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Autore: Michela Giovannelli

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27 ottobre 2020 ore 16.00

Sommario
TITOLO I- SOSTEGNO ALLE IMPRESE E ALL’ECONOMIA.............................................................................................. 3
ART.
(CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DA DESTINARE AGLI OPERATORI IVA DEI SETTORI ECONOMICI INTERESSATI DALLE NUOVE MISURE RESTRITTIVE) . .3
ART.
(RIFINANZIAMENTO COMPARTO DEL FONDO SPECIALE DI CUI ALL’ARTICOLO 5, COMMA 1, DELLA LEGGE 24 DICEMBRE 1957, N. 1295)............6
ART.
(FONDO PER IL SOSTEGNO DELLE ASSOCIAZIONI E SOCIETÀ SPORTIVE DILETTANTISTICHE)..........................................................................7
ART.
(SOSPENSIONE DELLE PROCEDURE ESECUTIVE IMMOBILIARI) MANCANO RI E RT...............................................................................7
ART.
(MISURE A SOSTEGNO DEGLI OPERATORI TURISTICI)......................................................................................................................7
ART.
(RIMBORSO DI TITOLI DI ACQUISTO DI BIGLIETTI PER SPETTACOLI DAL VIVO)..........................................................................................9
ART.
(MISURE URGENTI DI SOSTEGNO ALL'EXPORT E AL SISTEMA DELLE FIERE INTERNAZIONALI)......................................................................10
ART.
(CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER LE IMPRESE DELLE FILIERE AGRICOLE, DELLA PESCA E DELL’ACQUACOLTURA) ......................................11
ART.
(CREDITO D'IMPOSTA PER I CANONI DI LOCAZIONE DEGLI IMMOBILI A USO NON ABITATIVO E AFFITTO D'AZIENDA) -PROVVISORIA................12
ART.
(CANCELLAZIONE DELLA SECONDA RATA IMU)- PROVVISORIA..................................................................................................13
ART.
(PROROGA DEL TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DEL MODELLO 770)..............................................................................................14
TITOLO II– DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LAVORO................................................................................................... 15
ART.
(FINANZIAMENTO DELLA PROSECUZIONE DELLE MISURE DI SOSTEGNO AL REDDITO PER LE CONSEGUENZE DELL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA).......15
ART.
(NUOVI TRATTAMENTI DI CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA, ASSEGNO ORDINARIO E CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA. DISPOSIZIONI IN MATERIA DI
LICENZIAMENTO. ESONERO DAL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI PER AZIENDE CHE NON RICHIEDONO TRATTAMENTI DI CASSA
INTEGRAZIONE) ................................................................................................................................................................ 16
ART.
(SOSPENSIONE DEI CONTRIBUTI PER I DIPENDENTI DELLE AZIENDE DEI SETTORI ECONOMICI INTERESSATI DAL NUOVO LOCKDOWN) – MANCA
NORMA....................................................................................................................................................................... 22
ART.
(NUOVE MISURE IN MATERIA DI REDDITO DI EMERGENZA)............................................................................................................22
ART.
(NUOVA INDENNITÀ PER I LAVORATORI STAGIONALI DEL TURISMO, DEGLI STABILIMENTI TERMALI E DELLO SPETTACOLO).................................24
ART.
(ESONERO CONTRIBUTIVO A FAVORE DELLE FILIERE AGRICOLE, DELLA PESCA E DELL’ACQUACOLTURA)........................................................25
ART.
(DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LAVORATORI SPORTIVI)..................................................................................................................28
TITOLO III – MISURE IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA.......................................................................................29
ART.
(DISPOSIZIONI URGENTI PER L’ESECUZIONE DI TAMPONI ANTIGENICI RAPIDI DA PARTE DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE E DEI PEDIATRI DI LIBERA
SCELTA).......................................................................................................................................................................... 29

1

27 ottobre 2020 ore 16.00
ART.
(DISPOSIZIONI URGENTI PER LA COMUNICAZIONE DEI DATI CONCERNENTI L’ESECUZIONE DI TAMPONI ANTIGENICI RAPIDI DA PARTE DEI MEDICI DI
MEDICINA GENERALE E DEI PEDIATRI DI LIBERA SCELTA).................................................................................................................30
ART.
(ISTITUZIONE DEL SERVIZIO NAZIONALE DI RISPOSTA TELEFONICA PER LA SORVEGLIANZA SANITARIA)..........................................................32
ART.
(DISPOSIZIONI PER L’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ GIURISDIZIONALE NELLA VIGENZA DELL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19)................32
ART.
(DISPOSIZIONI PER LA SEMPLIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ DI DEPOSITO DI ATTI, DOCUMENTI E ISTANZE NELLA VIGENZA DELL’EMERGENZA
EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19).........................................................................................................................................34
ART.
(MISURE URGENTI RELATIVE ALLO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO).............................................................................34
ART.
(DISPOSIZIONI IN MATERIA DI GIUDIZIO CONTABILE CONNESSE ALL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19. MISURE URGENTI RELATIVE ALLO
SVOLGIMENTO DELLE ADUNANZE E DELLE UDIENZE DEL PROCESSO CONTABILE DURANTE L’ULTERIORE PERIODO DI PROROGA DELLO STATO DI
EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA)..............................................................................................................................................35
ART.
(MISURE URGENTI RELATIVE ALLO SVOLGIMENTO DEL PROCESSO TRIBUTARIO)....................................................................................35
ART.
(DIFFERIMENTO ELEZIONI COMUNALI, DELLE CITTÀ METROPOLITANE E DELLE PROVINCE)........................................................................36
ART.
(DETERMINAZIONE DELLA SPESA PER IL PERSONALE DI POLIZIA LOCALE)............................................................................................37
ART.
(MISURE PER LA FUNZIONALITÀ DELLE FORZE DI POLIZIA E DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO)..................................................38
ART.
(MISURE PER LA DIDATTICA DIGITALE INTEGRATA) ......................................................................................................................44
ART.
(FONDO ANTICIPAZIONE DI LIQUIDITÀ).....................................................................................................................................45
TITOLO IV – DISPOSIZIONI FINALI........................................................................................................................... 46
ART.
(NORMA DI COPERTURA).....................................................................................................................................................46

