 1 del 23 marzo 2020 e n. 2 del 12 giugno 2020 – Ulteriori misure
straordinarie per la disciplina dei lavori del Consiglio Comunale).

Al momento della deliberazione risultano presenti (P) ed assenti (A) i Signori:
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Piana Alessio
Bucci Marco
Amorfini Maurizio (*)
Anzalone Stefano (*)
Ariotti Fabio
Avvenente Mauro
Baroni Mario
Bernini Stefano
Bertorello Federico (*)
Bruccoleri Mariajose'
Brusoni Marta (*)
Campanella Alberto (*)
Cassibba Carmelo
Ceraudo Fabio

Presidente
Sindaco
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere

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41

Corso Francesca
Costa Stefano
Crivello Giovanni Antonio
De Benedictis Francesco (*)
Ferrero Simone (*)
Fontana Lorella
Gambino Antonino
Giordano Stefano
Grillo Guido
Immordino Giuseppe (*)
Lauro Lilli
Lodi Cristina
Mascia Mario (*)
Ottonello Vittorio
Pandolfo Alberto
Pignone Enrico
Pirondini Luca (*)
Putti Paolo (*)
Remuzzi Luca (*)
Rossetti Maria Rosa (*)
Rossi Davide
Salemi Pietro
Santi Ubaldo
Terrile Alessandro Luigi
Tini Maria
Vacalebre Valeriano
Villa Claudio

Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere
Consigliere

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(*) Collegato in videoconferenza.
E pertanto sono complessivamente presenti n. 38 componenti del Consiglio.
Sono presenti gli Assessori:
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4
5
6
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8

Balleari Stefano
Bordilli Paola
Campora Matteo
Cenci Simonetta
Gaggero Laura (*)
Garassino Stefano
Maresca Francesco
Viale Giorgio

(*) Collegato in videoconferenza

Documento Firmato Digitalmente

118 0 0 - DIREZIONE URBANISTICA
Proposta di Deliberazione N. 2020-DL-207 del 10/06/2020
ADOZIONE DI AGGIORNAMENTO DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE, AI SENSI
DELL’ART. 43 COMMA 3 LETTERA C) E C BIS) DELLA L. R. 36/1997 E S.M.I., PER
L’INTRODUZIONE DI MODIFICHE PUNTUALI AGLI ARTT. 11, 13, 14, 15, 16 DELLE NORME
GENERALI E DEGLI ARTT. AC-CS-2 E AR-PR-2 DELLE NORME DI CONFORMITA,’ E
CORRELATE INIZIATIVE FINALIZZATE A COMBATTERE IL DEGRADO NEL CENTRO
STORICO (AMBITO AC-CS)
Il Presidente pone in discussione la proposta della Giunta n. 36 in data 11 giugno 2020;
(omissis)
Il Presidente, ricordato che la pratica è già stata oggetto di trattazione in sede di Commissione,
comunica che sono pervenute le modifiche di Giunta di seguito riportate.
Nota prot. 200280 del 09/07/2020
In riferimento alla proposta n. 2020-DL 207 del 10 giugno 2020ad oggetto: “Adozione aggiornamento
del Piano Urbanistico Comunale, ai sensi dell’art 43, comma 3 lettera c) e c-bis) della L.R. 36/1997 e
s.m.i. per l’introduzione di modifiche puntuali agli artt. 11, 13,14,15, 16 delle Norme Generali e degli
artt. AC-CS-2 e AR-PR-2 delle Norme di Conformità, e correlate iniziative finalizzate a combattere il
degrado nel Centro Storico (Ambito AC-CS)” si richiede di modificare il provvedimento nel seguente
modo:
A pagina 6) prima del sottotitolo piscine pertinenziali inserire le parole “Art. 11”
A pag. 6) alla fine del sottotitolo “piscine pertinenziali” dopo la parola “parere” aggiungere la
seguente frase Soprattutto si precisa che, trattandosi di piscine pertinenziali di abitazioni debbono
oggettivamente e normativamente avere dimensione modesta e proporzionata all’edificio di cui sono
pertinenza e che l’intervento dovrà avvenire nel rispetto delle regole sulla permeabilità previste nel
PUC.
A pagina 6 alla fine del sottotitolo Art 13 sostituzione edilizia dopo le parole peso insediativo
aggiungere la seguente frase Come già osservato, la modifica, che riguarda i soli interventi di
sostituzione edilizia, cioè di totale demolizione e ricostruzione di un intero edificio, non prevede e non
consente alcun incremento né dell’indice di edificabilità, né della superficie agibile, né di quella
accessoria, oltre quanto già ammesso dalla vigente normativa di PUC, ma ha il solo obiettivo di
consentire miglioramenti igienico sanitari e estetico paesaggistici, che l’esperienza pratica ha
dimostrato esser a volte di difficile attuazione, ove l’incremento di volume sia consentito nelle stesse
identiche misure e proporzioni della superficie agibile. La disposizione è comunque recessiva rispetto
ad eventuali più puntuali regole e previsioni contenute nelle norme di conformità dei singoli Ambiti.
A pag. 6) nella prima riga del sottotitolo Art 14 Tutela e salvaguardia dei suoli, dopo la parola
rivisitato devono essere cancellate le parole evidenziando l’importanza della che vanno sostituite con
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Documento firmato digitalmente

la frase Come già nella precedente proposta, viene eliminato il limite massimo di m. 10 di profondità
dello scavo, ribadendo che il progetto deve essere corredato da una.
A pag. 7) nel sottotitolo Art 14 punto 4 Tutela e salvaguardia dei suoli, alla quarta riga (di pag. 7) dopo
la parola suolo aggiungere la seguente frase. Quanto poi all’affermazione contenuta in alcuni pareri
che “la redazione di perizie può esser condizionata da fattori esterni che portano talvolta a forzature
dimostrative e conseguentemente a risultati non proprio veritieri” si rappresenta che il Comune intende
dotare gli uffici di un ingegnere competente in materia che verifichi le suddette perizie.

Nota prot. 217191 del 21/07/2020
“In riferimento alla proposta n. 2020-DL 207 del 10 giugno 2020 ad oggetto: “Adozione
aggiornamento del Piano Urbanistico Comunale, ai sensi dell’art 43, comma 3 lettera c) e c-bis) della
L.R. 36/1997 e s.m.i. per l’introduzione di modifiche puntuali agli artt. 11, 13,14,15, 16 delle Norme
Generali e degli artt. AC-CS-2 e AR-PR-2 delle Norme di Conformità, e correlate iniziative finalizzate
a combattere il degrado nel Centro Storico (Ambito AC-CS)”, richiamata la precedente nota in data 8
luglio scorso, si richiede di apportare le ulteriori seguenti modifiche al provvedimento:
A pag.11), dopo il capoverso in cui si dà atto che occorre esperire la procedura prevista dall’art 60
comma 5 del vigente regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale e quindi dopo le
parole “modificato e integrato” aggiungere tutto quanto di seguito riportato:
Preso atto che a seguito dell’esame della presente proposta hanno nuovamente espresso parere
contrario i Municipi Ponente, Medio Ponente, Centro Ovest, Val Polcevera, Bassa Val Bisagno, Media
Val Bisagno, mentre ha espresso parere favorevole il Municipio Levante.
Preso atto altresì che sono pervenute nuove osservazioni di Italia Nostra –Circolo Nuova Ecologia
Legambiente.
Rilevato che alcuni dei pareri contrari dei Municipi richiamano il loro precedente parere oppure le
osservazioni di Italia Nostra e Legambiente
Ritenuto nel confronto dei sopra richiamati pareri contrari e delle osservazioni di Italia Nostra,
Legambiente, di rappresentare quanto segue.
Occorre premettere che le modifiche al PUC oggetto del presente provvedimento non si riferiscono a
singoli specifici interventi (nelle osservazioni di Italia Nostra e Legambiente si cita più volte l’area di
Campostano). Obiettivo del presente provvedimento è di intervenire in modo assai contenuto
sull’attuale disciplina normativa, proponendo la modifica di alcune disposizioni e, nella prevalenza,
solo di alcuni commi di tali disposizioni che, nei cinque anni trascorsi dalla data di approvazione dello
strumento urbanistico generale ad oggi, hanno manifestato nella loro applicazione concreta la necessità
di una qualche aggiornamento in modo tale da poterne continuare a garantire la funzionalità.
A dimostrazione di quanto sopra si fa constare che, a fronte di un PUC composto da centinaia di
norme, vengono modificati solo 7 articoli e che tali modifiche non hanno alcuna potenzialità, né
di fatto, né giuridica di incidere sulla disciplina paesaggistica e di tutela del patrimonio storico e
artistico che sono tutelati da norme sovra ordinate rispetto alle quali quelle del PUC sono comunque
recessive, così come il contenuto delle suddette modifiche, proprio per la loro marginalità rispetto al
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Documento firmato digitalmente

disegno complessivo de PUC, non può originare la necessità di ricorre alla VAS, né incidere sulla
descrizione fondativa, sugli obiettivi ecc.
E’ quindi vero che si è intervenuti in modo parziario, ma ciò è determinato dal fatto che si doveva
aggiornare singoli commi di alcune norme che negli anni hanno manifestato una certa “usura” nella loro
applicazione concreta e quindi richiedevano appunto un “aggiornamento” come meglio emerge di
seguito nei riscontri che vengono formulati si singoli articoli.
Art 11 Piscine
Si sostiene che la modifica consentirà la realizzazione di piscine di grandi dimensioni con conseguente
rilevante maggior consumo d’acqua e del suolo, da qui - secondo alcune contestazioni - la necessita di
dover procedere alla VAS e quindi l’impossibilità di modifica con un “semplice” aggiornamento del
PUC.
La tesi non è condivisibile: non è vero che la modifica consente di realizzare piscine di grandi
dimensioni, si tratta infatti – come dice la stessa norma di PUC - di piscine pertinenziali, che devono
essere a servizio di un edificio, quindi con una dimensione modesta proporzionata a quella
dell’immobile principale, per cui vige il principio contenuto nell’ art 3 del DPR 380/2001 comma 1
lett. e) punto e6).
La norma non “liberalizza” la realizzazione di nuove piscine in ambiti in cui le attuali disposizioni non
le consentono, ma permette soltanto di ampliarle in misura maggiore di 30 metri cubi dove già sono
ammesse, ma sempre nel rispetto del rapporto di proporzionalità con le dimensioni dell’edificio
principale.
ART 13 Sostituzione Edilizia
In alcuni pareri viene affermato che la norma comporterebbe un aggravio del peso insediativo con
consumo del suolo, quindi la procedura corretta ai sensi della legge regionale 36/1997 sarebbe la
variante urbanistica, non l’aggiornamento.
Questa affermazione oggettivamente non corrispondente al vero, di seguito se ne spiegano le ragioni.
Il PUC vigente è stato predisposto sulla base della legge regionale 16/2008 e quindi delle definizioni
ivi contenute.
La legge, e di conseguenza il PUC, con riguardo agli interventi di nuova costruzione ai quali sono
assimilati quelli sostituzione edilizia, distingue chiaramente tra la definizione di superficie agibile e
quella di volume.
Il peso insediativo/carico urbanistico di un intervento edilizio è determinato dalla Superficie Agibile
non dal Volume.
La modifica normativa riguarda solo il Volume, non la Superficie Agibile.
Le possibilità di incremento della superficie agibile non sono state modificate rispetto la disciplina
attuale quindi non è oggettivamente possibile che la disposizione in esame consenta un incremento del
peso insediativo, oltre quanto già previsto (20%). Sul punto si richiama anche quanto già scritto in
precedente punto del presente provvedimento a fronte dei primi pareri dei Municipi.
Più nello specifico, si precisa che la necessità di individuare un limite all’incremento volumetrico è
determinato dal fatto che l’attuale PUC non lo prevede. Si deve quindi colmare un vuoto che altrimenti
genera le più disparte interpretazioni soggettive. Per quanto riguarda poi le percentuali indicate nella
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Documento firmato digitalmente

modifica normativa si ribadisce che, sempre nell’applicazione pratica, si è riscontrato che a volte un
incremento volumetrico nell’identica percentuale consentita per la superficie agibile non è sufficiente e
idoneo ad adeguare l’immobile alle attuali disposizioni igienico sanitarie, oppure ai canoni stilistici della
zona, o ancora alle esigenze paesaggistiche; da qui la necessità di configurare la possibilità di un
incremento volumetrico maggiore rispetto alla superficie agibile, soprattutto per gli immobili di
minore dimensione. ( si pensi per esempio alla necessità di consentire un tetto a falde in un edificio
che prima aveva un tetto piano, basta questo esempio a fra comprendere che un incremento
volumetrico massimo vada fissato in una percentuale maggiore di quello superficiario ed è
egualmente comprensibile che, tanto minori sono le dimensioni attuali dell’immobile, tanto maggiore
potrà essere l’incremento volumetrico ammissibile) E’ per tale ragione che per i soli edifici sino a 2000
metri cubi è stata prevista la possibilità di un incremento massimo di del 40%, ridotto poi al 30% per
quelli sino a 5000 metri cubi, per poi escluderlo e quindi prevederlo nelle stesse dimensioni
dell’incremento superficiario (20%) già oggi consentito, per quelli di dimensione maggiore di 5000 metri
cubi.
Art 14 Norme di rilevanza ambientale
Il punto 1) è stato uniformato alla normativa del Piano di Bacino anche in coerenza con quanto
disposto dalla legislazione regionale.
Con riguardo al punto 4) le modifiche previste non è vero che abbiano reintrodotto la disciplina del
PUC 2000 che aveva consentito la realizzazione di autosilos privati di grandi dimensioni in aderenza
alle abitazioni con conseguente riduzione delle condizioni di sicurezza, così come non è vero che
siano state cancellate le verifiche di carattere idrogeologico.
Il PUC vigente contiene un intero titolo sulla disciplina geologica che ovviamente si applica anche ai
parcheggi interrati ai quali sono dedicate specifiche norme (geologiche), appunto finalizzate anche alla
sicurezza degli interventi; il titolo è stato rinominato “Tutela e salvaguardia dei suoli” invece che “Tutela e
sicurezza dei suoli” proprio al fine di chiarire che i contenuti normativi in esso stabiliti sono riferiti alla
“salvaguardia”, eliminando il richiamo alla “sicurezza” in quanto aspetto già affrontato nell’ambito delle
Norme Geologiche, i richiami agli adempimenti di carattere geologico e alla sicurezza sono stati
stralciati dall’art 14, costituendo altrimenti un inutile ripetizione di quanto già puntualmente contenuto
nelle norme geologiche.
Più in particolare, come già motivato in altre parti del presente provvedimento, la sostituzione del
limite massimo inderogabile di metri 10 del fronte di scavo con l’obbligo di produrre al momento della
presentazione del progetto una perizia strutturale che attesti se l’intervento può avvenire in sicurezza ha
l’obiettivo di far sì che con tale studio sia verificato quale sia l’effettiva altezza massima possibile del
fronte di scavo della proposta progettuale con riguardo specifico alle caratteristiche del suolo del
sedime in cui si intende attuare l’intervento, poiché, come noto, vi sono contesti in cui l’opera
potrebbe essere eseguita in sicurezza anche a profondità maggiore di m. 10, mentre in altri contesti
l’intervento potrebbe essere pregiudizievole anche con una profondità minore di m. 10. Circa poi le
riserve manifestate sul fatto che in tal modo si affiderebbe tale verifica ad un professionista incaricato
dal privato, si osserva che oggi gran parte degli interventi edilizi sono soggetti ad auto certificazioni e
atti dei privati. E’ inoltre intenzione dell’Amministrazione dotare il competente ufficio di un ingegnere
strutturista con funzione di consulenza e verifica nella redazione di tali perizie.
Per quanto riguarda l’attuale disposizione che impone una distanza tra il parcheggio ed eventuali
abitazioni all’intorno non minore della profondità del fronte di scavo, si osserva che tale regola è stata
mantenuta per i parcheggi commerciali con la sola limitazione che se la profondità fosse maggiore di
m. 10, la distanza minima dall’abitazione deve essere di almeno 10 metri.
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Le possibilità di poter realizzare un parcheggio ad una minor distanza da un edifico riguarda i
parcheggi pertinenziali con fronte di scavo ( profondità) non maggiore di m. 3, quelli pertinenziali
obbligatori ai sensi del PUC e delle altre normative (per esempio commerciale) poiché sarebbe illogico
che i parcheggi obbligatoriamente a servizio di un determinato edificio debbano realizzarsi distanziati
dallo stesso; nonché i parcheggi al di sotto di aree pubbliche preventivamente individuate e messe a
bando dal Comune, ai sensi del IV° comma dell’art 9 della legge 122/1989.
In ultimo è stato previsto che – sempre fatto salvo l’obbligo della perizia strutturale - la distanza sopra
indicata possa non essere rispetta se i sedimi dove si trova l’edificio e quello su cui si vuole costruire il
parcheggio siano dello stesso soggetto, oppure pur appartenendo a soggetti diversi, esiste tra loro
l’accordo. In questi casi infatti viene meno qualsiasi ragione per imporre una distanza, anzi spesso,
all’opposto, maggiore è la vicinanza migliore è la funzionalità.
Circa la contestazioni relative al “verde” e alla tutela delle alberature, si osserva che l’unica modifica
apportata alle disposizioni paesaggistiche contenute nell’art 14 riguarda la possibilità di realizzare parcheggi
pertinenziali nelle zone a “verde strutturato” che siano prive di alberature ad alto fusto, di verde di pregio o
palme. Anche tale modifica è stata dettata dalla constatazione empirica, in sede di esami di singoli
progetti, che vi sono spazi all’interno delle zone a “verde strutturato” a volte prive di alberature o
comunque delle caratteristiche arboree che connotano il “verde strutturato”, si è quindi ritenuto che la
possibilità di realizzare parcheggi (solo) pertinenziali in questi contesti possa favorire all’opposto un
implementazione del verde tenuto conto che l’intervento non deve comunque comportare
un’alterazione della consistenza arborea esistente e vanno impiantate nuove alberature ad alto fusto se
il contesto lo consente. Inoltre, più in generale la possibilità di realizzare parcheggi interrati è
subordinata alla conservazione delle alberature ad alto fusto, e ove compatibile con lo stato dei luoghi
alla realizzazione della copertura a verde pensile secondo quanto indicato dalle norme UNI 11235.
Ambito AC-CS – realizzazione di residenza ai piani terra .Come ampiamente motivato nel testo del
presente provvedimento, la disposizione che consente l’introduzione della residenza ai piani terra in alcune
vie del centro storico individuate in apposita cartografia, ha l’obiettivo di favorire il risanamento di
aree in oggi degradate, anche in conformità a similari analoghe positive iniziative assunte in altri
comuni La previsione di accompagnare la modifica di PUC con benefici economici connessi
all’obbligo sottoscrizione di una convenzione /accordo ha proprio lo scopo di vincolare maggiormente
il proponente a mantenere l’immobile in uno stato e funzione che anche in futuro eviti il degrado.
La disposizione non consente un incremento del peso insediativo maggiore rispetto a quanto previsto
dalla normativa vigente poiché già oggi i locali a piano terra possono essere trasformati in funzioni
( per esempio il commercio) che comporterebbero un peso insediativo maggiore del residenziale; non
è egualmente vero che peggiorerebbe le condizioni igienico sanitarie poiché la norma espressamente
prevede che la trasformazione può avvenire nel rispetto dei requisiti igienico sanitari previsti dalla
normativa.
Ambito AR-PR: AR-PR-2- Serre
La modifica riguarda le serre agricole, non le serre industriali; in base alla normativa (art AR-PA-2Serre) la possibilità di realizzarle è condizionata alla presenza e disponibilità in capo all’imprenditore
agricolo professionale di un fondo agricolo di dimensioni assai maggiori di quello della serra
L’esperienza di questi anni sta dimostrando che continuano ad esservi vaste aree in Ambito AR-PR non
utilizzate ed incolte, la modifica proposta quindi non può che favorire gli interventi di presidio del
territorio.