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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
VISTI gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
VISTE le delibere del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, del 29 luglio 2020 e del 7 ottobre 2020
con le quali è stato dichiarato e prorogato lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio
sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili
VISTA la dichiarazione dell'Organizzazione mondiale della sanità dell'11 marzo 2020 con la quale
l’epidemia da COVID-19 è stata valutata come «pandemia» in considerazione dei livelli di diffusività e
gravità raggiunti a livello globale:
VISTO il decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.
27;
VISTO il decreto-legge 8 aprile 2020, n.23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40;
VISTO il decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n.
77;
VISTO il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n.
126;
VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020 recante Ulteriori disposizioni
attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020,
n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decretolegge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante
«Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19» con il quale sono
state disposte restrizioni all’esercizio di talune attività economiche al fine di contenere la diffusione del virus
COVID-19;
CONSIDERATA la straordinaria necessità ed urgenza di introdurre misure a sostegno dei settori interessati
dalle restrizioni disposte a tutela della salute in materia _____________________________________ in
connessione all'emergenza epidemiologica da Covid-19;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 ottobre 2020;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'economia e delle finanze;
Emana
il seguente decreto-legge:
Titolo I- Sostegno alle imprese e all’economia
ART. 1
(Contributo a fondo perduto da destinare agli operatori IVA dei settori economici interessati dalle
nuove misure restrittive)
1. Al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte dai
decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri per contenere la diffusione dell’epidemia "Covid-19", è
riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la
partita IVA attiva e, ai sensi dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n.
633, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati
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nell’allegato uno al presente decreto. Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a
partire dal 25 ottobre 2020.
2. Con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, possono essere individuati ulteriori codici ATECO riferiti a settori economici aventi diritto al
contributo, ulteriori rispetto a quelli riportati nell’allegato uno al presente decreto, a condizione che tali
settori siano stati direttamente pregiudicati dalle misure restrittive introdotte dai decreti del Presidente del
Consiglio dei Ministri.
3. Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese
di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile
2019. Al fine di determinare correttamente i predetti importi, si fa riferimento alla data di effettuazione
dell'operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi.
4. Il predetto contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato di cui al precedente comma ai
soggetti riportati nell’allegato 1 che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019.
5. Per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decretolegge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, che non
abbiano restituito il predetto ristoro, il contributo di cui al comma 1 è corrisposto dall'Agenzia delle entrate
mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente
contributo.
6. Per i soggetti che non hanno presentato istanza di contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del
decreto-legge n. 34 del 2020, il contributo di cui al comma 1 è riconosciuto previa presentazione di apposita
istanza esclusivamente mediante la procedura web e il modello approvati con il provvedimento del Direttore
dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020; il contributo non spetta, in ogni caso, ai soggetti la cui partita
IVA risulti cessata alla data di presentazione dell'istanza.
7. L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato: a) per i soggetti di cui al comma 5, come
quota del contributo già erogato ai senti dell’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020; b) per i soggetti di
cui al comma 6, come quota del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell’istanza trasmessa e dei
criteri stabiliti dai commi 4, 5 e 6 dell’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020; qualora l’ammontare dei
ricavi o compensi di tali soggetti sia superiore a 5 milioni di euro, il valore è calcolato applicando la
percentuale di cui al comma 5, lettera c), dell’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020. Le predette quote
sono differenziate per settore economico e sono riportate nell’allegato uno al presente decreto.
8.In ogni caso, l’importo del contributo di cui al presente articolo non può essere superiore a euro
150.000,00. Per gli operatori del codice ATECO 55, il limite dei 150.000,00 euro si applica per unità
produttiva.
9. Per i soggetti di cui al comma 5, in possesso dei requisiti di cui al comma 4, l’ammontare del contributo è
determinato applicando le percentuali riportate nell’allegato 1 al presente decreto agli importi minimi di
mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.
10. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 25, commi da 7 a 14, del decretolegge n. 34 del 2020.
11. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono definiti i termini e le modalità per la
trasmissione delle istanze di cui al comma 6 e ogni ulteriore disposizione per l’attuazione della presente
disposizione.
12. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla
Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final "Quadro temporaneo per
le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19", e successive
modifiche.
13. Sono abrogati l’articolo 25-bis del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
14. Agli oneri di cui al presente articolo, valutati in xxxx milioni di euro per l'anno 2020, si provvede …..
Relazione illustrativa
La disposizione normativa introduce il riconoscimento di un contributo a fondo perduto ai soggetti titolari di
partita IVA che svolgono attività prevalente nell’ambito dei settori economici che sono oggetto delle
limitazioni previste dai decreti del Presidente del Consiglio emanati nel mese di ottobre 2020 al fine di
contenere la diffusione dei contagi da Covid-19, esponenzialmente cresciuti nel corso di questi ultimi mesi.
Tali settori economici sono puntualmente individuati da codici ATECO riportati in una tabella allegata alla
norma.
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Al fine di rendere quanto più rapida possibile la corresponsione del contributo, la norma stabilisce che la
somma venga accreditata direttamente sul conto corrente bancario o postale dei soggetti che hanno già
ricevuto il contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del decreto legge “Rilancio”, parametrando la
somma da corrispondere ad una percentuale della somma già corrisposta in precedenza, il cui valore era stato
determinato sulla base del calo di fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto al mese di
aprile 2019.
La norma, inoltre, prevede il riconoscimento del contributo anche ai soggetti che non erano riusciti a
presentare l’istanza ai sensi dell’articolo 25 del predetto decreto “Rilancio”, nel corso dei 60 giorni
individuati dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020. Al riguardo,
l’Agenzia delle entrate riaprirà il canale web per consentire solo a tali soggetti di presentare la predetta
istanza e, successivamente, calcolare la quota di contributo spettante sulla base dello stesso parametro
utilizzato per i soggetti che avevano già ricevuto il precedente contributo.
L’ammontare del contributo non può superare 150.000 mila euro e, per coloro che hanno attivato la partita
IVA dopo il 1° gennaio 2019.
La norma, pertanto, contempla nella platea dei soggetti a cui spetta il nuovo contributo anche gli operatori
individuati dall’articolo 25-bis del decreto legge “Rilancio”.
Non possono accedere al ristoro i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020 e
quelli che hanno cessato la partita IVA alla data del 25 ottobre 2020.
Viene demandato ad un nuovo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate la regolamentazione
tecnica della disposizione e, in particolare, la definizione dei termini e delle modalità per consentire la
trasmissione delle istanze da parte dei soggetti che non avevano trasmesso la richiesta di contributo ai sensi
dell’articolo 25 del decreto “Rilancio”.
Si applicano le disposizioni dell’articolo 25 del decreto “Rilancio” con riferimento al regime sanzionatorio e
alle attività di controllo riferite ai contributi erogati sia ai soggetti che avevano già ricevuto il precedente
contributo sia a quelli che presentano l’istanza per la prima volta.
Il contributo viene riconosciuto nell’ambito del "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a
sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19" previsto dalla Commissione Europea.
Relazione tecnica
Al fine di stimare gli oneri finanziari derivanti dall’erogazione del contributo a fondo perduto previsto dalla
disposizione in esame è stata adottata la seguente metodologia.
Soggetti che avevano già ottenuto il contributo di cui all’articolo 25 del Decreto Rilancio
Per determinare gli oneri finanziari relativi a questa platea di soggetti sono stati considerati i contributi
risultanti dalle istanze presentate ai sensi dell’articolo 25 del Decreto Rilancio, limitatamente ai soggetti che
avevano dichiarato all’Agenzia delle entrate, come attività prevalente (modelli AA7/AA9), uno dei codici
ATECO riportati nella tabella richiamata al comma 7 della disposizione normativa in esame.
All’ammontare dei contributi così individuato è stata applicata la percentuale indicata, per ciascun codice
ATECO, nella richiamata tabella.
Nella tabella seguente sono indicati il numero di soggetti interessati e l’ammontare del contributo da erogare.
Soggetti che non avevano presentato l’istanza per l’ottenimento del contributo di cui all’articolo 25 del
Decreto Rilancio
I soggetti in questione sono, anzitutto, coloro che hanno prodotto ricavi e compensi per un importo annuo
non superiore a 5 milioni di euro e quindi, pur rientrando teoricamente nel campo di applicazione
dell’articolo 25 del Decreto Rilancio, non hanno presentato la relativa istanza.
La platea di questi soggetti è stata stimata come differenza, per codice ATECO e fascia di ricavi/compensi,
tra i seguenti due insiemi:
- soggetti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi 2018 (ultima disponibile) o la
dichiarazione IVA 2019 (ultima disponibile);
- soggetti che hanno richiesto il contributo di cui all’articolo 25 del Decreto Rilancio.
Il numero di soggetti individuato è stato, per prudenza, maggiorato del 10%.
L'importo del contributo da attribuire a tali soggetti aggiuntivi è stato stimato applicando, per codice ATECO
e fascia di ricavi/compensi, il “nuovo” contributo medio da attribuire ai soggetti che già avevano presentato
istanza ai sensi dell’articolo 25 del Decreto Rilancio.
Nella tabella seguente sono indicati il numero di soggetti interessati e l’ammontare del contributo stimato da
erogare.
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Inoltre, considerato che il contributo di cui alla disposizione in esame può essere richiesto anche dai soggetti
con ricavi e compensi annui superiori a 5 milioni di euro (esclusi, invece, dall’articolo 25 del Decreto
Rilancio), è stato necessario stimare anche l’onere finanziario connesso a tale platea di soggetti.
A tal fine, sono stati considerati i soggetti che hanno dichiarato, ai fini IVA per il 2019, un volume d’affari
annuo superiore alla suddetta soglia di 5 milioni di euro ed è stato calcolato l’ammontare medio mensile
individuale di tale volume d’affari.
L’onere finanziario è stato stimato applicando al suddetto volume d’affari medio la percentuale di contributo
del 10%.
Nella tabella seguente sono indicati il numero di soggetti interessati e l’ammontare del contributo stimato da
erogare.
La stima degli oneri finanziari complessivi derivanti dalla disposizione in esame è riepilogata nell’Allegato
A.
ART. 2
(Rifinanziamento comparto del Fondo speciale di cui all’articolo 5, comma 1, della legge 24
dicembre 1957, n. 1295)
1. Per le finalità di cui all’articolo 14, comma 2, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con
modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, l’apposito comparto del Fondo speciale di cui all’articolo 5,
comma 1, della legge 24 dicembre 1957, n. 1295, è incrementato di ulteriori 5 milioni di euro per l’anno
2020.
2. Agli oneri di cui al comma precedente si provvede mediante ___.
Relazione illustrativa e tecnica
Il Fondo di garanzia per l’impiantistica sportiva di cui all’art. 90, comma 12, della legge 27 dicembre 2002,
n. 289, affidato in forza di legge in gestione separata all’Istituto per il Credito Sportivo, può concedere
garanzie per i mutui, concessi dalle banche iscritte all’Albo di cui all’articolo 13, del decreto legislativo 1°
settembre 1993, n. 385, relativi alla costruzione, all'ampliamento, all'attrezzatura, al miglioramento o
all’acquisto di impianti sportivi, ivi compresa l'acquisizione delle relative aree, da parte di società o
associazioni sportive nonché di ogni altro soggetto pubblico o privato che persegua, anche indirettamente,
finalità sportive. L’operatività del Fondo è iniziata nel 2015, successivamente all’emanazione del Decreto del
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo sport del 24 dicembre 2014
approvativo dei Criteri di gestione. Al 31 dicembre 2019 sono stati ammessi alla garanzia del Fondo n. 369
mutui di importo complessivo pari a € 125,1 milioni di euro, di cui il totale garantito dal Fondo è pari ad €
63,6 milioni di euro.
Il Fondo opera quasi esclusivamente con soggetti di natura dilettantistica (ASD e SSD), enti morali e
federazioni sportive, i quali sono titolari del 94,3% dei mutui ammessi (n. 348 su 369).
L’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, convertito, con modificazioni, dalla legge 5
giugno 2020, n. 40, ha disposto l’ampliamento, fino al termine dell’anno in corso, dell’operatività del Fondo
di garanzia per l’impiantistica sportiva di cui all’art. 90, comma 12, della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
amministrato in gestione separata dall’Istituto per il Credito Sportivo, mediante la previsione
dell’ammissibilità ad esso dei finanziamenti per le operazioni di liquidità, che attualmente ne sono esclusi.
Con la dotazione di € 30 milioni destinati alle garanzie del Fondo per operazioni di liquidità le garanzie
attivabili sono 90 milioni di euro, stimando una ponderazione delle stesse sul Fondo di dotazione, in
funzione alla rischiosità valutata, per un terzo del loro importo. Il Comparto è stato incrementato di ulteriori
30 milioni di euro dall’art. 31, comma 4-bis, del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34.
La proposta in esame concerne, quale ulteriore forma di agevolazione, il rifinanziamento anche del comparto
del Fondo speciale di cui all’art. 5 della legge 24 dicembre 1957, n. 1295, amministrato in gestione separata
dall’Istituto per il Credito Sportivo. Tale comparto è destinato alla concessione dei contributi in conto
interessi sui finanziamenti delle operazioni di liquidità secondo criteri di gestione stabiliti dal Comitato di
Gestione dei Fondi Speciali. Lo stanziamento di 5 milioni di euro del predetto comparto speciale è congruo
per il totale abbattimento della quota interessi di 90 milioni di euro di finanziamenti di durata quinquennale
al tasso fisso del 2%.

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Nella fase dell’emergenza pandemica da Covid-19 la prima e più urgente necessità dei soggetti che a vario
titolo esercitano attività sportive è quella relativa alle esigenze di liquidità: pagamenti di fatture, salari,
canoni di locazione, imposte ecc.
La misura suggerita si giustifica in considerazione del fatto che le misure di contenimento del contagio
hanno pesantemente inciso sui ricavi dei soggetti operanti nel mondo dello sport.
La platea di riferimento interessata dal provvedimento è estremamente ampia, dai dati contenuti nel rapporto
CONI sui Numeri dello sport riferito all’anno 2018, le società iscritte al Registro CONI sono 110.409,
mentre i rapporti di affiliazione che caratterizzano lo sport dilettantistico sono 139.917.
ART. 3
(Fondo per il sostegno delle associazioni e società sportive dilettantistiche)
1. Al fine di far fronte alla crisi economica delle associazioni e società sportive dilettantistiche determinatasi
in ragione delle misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19,
è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze il “Fondo per il sostegno
delle Associazioni Sportive Dilettantistiche e delle Società Sportive Dilettantistiche” le cui risorse, come
definite dal comma 2, sono trasferite al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, per
essere assegnate al Dipartimento per lo Sport.
2. Il finanziamento del predetto Fondo è determinato nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno
2020 ed è destinato all’adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive
dilettantistiche che hanno cessato o ridotto la propria attività istituzionale a seguito dei provvedimenti statali
di sospensione delle attività sportive.
3. Agli oneri di cui al presente articolo si provvede mediante ___.
RELAZIONE ILLUSTRATIVA E TECNICA
La norma intende garantire un adeguato supporto economico in favore delle associazioni e società sportive
dilettantistiche che hanno subito le misure interdittive disposte dal DPCM del 24 ottobre 2020, consentendo
il rifinanziamento degli interventi di sostegno adottati negli scorsi mesi (a seguito di procedure di evidenza
pubblica), tenuto conto del servizio di interesse generale da esse svolto per la collettività e in particolare per
le comunità locali e per i giovani.
ART. 4
(Sospensione delle procedure esecutive immobiliari) MANCANO RI E RT
1. All’articolo 54-ter, comma 1, del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 aprile 2020, n. 27, le parole “per la durata di sei mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto” sono sostituite dalle seguenti “fino al 31 dicembre 2020”. È
inefficace ogni procedura esecutiva per il pignoramento immobiliare, di cui all'articolo 555 del codice di
procedura civile, che abbia ad oggetto l'abitazione principale del debitore, effettuata dal 25 ottobre 2020 alla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
ART. 5
(Misure a sostegno degli operatori turistici)
1. Il fondo di cui all’articolo 182 del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34, convertito dalla legge 17 luglio
2020, n. 77, istituito nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, è
incrementato di 400 milioni di euro.
2. Il fondo di cui all’articolo 183, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito dalla legge
17 luglio 2020, n. 77, istituito nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il
turismo è incrementato di 100 milioni di euro. Le risorse di cui al presente comma sono destinate al ristoro
delle perdite derivanti dall'annullamento, dal rinvio o dal ridimensionamento di fiere e congressi, in seguito
all'emergenza epidemiologica da Covid-19.
3. Le risorse di cui ai commi 1 e 2 sono ripartite tra gli aventi diritto, in applicazione di quanto già stabilito
con i decreti del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, adottati ai sensi degli articoli 182 e
183 del decreto legge n. 34 del 2020.
4. Agli oneri derivanti dai commi 1 e 2 si provvede mediante…….
Relazione illustrativa
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27 ottobre 2020 ore 16.00
Come è noto, il comparto turistico è stato tra quelli più duramente colpito dalle rigorose misure di
confinamento e di restrizione dei viaggi imposte dalla pandemia da coronavirus. Uno degli effetti immediati
della crisi è stato, infatti, il blocco dei flussi turistici. Le perdite subite dal settore sono destinate a perdurare
nel tempo, oltre che per le misure restrittive ancora in atto, anche per i timori di contagio che,
verosimilmente, limiteranno i viaggi a scopo turistico anche in un prossimo futuro con una prospettiva di
ripresa più lenta rispetto ad altri settori. Tale constatazione fa ritenere necessarie ulteriori azioni di sostegno
per non aggravare i pesanti impatti sull’economia del settore, sull’occupazione diretta e sull’indotto.
In ragione di quanto sopra esposto, il comma 1 è finalizzato ad incrementare il fondo istituito nello stato di
previsione del Ministero per i beni e le attività finanziarie e per il turismo ai sensi degli articoli 182 del
decreto-legge n. 34 del 2020 e 77 del decreto-legge n. 104 del 2020. La dotazione originaria del fondo, pari a
25 milioni di euro per l’anno 2020 destinata a sostenere le agenzie di viaggio e i tour operator, in
considerazione delle enormi perdite economiche subite dalla categoria, è stata aumentata con le disposizioni
di cui all’articolo 77 del decreto-legge n. 104 del 2020. Tale norma, nell’aggiungere tra le categorie ammesse
al beneficio economico le guide e gli accompagnatori turistici, ha incrementato la dotazione iniziale del
fondo, portando l’ammontare delle risorse a 265 milioni.
In attuazione di quanto disposto, sono stati adottati tre decreti ministeriali. Il decreto 12 agosto 2020 ha
fissato le modalità di ripartizione e assegnazione delle risorse del fondo alle agenzie e ai tour operator, i due
decreti adottati il 5 ottobre 2020, attese le modifiche intervenute con il d.l. 104 del 2020, hanno interessato
gli accompagnatori e le guide turistiche per 20 milioni di euro e, per 220 milioni di euro, le agenzie e i tour
operator, categoria già destinataria dei 25 milioni di euro previsti quale dotazione originaria del fondo.
Secondo quanto disposto dai suddetti decreti ministeriali, la Direzione generale del turismo ha pubblicato sul
proprio sito istituzionale appositi bandi rivolti alle agenzie di viaggio e ai tour operator che esercitano attività
di impresa primaria o prevalente identificata dai codici ATECO 79.1, 79.11, 79.12, nonché agli
accompagnatori e alle guide titolari di partita IVA che esercitano attività prevalente identificata dal codice
ATECO 79.90.20.
Le istanze pervenute hanno reso evidente la necessità di un incremento delle risorse al fine di consentire una
più efficace attuazione della norma in considerazione della platea dei richiedenti.
Il comma 2 incrementa di 100 milioni di euro le risorse del fondo istituito ai sensi dell’articolo 183, comma
2 del decreto legge n. 34 del 2020. Il fondo, originariamente pari a 171,5 milioni di euro e aumentato a 231,5
milioni dall’art. 80, comma 1, lett. a), del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con
modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, è destinato al sostegno delle librerie, dell'intera filiera
dell'editoria, compresi le imprese e i lavoratori della filiera di produzione del libro, a partire da coloro che
ricavano redditi prevalentemente dai diritti d'autore, nonché dei musei e degli altri istituti e luoghi della
cultura non statali. Il fondo è destinato altresì al ristoro delle perdite derivanti dall'annullamento, dal rinvio o
dal ridimensionamento, in seguito all'emergenza epidemiologica da Covid-19, di spettacoli, fiere, congressi e
mostre. In considerazione delle necessità emerse in sede di programmazione delle risorse e di quanto emerso
da ciascun comparto individuato dalla norma, si ritiene che l’incremento pari a 100 milioni di euro di cui alla
presente proposta normativa debba essere riferito al ristoro delle perdite subite dal settore relativo alla
organizzazione di fiere e congressi.
Appositi decreti hanno stabilito le modalità di accesso al fondo, uno per ogni categoria di soggetti interessati,
attese le molteplici destinazioni delle risorse. Per quanto riguarda in particolare il settore delle fiere e dei
congressi è stato adottato il decreto ministeriale 3 agosto 2020.
Il comma 3 dispone che le risorse sono ripartite tra gli aventi diritto, in applicazione di quanto già stabilito
con i decreti del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, adottati ai sensi degli articoli 182 e
183 del decreto legge n. 34 del 2020, in modo da poter soddisfare in misura congrua la vasta platea degli
operatori che hanno già fatto richiesta del contributo nei termini stabiliti dagli stessi decreti ministeriali e dai
relativi bandi.
Relazione tecnica
Le agenzie e i tour operator sono in numero di circa 10.000, presenti su tutto il territorio nazionale L’intero
comparto ha subito una perdita di fatturato in media pari al 90%. Secondo i dati forniti dagli organismi
rappresentativi del settore, infatti, il fatturato totale annuo del comparto è pari a 13 miliardi di euro, quello
relativo ai mesi di marzo-luglio che incide per il 50% sulla somma totale annua, è pari a 6,5 miliardi. Nel
periodo indicato, per l’anno 2020, il comparto ha perso quindi 5.850.000.000 di euro.
Per quanto riguarda le agenzie e i tour operator, ai fini del calcolo del contributo, secondo quanto indicato
dall’articolo 3 del d.m. 12 agosto, la Direzione generale Turismo tiene conto:
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27 ottobre 2020 ore 16.00
a) della differenza tra l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi dal 23 febbraio 2020 al 31 luglio
2020 e l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del corrispondente periodo del 2019;
b) dei ricavi riferiti al periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata adozione
del presente decreto;
c) dell’importo del contributo a fondo perduto eventualmente percepito ai sensi dell’articolo 25 del
decreto-legge n. 34 del 2020.
L'ammontare del contributo è poi determinato applicando una percentuale alla differenza tra
l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi da1 23 febbraio 2020 al 31 luglio 2020 e l'ammontare del
fatturato e dei corrispettivi del corrispondente periodo del 2019 come segue:
a) venti per cento per i soggetti con ricavi non superiori a 400 mila euro nel periodo d'imposta
precedente a quello in corso alla data di entrata adozione del presente decreto;
b) quindici per cento per i soggetti con ricavi superiori a 400 mila euro e fino a un 1 milione di euro
nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata adozione del presente decreto;
c) dieci per cento per i soggetti con ricavi superiori a 1 milione di euro e fino a 50 milioni di euro nel
periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata adozione del presente decreto;
d) cinque per cento per i soggetti con ricavi superiori a 50 milioni di euro nel periodo d'imposta
precedente a quello in corso alla data di entrata adozione del presente decreto.
Il 9 ottobre 2020 è scaduto il termine per la presentazione delle istanze. Entro la scadenza definita sono state
presentate 7.124 domande per una richiesta complessiva di circa € 710.138.620,00.
Il decreto ministeriale 2 ottobre 2020 ha destinato 20 milioni di euro per l’anno 2020, del fondo al ristoro di
guide turistiche e accompagnatori turistici. Ai sensi di tale provvedimento sono beneficiari delle risorse di
le guide turistiche e gli accompagnatori turistici titolari di partita IVA che esercitano attività prevalente
identificata dal codice ATECO 79.90.20. 2.
Le risorse sono ripartite tra i beneficiari in egual misura, comunque non superiore a 5.000 euro ciascuno, e
nel limite della quota di cui all’articolo 1 del presente decreto.
La proposta normativa di cui al comma 1 è finalizzata ad incrementare di 400 milioni di euro il fondo già
istituito al fine di ampliare il numero di beneficiari complessivi.
Relativamente al comparto fiere e congressi, per il quale il comma 2 della norma incrementa il fondo di 100
milioni di euro, ai sensi del d.m. 3 agosto 2020, le risorse pari a 20 milioni di euro, sono ripartite (in
proporzione ai minori ricavi nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 luglio 2020 rispetto al periodo dal 23
febbraio 2019 al 31 luglio 2020) nel modo seguente:
euro 7,5 milioni: agli enti fiera e agli organizzatori di fiere;
euro 7,5 milioni: ai soggetti organizzatori di congressi;
euro 5 milioni: ai soggetti erogatori di servizi di logistica e trasporto e di allestimento che abbiano
una quota superiore al 50% del fatturato derivante da attività riguardanti fiere e congressi
Per accedere al contributo, le relative istanze possono essere presentate alla Direzione generale turismo, che
ha provveduto alla pubblicazione del relativo bando, dal 26 ottobre al 9 novembre.