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Ritenuto in base a tutto quanto sopra, compreso le contro deduzioni ai pareri contrari dei Municipi e
alle Osservazioni di Italia Nostra Circolo Nuova Ecologia Legambiente, che sussistano i presupposto
per approvare il presente provvedimento.
(Omessa la discussione)
Il Presidente pone in votazione, mediante appello nominale, gli emendamenti di seguito
riportati.
EMENDAMENTO n. 6 proposto dai Consiglieri Bernini, Lodi, Pandolfo, Terrile e Villa (Gruppo
Partito Democratico):
“Relativamente all’art. 11 delle Norme Generali del PUC, nella parte dispositiva aggiungere:
L’alimentazione dei sistemi di trattamento termico e sanitario delle acque dovrà essere alimentato
facendo uso di impianti a energia rinnovabile, ove possibile.”
EMENDAMENTO n. 9 proposto dai Consiglieri Bernini, Lodi, Pandolfo, Terrile e Villa (Gruppo
Partito Democratico)
“Relativamente all’art. 11 delle Norme Generali del PUC
Nella parte dispositiva sub 23 b) sostituire: “….pietra a secco e ...” con “…..pietra a secco o …….”
Su proposta del Presidente, gli emendamenti E6, E9 sono posti in votazione unitariamente.
Al momento della votazione sono presenti, oltre al Sindaco Bucci, i Consiglieri Amorfini,
Anzalone, Ariotti, Baroni, Bernini, Bertorello, Bruccoleri, Brusoni, Campanella, Cassibba, Ceraudo,
Corso, Costa, Crivello, De Benedictis, Ferrero, Fontana, Gambino, Giordano, Grillo, Immordino,
Lodi, Mascia, Ottonello, Pandolfo, Piana, Pirondini, Putti, Remuzzi, Rossetti, Rossi, Salemi, Santi,
Terrile, Tini, Vacalebre, Villa, in numero di 38.
Esito votazione: approvati all’unanimità con 38 voti favorevoli (Sindaco Bucci, Amorfini,
Anzalone, Ariotti, Baroni, Bernini, Bertorello, Bruccoleri, Brusoni, Campanella, Cassibba, Ceraudo,
Corso, Costa, Crivello, De Benedictis, Ferrero, Fontana, Gambino, Giordano, Grillo, Immordino,
Lodi, Mascia, Ottonello, Pandolfo, Piana, Pirondini, Putti, Remuzzi, Rossetti, Rossi, Salemi, Santi,
Terrile, Tini, Vacalebre, Villa).
- Omissis –
Il Presidente invita quindi il Consiglio comunale a pronunciarsi congiuntamente sulla proposta
di Giunta, come di seguito riportata, comprensiva degli allegati parte integrante, degli emendamenti
come sopra approvati, sui quali sono stati espressi i competenti pareri, e delle modifiche di Giunta,
nonché sulla dichiarazione di immediata eseguibilità del presente provvedimento, ai sensi dell’art. 6
del Provvedimento del Presidente del Consiglio comunale n. 1/2020.

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Su proposta dell’Assessore all’Urbanistica e Riqualificazione Urbana Simonetta Cenci, di
concerto con l’Assessore alla Sicurezza, Polizia Locale, Centro Storico ed Immigrazione, Stefano
Garassino
Premesso:
- che con Determinazione Dirigenziale n. 2015-118.0.0.-18 della Direzione Urbanistica, SUE e Grandi
Progetti è stata formalizzata la determinazione conclusiva della Conferenza di Servizi decisoria sul
PUC di Genova e, a seguito di pubblicazione ai sensi dell’art. 79 , comma 3, lettera b, punto 3), della
L.R. n. 11/2015, il PUC è entrato in vigore il 3.12.2015;
- che la legge urbanistica regionale 4 settembre 1997 n. 36 e successive modificazioni ed integrazioni,
disciplina il sistema della pianificazione territoriale nelle sue articolazioni di livello regionale
metropolitano, provinciale e comunale e nei reciproci rapporti;
- che secondo i principi informatori della legislazione regionale, la pianificazione territoriale persegue
finalità di qualificazione ambientale, di tutela e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e
paesaggistico, di contrasto all’abbandono del territorio agrario, di riqualificazione del patrimonio
edilizio esistente e di rinnovo urbano, di miglioramento dell’efficienza energetica, funzionale e
strutturale degli edifici, di innovazione del sistema produttivo e delle infrastrutture;
- che la pianificazione territoriale di livello comunale, ha ad oggetto la disciplina del soprassuolo e del
sottosuolo ed è volta: a tutelare l’integrità fisica e l’identità culturale del territorio; a valorizzare le
risorse ambientali e le economie locali; a favorire il governo del territorio nelle sue diverse
componenti disciplinando prioritariamente gli interventi di recupero, di riqualificazione e di
rigenerazione urbana e di prevenzione del dissesto, di mantenimento e di riqualificazione del
patrimonio agricolo-rurale compatibili con i valori storicoculturali, paesaggistici ed ambientali e
prevedendo le trasformazioni territoriali ammissibili sulla base degli atti di pianificazione territoriale
di livello sovra comunale;
- che la citata legge urbanistica regionale all’art. 43 definisce i margini di flessibilità e le procedure di
aggiornamento del PUC;
- che, nello specifico detti aggiornamenti non devono incidere sulla descrizione fondativa e sugli
obiettivi del PUC e devono essere conformi ai piani territoriali e di settore di livello sovraordinato, nel
rispetto delle disposizioni in materia di VAS di cui alla l.r. 32/2012 e successive modificazioni e
integrazioni e delle relative indicazioni applicative;
- che il vigente PUC è stato sottoposto a procedimento di VAS, nell’ambito del quale sono stati
acquisiti il parere della Regione Liguria, reso con DGR n. 1280/2012, nonché la verifica di
ottemperanza al parere motivato di VAS, di cui alla DGR n. 1201/2015 e al Voto del Comitato
Tecnico Regionale per il territorio n. 150 del 30/09/2015 e del 14/10/2015;
Premesso inoltre:
- che con Determinazione Dirigenziale n. 2019-118.22.0.-46 del 27/12/2019 si è provveduto al
recepimento nelle norme del PUC delle leggi sovraordinate nel frattempo entrate in vigore e ad
inserire in modo esplicito nelle medesime norme generali le disposizioni della L.R. 16/2008 che
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Documento firmato digitalmente