Per quel che concerne i potenziali beneficiari, i numeri al momento conosciuti sono i seguenti:
enti fiera nell’ordine di grandezza delle 40 unità;
imprese con codice ATECO 82.30 (organizzazione di congressi e fiere) nell’ordine di grandezza di 8000
unità.
Non sono stimabili, invece, i dati concernenti le imprese di servizi di logistica, trasporto e allestimento,
riconducibili a più codici ATECO.
ART. 6
(Rimborso di titoli di acquisto di biglietti per spettacoli dal vivo)
1. Limitatamente ai contratti di acquisto di titoli di accesso per spettacoli dal vivo, le disposizioni di cui
all’articolo 88, commi 1 e 2 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla legge 24 aprile 2020, n.
27, si applicano anche a decorrere dalla data di entra in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 24 ottobre 2020 e fino al 31 gennaio 2021 e i termini di cui al medesimo comma 2 decorrono dalla
data di entrata in vigore del presente decreto.
Relazione illustrativa
In considerazione delle misure restrittive urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19,
adottate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, la norma dispone che le
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27 ottobre 2020 ore 16.00
disposizioni di cui all’articolo 88, commi 1 e 2 del decreto-legge n. 18 de 2020 (come modificato dall’art.
183, comma 11, lett. a), del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34) relative alla possibilità di rimborsare con
voucher i titoli di accesso a spettacoli e luoghi della cultura, secondo i termini e le modalità ivi indicati, si
applichino anche al periodo decorrente dal 24 ottobre fino al 31 gennaio 2021 per i soli titoli relativi a
spettacoli dal vivo, inclusi nell’ambito delle misure restrittive di cui al citato provvedimento presidenziale.
La proposta si rende necessaria e indifferibile per i titoli acquistati dal 1 al 24 ottobre 2020 non fruiti alla
data di entrata in vigore del sopra citato provvedimento e non fruibili entro il 31 gennaio 2021.
Relazione tecnica
La norma non comporta oneri per la finanza pubblica. Essa mira ad applicare le medesime modalità di
rimborso già previste dall’articolo 88 del decreto-legge n. 18 del 2020 in riferimento ai titoli di accesso agli
spettacoli dal vivo, coinvolti dalle ulteriori misure restrittive del dPCM 24 ottobre 2020.
ART. 7
(Misure urgenti di sostegno all'export e al sistema delle fiere internazionali)
1. Le disponibilità del fondo rotativo di cui all'articolo 2, primo comma, del decreto-legge 28 maggio 1981,
n. 251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, sono incrementate di 200 milioni di
euro per l'anno 2020.
2. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 72, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2020, n. 18,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, è ulteriormente incrementata di euro 200
milioni per l'anno 2020, per le finalità di cui alla lettera d) del medesimo comma.
3. All'articolo 91, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13
ottobre 2020, n. 126, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) al comma 1, primo periodo, dopo la parola "capitali" sono aggiunte le seguenti: "nonché delle imprese
aventi come attività prevalente l'organizzazione di eventi fieristici di rilievo internazionale";
2) al comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "A valere sullo stanziamento di cui al primo periodo
e nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di aiuti di Stato, possono essere concessi, per il tramite di
Simest SpA, ai soggetti di cui al comma 1, contributi a fondo perduto commisurati ai costi fissi sostenuti dal
1 marzo 2020 e non coperti da utili, misure di sostegno erogate da pubbliche amministrazioni o da altre
fonti di ricavo, secondo termini, modalità e condizioni stabiliti con delibera del Comitato agevolazioni di cui
all'articolo 1, comma 270, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.
Relazione illustrativa
La disposizione prevede, ai commi 1 e 2, il rifinanziamento del "fondo 394" e del fondo istituito dall'art. 72
del decreto-legge n. 18 del 2020 e volto ad erogare cofinanziamenti a fondo perduto alle imprese esportatrici
che ottengono finanziamenti agevolati a valere sul predetto "fondo 394". Il rifinanziamento è indispensabile
al fine di una prima risposta alle esigenze derivanti dalle numerose domande presentate dalle imprese a
Simest nel periodo successivo 17 settembre 2020, data a partire dalla quale si sono applicati a questo
strumento i più ampi margini di intervento resi possibili dal "temporary framework" della Commissione
europea in materia di aiuti di Stato a seguito dell'emergenza Covid-19.
Il comma 3 integra le disposizioni di sostegno alle fiere già previste nel decreto-legge n. 104 del 2020, in
considerazione del carattere sistemico che assume il settore nell'ambito della strategia di
internazionalizzazione del sistema economico italiano. Si prevede pertanto che il settore possa beneficiare
delle misure di sostegno a ristoro dei costi fissi non coperti previsti dall'ultimo aggiornamento del
"temporary framework" per gli aiuti di Stato emanato dalla Commissione europea. Inoltre, si estendono i
benefici previsti per le fiere internazionali a quelle imprese la cui attività prevalente è l'organizzazione di
fiere di rilievo internazionale. Nello specifico settore, infatti, alcuni enti fiera organizzano direttamente gli
eventi fieristici, mentre altri enti lasciano tale aspetto a separate imprese, la cui rilevanza sistemica, ai fini
dell'intenazionalizzazione del sistema Paese è da considerarsi equivalente a quella degli enti fieristici stessi.
Relazione tecnica.
Il comma 1 prevede un rifinanziamento di 200 milioni di euro per l'anno 2020 del "fondo 394". Trattandosi,
per espressa previsione della norma istitutiva, di un fondo destinato ad erogare unicamente crediti, la
disposizione non ha effetti in termini di indebitamento; in termini di fabbisogno la disposizione comporta
maggiori oneri pari a 200 milioni per l'anno 2020 esclusivamente in termini di fabbisogno.
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Il comma 2 prevede un rifinanziamento del fondo per la promozione integrata istituito dall'articolo 72 del
decreto-legge n. 18/2020, con esclusivo e specifico riferimento alla componente del fondo dedicata ai
cofinanziamenti a fondo perduto alle imprese che ottengono crediti agevolati a valere sul fondo 394. Tale
componente è prevista dall'articolo 72, comma 1, lettera d), del decreto-legge n. 18/2020. Poiché la
destinzione del rifinanziamento di tale componente è espressamente previsto dalla disposizione normativa,
non sarà necessario alcun decreto interministeriale di riparto a valle della norma primaria in esame.
Trattandosi di componente a fondo perduto, il maggiore onere della disposizione in esame, in termini di
indebitamento netto, è pari a 200 milioni di euro per l'anno 2020.
Il comma 3 non è suscettibile di generare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, in quanto si tratta di
norma ordinamentale che peraltro ribadisce in modo espresso il tetto di spesa di 63 milioni di euro per l'anno
2020 già contenuto nell'articolo 91, comma 3, del decreto-legge n. 104 del 2020.
ART. 8
(Contributo a fondo perduto per le imprese delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura)
1.
Al fine di sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte
dai decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri per contenere la diffusione dell’epidemia "Covid-19", è
riconosciuto, nel limite complessivo di X milioni di euro per l’anno 2020, un contributo a fondo perduto a
favore delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura e alle altre imprese che, alla data del 25 ottobre
2020, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati
nell’allegato uno al presente decreto.
2.
Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del
mese di aprile 2020 sia inferiore ai tre quarti dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di
aprile 2019.
3.
Alle imprese attive a partire dal 1° gennaio 2019 che non sono in possesso dei requisiti di cui al
comma 2 spetta un contributo pari a X euro
4.
Per i soggetti già percettori del contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del decreto legge 19
maggio 2020, come convertito dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, che non abbiano restituito il predetto ristoro,
il contributo di cui al comma 1 è corrisposto dall'Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul
conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo.
5.
Per le imprese che non hanno presentato istanza di contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25
del decreto legge 19 maggio 2020, come convertito dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, il contributo di cui al
comma 1 è riconosciuto previa presentazione di apposita istanza esclusivamente mediante la procedura web
e il modello approvati con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020; il
contributo non spetta, in ogni caso, alle imprese cessate alla data di presentazione dell'istanza.
6.
L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato, nel rispetto del limite complessivo di
spesa e sulla base delle istanze accoglibili, in misura proporzionale alla perdita di fatturato e comunque in
misura non superiore all’ammontare della perdita.Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui
all'articolo 25, commi da 7 a 14, del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
7.
Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono definiti i termini e le modalità per
la trasmissione delle istanze di cui al comma 5 e ogni ulteriore regolamentazione per l’attuazione della
presente disposizione.
8.
Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti
dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final "Quadro
temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19",
e successive modifiche e integrazioni.
9.
Agli oneri di cui al presente articolo, valutati in X milioni di euro per l'anno 2020, si provvede …..
Relazione illustrativa
La disposizione normativa introduce il riconoscimento, nel limite complessivo di X milioni di euro per
l’anno 2020 di un contributo a fondo perduto alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che
svolgono attività di fornitura di prodotti nell’ambito dei settori economici che sono oggetto delle limitazioni
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previste dai decreti del Presidente del Consiglio emanati nel mese di ottobre 2020 al fine di contenere la
diffusione dei contagi da Covid-19, esponenzialmente cresciuti nel corso di questi ultimi mesi.
Tali settori economici sono puntualmente individuati da codici ATECO riportati nella tabella allegata alla
norma.
Al fine di rendere quanto più rapida possibile la corresponsione del contributo, la norma stabilisce che la
somma venga accreditata direttamente sul conto corrente bancario o postale dei soggetti che hanno già
ricevuto il contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del decreto legge “Rilancio”, parametrando la
somma da corrispondere ad una percentuale della somma già corrisposta in precedenza, il cui valore era stato
determinato sulla base del calo di fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto al mese di
aprile 2019.
Per le imprese che non hanno presentato istanza di contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25, il
contributo è riconosciuto previa presentazione di apposita istanza esclusivamente mediante la procedura web
e il modello approvati con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020.
Al riguardo, l’Agenzia delle entrate riaprirà il canale web per consentire solo a tali soggetti di presentare la
predetta istanza e, successivamente, calcolare la quota di contributo spettante sulla base dello stesso
parametro utilizzato per i soggetti che avevano già ricevuto il precedente contributo.
Non possono accedere al ristoro le imprese che hanno cessato l’attività alla data del 25 ottobre 2020.
Viene demandato ad un nuovo provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate la regolamentazione
tecnica della disposizione e, in particolare, la definizione dei termini e delle modalità per consentire la
trasmissione delle istanze da parte dei soggetti che non avevano trasmesso la richiesta di contributo ai sensi
dell’articolo 25 del decreto “Rilancio”.
Si applicano le disposizioni dell’articolo 25 del decreto “Rilancio” con riferimento al regime sanzionatorio e
alle attività di controllo riferite ai contributi erogati sia ai soggetti che avevano già ricevuto il precedente
contributo sia a quelli che presentano l’istanza per la prima volta.
Il contributo viene riconosciuto nell’ambito del "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a
sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19" previsto dalla Commissione Europea.

















CODICI ATECO
01.xx.xx
Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi
02.xx.xx
Utilizzo di aree forestali
03.xx.xx
Pesca e acquacoltura
10.xx.xx Lavorazione e conservazione di carne e produzione di prodotti a base di carne
11.02.10
Produzione di vini da tavola e v.q.p.r.d.
11.02.20
Produzione di vino spumante e altri vini speciali
46.21.10 Commercio all'ingrosso di cereali e legumi secchi
46.21.22 Commercio all'ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame (mangimi), piante officinali,
semi oleosi, patate da semina
46.22 Commercio all'ingrosso di fiori e piante
46.38.10 Commercio all'ingrosso di prodotti della pesca freschi
47.76.10 Commercio al dettaglio di fiori e piante
47.89.01 Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
56.10.12 - Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
55.20.52 - Attività di alloggio connesse alle aziende agricole
81.30.00 - Cura e manutenzione del paesaggio inclusi parchi giardini e aiuole.
82.99.03 - Servizi di gestione di pubblici mercati e pese pubbliche
ART. 9
(Credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda)
-PROVVISORIA

1. Per le imprese operanti nei settori riportati nella tabella di cui all'allegato 1 annesso al presente decreto,
indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d'imposta precedente, il credito
d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda di cui all’articolo 28
del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77,
spetta altresì con riferimento a ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre.
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2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al medesimo articolo 28 del decreto-legge 19
maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla
Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final "Quadro temporaneo per
le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19", e successive
modifiche.
4. Agli oneri di cui al presente articolo, per un importo complessivo pari a … milioni di euro, si provvede ai
sensi ….
Relazione illustrativa
La proposta è finalizzata ad estendere ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 il credito d’imposta per
i canoni di locazione e di affitto d’azienda di cui all’articolo 28 del decreto-legge n. 34 del 2020 al fine di
offrire un ristoro e sostenere le imprese - indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel
periodo d'imposta precedente - dei settori indicati nella tabella allegata, la cui attività, a causa dell’evolversi
della situazione epidemiologica, è stata sospesa con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24
ottobre 2020.
Relazione tecnica
La disposizione è volta a corrispondere un sostegno alle categorie che potrebbero essere colpite dalle
restrizioni imposte a determinate attività commerciali, a seguito delle misure di contenimento adottate per
fronteggiare l’emergenza epidemiologica.
A tal fine, viene riproposta la misura recata dall’art. 28 del DL 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio) per i mesi di
ottobre, novembre e dicembre 2020, per i soli soggetti che operano nelle attività economiche interessate dalle
restrizioni e senza prevedere alcun requisito di accesso in funzione del volume dei ricavi.
I settori interessati dalle chiusure o dalle limitazioni di orario di apertura sono quelli appartenenti ai settori
economici di cui all’allegato 1 annesso al presente decreto, al netto di quelli che già a legislazione vigente
sono destinatari della misura agevolativa fino a dicembre 2020, perché appartenenti al settore turismo.
Le condizioni di accesso all’agevolazione sono:
- calo del fatturato di almeno il 50% nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020, rispetto ai
corrispondenti mesi del 2019;
- nessuna limitazione sul volume dei ricavi per i soggetti che operano nei settori economici interessati
dalla misura.
Il credito d’imposta previsto dalla norma spetta nella misura del:
- 60% dei canoni di locazione di immobili ad uso non abitativo;
- 30% dei canoni per affitto d’azienda.
Per la stima degli effetti finanziari conseguenti all’introduzione della norma è stata utilizzata la stessa
metodologia adottata ai fini della valutazione degli effetti finanziari dell’art. 28 del DL 34/2020 e successive
modifiche. Sono stati presi in considerazione i dati delle dichiarazioni Redditi, IVA e IRAP 2019 (anno
d’imposta 2018), i dati sulle locazioni dagli archivi del Registro, nonché i dati risultanti dalla fatturazione
elettronica.
Per identificare la platea dei soggetti interessati dalla norma, la percentuale di calo del fatturato è stata
determinata sulla base dei valori rilevati dalla fatturazione elettronica, stimando i possibili effetti per i mesi
interessati dalla nuova misura.
L’effetto finanziario negativo, per i tre mesi considerati, risulta complessivamente pari a circa 220,6 milioni
di euro per il 2020.
ART. 10
(Cancellazione della seconda rata IMU)- PROVVISORIA
1. Ferme restando le disposizioni dell’articolo 78 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con
modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, in considerazione degli effetti connessi all'emergenza
epidemiologica da COVID-19, per l'anno 2020, non è dovuta la seconda rata dell'imposta municipale propria
(IMU) di cui all'articolo 1, commi da 738 a 783, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, concernente gli
immobili e le relative pertinenze in cui si esercitano le attività indicate nella tabella di cui all'allegato 1
annesso al presente decreto, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi
esercitate.
13