tutt’oggi trovano applicazione nello stesso PUC, nonostante siano state formalmente abrogate con la
legge regionale 15/2017;
- che, nei cinque anni intercorsi dall’approvazione del PUC ad oggi a seguito dell’applicazione delle
diverse norme sono emerse alcune problematiche interpretative inerenti alcune disposizioni in
particolare riguardanti le caratteristiche tipologiche e dimensionali di alcuni manufatti, gli interventi
edilizi comportanti incrementi superficiari e volumetrici, nonché le disposizioni di rilevanza
ambientale;
Rilevato più in particolare:
- che in relazione alle disposizioni contenute all’articolo 11 comma 23 lettera b delle Norme Generali
di PUC, con riferimento alla realizzazione di piscine, l’esperienza maturata nel corso della vigenza
dell’attuale Piano Urbanistico ha posto in evidenza che il dettato normativo prevede requisiti
dimensionali assai rigidi e limitativi anche rispetto al carattere pertinenziale dei manufatti, come
anche emerge indirettamente da due sentenze del TAR Liguria che hanno riconosciuto la natura
pertinenziale di piscine di dimensione assai maggiore, nel contempo la disposizione è apparsa non
sufficientemente cautelativa con riguardo alle ipotesi in cui l’intervento sia proposto in terreni
caratterizzati da aree terrazzate a fasce, con muri di pietra a secco e compreso in zone di valore
paesaggistico; la modifica normativa pertanto si propone da un alto di non porre un limite
dimensionale massimo, ponendo prescrizioni di tipo prestazionale;
- che il punto 3.1 dell’articolo 13 delle Norme Generali di PUC non indica un limite massimo
volumetrico nel caso di interventi di sostituzione edilizia, individuando soltanto un limite di
incremento pari al 20% della superficie agibile, ma l’art. 14 della legge regionale 16/2008 e smi
stabilisce che nel caso di interventi di sostituzione edilizia consistenti nella demolizione e successiva
ricostruzione di edifici esistenti, comportanti eventuali incrementi della volumetria originaria, debba
essere il PUC a prevedere le soglie percentuali entro le quali lo stesso risulti ammissibile, tenuto conto
dei caratteri paesaggistici, urbanistici ed ambientali, delle modalità di attuazione e delle prestazioni di
opere di urbanizzazione da osservare nella ricostruzione;
- che, l’articolo 14 delle Norme Generali di PUC comprende uno specifico complesso di “Norme di
rilevanza ambientale”, tendenti a coordinare le prescrizioni urbanistiche con la primaria esigenza di
tutela dell’ambiente nelle sue varie e diverse espressioni, mediante prescrizioni finalizzate al
miglioramento qualitativo e prestazionale dell’edificazione e alla salvaguardia del territorio,
specialmente nelle sue parti più fragili e meritevoli di tutela;
- che, più in particolare:
- il punto 1) dell’art. 14, nella vigente stesura contiene una disciplina degli interventi nelle zone a frana
quiescente ed attiva non conforme a quella del Piano di Bacino, vi è quindi la necessità, anche ai sensi
dalla legge regionale 15/2018, di uniformare la norma di PUC al Piano di Bacino;
- per quanto riguarda il punto 4) dell’art 14 è emerso che l’applicazione coordinata e contestuale delle
diverse previsioni ivi contenute ha comportato una limitazione quasi assoluta ed indiscriminata della
possibilità di realizzare parcheggi interrati, anche quando gli stessi hanno dimensione modesta, sono
ricompresi nel contesto urbano e funzionali esclusivamente alla singola unità immobiliare; nel
contempo la normativa come attualmente articolata preclude la possibilità di intervenire anche
quando l’area risulti già impermeabilizzata ed un nuovo intervento potrebbe anche comportare la
riduzione della superficie impermeabile ed un miglioramento paesaggistico del contesto; è stato anche
palesato come altri Comuni nell’affrontare la problematiche della tutela idrogeologica, del
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“contenimento dell’uso del suolo” e della “permeabilità” abbiano disciplinato gli argomenti con
criteri prestazionali e non parametrici quale appunto la previsione di puntuali specifiche relazioni e
approfondimenti.
- che, il comma 3 dell’art. 15 delle Norme Generali del PUC individua le distanze da osservare per la
realizzazione di costruzioni interrate, rinviando alle disposizioni contenute nelle Norme di Conformità,
e che le stesse tuttavia non contengono esplicito riferimento alla realizzazione di tali tipologie edilizie
ma sono riferite esclusivamente agli interventi di nuova costruzione e sostituzione edilizia;
- che, l’articolo 16 delle Norme Generali del PUC si occupa delle tipologie di parcheggi e contiene
specifica disciplina riferita a tale funzione, rispetto alla quale l’esperienza ha messo in evidenza le
possibili disfunzioni derivanti dalla letterale applicazione dell’attuale disposto dell’art. 16, comma 1,
punto c), che opera una distinzione tra parcheggi in “struttura” o a “raso”, senza che tale distinzione
affronti in modo esaustivo alcune situazioni “limite” che possono verificarsi, anche in ragione delle
caratteristiche del terreno in cui si opera;
- che, la suddetta distinzione ha importanza poiché nelle Norme di Conformità relative ai diversi
Ambiti o Distretti sono puntualmente individuati i casi in cui sono consentiti i parcheggi a “raso” e/o
in “struttura”, questi ultimi proprio perché comportano la realizzazione di un nuovo consistente
manufatto sono ammessi con criteri più rigorosi rispetto a quelli a raso;
- che, l’articolo AC-CS 2 delle Norme di Conformità del PUC espressamente vieta l’insediamento
delle funzioni residenziali ai piani terra degli edifici esistenti;
- che, tuttavia, l’insediamento delle funzioni residenziali costituisce occasione di riqualificazione e
recupero degli ambiti in stato di degrado;
- che, l’art AR-PR-2 Disciplina degli interventi edilizi, delle Norme di Conformità del PUC vigente,
nella sezione relativa agli Interventi consentiti, relativamente alla Nuova costruzione, specifica che
tale intervento è consentito inoltre “Per la realizzazione di manufatti tecnici per attività di produzione
agricola e di allevamento collegata all’effettiva produzione agricola ivi compresa la residenza
realizzata esclusivamente da soggetti aventi i requisiti di Imprenditore Agricolo Professionale, come
definito all’art. 8) punto 3.1 delle Norme generali, si applica la disciplina dell’Ambito di
Riqualificazione delle aree di produzione agricola AR-PA.” e che le serre non sono espressamente
ricomprese tra i suddetti manufatti;
Rilevato inoltre:
- che l’urbanistica va intesa non soltanto come disciplina delle trasformazioni fisiche del territorio ma
anche come «disciplina globale dell’uso del territorio, comprensiva quindi di tutti gli aspetti connessi a
tale uso e di tutti gli interventi che comunque sono destinati ad incidere su di esso» (Corte
Costituzionale 382/1999; Consiglio di Stato 415/1998);
- che la riforma costituzionale del titolo V ha inciso, tra l’altro, sull’articolo 117 della Costituzione,
sostituendo, la parola “urbanistica” con l’espressione “governo del territorio” che si presenta come
nozione più ampia e non perfettamente coincidente rispetto ai concetti di urbanistica ed edilizia;
Dato atto che, sulla base delle considerazioni sopra illustrate, la Giunta Comunale ha assunto la
proposta al Consiglio n. 9 in data 13 febbraio 2020, con allegata Relazione Urbanistica esplicativa
degli effetti di modifica al PUC, corredata inoltre da Rapporto Ambientale, proposta con cui ha
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ritenuto di individuare le puntuali modifiche da apportare alle norme del PUC, come di seguito
esposte:
- di eliminare all’art. 11), comma 23, lettera b), il rigido parametro volumetrico di 30 mc e individuare
più puntuali requisiti qualitativi di carattere paesaggistico al fine di garantire il rispetto della
morfologia del terreno ed il corretto inserimento nel contesto dei manufatti;
- di fissare all’art 13 comma 3.1, la soglia di incremento percentuale volumetrico nel limite del 40% di
quello esistente, coerentemente con l’esigenza di rispettare i requisiti igienico sanitari e di risparmio
energetico imposti dall’attuale normativa vigente in materia;
- di uniformare, all’art 14 punto 1) “Difesa dagli allagamenti e Salvaguardia idrogeologica”, la
disciplina comunale a quella stabilita nelle norme del Piano di Bacino per quanto riguarda le aree
caratterizzate dalla presenza di “dissesti attivi e quiescenti”, anche in conformità alla previsione
dell’art 2) comma quinto della legge 36/1997 e s.m.i., come introdotto dalla L.R. 15/2018;
- di rinominare l’art. 14 punto 4), intitolato “Tutela e sicurezza dei suoli”, con il titolo “Tutela e
salvaguardia dei suoli” al fine di chiarire che i contenuti normativi in esso stabiliti sono riferiti alla
“salvaguardia” dei suoli, eliminando il richiamo alla “sicurezza” in quanto aspetto già affrontato e
disciplinato nell’ambito delle Norme geologiche contenute nel PUC;
- di intervenire sulla formulazione del suddetto punto 4) con una serie articolata di modifiche
finalizzate ad eliminare le criticità dapprima evidenziate, ma nel contempo, al fine di salvaguardare
l’obiettivo di contenimento del consumo e miglioramento dello stato del suolo” sostituendo in parte le
disposizioni parametriche con altre di carattere prestazionale: in particolare la norma che vieta un
fronte di scavo maggiore di m. 10 viene eliminata e compensata nell’articolato normativo con la
previsione di produrre, durante l’istruttoria del progetto edilizio, una perizia asseverata, sulla base di
una relazione geotecnica estesa al contorno, che attesti la fattibilità dell’intervento e l’eventuale
necessità di rispettare le distanze di sicurezza dagli edifici esistenti all’intorno; viene invece
mantenuta la previsione che la profondità del fronte di scavo non debba essere maggiore della
distanza tra il nuovo volume interrato e l’edificio esistente all’intorno, introducendo la possibilità di
realizzare ad una minore distanza i soli parcheggi pertinenziali e quelli ai sensi dell’art 9 della legge
122/1989, ma in tal caso - ove il parcheggio privato abbia superficie maggiore mq. 200 e profondità
maggiore di m. 4 - oltre alla perizia asseverata è obbligatorio il mantenimento o la realizzazione a
contorno del parcheggio di una superficie permeabile pari al di doppio di quella del nuovo parcheggio.
In considerazione delle rilevanti peculiarità di natura paesaggistica si ribadisce il divieto alla
realizzazione di parcheggi interrati all’interno di parchi e giardini storici, si richiede inoltre la
realizzazione di coperture a verde pensile ai sensi delle norme UNI 11235, ove consentito dallo stato
dei luoghi, nonché la conservazione delle alberature ad alto fusto.
- di precisare, all’art. 15 comma 3 delle Norme Generali del PUC, che anche per gli interventi relativi
a volumi interrati trovano applicazione le distanze dai confini indicate nelle Norme di Conformità e
riferite agli interventi di nuova costruzione e sostituzione edilizia;
- di precisare all’art. 16 delle Norme Generali del PUC “Parcheggi” che con la definizione parcheggio
in “struttura” si intendono i parcheggi che comportano la creazione di nuovo volume o comunque
opere edilizie di rilevante consistenza, mentre sono parcheggi a raso quelli che comportano la sola
realizzazione di muri di contenimento o terrapieni di non rilevante dimensione, individuando il punto
di distinzione tra le due tipologie nella realizzazione di muri di contenimento o terrapieni di altezza
non superiore a m. 1,50;
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Considerato inoltre che la Giunta Comunale, con la ridetta proposta al Consiglio in data 13
febbraio 2020 ha ritenuto, infine, di intervenire anche sulle disposizioni puntuali contenute nelle
norme di conformità relative ai singoli ambiti e precisamente l’Ambito AC-CS Ambito di
Conservazione del Centro storico Urbano e l’ambito AR-PR Ambito di Riqualificazione del Territorio
di Presidio Ambientale e più in particolare:
- nell’ambito di Conservazione del Centro Storico Urbano all’art. AC-CS- 2 – Prescrizioni generali
eliminare la preclusione all’introduzione della residenza ai piani terra degli edifici, trattandosi di una
“scelta” finalizzata a conseguire una rivitalizzazione del Centro Storico Urbano anche in coerenza con
le disposizioni della recente legge regionale n. 30 del 2019;
- nell’ambito di Riqualificazione del Territorio di Presidio Ambientale all’art AR-PR-2 – Serre inserire
un nuovo comma in base al quale i soggetti aventi i requisiti di Imprenditore Agricolo Professionale
possono realizzare le serre in conformità ai più estensivi parametri previsti
nell’Ambito di
Riqualificazione delle Aree di Produzione Agricola AR-PA;
Dato atto che:
ai sensi degli articoli 59 e 60 del vigente Regolamento per il Decentramento e la Partecipazione
Municipale, la precedente proposta di modifica alle norme del PUC è stata trasmessa ai Municipi per il
prescritto parere con nota prot n. 74919 in data 27 febbraio 2020;
- Il Municipio I Centro Est, con atto n. 9 in data 6 aprile 2020, ha espresso parere favorevole su buona
parte della riformulazione normativa oggetto della predetta proposta, ponendo condizioni sul tema
“piscine”, per cui ha proposto una riformulazione della norma volta a facilitarne l’applicazione,
esprimendosi invece negativamente: a) sul testo del comma 4 dell’art. 14, proponendo diversa stesura;
b) sul contenuto dell’art. 16 punto c) per cui propone di ridefinire il limite di altezza dello scavo o
struttura da utilizzare per la definizione di parcheggi a raso; sulla possibilità di insediare funzioni
residenziali ai piani strada nel Centro Storico, proponendo diversi utilizzi;
- I Municipi II Centro Ovest, III Bassa Valbisagno, IV Media Valbisagno, V Valpolcevera, VI Medio
Ponente, VII Ponente, hanno espresso parere contrario alla delibera in esame, con motivazioni del tutto
analoghe, esplicitate nei relativi pareri o atti richiamati;
- Il Municipio VIII Medio Levante ha espresso parere favorevole alla proposta, il Municipio IX
Levante ha espresso parere contrario;
Dato atto inoltre che:
- è pervenuto documento di osservazioni datato 3 aprile 2020 da parte di Italia Nostra Sez. Genova e
Circolo Nuova Ecologia Legambiente, in cui gli Enti ritengono di rilevare il rischio insito nelle
modifiche normative oggetto della proposta in termini di disorganicità e disomogeneità della disciplina
del territorio, oltre che la potenziale lesione di norme di diverso rango volte alla tutela dei valori
paesaggistici e al presidio dell’ordinato sviluppo urbanistico del territorio;
- è pervenuto inoltre documento di osservazioni di ANCE (condiviso dall’ordine degli Architetti),
contenente proposte di emendamento, finalizzate ad introdurre una modifica più incisiva della
disciplina urbanistica in esame;
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Considerato che la Giunta Comunale, preso atto degli apporti partecipativi, come sopra
sinteticamente rappresentati, ritiene opportuno procedere ad una rivisitazione della proposta anche
sulla base degli apporti partecipativi dapprima richiamati procedendo alle modifiche normative del
vigente testo come segue:
Art. 11 piscine pertinenziali: viene integrata la disposizione con la previsione che, se il contesto lo
consente, vada privilegiata la realizzazione di invasi d’acqua dotati di sistema naturale di filtrazione
per il trattamento acque stesse; per quanto poi riguarda le criticità in particolare rappresentate
nell’osservazione di Italia Nostra, si rileva che, anche a seguito di istanza avanzata da alcuni Gruppi
Consiliari, è emerso che il numero di progetti che riguardano le piscine pertinenziali sono modeste
(meno di 10 in un anno); non si ritiene quindi che la proposta di aggiornamento possa avere
l’incidenza paventata; si ribadisce a tal proposito che la modifica è stata apportata per superare un
limite dimensionale oltre misura rigoroso e riduttivo anche a fronte di sentenze che espressamente
hanno riconosciuto il carattere di piscina pertinenziale a invasi di dimensione assai maggiore di 30 mc.
a servizio di immobili destinati ad abitazione e non strutture recettive, come invece affermato in alcuni
pareri. Soprattutto si precisa che, trattandosi di piscine pertinenziali di abitazioni debbono
oggettivamente e normativamente avere dimensione modesta e proporzionata all’edificio di cui sono
pertinenza e che l’intervento dovrà avvenire nel rispetto delle regole sulla permeabilità previste nel
PUC.
Art 13 sostituzione edilizia- incremento volumetrico: viene recepita l’osservazione contenuta in alcuni
pareri di limitare la possibilità di incremento volumetrico in misura inversamente proporzionale al
volume attualmente esistente. Quindi è mantenuta la possibilità di incremento volumetrico del 40%
solo per gli edifici di volume non maggiore di m.c. 2000, lo si riduce al 30% per quelli di dimensione
minore di 5000 m.c., mentre non è consentito alcun maggior incremento volumetrico rispetto a quello
già ammesso dalla vigente normativa se il volume attuale è maggiore di m.c. 5000, infatti ai sensi
delle vigenti norme di PUC, a fronte di un incremento di superficie agibile del 20%, viene comunque
ammesso un incremento volumetrico del 20%. Inoltre, a fronte del contenuto di alcuni
pareri/osservazioni, si precisa altresì che la norma non prevede in alcun modo la possibilità di un
incremento della superficie agibile, quindi non è possibile un incremento del carico urbanistico/peso
insediativo.
Come già osservato, la modifica, che riguarda i soli interventi di sostituzione edilizia, cioè di
totale demolizione e ricostruzione di un intero edificio, non prevede e non consente alcun incremento
né dell’indice di edificabilità, né della superficie agibile, né di quella accessoria, oltre quanto già
ammesso dalla vigente normativa di PUC, ma ha il solo obiettivo di consentire miglioramenti igienico
sanitari e estetico paesaggistici, che l’esperienza pratica ha dimostrato esser a volte di difficile
attuazione, ove l’incremento di volume sia consentito nelle stesse identiche misure e proporzioni della
superficie agibile. La disposizione è comunque recessiva rispetto ad eventuali più puntuali regole e
previsioni contenute nelle norme di conformità dei singoli Ambiti.
Art 14 nel punto 1 Difesa dagli allagamenti e Salvaguardia idrogeologica: come richiesto da alcuni
Municipi, viene ripristinata la previsione che in presenza di dissesti attivi o quiescenti sono consentiti
gli interventi finalizzati al ripristino delle condizioni di sicurezza e di stabilità compresa la
demolizione degli edifici.
Art 14 punto 4 Tutela e salvaguardia dei suoli: è stato rivisitato. Come già nella precedente proposta,
viene eliminato il limite massimo di m. 10 di profondità dello scavo, ribadendo che il progetto deve
essere corredato da una perizia che attesti la realizzazione “in sicurezza” della costruzione interrata, in
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conformità ad analoghe disposizioni contenute nei Piani Urbanistici di altri grandi comuni. Infatti la
determinazione di un’ altezza massima indistinta e generalizzata di m. 10 non affronta il tema della
valutazione puntuale e reale delle caratteristiche del suolo nel singolo contesto in cui si intende
operare, mentre all’opposto, proprio sulla base di un analisi puntuale, potrebbe eventualmente
emergere che uno scavo, anche inferiore a m. 10, è pregiudizievole e non avviene “ in sicurezza”;
oppure all’opposto che un intervento di profondità maggiore potrebbe non avere impatti negativi sul
suolo.
Quanto poi all’affermazione contenuta in alcuni pareri che “la redazione di perizie può esser
condizionata da fattori esterni che portano talvolta a forzature dimostrative e conseguentemente a
risultati non proprio veritieri” si rappresenta che il Comune intende dotare gli uffici di un ingegnere
competente in materia che verifichi le suddette perizie.
Pertanto, assunto come presupposto di tutti gli interventi edilizi “in interrato” l’obbligo della
predetta perizia, si è poi cercato di meglio definire il tema della distanza dei parcheggi interrati dagli
edifici esistenti anche sulla base di osservazioni e rilievi emersi nei diversi incontri; pertanto con
riguardo alla distanza dei parcheggi in interrato dagli edifici all’intorno, viene previsto quanto segue:
- per i parcheggi liberi/commerciali viene ribadito che va rispetta una distanza dagli edifici all’intorno
pari all’altezza del fronte di scavo, ma è precisato che se la profondità dello scavo è maggiore di m.
10, la distanza dall’edificio circostante deve essere di almeno metri 10, ma non necessariamente pari al
fronte di scavo.
- per i parcheggi pertinenziali viene previsto che non vi è obbligo di distanza se lo scavo non_ è
maggiore di m. 3, mentre per quelli con profondità maggiore, viene reintrodotto (mantenuto) l’obbligo
del rispetto della distanza dalla costruzione esistente pari all’altezza del fronte di scavo, con la
medesima precisazione prevista per i parcheggi commerciali, che se la profondità dello scavo è
maggiore di 10 metri, la distanza dalla costruzione esistente può essere contenuta nel limite di 10
metri, tale distanza infatti la si ritiene sufficientemente cautelativa rispetto agli edifici circostanti.
E’ inoltre consentita la deroga all’obbligo del rispetto della distanza pari al fronte di scavo per i
parcheggi pertinenziali costituenti dotazione obbligatoria di quel determinato intervento edilizio, ai
sensi delle norme del PUC, o delle diverse normative di settore, o per quelli ai sensi dell’art 9 IV
comma legge 122/1989; si tratta in parte di deroghe già previste nell’attuale disciplina, e comunque
rispondenti ad interessi pubblici; in particolare, ove il Comune intenda ripubblicare i bandi ai sensi
dell’articolo 9 IV comma della L. 122/1989, le relative aree saranno individuate sulla base di
preliminari e puntuali verifiche anche sotto l’aspetto idrogeologico.
Infine, fatto sempre salvo l’obbligo della perizia che accerti che si opera “in sicurezza”, è possibile
non rispettare le distanze sopra indicate se i diversi beni appartengono allo stesso proprietario, oppure
vi è l’accordo tra confinanti.
Con riguardo ai profili di rilevanza paesaggistica viene mantenuto (ripristinato) il divieto di realizzare
parcheggi in struttura nei territori extraurbani degli ambiti AC-VP AC-NI, AR-PR AR-PA, meglio
definendo che per territori extraurbani si intendono quelli al di fuori del Centro Abitato come
delimitato ai sensi del Nuovo Codice della Strada; viene confermato il divieto di realizzare parcheggi
in struttura nei giardini e parchi urbani, mentre per quanto riguarda le zone a Verde Strutturato, si
stabilisce che i parcheggi pertinenziali possono essere realizzati solo in aree prive di alberature, o
palme, ad alto fusto, o comunque non caratterizzate da “verde di pregio”, ritenendo che in tal modo si
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possa pervenire ad un equo contemperamento tra le diverse esigenze
discrezionalità amministrativa nelle scelte pianificatorie del PUC.

di tutela oggetto di

Per quanto riguarda le distanze ai sensi nell’art 15, le modifiche contenute nella precedente proposta
sono state in parte assorbite nelle sopra richiamate modifiche dell’art 14. 4, quindi non viene più
previsto alcun aggiornamento sostanziale rispetto al testo vigente.
Art 16 Definizione di parcheggio in struttura/parcheggio a raso, a cielo aperto: viene ridefinita un
altezza massima complessiva dei muri che possono essere realizzati per poter definire ancora
l’intervento come parcheggio “a raso”, precisando che i parcheggi con muri (di supporto), a valle,
inferiori a m. 2 e (di contenimento) a monte inferiori a m.3 possono ancora essere assimilati ai
parcheggia “a raso” con riguardo alle definizioni di carattere edilizio urbanistico contenute nel PUC;
mentre quelli con muri di altezza pari o maggiore a quella sopra indicata sono da ricomprendersi nella
definizione del PUC tra i parcheggi “in struttura”.
Modifiche agli Ambiti AR-PR e AC-CS
AR-PR: realizzazione serre di dimensioni pari a quelle previste in ambito AR-PA per l’imprenditore
agricolo professionale. A fronte di alcune contestazioni si osserva che la disposizione non può in alcun
modo consentire un domani l’utilizzo del volume della serra per fini edilizi; le serre sono manufatti
connotati da specifiche caratteristiche e funzioni la cui realizzabilità è già oggi soggetta ad un atto
d’obbligo che esclude qualsiasi futuro diverso utilizzo;
Inserimento della residenza ai piani terra dell’Ambito AC-CS: per quanto concerne la suddetta
modifica, dopo l’esame della proposta da parte dei Municipi, vi è stato un ampio dibattito anche con il
coinvolgimento delle Associazioni che operano nel Centro Storico. La previsione di inserire la
residenza ai piani terra nel Centro Storico è stata quindi prevista a livello sperimentale solo in alcune
vie meglio individuate in apposita cartografia. La modifica ha l’obiettivo di regolare l’utilizzo e la
funzione dei piani terra nelle vie meglio individuate nella cartografia richiamata dalla norma
urbanistica al fine di combattere l’attuale degrado dei “bassi”. In conseguenza della nuova legge
regionale 30/2019 che consente l’inserimento di qualsiasi destinazione urbanistica nei locali destinati a
pertinenza e accessori, la modifica al PUC riguarderà quasi esclusivamente i soli locali, ormai
dismessi, che già avevano una destinazione che costituisce Superficie Agibile, spesso con funzioni con
un peso urbanistico maggiore della residenza, e pertanto non si ritiene che la modifica comporti un
maggior carico insediativo rispetto a quanto previsto dalla vigente disciplina di PUC. Va anche
osservato che la previsione dell’insediamento di residenza, riguarda un numero limitato di vie del
Centro Storico e viene inserita a livello sperimentale.
Ritenuto che:
- la diversa disciplina edilizio-urbanistica, per l’ambito AC-CS, possa, oggi più di ieri, suscitare
interesse nel mercato immobiliare, a fronte di forme diverse e nuove di utilizzo residenziale/ricettivo
degli immobili; si pensi: all’albergo diffuso” agli ”affitti brevi”, ai bed and breakfast, agli studi
professionali, e laboratori medici ai piani terra, fenomeno quest’ultimo determinato anche dalla
difficoltà da parte di persone anziane ad accedere e fruire dei piani superiori in immobili privi di
ascensore;
- proprio nella prospettiva che vi possa essere un nuovo interesse ad una fruizione dei locali che si
trovano ai piani terra nelle vie a tal fine individuate nella cartografia del Centro Storico allegata quale
parte integrante alla presente proposta, la Civica Amministrazione intende supportare questa scelta
urbanistica con una serie di agevolazioni economiche che non riguarderanno i soli casi in cui
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l’immobile sarà trasformato in residenza, ma saranno estesi a tutti gli interventi edilizi ammessi dalla
normativa urbanistica (turistico ricettivo, laboratori, studi professionali ecc.) che consentano così una
“rinascita” di tali contesti e di conseguenza l’eliminazione del degrado urbano; risulta infatti di tutta
evidenza come l’occupazione di tali spazi da parte di “residenti”, di attività ricettive, di studi
professionali ecc., in modo costante e continuo, in alcuni casi con una “presenza giorno e notte”,
rappresenti il maggior deterrente al degrado e nel contempo possa costituire un volano affinché il
fenomeno si espanda anche nelle strade viciniori;
Ritenuto inoltre di sottolineare, che la ragione principale di interesse pubblico che determina la
scelta urbanistica è quella di favorire in questo modo un risanamento e quindi incentivare i cittadini a
ritornare a vivere nel Centro Storico attraverso una serie articolata di iniziative finalizzate a regolare
l’utilizzo e la fruizione dei piani terra nelle vie del Centro Storico all’uopo individuate;
Rilevato, in particolare, che tra le diverse modifiche di cui al presente provvedimento, riferite
al centro storico, vi è anche la norma che stabilisce che il titolo edilizio convenzionato può disporre
misure incentivanti opportunamente graduate, anche a seconda del tipo di residenza introdotta, nel
quadro di quanto previsto dall’art 12.3 delle norme generali di piano – quali la riduzione/esenzione
dal pagamento del contributo di costruzione e/o riduzione del contributo in denaro a titolo di
monetizzazione del parcheggio, a fronte di impegni convenzionalmente assunti dal privato, in ragione
dell’obiettivo sinergico della tutela del contesto ambientale circostante, con particolare riguardo al
decoro e alla sicurezza urbana. Nelle stesse zone individuate all’interno della Tavola 3.10 del Centro
Storico, sopra richiamata, gli interventi edilizi riguardanti i piani terra sono esentati dal pagamento
del contributo di costruzione, ove dovuto, anche nel caso di introduzione di funzioni ammesse diverse
dalla residenza”;
Ritenuto quindi di stabilire che, nei suddetti casi, l’ottenimento del titolo edilizio sia
subordinato alla sottoscrizione da parte del cittadino di una convenzione in cui sia previsto:
l’intervento che intende attuare; la tipologia ed entità delle agevolazioni di cui potrà beneficiare;
l’assunzione da parte dello stesso di una serie di obblighi mediante sottoscrizione delle relative
clausole contrattuali che assicurino un uso “virtuoso” dell’immobile da parte sua e/o di eventuali
successivi fruitori in modo tale anche da scongiurare che nell’immobile stesso vengano svolte attività
illecite o che comunque possano contribuire al degrado dell’ambiente circostante. Nel caso in cui non
vengano rispettati gli obblighi contrattualmente assunti verrà meno il diritto alle agevolazioni con il
conseguente obbligo di corrispondere i relativi contributi;
Ritenuto di precisare che la richiesta di provvedere al pagamento che consegue al mancato
rispetto degli obblighi contrattuali si caratterizza come un recupero indiretto del contributo della cui
esenzione/riduzione il cittadino aveva beneficiato al momento dell’ottenimento del titolo edilizio;
Rilevato che la richiamata norma del PUC, prevede altresì che la nuova residenza sia dotata
di un posto auto pertinenziale il quale, per le caratteristiche del Centro Storico, potrà essere asservito
in un raggio di 1000 metri, invece che 500, come invece stabilito nell’art. 16 delle norme generali,
e che, in alternativa al reperimento, il parcheggio potrà essere monetizzato in applicazione dei
parametri previsti dall’art. 19 comma 6 della legge regionale 16/2008; infatti, a causa dell’oggettiva
carenza di posto auto nel Centro Storico, la norma consente di individuarlo in un ambito più esteso;
in tal modo la residenza potrà acquisire un maggior valore ed una migliore funzionalità se riuscirà
anche a disporre di un parcheggio pertinenziale;
Rilevato altresì, che tra i diversi usi ricompresi nella “residenza”, ai sensi dell’art 12.3 delle
Norme Generali del PUC, la Civica Amministrazione intende in particolare incentivare quelli che
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hanno nel contempo una funzione sociale, quali la residenza di tipo specialistico: gli alloggi protetti
per anziani, nonché le sedi di strutture per servizi pubblici o privati ecc.;
Ritenuto pertanto:


di individuare le agevolazioni e detrazioni di cui il cittadino può beneficare, ove intenda
destinare a residenza, struttura ricettiva, studio professionale, laboratorio e di ogni altra funzione
ammessa, i piani terra di edifici siti nelle vie del Centro Storico (Ambito AC-CS) rappresentati nella
cartografia del PUC di cui alla Relazione Urbanistica allegata quale parte integrante e sostanziale al
presente provvedimento;


di stabilire che la convenzione, che il cittadino andrà a sottoscrivere per beneficare delle
richiamate agevolazioni, dovrà prevedere: il tipo di intervento che intende attuare con
l’individuazione della destinazione edilizio-urbanistica che assegna all’immobile; l’uso specifico
dell’immobile (ad esempio abitazione in proprio, locazione, o affidamento in comodato a terzi, casa
per studenti o giovani lavoratori, residenza per anziani, bed and breakfast ecc.); la disponibilità o
meno del parcheggio nel raggio consentito; l’impegno a mantenere la destinazione impressa per un
numero minimo di anni , nonché una serie di ulteriori impegni del proprietario, qualora intenda
trasferire a terzi il godimento dell’immobile consistenti nell’inserimento nel contratto con i terzi del
divieto di sublocazione o cessione del contratto, o mutamento di destinazione dell’immobile, divieti la
cui violazione comporterà la risoluzione del contratto per inadempimento;


di stabilire che in convenzione sia prevista, in caso di inadempimento del proprietario agli
obblighi assunti, la perdita delle agevolazioni con diritto dell’Ente di recuperare quanto non
corrisposto e, qualora necessario, tramite attivazione di procedura esecutiva di espropriazione
immobiliare, oppure attribuendo al bene in oggetto una destinazione pubblica o di interesse generale e
assumendo gli atti previsti dalla legislazione nazionale, regionale e dei regolamenti comunali vigenti
in materia;
Ritenuto di conseguenza che le agevolazioni di natura edilizio urbanistica, correlate
all’assunzione e all’assolvimento degli obblighi declinati nella convenzione consistono:


nell’esonero dall’obbligo di pagamento del contributo di costruzione, ove dovuto;



nella previsione di un abbattimento dell’ammontare della monetizzazione che dovrebbe
essere corrisposta nel caso in cui l’immobile sia destinato a residenza e non venga reperito il
parcheggio pertinenziale nel raggio di 1000 metri all’intorno; abbattimento la cui entità varierà a
seconda che l’unità immobiliare venga destina ad abitazione, oppure a residenza specialistica.
Ritenuto pertanto con il presente provvedimento:
di adottare l’aggiornamento al PUC, ai sensi dell’art. 43 comma 3 lett. c) e c bis) della Legge
Regione Liguria n. 36/1997 e s.m.i., come in particolare rappresentato negli allegati elaborati:


aggiornamento ai sensi dell’art. 43 della LR 36/1997 e smi delle norme generali del PUC Modifica degli articoli 11, 13, 14, 15 e 16;
-

aggiornamento ai sensi dell’art. 43 della LR 36/1997 e smi delle norme di conformità del PUC
- e AR-PR-2-Serre; Modifica degli articoli AC-CS-2-Prescrizioni generali.
-

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Visti:
- il T.U. degli Enti Locali, D.lgs. 267/2000
- la L.R. 36/1997 e smi;
- la L.R. 16/2008 e smi;
- la L.R. 15/2018;
- la L.R. 32/2012 e smi;
- il D.lgs. 222/2016;
- il PUC in vigore dal 03.12.2015;
- il Regolamento per il Decentramento e la Partecipazione Municipale;
Dato atto che occorre esperire la procedura prevista all’art. 60 comma 5 del vigente
Regolamento per il decentramento e la partecipazione municipale, adottato con Deliberazione del
Consiglio Comunale n. 6 del 6/02/2007 e successivamente modificato ed integrato;
Preso atto che a seguito dell’esame della presente proposta hanno nuovamente espresso parere
contrario i Municipi Ponente, Medio Ponente, Centro Ovest, Val Polcevera, Bassa Val Bisagno, Media
Val Bisagno, mentre ha espresso parere favorevole il Municipio Levante.
Preso atto altresì che sono pervenute nuove osservazioni di Italia Nostra –Circolo Nuova
Ecologia Legambiente.
Rilevato che alcuni dei pareri contrari dei Municipi richiamano il loro precedente parere oppure
le osservazioni di Italia Nostra e Legambiente
Rilevato che alcuni dei pareri contrari dei Municipi richiamano il loro precedente parere oppure
le osservazioni di Italia Nostra e Legambiente
Ritenuto nei confronto dei sopra richiamati pareri contrari e delle osservazioni di Italia Nostra,
Legambiente, di rappresentare quanto segue.
Occorre premettere che le modifiche al PUC oggetto del presente provvedimento non si
riferiscono a singoli specifici interventi (nelle osservazioni di Italia Nostra e Legambiente si cita più
volte l’area di Campostano). Obiettivo del presente provvedimento è di intervenire in modo assai
contenuto sull’attuale disciplina normativa, proponendo la modifica di alcune disposizioni e, nella
prevalenza, solo di alcuni commi di tali disposizioni che, nei cinque anni trascorsi dalla data di
approvazione dello strumento urbanistico generale ad oggi, hanno manifestato nella loro applicazione
concreta la necessità di una qualche aggiornamento in modo tale da poterne continuare a garantire la
funzionalità.
A dimostrazione di quanto sopra si fa constare che, a fronte di un PUC composto da centinaia
di norme, vengono modificati solo 7 articoli e che tali modifiche non hanno alcuna potenzialità, né di
fatto, né giuridica di incidere sulla disciplina paesaggistica e di tutela del patrimonio storico e artistico
che sono tutelati da norme sovra ordinate rispetto alle quali quelle del PUC sono comunque recessive,
così come il contenuto delle suddette modifiche, proprio per la loro marginalità rispetto al disegno
complessivo de PUC, non può originare la necessità di ricorre alla VAS, né incidere sulla descrizione
fondativa, sugli obiettivi ecc.
E’ quindi vero che si è intervenuti in modo parziario, ma ciò è determinato dal fatto che si
doveva aggiornare singoli commi di alcune norme che negli anni hanno manifestato una certa “usura”
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nella loro applicazione concreta e quindi richiedevano appunto un “aggiornamento” come meglio
emerge di seguito nei riscontri che vengono formulati si singoli articoli.
Art 11 Piscine
Si sostiene che la modifica consentirà la realizzazione di piscine di grandi dimensioni con conseguente
rilevante maggior consumo d’acqua e del suolo, da qui - secondo alcune contestazioni - la necessita di
dover procedere alla VAS e quindi l’impossibilità di modifica con un “semplice” aggiornamento del
PUC.
La tesi non è condivisibile: non è vero che la modifica consente di realizzare piscine di grandi
dimensioni, si tratta infatti – come dice la stessa norma di PUC - di piscine pertinenziali, che devono
essere a servizio di un edificio, quindi con una dimensione modesta proporzionata a quella
dell’immobile principale, per cui vige il principio contenuto nell’ art 3 del DPR 380/2001 comma 1
lett. e) punto e6) .
La norma non “liberalizza” la realizzazione di nuove piscine in ambiti in cui le attuali
disposizioni non le consentono, ma permette soltanto di ampliarle in misura maggiore di 30 metri cubi
dove già sono ammesse, ma sempre nel rispetto del rapporto do proporzionalità con le dimensioni
dell’edificio principale.
ART 13 Sostituzione Edilizia
In alcuni pareri viene affermato che la norma comporterebbe un aggravio del peso insediativo con
consumo del suolo, quindi la procedura corretta ai sensi della legge regionale 36/1997 sarebbe la
variante urbanistica, non l’aggiornamento
Questa affermazione oggettivamente non corrispondente al vero, di seguito se ne spiegano le
ragioni.
Il PUC vigente è stato predisposto sulla base della legge regionale 16/2008 e quindi delle
definizioni ivi contenute
La legge, e di conseguenza il PUC, con riguardo agli interventi di nuova costruzione ai quali
sono assimilati quelli sostituzione edilizia, distingue chiaramente tra la definizione di superficie agibile
e quella di volume.
Il peso insediativo/carico urbanistico di un intervento edilizio è determinato dalla Superficie
Agibile non dal Volume.
La modifica normativa riguarda solo il Volume, non la Superficie Agibile
Le possibilità di incremento della superficie agibile non sono state modificate rispetto la
disciplina attuale quindi non è oggettivamente possibile che la disposizione in esame consenta un
incremento del peso insediativo, oltre quanto già previsto (20%). Sul punto si richiama anche quanto
già scritto in precedente punto del presente provvedimento a fronte dei primi pareri dei Municipi.
Più nello specifico, si precisa che la necessità di individuare un limite all’incremento
volumetrico è determinato dal fatto che l’attuale PUC non lo prevede. Si deve quindi colmare un vuoto
che altrimenti genera le più disparte interpretazioni soggettive. Per quanto riguarda poi le percentuali
indicate nella modifica normativa si ribadisce che, sempre nell’applicazione pratica, si è riscontrato
che a volte un incremento volumetrico nell’identica percentuale consentita per la superficie agibile non
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è sufficiente e idoneo ad adeguare l’immobile alle attuali disposizioni igienico sanitarie, oppure ai
canoni stilistici della zona, o ancora alle esigenze paesaggistiche; da qui la necessità di configurare la
possibilità di un incremento volumetrico maggiore rispetto alla superficie agibile, soprattutto per gli
immobili di minore dimensione. ( si pensi per esempio alla necessità di consentire un tetto a falde in
un edificio che prima aveva un tetto piano, basta questo esempio a fra comprendere che un incremento
volumetrico massimo vada fissato in una percentuale maggiore di quello superficiario ed è egualmente
comprensibile che, tanto minori sono le dimensioni attuali dell’immobile, tanto maggiore potrà essere
l’incremento volumetrico ammissibile) E’ per tale ragione che per i soli edifici sino a 2000 metri cubi
è stata prevista la possibilità di un incremento massimo di del 40%, ridotto poi al 30% per quelli sino a
5000 metri cubi, per poi escluderlo e quindi prevederlo nelle stesse dimensioni dell’incremento
superficiario (20%) già oggi consentito, per quelli di dimensione maggiore di 5000 metri cubi.
Art 14 Norme di rilevanza ambientale
Il punto 1) è stato uniformato alla normativa del Piano di Bacino anche in coerenza con quanto
disposto dalla legislazione regionale
Con riguardo al punto 4) le modifiche previste non è vero che abbiano reintrodotto la disciplina
del PUC 2000 che aveva consentito la realizzazione di autosilos privati di grandi dimensioni in
aderenza alle abitazioni con conseguente riduzione delle condizioni di sicurezza, così come non è vero
che siano state cancellate le verifiche di carattere idrogeologico.
Il PUC vigente contiene un intero titolo sulla disciplina geologica che ovviamente si applica
anche ai parcheggi interrati ai quali sono dedicate specifiche norme (geologiche), appunto finalizzate
anche alla sicurezza degli interventi; il titolo è stato rinominato “Tutela e salvaguardia dei suoli”
invece che “Tutela e sicurezza dei suoli” proprio al fine di chiarire che i contenuti normativi in esso
stabiliti sono riferiti alla “salvaguardia”, eliminando il richiamo alla “sicurezza” in quanto aspetto già
affrontato nell’ambito delle Norme Geologiche, i richiami agli adempimenti di carattere geologico e
alla sicurezza sono stati stralciati dall’art 14, costituendo altrimenti un inutile ripetizione di quanto già
puntualmente contenuto nelle norme geologiche.
Più in particolare, come già motivato in altre parti del presente provvedimento, la sostituzione
del limite massimo inderogabile di metri 10 del fronte di scavo con l’obbligo di produrre al momento
della presentazione del progetto una perizia strutturale che attesti se l’intervento può avvenire in
sicurezza ha l’obiettivo di far sì che con tale studio sia verificato quale sia l’effettiva altezza massima
possibile del fronte di scavo della proposta progettuale con riguardo specifico alle caratteristiche del
suolo del sedime in cui si intende attuare l’intervento, poiché, come noto, vi sono contesti in cui
l’opera potrebbe essere eseguita in sicurezza anche a profondità maggiore di m. 10, mentre in altri
contesti l’intervento potrebbe essere pregiudizievole anche con una profondità minore di m. 10. Circa
poi le riserve manifestate sul fatto che in tal modo si affiderebbe tale verifica ad un professionista
incaricato dal privato, si osserva che oggi gran parte degli interventi edilizi sono soggetti ad auto
certificazioni e atti dei privati. E’ inoltre intenzione dell’Amministrazione dotare il competente ufficio
di un ingegnere strutturista con funzione di consulenza e verifica nella redazione di tali perizie.
Per quanto riguarda l’attuale disposizione che impone una distanza tra il parcheggio ed
eventuali abitazioni all’intorno non minore della profondità del fronte di scavo, si osserva che tale
regola è stata mantenuta per i parcheggi commerciali con la sola limitazione che se la profondità fosse
maggiore di m. 10, la distanza minima dall’abitazione deve essere di almeno 10 metri.
Le possibilità di poter realizzare un parcheggio ad una minor distanza da un edifico riguarda i
parcheggi pertinenziali con fronte di scavo ( profondità) non maggiore di m. 3, quelli pertinenziali
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obbligatori ai sensi del PUC e delle altre normative (per esempio commerciale) poiché sarebbe illogico
che i parcheggi obbligatoriamente a servizio di un determinato edificio debbano realizzarsi distanziati
dallo stesso; nonché i parcheggi al di sotto di aree pubbliche preventivamente individuate e messe a
bando dal Comune, ai sensi del IV° comma dell’art 9 della legge 122/1989.
In ultimo è stato previsto che – sempre fatto salvo l’obbligo della perizia strutturale - la
distanza sopra indicata possa non essere rispetta se i sedimi dove si trova l’edificio e quello su cui si
vuole costruire il parcheggio siano dello stesso soggetto, oppure pur appartenendo a soggetti diversi,
esiste tra loro l’accordo. In questi casi infatti viene meno qualsiasi ragione per imporre una distanza,
anzi spesso, all’opposto, maggiore è la vicinanza migliore è la funzionalità.
Circa la contestazioni relative al “verde” e alla tutela delle alberature, si osserva che l’unica
modifica apportata alle disposizioni paesaggistiche contenute nell’art 14 riguarda la possibilità di
realizzare parcheggi pertinenziali nelle zone a “verde strutturato” che siano prive di alberature ad alto
fusto, di verde di pregio o palme. Anche tale modifica è stata dettata dalla constatazione empirica, in
sede di esami di singoli progetti, che vi sono spazi all’interno delle zone a “verde strutturato” a volte
prive di alberature o comunque delle caratteristiche arboree che connotano il “verde strutturato”, si è
quindi ritenuto che la possibilità di realizzare parcheggi (solo) pertinenziali in questi contesti possa
favorire all’opposto un implementazione del verde tenuto conto che l’intervento non deve comunque
comportare un’alterazione della consistenza arborea esistente e vanno impiantate nuove alberature ad
alto fusto se il contesto lo consente. Inoltre, più in generale la possibilità di realizzare parcheggi
interrati è subordinata alla conservazione delle alberature ad alto fusto, e ove compatibile con lo stato
dei luoghi alla realizzazione della copertura a verde pensile secondo quanto indicato dalle norme UNI
11235.
Ambito AC-CS – realizzazione di residenza ai piani terra .Come ampiamente motivato nel testo del
presente provvedimento, la disposizione che consente l’introduzione della residenza ai piani terra in
alcune vie del centro storico individuate in apposita cartografia, ha l’obiettivo di favorire il
risanamento di aree in oggi degradate, anche in conformità a similari analoghe positive iniziative
assunte in altri comuni La previsione di accompagnare la modifica di PUC con benefici economici
connessi all’obbligo sottoscrizione di una convenzione /accordo ha proprio lo scopo di vincolare
maggiormente il proponente a mantenere l’immobile in uno stato e funzione che anche in futuro eviti
il degrado.
La disposizione non consente un incremento del peso insediativo maggiore rispetto a quanto
previsto dalla normativa vigente poiché già oggi i locali a piano terra possono essere trasformati in
funzioni ( per esempio il commercio) che comporterebbero un peso insediativo maggiore del
residenziale; non è egualmente vero che peggiorerebbe le condizioni igienico sanitarie poiché la norma
espressamente prevede che la trasformazione può avvenire nel rispetto dei requisiti igienico sanitari
previsti dalla normativa.
Ambito AR-PR: AR-PR-2- Serre
La modifica riguarda le serre agricole, non le serre industriali; in base alla normativa (art AR-PA-2Serre) la possibilità di realizzarle è condizionata alla presenza e disponibilità in capo all’imprenditore
agricolo professionale di un fondo agricolo di dimensioni assai maggiori di quello della serra
L’esperienza di questi anni sta dimostrando che continuano ad esservi vaste aree in Ambito AR-PR
non utilizzate ed incolte, la modifica proposta quindi non può che favorire gli interventi di presidio del
territorio.