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2. Le disposizioni del comma 1 si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla
Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final «Quadro temporaneo per
le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19», e successive
modifiche.
3. Per il ristoro ai comuni delle minori entrate derivanti dal comma 1, il Fondo di cui all'articolo 177, comma
2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77,
è incrementato di 96,4 milioni di euro per l'anno 2020. I decreti di cui al comma 5 dell’articolo 78 del
decreto-legge n. 104 del 2020 sono adottati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto.
4. Agli oneri derivanti dai commi 1 e 3 pari a 115,7 milioni di euro per l'anno 2020 si provvede ai sensi
dell'articolo….
Relazione illustrativa
L’abolizione del versamento della seconda rata dell’IMU, in scadenza entro il 16 dicembre 2020, introdotta
dalla norma in commento, si aggiunge a quella già stabilita dall’art. 78 del D. L. n. 104 del 2020, in
considerazione di quanto contenuto nel D.P.C.M. 24 ottobre 2020, che ha disposto la sospensione o la
limitazione dell’esercizio di diverse attività, in ragione del perdurare degli effetti connessi all'emergenza
epidemiologica da COVID-19.
Attesa la numerosità delle attività interessate dall’abolizione del versamento della seconda rata dell’IMU, la
norma rinvia all’elenco di attività economiche contenuto nell'allegato 1 annesso al presente decreto-legge.
Si evidenzia che l’abolizione riguarda i soli proprietari di immobili che siano al contempo anche gestori delle
attività beneficiate, esercitate nei medesimi immobili.
A questo proposito si deve sottolineare che le nuove disposizioni non sono dirette a superare quanto già
statuito dal citato art. 78 che restano ferme per espressa dizione normativa.
Per cui, le fattispecie già contemplate dall’art. 78, che non prevedono la condizione della corrispondenza tra
il proprietario dell’immobile e il gestore dell’attività ivi esercitata, continuano ad applicarsi secondo tale
disposizione, indipendentemente dal fatto che le stesse siano ricomprese nella tabella allegata al presente
decreto e che la norma preveda in generale la suddetta condizione.
La norma mira a sostenere economicamente gli operatori dei vari settori interessati con l’esenzione di
un’imposta il cui versamento graverebbe negativamente sulla liquidità degli stessi, e pertanto - come già
previsto per le altre attività beneficiate dall’art. 78 del D. L. n. 104 del 2020 - richiama il rispetto dei limiti e
delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863
final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del
COVID-19”, e successive modifiche.
Inoltre, è previsto, per il ristoro ai comuni delle minori entrate derivanti dall’applicazione del beneficio,
l’incremento del Fondo di cui all’art. 177 del D. L. n. 34 del 2020 di 96,4 milioni di euro per l'anno 2020 e
conseguentemente si dispone uno slittamento dei termini per l’adozione dei decreti di ristoro di cui al comma
5 del citato art. 78 del D. L. n. 104 del 2020 che possono essere adottati entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto.
Viene infine stabilito che, agli oneri derivanti dai commi 1 e 3, pari a 115,7 milioni di euro per l'anno 2020,
si provvede ai sensi dell'articolo….
Relazione Tecnica
La proposta in oggetto prevede l’esenzione della seconda rata dell’IMU per gli immobili e le relative
pertinenze in cui si svolgono le attività indicate nella tabella allegata al presente decreto a condizione che il
proprietario sia gestore delle attività esercitate negli immobili in questione.
Al fine di valutare gli effetti finanziari sono stati considerati i versamenti IMU dei soggetti classificati nei
codici ATECO interessati dalla norma, escludendo i soggetti indicati dall’articolo 78 del D.L. n. 104/2020
per i quali restano ferme le disposizioni già vigenti (si tratta in particolare di soggetti esercenti attività
cinematografica e teatrale, organizzazione di fiere, discoteche e stabilimenti).
Sulla base di questa metodologia e tenuto conto che l’agevolazione si riferisce alla sola seconda rata si stima
una perdita di gettito per l’anno 2020 pari a 115,7 milioni di euro di cui 19,3 milioni a titolo di IMU quota
Stato e 96,4 milioni a titolo di IMU quota comune.
ART. 11
(Proroga del termine per la presentazione del modello 770)
14

27 ottobre 2020 ore 16.00
1. Il termine per la presentazione della dichiarazione di cui all’articolo 4 del Decreto del Presidente della
Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, relativa all’anno di imposta 2019, è prorogato al 30 novembre 2020.
Titolo II– Disposizioni in materia di lavoro
ART. 12
(Finanziamento della prosecuzione delle misure di sostegno al reddito per le conseguenze
dell’emergenza epidemiologica)
1. Al fine di consentire l’attuazione di quanto disposto dall’articolo 2 nonché l’accesso anche nell’anno 2021
a integrazioni salariali nei casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili
all'emergenza epidemiologica da COVID-19 nei limiti delle risorse disponibili, all’articolo 265, comma 9,
del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni con la legge 17 luglio 2020, n. 77, è
aggiunto alla fine il seguente periodo: “Le disposizioni di cui al primo periodo del presente comma non
trovano applicazione per l’importo di 6.490,4 milioni di euro per l’anno 2020, di cui 1.680 milioni di euro
con riferimento all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 17 marzo
2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e successive modificazioni,
complessivi 4.810,4 milioni di euro con riferimento all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 19, comma
9, del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 e
successive modificazioni e integrazioni e all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 11, del
decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, in
relazione ai quali è consentita la conservazione in conto residui per il relativo utilizzo nell’esercizio
successivo anche mediante successivi provvedimenti legislativi che ne disciplinino la finalizzazione.”
Relazione tecnica
L’impianto contabile degli interventi adottati nel 2020 per fronteggiare le conseguenze derivanti
dall’emergenza epidemiologica è definito da ultimo dall’articolo 265 commi 8 e 9 del decreto-legge n.
34/2020, ove è previsto, al fine di ottimizzare l’utilizzo delle risorse, che gli stanziamenti programmati dai
vari interventi adottati possano essere oggetto, a parità di effetto sui saldi, di diversa destinazione (comma 8)
fra le varie misure (come anche già effettuato in corso d’anno) limitatamente all’esercizio 2020 e che solo
qualora alla data del 15 dicembre 2020 quota parte di tali stanziamenti non siano utilizzati gli stessi vengano
riversati in entrata al bilancio dello Stato (comma 9), al fine di garantire il rispetto dei saldi di finanza
pubblica programmati dal 2021. In coerenza con tale normativa sono stati pertanto costruiti i tendenziali di
finanza pubblica contenuti in Nadef 2020.
La disposizione in esame prevede, in deroga al complessivo impianto contabile degli interventi adottati nel
2020 per fronteggiare le conseguenze derivanti dall’emergenza epidemiologica, la possibilità della
conservazione in conto residui nella gestione del bilancio finanziario 2020 un importo nel limite massimo di
6.490,4 milioni di euro per l’anno 2020, di cui 1.680 milioni di euro con riferimento all’autorizzazione di
spesa di cui all’articolo 22-ter, comma 1, decreto-legge n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 27/2020, e successive modificazioni, e 4.810,4 milioni di euro con riferimento all’autorizzazione di
spesa di cui all’articolo 19, comma 9, del decreto-legge n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 27/2020 e all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 11, decreto-legge n. 104/2020,
convertito con legge n. 126/2020 per il relativo utilizzo nell’esercizio successivo ai fini di consentire
l’attuazione di quanto disposto dall’articolo 2nonché l’accesso anche nell’anno 2021 a integrazioni salariali
nei casi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza
epidemiologica da COVID-19 nei limiti delle risorse disponibili anche da disciplinare con successivi
provvedimenti legislativi .
La predetta somma di 6490,4 milioni di euro in termini di saldo netto da finanziare corrisponde a importi non
utilizzati per l’anno 2020 sia in quanto non finalizzati per via legislativa (somme residue presso
l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge n. 18/2020, convertito con
modificazioni dalla legge n. 27/2020) sia in quanto corrispondenti a minori importi utilizzati rispetto alle
autorizzazioni di legge, come emerso sulla base degli elementi di monitoraggio disponibili, rispetto alle
autorizzazioni Dalla disposizione in esame, tenuto conto che quota della sopra indicata somma, è destinata a
finanziare la contribuzione figurativa connessa ai trattamenti in esame, derivano effetti in termini di
indebitamento netto per l’anno 2021 pari a 4.150,7 mln di euro, di cui comunque una quota pari a 1.150,7
mln di euro già prevista a legislazione vigente a seguito di valutazioni prudenziali circa lo slittamento di
15

27 ottobre 2020 ore 16.00
oneri al 2020 effettuate in sede di decreto-legge n. 104/2020 e in virtù di quanto previsto dall’articolo 2 in
relazione al conteggio delle settimane di integrazioni salariali afferenti all’ultimo periodo dell’anno. I restanti
3.000 mln di euro costituiscono effettivamente un maggiore onere in termini di indebitamento netto per
l’anno 2021 e un corrispondente minore onere per l’anno 2020. Tali effetti sono già stati scontati nel Conto
delle PA dello scenario tendenziale del DPB 2021.
Dalla disposizione pertanto non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica rispetto allo
scenario tendenziale DPB 2021.

ART. 13
(Nuovi trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in
deroga. Disposizioni in materia di licenziamento. Esonero dal versamento dei contributi
previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione)
1. I datori di lavoro che sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza
epidemiologica da COVID-19 possono presentare domanda di concessione dei trattamenti di Cassa
integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga di cui agli articoli da 19 a 22
quinquies del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n.
27 e successive modificazioni e integrazioni, per una durata massima di sei settimane, secondo le modalità
previste al comma 2. Le sei settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 16 novembre
2020 e il 31 gennaio 2021. Con riferimento a tale periodo, le predette sei settimane costituiscono la durata
massima che può essere richiesta con causale COVID-19. I periodi di integrazione precedentemente richiesti
e autorizzati ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni
dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 15 novembre 2020
sono imputati, ove autorizzati, alle sei settimane del presente comma.
2. Le sei settimane di trattamenti di cui al comma 1 sono riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato già
interamente autorizzato l’ulteriore periodo di nove settimane di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge
14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla legge ottobre 2020, n. 126, decorso il periodo
autorizzato, nonché ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dai provvedimenti che dispongono la
chiusura o la limitazione delle attività economiche e produttive al fine di fronteggiare l’emergenza
epidemiologica da COVID-19. I datori di lavoro che presentano domanda per periodi di integrazione relativi
alle sei settimane di cui al comma 1 versano un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto
tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre del 2019, pari:
a) al 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante
la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del
fatturato inferiore al venti per cento;
b) al 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate
durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna
riduzione del fatturato.
3. Il contributo addizionale non è dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato
pari o superiore al venti per cento, dai datori di lavoro che hanno avviato l’attività di impresa
successivamente al primo gennaio 2019, e dai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dai
provvedimenti che dispongono la chiusura o la limitazione delle attività di cui al comma 2.
4. Ai fini dell’accesso alle sei settimane di cui al comma 1, il datore di lavoro deve presentare all'Inps
domanda di concessione, nella quale autocertifica, ai sensi di quanto previsto dall’articolo 47 del decreto del
Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, la sussistenza dell’eventuale riduzione del
fatturato di cui al comma 2. L'Inps autorizza i trattamenti di cui al presente articolo e, sulla base della
autocertificazione allegata alla domanda, individua l’aliquota del contributo addizionale che il datore di
lavoro è tenuto a versare a partire dal periodo di paga successivo al provvedimento di concessione
dell’integrazione salariale. In mancanza di autocertificazione, si applica l’aliquota del 18% di cui al comma
2, lettera b). Sono comunque disposte le necessarie verifiche relative alla sussistenza dei requisiti richiesti e
autocertificati per l’accesso ai trattamenti di integrazione salariale di cui al presente articolo, ai fini delle
quali l’Inps e l’Agenzia delle Entrate sono autorizzati a scambiarsi i dati.
5. Le domande di accesso ai trattamenti di cui al presente articolo devono essere inoltrate all’Inps, a pena di
decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di

16

27 ottobre 2020 ore 16.00
riduzione dell’attività lavorativa. In fase di prima applicazione, il termine di decadenza di cui al presente
comma è fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto.
6. In caso di pagamento diretto delle prestazioni di cui al presente articolo da parte dell'Inps, il datore di
lavoro è tenuto ad inviare all'Istituto tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell'integrazione
salariale entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale,
ovvero, se posteriore, entro il termine di trenta giorni dall'adozione del provvedimento di concessione. In
sede di prima applicazione, i termini di cui al presente comma sono spostati al trentesimo giorno successivo
all'entrata in vigore del presente decreto, se tale ultima data è posteriore a quella di cui al primo periodo.
Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri ad essa connessi rimangono a
carico del datore di lavoro inadempiente.
7. I Fondi di cui all'articolo 27 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, garantiscono l'erogazione
dell'assegno ordinario di cui al comma 1 con le medesime modalità di cui al presente articolo. Il concorso del
bilancio dello Stato agli oneri finanziari relativi alla predetta prestazione è stabilito nel limite massimo di 533
milioni di euro per l'anno 2021 ed è assegnato ai rispettivi Fondi con decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Le risorse di cui al presente
comma sono trasferite ai rispettivi Fondi con uno o più decreti del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, previo monitoraggio da parte dei Fondi
stessi dell'andamento del costo della prestazione, relativamente alle istanze degli aventi diritto, nel rispetto
del limite di spesa e secondo le indicazioni fornite dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
8. Fino al 31 gennaio 2021 resta precluso l'avvio delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24 della legge 23
luglio 1991, n. 223 e restano altresì sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23
febbraio 2020, fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell'appalto, sia
riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di
lavoro, o di clausola del contratto di appalto.
9. Fino alla stessa data di cui al comma 8, resta, altresì, preclusa al datore di lavoro, indipendentemente dal
numero dei dipendenti, la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi
dell'articolo 3 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e restano altresì sospese le procedure in corso di cui
all'articolo 7 della medesima legge.
10. Le preclusioni e le sospensioni di cui ai commi 8 e 9 non si applicano nelle ipotesi di licenziamenti
motivati dalla cessazione definitiva dell'attività dell'impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della
società senza continuazione, anche parziale, dell'attività, nei casi in cui nel corso della liquidazione non si
configuri la cessione di un complesso di beni od attività che possano configurare un trasferimento d'azienda
o di un ramo di essa ai sensi dell'articolo 2112 del codice civile, o nelle ipotesi di accordo collettivo
aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale,
di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto
accordo, a detti lavoratori è comunque riconosciuto il trattamento di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 4
marzo 2015, n. 22. Sono altresì esclusi dal divieto i licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non
sia previsto l'esercizio provvisorio dell'impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione. Nel caso in cui
l'esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell'azienda, sono esclusi dal divieto i
licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso.
11. Il trattamento di cui al comma 1 è concesso nel limite massimo di spesa pari a 2.725,3 milioni di euro,
ripartito in 1.936,1 milioni di euro per i trattamenti di Cassa integrazione ordinaria e Assegno ordinario e in
789,2 milioni di euro per i trattamenti di Cassa integrazione in deroga L'INPS provvede al monitoraggio del
limite di spesa di cui al presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto
anche in via prospettica il limite di spesa, l'INPS non prende in considerazione ulteriori domande.
12. All'onere derivante dai commi 7 e 11, pari a 543,6 milioni di euro per l'anno 2020 e a 2.781,7 milioni di
euro per l'anno 2021 in termini di saldo netto da finanziare e a 2.049,6 milioni di euro per l'anno 2021 in
termini di indebitamento netto e fabbisogno delle amministrazioni pubbliche si provvede a valere
sull’importo di cui all’articolo 1.
13. In via eccezionale, al fine di fronteggiare l’emergenza da Covid-19, ai datori di lavoro privati, con
esclusione del settore agricolo, che non richiedono i trattamenti di cui al comma 1, ferma restando l’aliquota
di computo delle prestazioni pensionistiche, è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi
previdenziali a loro carico di cui all’articolo 3, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, per un ulteriore
periodo massimo di quattro settimane, fruibili entro il 31 gennaio 2021, nei limiti delle ore di integrazione
salariale già fruite nel mese di giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL,
riparametrato e applicato su base mensile.
17