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Ritenuto in base a tutto quanto sopra, compreso le contro deduzioni ai pareri contrari dei
Municipi e alle Osservazioni di Italia Nostra Circolo Nuova Ecologia Legambiente, che sussistano i
presupposti per approvare il presente provvedimento.
Visti gli allegati pareri in ordine alla regolarità tecnica e contabile del presente provvedimento
espressi, rispettivamente, dal Responsabile del Settore competente e dal Responsabile di Ragioneria,
nonché l’attestazione finanziaria sottoscritta dal Responsabile del Servizio Finanziario;
Acquisito il visto di conformità del Segretario Generale ai sensi dell’art 97, comma 2 del D.
Lgs 267/2000 e smi.;
La Giunta
PROPONE
al Consiglio Comunale
di adottare, per le motivazioni esplicitate nelle premesse e nella Relazione Urbanistica datata
10/06/2020, allegata quale parte integrante e sostanziale al presente atto, l’aggiornamento al PUC, ai
sensi dell’art. 43 comma 3 lett. c) e c bis) della Legge Regione Liguria n. 36/1997 e s.m.i., inerente la
modifica delle Norme Generali del PUC di cui agli articoli: 11, comma 23, lett. b) (piscine); art. 13
comma 3.1- “Sostituzione edilizia”; art. 14 punti 1 “Difesa dagli allagamenti e Salvaguardia
idrogeologica” e 4 “Tutela e salvaguardia dei suoli”; art.15 punto 8; art. 16 punto 1, lett. c)
“Parcheggi”; nonché le Norme di Conformità relative all’Ambito di Conservazione del Centro Storico
Urbano, art. AC-CS-2 “Disciplina degli interventi edilizi - Prescrizioni Generali” e la correlata
modifica della Tavola 3.10 del Centro Storico in scala 1:2000 e all’Ambito di Riqualificazione del
Territorio di Presidio Ambientale AR-PR-2-Serre;
1)

di prevedere che, nelle vie individuate nella cartografia del Centro Storico del PUC - di cui
alla Relazione Urbanistica allegata quale parte integrante e sostanziale al presente provvedimento all’interno dell’Ambito AC-CS, gli interventi edilizi che comportino un cambio di destinazione d’uso
dei locali a piano terra con inserimento della funzione residenziale, nonché delle altre diverse funzioni
ammesse dal PUC, tramite convenzionamento del proprietario con assunzione di specifichi obblighi,
potranno beneficiare:
a)
dell’esenzione dal pagamento del contributo di costruzione, ove dovuto;
b)
dell’abbattimento dell’ammontare della somma complessiva che andrebbe corrisposta a titolo
di monetizzazione aggiuntiva, nel caso di mancato reperimento del parcheggio pertinenziale
dell’immobile destinato a residenza, ai sensi dell’art 19 comma 6 della L.R. 16/2008, nella misura:
di euro 10.000 per i locali che saranno destinati ad abitazione; di euro 15.000 per i locali che si
caratterizzino come residenza di tipo specialistico, ai sensi dell’art. 12.3 delle Norme Generali del
PUC, quali alloggi protetti per anziani, e disabili, alloggi riservati a particolari categorie di utenti,
alloggi funzionali a servizi privati, strutture ricettive non riconducibili all’Ospitalità Ricettiva di cui al
successivo punto 4 dello stesso articolo 12;
2)

di stabilire che la convezione prevista nella norma di PUC, alla cui sottoscrizione è
condizionata la possibilità di realizzare l’intervento edilizio, debba contenere una serie di clausole
finalizzate:
a)
a prevedere: il tipo di intervento che il cittadino intende attuare con l’individuazione della
destinazione edilizio-urbanistica che assegna all’immobile; l’uso specifico dell’immobile (ad
esempio abitazione in proprio, locazione, o affidamento in comodato a terzi, casa per studenti o
giovani lavoratori, residenza per anziani, bed and breakfast ecc.); la disponibilità o meno del
parcheggio nel raggio consentito; l’impegno a mantenere la destinazione impressa per un numero
3)

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minimo di anni , nonché una serie di ulteriori impegni del proprietario, qualora intenda trasferire a
terzi il godimento dell’immobile , consistenti nell’inserimento nel contratto con i terzi del divieto di
sublocazione o cessione del contratto, o mutamento di destinazione dell’immobile, divieti la cui
violazione comporterà la risoluzione del contratto per inadempimento;
b)
a prevedere che, in caso di inadempimento del proprietario agli obblighi assunti, consegua la
perdita delle agevolazioni con diritto dell’Ente a recuperare quanto non corrisposto e, qualora
necessario, tramite attivazione di procedura esecutiva di espropriazione immobiliare, oppure
attribuendo al bene in oggetto una destinazione pubblica o di interesse generale e assumendo gli atti
previsti dalla legislazione nazionale, regionale e dei regolamenti comunali vigenti in materia;
di dare atto che le modifiche al PUC, di cui al precedente punto 1), sono rappresentate negli
elaborati normativi e descrittivi, allegati quale parte integrante e sostanziale del presente
provvedimento e come riportato nella citata Relazione Urbanistica;
4)

5)
di dare atto altresì che la citata Relazione Urbanistica risulta corredata del Rapporto
Preliminare per la Verifica di Assoggettabilità a VAS, al fine dell’attivazione del relativo
procedimento;
di dare mandato alla Direzione Urbanistica per gli adempimenti conseguenti al presente
provvedimento, nonché, ad avvenuta conclusione del procedimento di approvazione, per i necessari e
definitivi adeguamenti della documentazione del PUC;
6)

di dare mandato alla competente Direzione Ambiente per l’attivazione del procedimento di
Verifica di Assoggettabilità alla VAS, ai sensi dell’art. 13 della LR 32/2012 e smi;
7)

di dare atto che, in conseguenza dell’approvazione del presente provvedimento, trovano
applicazione le misure di salvaguardia, ai sensi dell’art 42 della LR 36/1997 e smi;
8)

di dare atto che il presente provvedimento è stato redatto nel rispetto della normativa sulla
tutela dei dati personali;
9)

di dichiarare il presente provvedimento immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134,
comma 4, D. Lgs. N. 267/2000 e s.m.i.
10)

La votazione, effettuata mediante appello nominale, dà il seguente risultato:
Presenti
Votanti
Voti favorevoli

n. 38
n. 38
n. 23

Consiglieri

Sindaco Bucci, Amorfini, Anzalone, Ariotti,
Baroni,
Bertorello,
Brusoni,
Campanella,
Cassibba, Corso, Costa, De Benedictis, Ferrero,
Fontana, Gambino, Grillo, Mascia, Ottonello,
Piana, Remuzzi, Rossetti, Rossi, Vacalebre

Voti contrari

n. 15

Bernini, Bruccoleri, Ceraudo, Crivello, Giordano,
Immordino, Lodi, Pandolfo, Pirondini, Putti,
Salemi, Santi, Terrile, Tini, Villa

Astenuti

n. 22

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Presenti non votanti

n. -

Visto l’esito della votazione, il Presidente dichiara approvata dal Consiglio la proposta della
Giunta.
Dichiara altresì il presente provvedimento immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134, comma
4 del D. Lgs. 267/2000 e ss. mm. e ii.
Il Presidente
Alessio Piana

Il Segretario Generale
Avv. Pasquale Criscuolo

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AGGIORNAMENTO AL PUC, AI SENSI DELL’ART. 43 COMMA 3 LETTERE C E C BIS
DELLA LR 36/1997 E SMI PER L’INTRODUZIONE DI MODIFICHE PUNTUALI AGLI ARTT.
11, 13, 14, 15, 16 DELLE NORME GENERALI E DEGLI ARTT. AC-CS-2 E AR-PR-2 DELLE
NORME DI CONFORMITA’ DEL PIANO URBANISTICO COMUNALE.
Relazione urbanistica
A seguito dell’esame della proposta di Giunta al Consiglio da parte dei Municipi, l’Amministrazione ha
richiesto una parziale rimodulazione di quanto inviato ai Municipi al fine di meglio chiarire la portata
dell’aggiornamento al PUC.
La proposta di aggiornamento delle Norme Generali è finalizzata al superamento di alcune difficoltà
interpretative ed applicative riguardanti specifiche disposizioni introdotte con il nuovo Piano Urbanistico
Comunale, relative ad alcuni manufatti ed alle loro caratteristiche tipologiche e dimensionali, agli interventi
edilizi comportanti incrementi superficiari e volumetrici, nonché alle disposizioni di rilevanza ambientale.
Si riportano di seguito le puntuali modifiche proposte e le relative motivazioni:
- art. 11), comma 23, lettera b). L’esperienza maturata nel corso della vigenza dell’attuale Piano Urbanistico ha
posto in evidenza che l’attuale dettato normativo, pur prevedendo requisiti tecnici assai rigidi e limitativi per le
piscine pertinenziali, quali in particolare 30 mc di volume massimo, tuttavia non garantisce la realizzazione di
manufatti rispettosi del contesto in cui si collocano, in particolare quando il progetto è localizzato in terreni
caratterizzati da aree terrazzate a fasce con muri di pietra a secco e compreso in zone di valore paesaggistico.
Nel contempo sono intervenute due sentenze del TAR Liguria le quali hanno riconosciuto carattere
pertinenziale anche a piscine di dimensioni assai maggiori ai 30 mc contemplati dalle vigenti disposizioni.
Sulla base di tali presupposti si è quindi ritenuto opportuno da un lato eliminare il rigido parametro
volumetrico di 30 mc, dall’altro di individuare più puntuali requisiti qualitativi di carattere paesaggistico al fine
di garantire il rispetto della morfologia del terreno ed il corretto inserimento nel contesto dei manufatti,
specificando ulteriormente che, ove il contesto lo consenta, dovrà essere privilegiata la realizzazione di invasi
dotati di sistema naturale di filtrazione per il trattamento delle acque.
- art. 13) Sostituzione edilizia, comma 3.1 Considerato che l’ Art. 14 commi 1 e 2 della LR 16/2008 e smi
nella definizione degli interventi di sostituzione edilizia prevede che gli stessi “sono disciplinati dallo strumento
urbanistico generale alla stregua degli interventi di nuova costruzione, (…) previa definizione dei parametri urbanistico-edilizi e
dell'entità dell'eventuale incremento della volumetria esistente ammissibile entro soglie percentuali predeterminate …”, si ritiene
necessario introdurre una precisazione volta a chiarire che, fatte salve differenti previsioni contenute nelle
norme di conformità, gli interventi possono comportare incremento della volumetria originaria entro il limite
del 40% del volume geometrico esistente, nel rispetto dell’incremento di SA consentito.
La determinazione di incremento massimo della volumetria esistente è determinata dalla necessità di stabilire
un limite agli ampliamenti di tipo volumetrico in coerenza con le disposizioni della richiamata legge regionale;
la determinazione di tale parametro nella percentuale massima del 40% della volumetria esistente discende
dalle numerose valutazioni formulate rispetto alle istanze edilizie presentate nel corso della vigenza dell’attuale
strumento urbanistico, le quali hanno evidenziato che a fronte di un incremento massimo di superficie agibile

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1

del 20% la contestuale esigenza di rispettare i parametri igienico sanitari e di risparmio energetico stabiliti
dalle norme vigenti in materia, comporta la necessità di realizzare un incremento volumetrico in percentuale
assai maggiore del 20%. Nondimeno, al fine di assicurare una gradualità degli interventi sul volume, si è
ritenuto opportuno stabilire una scalarità inversa per gli incrementi volumetrici a seconda che il volume
esistente sia entro i 2.000 mc., entro i 5.000 mc. o superiore a mc. 5.000.
L’aggiornamento come prefigurato non modifica la disciplina specifica degli Ambiti del PUC, infatti
specifica “Fatte salve differenti previsioni contenute nelle norme di conformità, e nel rispetto
dell’incremento di S.A.” stabilito dallo stesso articolo al p. 2 “o dalle norme contenute nei diversi
Ambiti.”, mantenendo altresì per le parti d’ambito soggette a regimi di conservazione nel livello locale del
PTCP le particolari prescrizioni contenute, il tutto nella logica di “costruire sul costruito” principio fondante
del PUC vigente.
A tal riguardo è opportuno precisare che il peso insediativo previsto dal PUC vigente è determinato dalla
sommatoria dei pesi insediativi esistenti alla data di formazione del PUC e dei pesi insediativi di previsione,
derivanti dalle trasformazioni urbanistiche ammissibili, in termini di abitanti, di visitatori per turismo o affari,
nonché di addetti alle attività produttive. Nel caso specifico non incrementando la Superficie Agibile non
può variare il peso già contemplato dal Piano, in quanto il parametro di calcolo è la Superficie Agibile e
non il Volume, come accade per altri piani. In sintesi il Piano ha quantificato la capacità insediativa per il
settore residenziale, con l’applicazione dei previsti indici di utilizzazione insediativa massimi, assumendo la
corrispondenza di 1 abitante insediabile per 30 mq di Superficie agibile realizzabile.
Circa le disposizioni di carattere ambientale si è intervenuti sui contenuti dell’articolo 14 delle Norme
Generali, con particolare riguardo a due specifici temi trattati dal suddetto articolo; in primo luogo sono stati
modificati i contenuti dell’art 14 punto 1) delle “Disposizioni in materia di difesa dagli allagamenti e
salvaguardia idrogeologica”, uniformando il disposto relativo al quinto capoverso ai contenuti della disciplina
stabilita nei Piano di Bacino, con riferimento agli interventi che ricadono in aree caratterizzate da dissesti attivi
o quiescenti. Ciò anche in coerenza con quanto stabilito dall’art. 2 comma quinto della legge 36/1997, come
introdotto dalla L.R. 15/2018.
Inoltre si è intervenuti sui contenuti dell’articolo 14, punto 4) relativo alla “Tutela e sicurezza dei suoli”,
rinominandolo “Tutela e salvaguardia dei suoli”, per rendere più esplicito che il relativo contenuto riguarda la
salvaguardia dei suoli, eliminando il richiamo alla sicurezza in quanto aspetto già affrontato e disciplinato
nell’ambito delle Norme geologiche contenute nel PUC.
In sede di elaborazione, predisposizione ed approvazione del nuovo PUC nel 2015 i temi del risparmio del
suolo libero, della tutela idrogeologica, paesaggistica ed ambientale hanno caratterizzato l’intero impianto
normativo indirizzandolo verso una sostanziale preclusione alla realizzazione di nuove costruzioni su aree
libere, soprattutto se verdi e se non impermeabilizzate, oltreché ad individuare limiti parametrici agli interventi
di trasformazione del suolo. La valutazione favorevole della Regione sulla VAS, espressa nell’ambito del
procedimento di approvazione dello strumento urbanistico, si è fondata sulle disposizioni a carattere
ambientale ricomprese nel dettato dell’articolo 14, le cui indicazioni puntuali prevalgono sulle norme
urbanistiche contenute nel PUC stesso e si pongono, fra l’altro, l’obiettivo di individuare accorgimenti tecnici
(ad es. miglioramento dell’efficienza idraulica, limiti alle distanze dagli edifici e di profondità dello scavo)
mirati al mantenimento, sull’intero territorio cittadino, di un equilibrio tra situazione esistente e nuova
costruzione; in particolare l’impianto normativo è orientato a limitare gli interventi che possono produrre
effetti in contrasto con l’obiettivo di PUC riferito al “consumo di suolo”.

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L’applicazione contestuale concreta delle disposizioni puntuali che sono esplicitazione di tali principi,
contenute nell’attuale disciplina del punto 4) dell’art 14, ha però condotto ad una limitazione quasi assoluta
della possibilità di realizzare parcheggi interrati, che ha riguardato, non solo quelli di grande dimensione di
carattere libero/commerciale che negli anni passati avevano spesso anche ingenerato preoccupazione nella
popolazione residente all’intorno, in quanto spesso venivano progettati in aderenza alle case o a minima
distanza dalle stesse, ma anche il parcheggio privato pertinenziale a servizio di singole abitazioni, situazioni in
cui spesso il proprietario del terreno su cui realizzare il box pertinenziale era lo stesso soggetto proprietario
della casa, oppure vi era pieno accordo tra i diversi soggetti per poter realizzare l’intervento a volte di
dimensioni ridotte e a carattere sporadico. Nel contempo è emerso che le problematiche ambientali sopra
individuate, con riguardo alla previsione di parcheggi interrati sono state affrontate e risolte da altri grandi
comuni con disposizioni di tipo prestazionale, piuttosto che con disposizioni di carattere parametrico. Così
come dall’esperienza degli anni passati era emerso che per la maggior parte dei casi in cui vi sono stati
cedimenti e crolli, gli stessi erano stati determinati da problematiche strutturali.
Per l’insieme di tali ragioni l’Amministrazione aveva già avanzato una proposta di modifica del PUC che però
ha ingenerato perplessità, si è quindi ritenuto di procedere ad ulteriori integrazioni e modifiche alle suddette
proposte allo scopo di meglio e più chiaramente definirle. Ciò nella considerazione della funzione e dell’utilità
che possano avere i parcheggi pertinenziali e quindi del’opportunità di approfondire la disamina per
comprendere quanto sia possibile consentirne la realizzazione senza incidere sui valori ambientali e
paesaggistici.
Pertanto la presente proposta ribadisce il superamento del limite inderogabile della profondità di scavo del
parcheggio. Il limite di profondità è sostituito con l’obbligo di presentare insieme al progetto edilizio, una
perizia asseverata - redatta sulla base di progetto strutturale, - che attesti la realizzabilità in sicurezza dell’opera
progettata in tutte le sue fasi. In tal senso la perizia dovrà assumere a riferimento una specifica progettazione
geotecnica estesa ad un ambito significativo che comprenda anche le costruzioni nell’intorno, redatta secondo
i criteri e le indicazioni delle Norme Tecniche sulle Costruzioni e relativa Circolare applicativa, completa di
tutte le analisi, della modellazione geotecnica e delle verifiche di sicurezza. La perizia dovrà inoltre essere
corredata da un piano di monitoraggio esteso a tutte le fasi di realizzazione dell’opera, contenente la puntuale
descrizione delle lavorazioni e la loro sequenza esecutiva, per consentire in corso di costruzione, la verifica di
quanto ivi rappresentato, nonché il rispetto della stessa nelle diverse fasi attuative.
Nel valutare tale opportunità ci si è uniformati a similari criteri di valutazione della problematica previsti nei
PUC di altri grandi comuni, ritenendo che la sola individuazione di un limite astratto e assoluto non assicuri la
puntuale verifica sulle caratteristiche del suolo su cui si intende intervenire; mentre una verifica tecnica
puntuale in fase di progettazione può più puntualmente garantire la possibilità di eseguire l’intervento in piena
sicurezza.
Si precisa che tale adempimento è imposto per tutti gli interventi in sottosuolo, quindi per qualsiasi tipo di
parcheggio. Si segnala che, con riguardo alle perplessità manifestate sul rischio che una perizia possa esser
troppo caratterizzata da aspetti soggettivi, il Comune intende dotarsi di un ingegnere strutturista che
verificherà tali perizie.
Ciò tra l’altro consentirà anche di meglio individuare la necessità, o no, di mantenere determinate distanze da
edifici che si trovino all’intorno.
Per quanto riguarda l’altro principio su cui si regge l’attuale impalcato normativo, cioè quello di mantenere
una distanza pari alla profondità del fronte di scavo, si è conservato in generale tale obbligo.

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Per i parcheggi liberi/commerciali si è soltanto precisato che in presenza di fronti di scavo maggiori di 10
metri , la distanza dagli edifici esistenti può essere contenuta nel limite dei 10 metri, ritenendosi tale distanza
sufficientemente cautelativa.
Le deroghe all’obbligo di rispetto della distanza sono state invece individuate a favore dei parcheggi
costituenti dotazione obbligatoria ai sensi delle norme del PUC e delle altre normative di settore applicabili
nella singola fattispecie (casistica già prevista nell’attuale normativa con riguardo alle dotazioni obbligatorie
ai sensi del PUC) oppure nei parcheggi ai sensi dell’art. 9 IV comma della legge 122/1989 (parcheggi aventi
una valenza pubblica che sono previsti in appositi bandi del Comune che quindi nel momento in cui
effettivamente intenderà riattivarli terrà conto di tutti i profili rilevanti nel contesto anche idrogeologici e
ambientali); nei parcheggi pertinenziali con profondità di scavo massima di m. 3; (si tratta di parcheggi di
modesta dimensione in cui la profondità minima scongiura il rischio di danni). L’ultima ipotesi di deroga si
riferisce al caso in cui gli immobili appartengano allo stesso proprietario, oppure nel caso in cui siano stati
sanciti appositi accordi tra confinati, (avuto particolare riguardo al malumore segnalato dai singoli cittadini,
che nella attuale disposizione percepiscono un limite ad un proprio diritto).
Nella citata norma viene inoltre specificato che non è consentita la realizzazione di parcheggi in struttura
negli ambiti del territorio extraurbano AC-NI (Ambito di Conservazione del Territorio non Insediato), ACVP (Ambito di Conservazione del Territorio di Valore Paesaggistico e Panoramico), AR-PR (Ambito di
Riqualificazione del Territorio di Presidio Ambientale) e AR-PA (Ambito di Riqualificazione delle aree di
Produzione Agricola), a tal fine vien precisato che per territorio extra urbano si intendono quelli non
ricompresi all’interno del Limite del Centro Abitato del PUC, approvato con DD n. 2015/118.0.0./18, per le
rilevanti peculiarità di natura paesaggistica ed ambientale del territorio extraurbano ricomprese nei suddetti
ambiti.
La stessa norma specifica che non è consentita la realizzazione di parcheggi in struttura all’interno dei parchi,
giardini storici e nelle zone a Verde Strutturato individuate dal Livello Paesaggistico Puntuale del PUC,
caratterizzate dalla presenza di verde di pregio o di palme e/o alberature ad alto fusto. In particolare è
precisato che nelle zone a Verde Strutturato prive di verde di pregio o di palme e/o alberature ad alto fusto, è
ammessa la realizzazione di parcheggi pertinenziali a condizione che la copertura sia sistemata a verde pensile,
siano impiantate all’intorno alberature ad alto fusto, e l’intervento complessivamente non comporti una
alterazione della consistenza e della qualità della vegetazione arborea, ma determini invece un miglioramento
dell’assetto del verde, nonché un incremento della superficie permeabile, ove l’area risulti in tutto o in parte
impermeabilizzata.
Ulteriormente viene precisato che i progetti dei parcheggi interrati devono prevedere, ove consentito dallo
stato dei luoghi, la realizzazione della copertura a verde pensile, secondo quanto indicato dalle norme UNI
11235, nonché la conservazione delle alberature ad alto fusto nel rispetto di quanto previsto dalle Norme di
Conformità e dal Livello Paesaggistico Puntuale.
Al fine di superare criticità interpretative, viene eliminato il riferimento alla costruzione in aderenza ai sensi
del Codice Civile in quanto già disciplinato al comma 8 dell’art. 15) Distanze, che fa espressamente salve le
prescrizioni di cui all’art. 14) comma 4.
In merito alla definizione delle caratteristiche costruttive dei parcheggi - art. 16), comma 1, lettera C) l’integrazione proposta è finalizzata a risolvere le problematiche interpretative inerenti il rapporto tra le
definizioni edilizio/urbanistiche di parcheggio in struttura e parcheggio a raso. Tenuto conto delle
caratteristiche geo-morfologiche del territorio ligure si è stabilito che il parcheggio definito “in struttura”

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presuppone sempre la presenza di una costruzione fuori terra o interrata, ovvero che lo stesso dia
individuabile qualora venga ricavato in aree scoperte e mediante interventi comportanti modificazioni che
determino variazioni all’andamento naturale del terreno pari o maggiori di m. 2,00 a valle e m. 3,00 a monte,
stabilendo inoltre che le stesse siano attuate preferibilmente con opere di ingegneria naturalistica.
Per cui vengono “ridefiniti”, o meglio ricondotti a parcheggi a raso quelli realizzati in aree scoperte,
comportanti modificazioni che determinino variazioni all’andamento naturale del terreno minori di m. 2,00 a
valle e m. 3,00 a monte, da attuarsi preferibilmente con opere di ingegneria naturalistica.
L’aggiornamento riguarda anche due disposizioni contenute nelle Norme di Conformità relative agli
interventi edilizi nei singoli ambiti e più in particolare:
L’art AC-CS-2 – Prescrizioni generali dell’Ambito di Conservazione del Centro Storico Urbano mediante
l’eliminazione della preclusione di insediare funzioni residenziali ai piani terreni. La reintroduzione della
possibilità di destinare ad abitazione i piani terreni nel Centro Storico ha lo scopo di favorirne una
rivitalizzazione sulla traccia di analoghi “percorsi” seguiti da altre città; inoltre la modifica risulta coerente con
le finalità introdotte dalla recente L.R. 30/2019 relativamente al recupero dei piani terra in oggi destinati a
pertinenze o accessori. Si opera in tal senso una modifica della disciplina urbanistico-edilizia dell’ambito di
conservazione, limitatamente ad un’area specificamente individuata nella planimetria “Ambito di
Conservazione del Centro Storico Urbano AC-CS (scala 1:2.000)”, la cui finalità è incentivare la realizzazione
di interventi di rinnovo urbano, di recupero del patrimonio edilizio esistente, nel rispetto dei requisiti igienico
sanitari, in conformità alle disposizioni della Amministrazione Comunale in materia di sicurezza urbana e
tutela del Centro Storico ed in continuità con la LR 30/2019. La norma pone alcune condizioni, ovvero che la
nuova unità abitativa abbia superficie minima di mq. 35 e sia conforme ai requisiti igienico sanitari del D.M.
5/7/1975, sia dotata di un parcheggio pertinenziale, da individuarsi in un raggio di 1.000 metri, al di fuori del
perimetro segnato nella richiamata cartografia del Centro Storico, eventualmente monetizzabile in base ai
parametri previsti dall’art 19 comma 6 della L.R. 16/2008, il tutto autorizzato con titolo edilizio
convenzionato. Ulteriormente la norma specifica che tale convenzione può disporre misure incentivanti
opportunamente graduate - anche a seconda del tipo di residenza introdotta, nel quadro di quanto previsto
dall’art.12.3 delle norme generali - quali la riduzione/esenzione dal pagamento del contributo di costruzione
e/o la riduzione del contributo in denaro a titolo di monetizzazione del parcheggio, a fronte di impegni
assunti dal privato, in conseguenza della rivalutazione del bene e nell’ ragione dell’obiettivo sinergico della
tutela del contesto ambientale circostante, con particolare riguardo al decoro e alla sicurezza urbana.
L’individuazione delle aree idonee alla realizzazione di residenze ai piani terreni è stata operata sulla base di
una approfondita analisi del tessuto del centro storico cittadino, che ha tenuto conto sia dello specifico
perimetro del patrimonio Unesco, sia della presenza di percorsi a vocazione prevalentemente commerciale,
come meglio graficamente rappresentato nella tavola allegata alla presente relazione.
La norma, come riformulata, specifica infine che gli interventi per la conservazione e valorizzazione del
patrimonio edilizio, ad esclusione di quelli che prevedono l’introduzione della funzione residenziale ai piani
terra, sono ammessi senza obbligo di reperire parcheggi pertinenziali.
A tal proposito è utile evidenziare che tale modifica non incide sul carico urbanistico e sul fabbisogno di
standard urbanistici già definito dal PUC. In effetti il Piano nel descrivere la “Capacità insediativa di Piano e
verifica degli standard” seppur in modo non esplicito tiene conto dell’apparato normativo che nel caso di
specie non considerava insediabili come residenza i piani terra nell’ampio Ambito del Centro Storico, ma
consentiva l’inserimento del Connettivo Urbano, ovvero Connettivo di servizio e Pubblici esercizi. In

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considerazione di ciò, evidenziando tra l’altro che la modifica proposta è limitata ad una parte esigua
dell’Ambito di Conservazione, è utile richiamare quanto affermato dai giudici di Palazzo Spada
sull’argomento, ovvero che «un immobile destinato ad attività professionale presuppone un traffico di persone e la necessità
di servizi e, quindi, di “carico urbanistico” superiore a quello di una semplice abitazione» (Consiglio di Stato, sez. VI,
sentenza 25 settembre – 20 novembre 2018, n. 6562).
Considerato che l’art AR-PR-2 Disciplina degli interventi edilizi, delle Norme di Conformità del PUC vigente,
nella sezione relativa agli Interventi consentiti, relativamente alla Nuova costruzione, specifica che tale
intervento è ammesso tra l’altro “Per la realizzazione di manufatti tecnici per attività di produzione agricola e di
allevamento collegata all’effettiva produzione agricola ivi compresa la residenza realizzata esclusivamente da soggetti aventi i
requisiti di Imprenditore Agricolo Professionale, come definito all’art. 8) punto 3.1 delle Norme generali, si applica la disciplina
dell’Ambito di Riqualificazione delle aree di produzione agricola AR-PA.” e che la ratio della previsione è ovviamente
quella di evitare che qualsiasi individuo, benché sprovvisto della qualità di coltivatore, possa legittimamente
costruire un immobile ad uso residenziale in zona di presidio agricolo, si ritiene opportuno specificare meglio
la possibilità di utilizzo delle aree agricole per scopi di sviluppo economico e garantire la loro destinazione
esclusiva ad attività agronomiche.
La norma dell’Ambito di presidio agricolo è derogatoria solo in presenza di Imprenditore Agricolo
Professionale permettendo a questi di applicare la disciplina dell’Ambito di Riqualificazione delle aree di
produzione agricola AR-PA consentendo la realizzazione di manufatti tecnici per attività di produzione
agricola e di allevamento collegata all’effettiva produzione agricola, ivi compresa la residenza, secondo quanto
disciplinato in AR-PA. E’ ben vero che la norma stessa non fa esplicito riferimento alle Serre, ma se consente
la realizzazione di manufatti tecnici per attività di produzione agricola e di allevamento collegata all’effettiva
produzione agricola, compresa la residenza, a maggior ragione è consentita la realizzazione di nuove serre
(con i limiti imposti dalla disciplina dell’ambito di produzione agricola) per gli imprenditori agricoli
professionali.
L’eventuale divieto alla costruzione di nuove serre, posto a carico degli imprenditori agricoli professionali
rischia di interrompere la consolidata coltivazione di colture pregiate (fiori, piante aromatiche, piccoli frutti,
ecc.) che ha potuto svilupparsi proprio grazie a questi impianti. Inoltre è opportuno rammentare che la
tecnica della coltivazione in serra è stata trainante per il radicamento e l'espansione della coltura del basilico in
Liguria e, segnatamente, nel ponente genovese.
Nondimeno, a fronte anche di una specifica osservazione presentata da un’associazione di categoria, pare
opportuno specificare ulteriormente che anche le Serre, in considerazione del valore che si vuol attribuire a
questo tipo di coltivazione e alla presenza dell’Imprenditore Agricolo Professionale, che anche in AR-PR
“Esclusivamente per i soggetti aventi i requisiti di Imprenditore Agricolo Professionale, come
definito all’art. 8) punto 3.1 delle Norme generali, si applica la disciplina delle serre dell’Ambito di
Riqualificazione delle aree di produzione agricola AR-PA.”
Tale precisazione è coerente con lo spirito del Piano che intendeva, come indicato dalla Descrizione
Fondativa e dal Documento degli Obiettivi favorire uno sviluppo dell’agricoltura ritenuta attività
fondamentalmente per la tutela del territorio extra-urbano.

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Conclusioni
La descritta proposta di modifica del PUC consiste prevalentemente nel superamento di stringenti limiti
parametrici al fine di introdurre nuovi criteri di tipo prestazionale in relazione alla realizzazione di alcuni
specifici interventi edilizi, con particolare riferimento alla previsione di piscine pertinenziali e alcune ipotesi di
parcheggi interrati, per lo più pertinenziali; nell’inserimento di un opportuno limite agli incrementi
volumetrici derivanti da interventi di sostituzione edilizia; nell’adeguamento delle disposizioni ai contenuti dei
Piani di Bacino; nell’inserimento della funzione residenziale tra quelle ammissibili ai piani terreni degli edifici
ricompresi nel centro storico cittadino, limitatamente ad un’area specificamente individuata nella planimetria
“Ambito di Conservazione del Centro Storico Urbano AC-CS (scala 1:2.000)”; nella precisazione che anche in
ambito AR-PR l’imprenditore agricolo professionale può realizzare serre della stessa dimensione di quelle che
lo stesso potrebbe ricostruire nell’ambito AR-PA.
La sostituzione di limiti parametrici con criteri prestazionali risulta maggiormente coerente con le esigenze di
tutela ambientale che sovraintendono all’insieme di disposizioni dell’art. 14 delle Norme Generali, considerato
che tra l’altro introduce un obbligo di puntuale verifica strutturale già in fase di redazione del progetto
architettonico, adempimento che la normativa nazionale invece contestualizza nella successiva fase di progetto
esecutivo; inoltre vengono affrontati e risolti alcuni problemi puntali emersi nell’applicazione della normativa
attualmente vigente, favorendo l’attività agricola.
Ugualmente la disposizione che consente l’insediamento della residenza ai piani terreni, seppur limitatamente
ad una specifica area dell’Ambito di Conservazione, è volta ad incentivare o a realizzare interventi di rinnovo
urbano, di recupero del patrimonio edilizio esistente, nonché alla rivitalizzazione del Centro Storico, in ciò
seguendo l’esempio di numerose altre città.
Come sopra descritto la modifica proposta non incide sulla descrizione fondativa, anzi rafforza gli obiettivi
del piano, specie quelli definiti invariabili, a tal proposito si richiamano gli obiettivi A. Sviluppo socioeconomico e delle infrastrutture, B. Organizzazione spaziale della città e qualificazione dell’immagine urbana,
C. Difesa del territorio e qualità ambientale (Documento degli obiettivi), che la proposta in argomento cerca
di sviluppare ulteriormente. Inoltre, come già esplicitato in narrazione, le modifiche proposte sono conformi
ai piani territoriali e di settore e rispettano le disposizioni in materia di VAS.
Pertanto le modifiche sopra illustrate costituiscono aggiornamento ai sensi dell’art. 43 comma 3 lettere c) e c
bis) della LR n. 36/1997 e s.m.i. in quanto, come sopra descritto e meglio rappresentato nel “Rapporto
Preliminare per la Verifica di Assoggettabilità a VAS”, non comportano incremento del carico urbanistico
complessivo, non incidono sulla descrizione fondativa, sugli obiettivi del PUC e sugli esiti della pronuncia
regionale in materia di VAS e sono conformi con le indicazioni e prescrizioni dei piani territoriali e di settore
di livello sovraordinato
Genova, 10 giugno 2020
Il Funzionario Tecnico
Arch. Nora Alba Bruzzone

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Aree idonee all'inserimento della funzione
residenziale ai piani terra
Patrimonio UNESCO
Commercio
Perimetro centro storico

Aggiornamento ai sensi
dell’art. 43 della L.R. 36/97
Norme Generali e Norme di
Conformità

RAPPORTO PRELIMINARE
PER LA VERIFICA DI
ASSOGGETTABILITA’ A VAS

Giugno 2020

1

1

INTRODUZIONE ..............................................................................................3
La situazione attuale ......................................................................................3

2

LE PROPOSTE DI MODIFICA ...............................................................................3

2.1 Art. 11 comma 23 lettera b – piscine ....................................................................5
2.2 Art. 13 comma 3.1 .........................................................................................6
2.3 Art. 14 comma 1, 3 e 4 ...................................................................................7
2.4 Art. 16 ......................................................................................................10
2.5 AC-CS-2 ......................................................................................................11
(omissis) .........................................................................................................11
(omissis) .........................................................................................................11
2.6 AR-PR-2 ......................................................................................................12
(omissis) .........................................................................................................12
(omissis) .........................................................................................................12
3

VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI .............................................................................13

2

1

INTRODUZIONE

La situazione attuale
La presente verifica di assoggettabilità a VAS, redatta ai sensi della procedura prevista dalla LR
32/2012 e del D.lgs.152/2006 e s.m.i., riguarda l‘aggiornamento degli articoli 11, 13, 14, 15 e 16
delle Norme Generali del PUC e trova sviluppo nell’ambito della legislazione e della normativa
vigente in materia: - Direttiva 2001/42/CE (Allegato II) del Parlamento Europeo e del Consiglio
del 27.06.2001, relativa alla valutazione degli effetti di determinati piani e programmi
sull’ambiente; - D.lgs. 3 aprile 2006 n.152 sulle “Norme in materia ambientale”, e s.m.i.”.
Occorre comunque sottolineare che il Comune di Genova è dotato di Piano Urbanistico Comunale
e che lo strumento urbanistico vigente è già stato sottoposto positivamente a Valutazione
Ambientale Strategica di cui al D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. Pertanto, la presente verifica di
assoggettabilità a VAS si limita alla considerazione dei soli eventuali effetti significativi
sull’ambiente che non siano stati precedentemente considerati.
2

LE PROPOSTE DI MODIFICA

Le proposte di modifica delle Norme generali riguardano l’Art. 11) comma 23 lettera b –
“manufatti diversi dagli edifici” hanno il fine di agevolare la lettura delle norme generali del
PUC vigente relativamente alla realizzazione di piscine.
Le proposte di modifica dell’Art. 13) – “Interventi edilizi” attuano l’aggiornamento del
riferimento di legge dalla L.R. 16/2008 e ss.mm.ii. alla D.P.R. 380/2001 e ss.mm.ii, specificando
meglio, sempre nel limite del 40%, le modalità di incremento volumetrico in rapporto al volume
di partenza. Anche in questo caso si tratta di mero adempimento di legge che non modifica nella
sostanza le scelte di piano già valutate in sede di Valutazione Ambientale Strategica anzi semmai
le riduce risultando legate al volume esistente.
Le modifiche dell’Art. 14) – “Norme di rilevanza ambientale” riguardano i commi 1, 3 e 4 sono
volte ad una semplificazione del linguaggio pur mantenendo l’obiettivo della norma stessa di non
consumo di suolo naturale.
La modifica inerente l’Art. 15) - Distanze prevede l’adeguamento terminologico in coerenza con
le modifiche dell’Art. 14.
La modifica dell‘Art. 16) – Parcheggi si è resa necessaria per inserire una tipologia di parcheggi
che sino ad oggi veniva considerata „parcheggio in struttura“ pur non essendo tale ma avendo
necessità di realizzare contenuti muri di contenimento dovuti alla morfologia del territorio
cittadino caratterizzandosi come parcheggio a raso.
L’aggiornamento riguarda anche due disposizioni contenute nelle Norme di Conformità relative
agli interventi edilizi nei singoli ambiti e più in particolare:
L’art AC-CS-2 – Prescrizioni generali dell’AMBITO DI CONSERVAZIONE DEL CENTRO STORICO
URBANO mediante l’eliminazione della preclusione di insediare funzioni residenziali ai piani
terreni. La reintroduzione della possibilità di destinare ad abitazione i piani terreni nel Centro
Storico ha lo scopo di favorirne una rivitalizzazione sulla traccia di analoghi “percorsi” seguiti da
altre città; inoltre la modifica risulta coerente con le finalità introdotte dalla recente L.R.
30/2019 relativamente al recupero dei piani terra in oggi destinati a pertinenze o accessori.
Considerato che l’art AR-PR-2 Disciplina degli interventi edilizi, delle Norme di Conformità del
PUC vigente, nella sezione relativa agli Interventi consentiti, relativamente alla Nuova
costruzione, specifica che tale intervento è ammesso tra l’altro “Per la realizzazione di
manufatti tecnici per attività di produzione agricola e di allevamento collegata all’effettiva
produzione agricola ivi compresa la residenza realizzata esclusivamente da soggetti aventi i
3

requisiti di Imprenditore Agricolo Professionale, come definito all’art. 8) punto 3.1 delle Norme
generali, si applica la disciplina dell’Ambito di Riqualificazione delle aree di produzione agricola
AR-PA.” e che la ratio della previsione è ovviamente quella di evitare che qualsiasi individuo,
benché sprovvisto della qualità di coltivatore, possa legittimamente costruire un immobile ad
uso residenziale in zona di presidio agricolo, si ritiene opportuno specificare meglio la possibilità
di utilizzo delle aree agricole per scopi di sviluppo economico e garantire la loro destinazione
esclusiva ad attività agronomiche.

Ne consegue che vengono approfondite le ricadute ambientali dell’art 11 comma 23 lettera b, dell’art.
14 comm1 1, 3 e 4 e dell’art. 16 comma 1 lettera C delle Norme Generali e AC-CS2 e AR-PR2 delle
Norme di Conformtà.

4

2.1 Art. 11 comma 23 lettera b – piscine
La proposta di modifica si configura come segue:
(omissis)

23. Manufatti diversi dagli edifici
Manufatti adibiti a specifiche funzioni proprie, ovvero connessi a pubblici esercizi o ad attività produttive
e ricettive, che non concorrono alla formazione della S.A., con esclusione delle serre in quanto regolate
dal parametro della superficie coperta, e sono soggetti alle norme per la sistemazione degli spazi liberi.
I manufatti diversi dagli edifici non sono soggetti al rispetto delle distanze stabilite dal PUC, fatte salve
le distanze stabilite dalla legge.
I manufatti diversi dagli edifici comprendono:
a) Chioschi – manufatti posti su suolo privato o in concessione su suolo pubblico con funzione di
servizio commerciale o di pubblico esercizio – la collocazione non deve essere episodica o
disordinata e deve rispettare le visuali panoramiche percepibili dalle pubbliche vie;
b) Piscine a carattere pertinenziale, con dimensione massima di 30 mc di invaso d’acqua, e invasi
d’acqua da intendersi quali manufatti inseriti nel terreno realizzati nel rispetto della morfologia del
terreno la cui collocazione deve essere prevista in posizione che determini contenute evitando
il più possibile trasformazioni dell’andamento del suolo in particolare quando è costituito da
fasce con muri di pietra a secco e compreso in zone di valore paesaggistico individuate dal
Livello Paesaggistico Puntuale del PUC. la vasca della piscina deve avere tinte nella gamma dei
colori verdi o sabbia;Ove il contesto lo consenta, dovrà essere privilegiata la realizzazione di
invasi dotati di sistema naturale di filtrazione per il trattamento delle acque.
(omissis)

La modifica di cui sopra rafforza la tutela paesaggistica con particolare attenzione al Livello
Paesaggistico Puntuale del PUC e più in generale in presenza di terreni terrazzati. Pone anche
particolare attenzione a che l’intervento necessiti di modesti movimenti di terra.
Si evidenzia che tale modifica prevede di eliminare la dimensione massima dell’invaso, fattore
questo che può preludere ad un cospicuo consumo di acqua.
A tal proposito il parere motivato dell’Autorità Competente in sede di VAS del PUC, approvato
con DGR 1280/2012, sul tema dell’approvigionamento idrico chiedeva al Comune di porsi degli
obiettivi di riduzione dei consumi e di razionalizzazione delle utenze.
Benché il Comune di Genova non risulti tra i comuni afflitti da carenza idropotabile.
Pur risultando le previsioni di PUC verificate in sede VAS dal gestore del SII, Piano d’Ambito
2009-2032 Approvato con decisione n°9 del 7 agosto 2009 (www.ato.genova.it) la cui nota è allegata
alla DCC 6/2014 (nota Mediterranea delle Acque A.G.S./Pr. 3576 del 18/09/2013) a seguito di
questa modifica, si propone di non porre limitazioni nel caso di realizzazione di biolaghi e di
prevedere sistemi di riciclo delle acque di prima pioggia per ridurre le captazioni alla fonte
nel caso di piscine tradizionali quale misura di mitigazione ma anche per favorire un
trattamento naturale delle acque riducendo il ricorso ad additivi chimici.
Per quanto attiene alla classificazione, gestione, scarico delle acque si rimanda alle norme
regionali (LR 43/95 scarichi “Norme in materia di valorizzazione delle risorse idriche e di tutela
delle acque dall'inquinamento.”- L.R. 29/2007 “Disposizioni per la tutela delle risorse idriche” DGR n. 7 del 11/01/2013 – “Approvazione linee di indirizzo per la gestione delle piscine”.)” Gli
scarichi dell’acqua contenente cloro, devono essere purificati prima di andare negli scarichi. Gli
scarichi delle acque sono assimilabili alle acque domestiche se hanno obbligo di allaccio
altrimenti deve essere predisposta una vasca imof.
La realizzazione di piscine può avere ricadute anche sulla componente “suolo” in relazione al
movimento terra ed all’eventuale impermeabilizzazione di una porzione di suolo naturale,
aspetto già valutato nella Valutazione Ambientale del PUC e che, come per l’articolo successivo,
restano sottoposti al parere in ordine alla verifica della conformità alle Norme Geologiche di
5

attuazione del PUC ed alle sovraordinate disposizioni in materia, con particolare riferimento
punto 3 dell’art.14 delle Norme Generali del PUC “Invarianza idraulica” vedi Verifica della
permeabilità dei suoli.
La realizzazione di biolaghi, richiedendo un andamento più morbido del fondale incide in misura
minore sulla stabilità dei versanti.
Non si rilevano ricadute su altre componenti ambientali.
2.2 Art. 13 comma 3.1
La proposta di modifica si configura come segue:
3.1 Sostituzione edilizia
Art. 14 commi 1 e 2 della L.R. 16/2008 e ss.mm.ii.
Fatte salve differenti previsioni contenute nelle norme di conformità, e nel rispetto
dell’incremento di S.A. stabilito al precedente p. 2 o dalle norme contenute nei diversi Ambiti, gli
interventi di sostituzione edilizia possono comportare un incremento della del volume
geometrico esistente nelle percentuali massime di seguito indicate:
-

40%, se il volume esistente non è maggiore di m.c. 2000

-

30%, se il volume esistente non è maggiore di m.c. 5000

-

20%, se il volume esistente è maggiore di m.c. 5000

E’ stato inserito il richiamo all’Art. 14 commi 1 e 2 della L.R. 16/2008 e ss.mm.ii. vigente e
inoltre, considerato che tale articolo nella definizione degli interventi di sostituzione edilizia
prevede: “… sono disciplinati dallo strumento urbanistico generale alla stregua degli interventi
di nuova costruzione, fatta eccezione per l'indice di fabbricabilità o di utilizzazione insediativa,
previa definizione dei parametri urbanistico-edilizi e dell'entità dell'eventuale incremento della
volumetria esistente ammissibile entro soglie percentuali predeterminate dallo strumento
urbanistico generale tenuto conto dei caratteri paesaggistici, urbanistici ed ambientali, delle
modalità di attuazione e delle prestazioni di opere di urbanizzazione da osservare nella
ricostruzione …” si introduce la precisazione che, fatte salve differenti previsioni contenute
nelle norme di conformità, gli interventi di sostituzione edilizia possono comportare incremento
della volumetria originaria entro il 40% del volume geometrico esistente nel rispetto
dell’incremento di SA consentito.
Si è ritenuto di mettere in relazione la possibilità di aumento volumetrico all’entità del volume
di partenza in modo da mantenere un’adeguata proporzionalità. E’ quindi mantenuta la
possibilità (già prevista dal PUC e verificata in sede di VAS) di incremento volumetrico del 40%
solo per edifici di volume superiore a 2000mc, lo si è ridotto al 30% per quelli da 2000 mc a 5000
mc, mentre non è consentito alcun maggiore incremento volumetrico oltre a quello già
consentito dalle normative vigenti se il volume di partenza è superiore a 5000 mc.
Tale precisazione mira a contenere gli incrementi volumetrici e si inserisce nella logica di
“costruire sul costruito” principio fondante del PUC vigente.

6

2.3 Art. 14 comma 1, 3 e 4

La proposta di modifica si configura come segue:

1. Difesa dagli allagamenti e Salvaguardia idrogeologica
La disciplina dei Piani di Bacino e le norme geologiche del PUC, qualora contengano prescrizioni più
cautelative, prevalgono sulle presenti norme generali e sulle norme di conformità e di congruenza del Piano.
Gli interventi edilizi che ricadono in aree a rischio di inondazione individuate dai Piani di Bacino sono soggetti
alle limitazioni e prescrizioni di carattere idraulico connesse alle diverse fasce di esondazione.
Laddove detti interventi siano consentiti, devono essere assunti tutti gli accorgimenti tecnico costruttivi utili
alla messa in sicurezza idraulica ed idrogeologica del territorio e le misure idonee a ridurre il rischio per la
pubblica e privata incolumità.
Nelle more della permanenza della classificazione in fascia A dei Piani di Bacino vigono inoltre le seguenti
limitazioni:
- non è consentita la realizzazione di nuove costruzioni e il cambio d’uso delle funzioni esistenti nei locali
interrati verso nuove funzioni a più alto carico urbanistico;
- le funzioni già insediate alla data di adozione del PUC in locali siti ai piani interrati o fondi possono essere
adeguate esclusivamente per quanto strettamente necessario sotto il profilo tecnologico e igienico-sanitario,
fino alla cessazione dell'attività;
- l'insediamento di funzioni ammesse nei piani terra anche senza opere è subordinato all'assunzione di
misure ed accorgimenti tecnico-costruttivi consistenti in sistemi di protezione passiva dalle inondazioni;
- le funzioni già insediate alla data di adozione del PUC possono essere ricollocate in zone sicure sotto il
profilo idrogeologico anche in deroga rispetto alle norme del PUC stesso per quanto riguarda le funzioni
ammesse.
Gli interventi edilizi che ricadono in aree caratterizzate dalla presenza di dissesti attivi o quiescenti,
individuate nella Carta dei Vincoli geomorfologici ed idraulici del PUC, sono soggetti alle limitazioni e
prescrizioni per le aree a suscettività al dissesto molto elevata (Pg4) ed elevata (Pg3a) delle norme
dei Piani di bacino.
Fatta eccezione per la realizzazione di infrastrutture pubbliche, i territori caratterizzati dalla presenza di
dissesti attivi o quiescenti, individuati dalla Carta geomorfologica del PUC e riportati nella Carta dei Vincoli
geomorfologici ed idraulici, sono soggetti, per ragioni di salvaguardia idrogeologica, alle seguenti limitazioni
edificatorie:
- in presenza di dissesti attivi non sono consentiti interventi eccedenti il risanamento conservativo;
- in presenza di dissesti quiescenti non sono consentiti interventi eccedenti la ristrutturazione edilizia;
- in entrambi i casi In presenza di dissesti attivi o quiescenti sono consentiti gli interventi finalizzati al
ripristino delle condizioni di sicurezza e di stabilità compresa la demolizione di edifici;
Nel caso la condizione delle aree evolva verso il rischio per la pubblica incolumità, il Comune può agire ai fini
della bonifica anche su aree o immobili di proprietà privata.
A seguito di studi di maggior dettaglio, di interventi di sistemazione del dissesto o di interventi di
sistemazione idraulica, da parte di soggetti pubblici e/o privati, sarà definita la nuova qualificazione ai soli
effetti della disciplina geologica ai sensi dell’art. 12 delle Norme Geologiche del PUC.
Le disposizioni del presente articolo integrano le disposizioni in materia di protezione civile contenute nei
Piani di Bacino e nel Piano di Emergenza Comunale.
Per gli interventi edilizi ricadenti in prossimità di sorgenti e pozzi destinati al consumo umano, dovrà essere
verificata la non interferenza con le fasce di tutela assoluta e di rispetto di cui all’art. 94 del D.Lgs. 152/2006,
inerenti la vulnerabilità della risorsa idrica.
3. Permeabilità e efficienza idraulica dei suoli - Invarianza idraulica
Nella realizzazione di tutti i tipi di intervento si deve minimizzare l'impermeabilizzazione attraverso l'uso più
esteso possibile di materiali che permettano la percolazione e la ritenzione temporanea delle acque nel
terreno.
Gli interventi edilizi di sostituzione edilizia, di nuova costruzione, con esclusione degli ampliamenti
volumetrici, o di sistemazione degli spazi liberi di cui all’art. 13), comma 4. lett. e) nonché per la realizzazione
di serre, devono garantire il miglioramento dell’efficienza idraulica, nel rispetto delle disposizioni di seguito
definite. L’efficienza idraulica delle aree viene valutata attraverso il calcolo del Rapporto di permeabilità, di
seguito per il quale vengono fornite le definizioni tecniche necessarie al corretto calcolo di detto rapporto, in
particolare si definisce:

7

4. Tutela e sicurezza salvaguardia dei suoli
Non è consentita la realizzazione di edifici che comportino altezza del fronte di scavo rispetto al profilo del
terreno preesistente maggiore di 10 m, da osservare anche nel caso di sistemazioni a gradoni su piani
sfalsati.
Per la tutela e salvaguardia dei suoli, tutti i progetti per la realizzazione di parcheggi interrati devono
essere corredati da una perizia asseverata, redatta sulla base del progetto strutturale che attesti la
realizzabilità in sicurezza dell’opera progettata in tutte le sue fasi.
La perizia dovrà assumere a riferimento una specifica progettazione geotecnica estesa ad un ambito
significativo che comprenda anche le costruzioni nell’intorno, redatta secondo i criteri e le
indicazioni delle Norme Tecniche sulle Costruzioni e relativa Circolare applicativa, completa di tutte
le analisi, della modellazione geotecnica e delle verifiche di sicurezza.
La perizia dovrà inoltre contenere un piano di monitoraggio esteso a tutte le fasi di realizzazione
dell’opera, con la puntuale descrizione delle lavorazioni e la loro sequenza esecutiva, per consentire
in corso di costruzione, la verifica di quanto ivi rappresentato, nonché il rispetto della stessa nelle
diverse fasi attuative.
Non è consentita la realizzazione di costruzioni interrate parcheggi interrati ad una distanza tra perimetro
della nuova costruzione e perimetro degli edifici esistenti inferiore all’altezza massima del fronte di scavo,
che è determinata Il fronte di scavo è determinato dalla differenza tra la quota del profilo del terreno
preesistente e la quota di imposta del piano più basso dell’edificio in corrispondenza della sezione
caratterizzante il punto di maggiore dislivello. Per i parcheggi con fronte di scavo maggiore di m. 10, la
distanza dagli edifici esistenti può essere contenuta nel limite dei 10 metri.
Non è pertanto consentita la realizzazione di costruzioni interrate in aderenza ai sensi del Codice Civile. Il
limite di distanza non si applica esclusivamente tra edificio esistente e nuovo volume interrato costituente
ampliamento dell’edificio stesso o costituente dotazione obbligatoria, stabilita dal PUC, di parcheggi
pertinenziali dell’edificio stesso.
I progetti devono essere corredati dalle analisi e dagli elaborati relativi ai sondaggi geologici di tipo diretto per
accertarne la preventiva fattibilità, oltre a quanto previsto nelle norme geologiche del PUC.
Fatte salve le specifiche disposizioni previste dalle norme di conformità e di congruenza le alberature di alto
fusto vanno di norma conservate, salvo eventuali ricollocazioni e compensazioni da stabilire in sede
progettuale.
Le distanze di cui sopra possono non essere rispettate nel caso in cui gli immobili appartengano allo
stesso proprietario, oppure in seguito ad accordi tra confinati, nonché:
- per la realizzazione di parcheggi costituenti dotazione obbligatoria ai sensi del PUC e delle altre
normative di settore;
- per la realizzazione di parcheggi ai sensi dell’art 9, IV comma della legge 122/1989;
- per la realizzazione di parcheggi privati pertinenziali, con fronte di scavo non maggiore di m. 3.
Per la salvaguardia dell’uso del suolo nNon è consentita la realizzazione di parcheggi in struttura all’interno
dei parchi, giardini e zone di verde strutturato individuate dal Livello Paesaggistico Puntuale del PUC, in
considerazione delle rilevanti peculiarità di natura ambientale, negli ambiti del territorio extraurbano AC-NI,
AC-VP, AR-PR e AR-PA.
- negli ambiti del territorio extraurbano AC-NI, AC-VP, AR-PR e AR-PA, non ricompresi all’interno del
Limite del Centro Abitato del PUC, approvato con DD n. 2015/118.0.0./18, per le rilevanti peculiarità di
natura paesaggistica ed ambientale del territorio extraurbano ricomprese nei suddetti ambiti.
- all’interno dei parchi, giardini storici e nelle zone a Verde Strutturato individuate dal Livello
Paesaggistico Puntuale del PUC, caratterizzate dalla presenza di verde di pregio o di palme e/o
alberature ad alto fusto.
Nelle zone a Verde Strutturato prive di verde di pregio o di palme e/o alberature ad alto fusto, è
ammessa la realizzazione di parcheggi pertinenziali a condizione che la copertura sia sistemata a
verde pensile, siano impiantate all’intorno alberature ad alto fusto, e l’intervento complessivamente
non comporti un alterazione della consistenza e della qualità della vegetazione arborea, ma determini
invece un miglioramento dell’assetto del verde, nonché un incremento della superficie permeabile,
ove l’area risulti in tutto o in parte impermeabilizzata.
I progetti dei parcheggi interrati devono prevedere, ove consentito dallo stato dei luoghi, la
realizzazione della copertura a verde pensile, secondo quanto indicato dalle norme UNI 11235,
nonché la conservazione delle alberature ad alto fusto nel rispetto di quanto previsto dalle Norme di
Conformità e dal Livello Paesaggistico Puntuale.

8

Il parere motivato dell’Autorità Competente in sede di VAS del PUC, approvato con DGR
1280/2012, sul tema dei parcheggi è concentrato sullo sviluppo di una strategia atta a ridurre la
circolazione privata su gomma, quindi sull’individuazione e realizzazione di parcheggi
d’interscambio o avvio di azioni volte alla sostenibilità tramite carsharing e carpooling, sviluppo
di un’adeguata rete ciclopedonale e ottimizzazione del trasporto pubblico con particolare
attenzione alla “metropolitanizzazione” della linea ferroviaria.
La componente ambientale maggiormente interessata da queste politiche è l’aria, la cui qualità
è direttamente in relazione con le scelte di mobilità urbana e con l’efficienza energetica del
patrimonio edificato.
A livello costruttivo per i parcheggi in struttura viene richiesta la realizzazione di coperture in
verde pensile e la realizzazione di apposite cisterne di raccolta dell’acqua piovana.
Le modifiche normative proposte non rilevano a livello strategico ma riguardano più
direttamente gli aspetti geomorfologici legati ai movimenti terra ed alla stabilità dei versanti.
Tali interventi inerenti i movimenti di terra in zona soggetta a vincolo idrogeologico ex L.R.
4/1999 e L.R. 7/2011 (Autorizzazione, SCIA, Proroga autorizzazione, Voltura Autorizzazione,
Comunicazione di inizio Lavori, Comunicazione di fine lavori – vedi paragrafi seguenti e Manuale
vincolo idrogeologico) restano comunque soggetti a specifico procedimento che ne valuta la
coerenza ambientale.
Tali interventi restano inoltre sottoposti al parere in ordine alla verifica della conformità alle
Norme Geologiche di attuazione del PUC ed alle sovraordinate disposizioni in materia, con
particolare riferimento ai Piani di Bacino (con particolare riferimento al punto 3 dell’art.14 delle
Norme Generali del PUC “Invarianza idraulica” vedi Verifica della permeabilità dei suoli).
Non si rilevano ricadute su altre componenti ambientali.

9

2.4 Art. 16
La proposta di modifica si configura come segue:

Art. 16) - Parcheggi
1. I parcheggi si distinguono per:
A) Assetto patrimoniale in:
1) Parcheggi privati;
2) Parcheggi pubblici;
B) Tipologie in:
1) Parcheggi prescritti ai sensi dell’art. 41 sexies L. n 1150/1942 e art. 19 c. 1 L.R. n. 16/2008 per
interventi di nuova costruzione, sostituzione edilizia e ristrutturazione urbanistica – liberi o asserviti
con vincolo di pertinenzialità;
2) Parcheggi prescritti dalle norme di conformità, per interventi sul patrimonio edilizio esistente, ai
sensi dell’art 19 c. 6 della L.R. n. 16/2008 – asserviti con vincolo di pertinenzialità;
3) Parcheggi privati consentiti dalle norme di conformità
a – liberi;
b - asserviti con vincolo di pertinenzialità;
4) Parcheggi in diritto di superficie su aree di proprietà comunale ai sensi dell’art 8 della L.R. n.
25/2008.
C) Caratteristiche costruttive in:
1) Parcheggi in struttura: fuori terra (anche in edifici esistenti), interrati, su coperture piane;
- costruzioni fuori terra;
- costruzioni interrati;
- in aree scoperte, comportanti modificazioni che determino variazioni all’andamento
naturale del terreno pari o maggiori di m. 2 a valle e m. 3 a monte, da attuarsi preferibilmente
con opere di ingegneria naturalistica
2)

Parcheggi a raso:

- in copertura di manufatti già esistenti, senza ulteriori interventi edilizi
- in aree scoperte, comportanti modificazioni che determinino variazioni all’andamento naturale
del terreno minori di m. 2 a valle e m. 3 a monte da attuarsi preferibilmente con opere di
ingegneria naturalistica.

Tale modifica normativa si è resa necessaria per sopperire alla mancanza di definizione di una
particolare tipologia di parcheggi che si configura nell’utilizzo come un “parcheggio a raso” ma
che per realizzarlo sono necessarie modeste opere di contenimento che ad oggi facevano
ricadere l’intervento in “parcheggio in struttura”.
Anche in questo caso, come nel punto precedente, la componente ambientale maggiormente
interessata è la componente “suolo” le cui norme specifiche contenute nelle norme generali
come ad esempio l’art. 14 comma 3 “Permeabilità e efficienza idraulica dei suoli - Invarianza
idraulica” o più in generale le Norme geologiche permangono a garanzia della coerenza
ambientale dell’intervento.
Non si rilevano ricadute su altre componenti ambientali.

10

2.5 AC-CS-2
(omissis)

Per le parti d’ambito soggette a regimi di conservazione nel livello locale del PTCP:
- Gli interventi di sostituzione edilizia sono da limitare agli edifici esistenti incompatibili con il contesto
d’ambito per inadeguatezza della tipologia e per lo stato di degrado e sempreché non si tratti di
fabbricati significativi sotto il profilo monumentale, architettonico, paesaggistico o documentario;
- Non è consentito costruire nuovi edifici né alterare quelli esistenti se non per adeguarli ai caratteri della
zona.
Gli interventi devono essere verificati anche ai sensi dell’art. 14) delle Norme Generali di PUC e della
disciplina dei Piani di Bacino.
Il cambio d’uso non è consentito per gli edifici classificati alla categoria "e" e per l’introduzione della
residenza ai piani terra degli edifici.
L’introduzione della funzione residenziale ai piani terra è ammessa nelle sole zone individuate
all’interno della Tavola 3.10 del Centro Storico in scala 1:2000, in continuità a quanto previsto dalla
L.R. 30/2019 e nel rispetto delle seguenti condizioni:
-

con superficie agibile minima di mq. 35 ed in conformità ai requisiti igienico sanitari del
D.M. 5/7/1975.

-

con parcheggio pertinenziale obbligatorio da individuarsi in un raggio di 1000 metri, al di
fuori del perimetro segnato nella sotto richiamata cartografia del Centro Storico,
eventualmente monetizzabile in base ai parametri previsti dall’art 19 comma 6 della L.R.
16/2008;

-

con titolo edilizio convenzionato che può disporre misure incentivanti opportunamente
graduate - anche a seconda del tipo di residenza introdotta, nel quadro di quanto previsto
dall’art.12.3 delle norme generali
- quali la riduzione/esenzione dal pagamento del
contributo di costruzione e/o la riduzione del contributo in denaro a titolo di
monetizzazione del parcheggio, a fronte di impegni assunti dal privato, nell’obiettivo
sinergico della tutela del contesto ambientale circostante, con particolare riguardo al
decoro e alla sicurezza urbana; .

Gli interventi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio edilizio, ad esclusione di quelli
che prevedono l’introduzione della funzione residenziale ai piani terra, sono ammessi senza
obbligo di reperire parcheggi pertinenziali
La realizzazione di parcheggi non è consentita all’interno del perimetro individuato nella cartografia di
struttura del Piano relativa all’Ambito in scala 1:2000, in quanto inidonea sotto il profilo dell’accessibilità,
connotante l’ambiente storico, e per la salvaguardia delle attività artigianali e commerciali, nonché della
vivibilità e qualità dello spazio urbano.
Nelle restanti parti del territorio compreso nell’Ambito, la realizzazione di parcheggi è consentita
esclusivamente in presenza di accessibilità carrabile consolidata ed a condizione che non contrasti con le
caratteristiche del paesaggio urbano storico.
La concessione di nuovi passi carrabili è consentita esclusivamente per aree esterne o locali già
regolarmente destinati a parcheggio.
I depositi possono essere realizzati soltanto in locali di contenute dimensioni posti ai piani terreni degli
edifici.
(omissis)

Tale disposizione che consente l’insediamento della residenza ai piani terreni è volta alla
rivitalizzazione del Centro Storico, in ciò seguendo l’esempio di numerose altre città. Può
contribuire all’aumento del controllo sociale nel tessuto storico aumentandone la sicurezza.
Non si ravvisano particolari ricadute ambientale di tale misura operando in un tessuto già
urbanizzato e adeguatamente servito per quanto riguarda l’approvigionamento idrico e la
depurazione. Non implica nuove impermeabilizzazioni di suolo naturale ed è conforme allo
spirito del piano di “costruire sul costruito”.
11

2.6 AR-PR-2
(omissis)

Serre
E’ consentito il recupero di serre esistenti e l’ampliamento nella misura massima del 20% della superficie
coperta.
Per ogni azienda agricola è consentita la costruzione di serre con superficie coperta massima di mq. 50,
in presenza di un fondo agricolo minimo di mq. 2.000 ed in presenza di adeguata accessibilità.
Esclusivamente per i soggetti aventi i requisiti di Imprenditore Agricolo Professionale, come
definito all’art. 8) punto 3.1 delle Norme generali, si applica la disciplina delle serre dell’Ambito di
Riqualificazione delle aree di produzione agricola AR-PA.
(omissis)

Tale precisazione si è resa necessaria per meglio esplicitare lo spirito del Piano che intendeva,
come indicato dalla Descrizione Fondativa e dal Documento degli Obiettivi favorire uno sviluppo
dell’agricoltura ritenuta attività fondamentalmente per la tutela del territorio extra-urbano.
L’eventuale divieto alla costruzione di nuove serre, posto a carico degli imprenditori agricoli
professionali rischia di interrompere la consolidata coltivazione di colture pregiate (fiori, piante
aromatiche, piccoli frutti, ecc.) che ha potuto svilupparsi proprio grazie a questa tipologia di
impianti. Inoltre è opportuno rammentare che la tecnica della coltivazione in serra è stata
trainante per il radicamento e l'espansione della coltura del basilico in Liguria soprattutto nel
ponente genovese.
Si rammenta inoltre che una specifica osservazione presentata da un’associazione di categoria,
ha reso opportuno specificare ulteriormente che le serre, solo alla presenza dell’Imprenditore
Agricolo Professionale, costituendone un insostituibile strumento di lavoro, devono essere
ammesse anche in AR-PR.
Le ricadute ambientali da tale precisazione possono riguardare principalmente gli aspetti
energetici nel caso in cui le serre siano riscaldate ed in tal senso si consiglia di ricorrere alla
produzione di energia da fonte rinnovabile. L’eventuale impermeabilizzazione del suolo è
normata dall’Art. 14 comma 3 “Permeabilità e efficienza idraulica dei suoli - Invarianza
idraulica” già sottoposto a valutazione Ambientale Strategica.

12

3

VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI

Nell’ambito della procedura di VAS del PUC del Comune di Genova, la Regione Liguria (Seduta del
CTVAS del
26 ottobre 2015) ha valutato positivamente le modifiche/approfondimenti
sviluppati dal progetto definitivo di PUC coerentemente al parere motivato.
Il Monitoraggio del PUC costituisce l’elemento di riferimento per la valutazione dell’attuazione
dei vari distretti e ambiti normativi speciali. Il monitoraggio consente di definire le dinamiche
di sistema (es. qualità aria, mobilità, assetto idrogeologico, esposizione della popolazione a
situazioni di rischio) progressivamente aggiornate cui riferire le trasformazioni del PUC.
Quanto sopra è stato recepito dall’articolo 5 delle Norme generali del PUC, che recita:
“Sviluppo operativo del Piano
1. Lo sviluppo operativo del PUC viene gestito in conformità alle indicazioni ed ai termini
stabiliti nel Programma di monitoraggio definito nell’ambito della procedura di Valutazione
Ambientale Strategica (VAS) del PUC; - gli esiti del Monitoraggio fanno da quadro di
riferimento per i PUO e per l’attuazione del Piano in generale; - il Comune, con atto
dell’organo competente, effettua verifiche intermedie dell’attuazione del PUC in
conformità delle indicazioni ed ai termini stabiliti nel Programma di monitoraggio; - tali
verifiche intermedie interverranno ogni due anni a partire dall’approvazione del PUC e, ove il
Programma di monitoraggio accerti la necessità di apportare modifiche al PUC, il Comune
adotta i conseguenti atti di aggiornamento o di variane al PUC.”
Inoltre il primo monitoraggio del PUC è stato concluso ed è consultabile sul sito istituzionale del
Comune all’indirizzo: http://www.comune.genova.it/servizi/cruscotto. Nei primi 2 anni di
vigenza il Piano Urbanistico è risultato conforme agli obiettivi posti, volti principalmente a
favorire la riqualificazione del tessuto edilizio esistente ed a limitare le impermeabilizzazioni del
suolo e gli scavi di grandi dimensioni al fine di migliorare la difesa del suolo.
La scelta di “costruire sul costruito”, ha sostituito il concetto di espansione della Città, con
l’obiettivo di innescare un processo di sostituzione del patrimonio edilizio non storico per
rilanciarne l’efficienza funzionale ed energetica e l’opzione di “ricostruire il costruito”, a parità
di superficie edificata, ha cambiato il concetto di uso del suolo, considerandolo non più come
risorsa inesauribile, ma come bene da preservare.
Le modificazioni delle Norme Generali e di Conformità di cui sopra sono coerenti con questo
principio o riguardano previsioni di piano che sono già state sottoposte a Valutazione Ambientale
Strategica durante l’iter di formazione del PUC e rispetto alle quali si propongono modifiche
nelle definizioni e/o nei limiti numerici. Tali modifiche non generano aumento del carico
insediativo né aumento degli indici edificatori.
Considerato quanto sopra, coerente con la Descrizione Fondativa e con gli Obiettivi di Piano
Urbanistico Comunale, si propone di attivare il procedimento per l’approvazione
dell’aggiornamento del PUC vigente.

Il Funzionario Tecnico
Arch. Anna Maria Colombo

13

AGGIORNAMENTO AI SENSI DELL’ART. 43 DELLA LR 36/1997 E SMI DELLE NORME DI CONFORMITÀ DEL PUC MODIFICA DEGLI ARTICOLI AC-CS-2-PRESCRIZIONI GENERALI E AR-PR-2-SERRE
PIANO URBANISTICO COMUNALE (PUC)
NORME DI CONFORMITA’: DISCIPLINA URBANISTICO-EDILIZIA
Proposta di modifica
AC-CS

AMBITO DI CONSERVAZIONE DEL CENTRO STORICO URBANO
AC-CS-2 - Prescrizioni generali

AR-PR

AMBITO DI RIQUALIFICAZIONE DEL TERRITORIO DI PRESIDIO AMBIENTALE
AR-PR-2 - Serre

giugno 2020

NORME DI CONFORMITA’

1


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