27 ottobre 2020 ore 16.00
14. I datori di lavoro privati che abbiano richiesto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai
sensi dell’articolo 3, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, possono rinunciare per la frazione di esonero
richiesto e non goduto e contestualmente presentare domanda per accedere ai trattamenti di integrazione
salariale di cui al presente articolo.
15. Il beneficio previsto dal presente articolo è concesso ai sensi della sezione 3.1 della Comunicazione della
Commissione europea recante un "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno
dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19" e nei limiti ed alle condizioni di cui alla medesima
Comunicazione. L'efficacia delle disposizioni del presente articolo è subordinata, ai sensi dell'articolo 108,
paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, all'autorizzazione della Commissione
europea.
16. Alle minori entrate derivanti dai commi da 13 a 16, valutate in 591,4 milioni di euro per l’anno 2021 e in
76,6 milioni di euro per l’anno 2023 si provvede quanto a 115,5 milioni di euro per l’anno 2021 con le
maggiori entrate contributive derivanti dai commi da 2 a 4 del presente articolo e quanto a 475,9 milioni di
euro a valere sull’importo di cui all’articolo 1 e quanto a 76,6 milioni di euro per l’anno 2023 a valere su ….
(fei?)
Relazione tecnica da aggiornare
La disposizione in esame prevede la concessione dei trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno
ordinario e Cassa integrazione in deroga di cui agli articoli da 19 a 22-quinquies del decreto-legge n.
18/2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 27/2020, per una durata massima di 10 settimane
collocate nel periodo tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021.
I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi dell’art. 1 del decreto-legge
104/2020, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 15 novembre 2020, sono imputati, ove
autorizzati, alle 10 settimane previste al comma 1 della norma in esame.
Le 10 settimane sono riconosciute esclusivamente ai datori di lavoro ai quali sia stato interamente autorizzato
l’ulteriore periodo di nove settimane di cui all’art. 1, c. 2, del decreto-legge 104/2020, decorso il periodo
autorizzato.
I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge n.
104/2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 126/2020, collocati, anche parzialmente, in periodi
successivi al 15 novembre 2020 sono imputati, ove autorizzati, alle sei settimane della presente disposizione.
I datori di lavoro che presentano domanda per la concessione delle 10 settimane hanno l’obbligo di versare
un contributo addizionale calcolato sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di
lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. L’aliquota contributiva
addizionale è differenziata sulla base della riduzione di fatturato registrato nei primi tre trimestri 2020
rispetto al fatturato relativo al corrispondente periodo del 2019, con le seguenti modalità:
- 18%: per i datori di lavoro che non hanno avuto riduzione di fatturato
- 9%: per una riduzione di fatturato inferiore al 20%.
Il contributo addizionale non è dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o
superiore al 20%, dai datori di lavoro che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 1 gennaio
2019, nonché dai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dai provvedimenti che dispongono la
chiusura delle attività.
Per quanto attiene la definizione della platea di lavoratori interessati al provvedimento, si è tenuto conto delle
risultanze desunte dai monitoraggi INPS relativi al 5 ottobre 2020, sintetizzati nella tabella seguente.

18

27 ottobre 2020 ore 16.00
Numero beneficiari CIG a pagamento diretto e a conguaglio
pagati dall'Inps al 5 ottobre 2020 per mese di competenza

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Ordinaria
Fondi di solidarietà
Deroga
Totale Marzo
Ordinaria
Fondi di solidarietà
Deroga
Totale Aprile
Ordinaria
Fondi di solidarietà
Deroga
Totale Maggio
Ordinaria
Fondi di solidarietà
Deroga
Totale Giugno

N. beneficiari a
conguaglio
1.275.404
620.190
19.832
1.915.426
1.532.491
767.997
12.973
2.313.461
1.067.511
684.690
19.394
1.771.595
823.135
489.679
22.842
1.335.656

N. beneficiari a
pagamento diretto
747.982
801.354
1.108.605
2.657.941
857.719
913.061
1.347.436
3.118.216
555.447
792.882
1.146.950
2.495.279
295.598
459.349
541.715
1.296.662

Numero SR41
giacenti
4.145
4.853
5.699
14.697
5.598
6.668
8.654
20.920
11.308
31.934
39.802
83.044
12.386
43.736
44.086
100.208

TOTALE
2.027.531
1.426.397
1.134.136
4.588.064
2.395.808
1.687.726
1.369.063
5.452.597
1.634.266
1.509.506
1.206.146
4.349.918
1.131.119
992.764
608.643
2.732.526

Con riferimento alla durata, agli importi e alle retribuzioni medie dei beneficiari delle integrazioni mensili si
riporta il valore desunto dai dati del pagamento diretto al 5 ottobre 2020.

Numero beneficiari CIG a pagamento diretto e a conguaglio
pagati dall'Inps al 5 ottobre 2020 per mese di competenza
(importi in euro)

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Ordinaria
Fondi di solidarietà
Deroga
Totale Marzo
Ordinaria
Fondi di solidarietà
Deroga
Totale Aprile
Ordinaria
Fondi di solidarietà
Deroga
Totale Maggio
Ordinaria
Fondi di solidarietà
Deroga
Totale Giugno

Ore medie mensili
integrate
74
78
70
74
132
112
104
114
79
84
70
76
79
72
65
71

Di seguito i dati utilizzati per la stima degli effetti finanziari:

19

Prestazione media
oraria
5,8
5,8
5,7
5,8
5,7
5,6
5,7
5,7
5,7
5,6
5,7
5,7
5,8
5,7
5,8
5,8

Retribuzione media
oraria
11,1
10,3
10,6
10,7
11,4
11,1
11,1
11,2
11,3
10,9
11,2
11,1
11,4
11,0
11,2
11,2

27 ottobre 2020 ore 16.00
- 1,1 milioni di lavoratori in cassa integrazione ordinaria (CIGO), con una retribuzione media oraria 2020
pari a 11,4 euro e un numero medio mensile di ore integrate pari a 79 (pari a quella riscontrata a giugno
2020); si è stimato che il 30% di tali lavoratori siano dipendenti da aziende che hanno superato la capienza,
in termini di limiti massimi di fruibilità di periodi CIGO; l’importo medio orario pro-capite della prestazione
CIGO (comprensivo di ANF) è risultato pari a 5,8 euro e la copertura figurativa media oraria pro-capite pari
a 3,8 euro;
- 1,0 milioni di lavoratori fruitori di assegno ordinario (AO), con una retribuzione media oraria 2020 pari a
10,95 euro e un numero medio mensile di ore integrate pari a 72 (pari a quella riscontrata a giugno 2020);
l’importo medio orario pro-capite della prestazione AO (comprensivo di ANF) è risultato pari a 5,7 euro e la
copertura figurativa media oraria pro-capite pari a 3,7 euro;
- 0,6 milioni di lavoratori fruitori di trattamenti di integrazione salariale in deroga (CIGD), con una
retribuzione media oraria 2020 pari a 11,2 euro e un numero medio mensile di ore integrate pari a 65 (pari a
quella riscontrata a giugno 2020); l’importo medio orario pro-capite della prestazione CIGD (comprensivo di
ANF) è risultato pari a 5,8 euro e la copertura figurativa media oraria pro-capite pari a 3,8 euro.
L’ipotesi di base adottata, in via prudenziale, è una durata di ricorso alle prestazioni pari a tutte le 10
settimane previste dalla norma. Si ipotizza la fruizione di 2 settimane con riferimento al periodo finale del
2020 e 8 nel 2021. Gli effetti finanziari in termini di indebitamento netto e fabbisogno si manifestano
interamente nel 2021 per il fisiologico operare delle procedure amministrative e conseguenti registrazioni
contabili.
Si è ipotizzato inoltre che delle platee sopra definite il 90% faccia ricorso alla fruizione delle ulteriori 10
settimane mentre per il 10% di tali lavoratori il datore di lavoro scelga l’opzione dello sgravio contributivo.
Infine, dall’incrocio dei dati sulle aziende e ore autorizzate/utilizzate con i dati del fatturato dell’Agenzia
delle Entrate relativi al primo semestre 2020 rispetto al corrispondente periodo dell’anno 2019, sono emerse
le seguenti frequenze da applicare ai fini della quantificazione del contributo addizionale dell’articolo in
esame:

CIGO
% ore fruite da az con riduz. fatturato a 0%
% ore fruite da az con riduz. Fatturato tra 1% e 20%
% ore fruite da az con riduz. Fatturato oltre il 20%

32%
18%
50%

AO
23%
15%
62%

CIGD
29%
16%
55%

Non disponendo degli stessi dati relativi ai primi tre trimestri 2020 e considerando la ripresa delle attività
economica nel secondo semestre 2020, si ipotizzano prudenzialmente per tutte le tipologie di trattamenti di
integrazione salariale le seguenti percentuali ai fini della determinazione delle entrate contributive
addizionali:
% ore fruite da az con riduz. fatturato a 0%

10%

% ore fruite da az con riduz. fatturato tra 1% e 20%

20%

% ore fruite da az con riduz. fatturato oltre il 20%

70%

Nella tabella seguente sono riportati gli effetti in relazione al periodo di riferimento e gli effetti finanziari sul
2021 derivanti dalle disposizioni previste dalla norma in esame (li effetti finanziari in termini di
indebitamento netto e fabbisogno si manifestano interamente nel 2021 per il fisiologico operare delle
procedure amministrative e conseguenti registrazioni contabili):

20

27 ottobre 2020 ore 16.00
Periodo residuo 2020
( + effetti positivi per la finanza pubblica; - effetti negativi per la finanza pubblica )
Onere per prestazioni e coperture figurative
Tipologia
di intervento

Ordinaria
Fondi di solidarietà
Deroga
Totale

Numero
beneficiari

305.400
893.500
547.800
1.746.700

Importo
Importo
medio
medio orario
orario
Prestazione
Copertura
+ ANF
figurativa
(euro)
(euro)

Numero
settimane

2
2
2
2

5,8
5,7
5,8
5,8

Onere per
Prestazioni +
ANF
(milioni di
euro)

3,8
3,6
3,7
3,7 -

Onerer per
Copertura
figurativa
(milioni di
euro)

-65,7
-170,1
-96,1
331,9 -

Totale
(A)

-43,0
-107,4
-61,3
211,7 -

Entrate per
contribuzione
addizionale
(milioni di
euro)
(B)

-108,7
-277,5
-157,4
543,6

4,7
11,8
6,5
23,0

Periodo 2021
( + effetti positivi per la finanza pubblica; - effetti negativi per la finanza pubblica )

Onere per prestazioni e coperture figurative

Entrate per
contribuzione
addizionale
(milioni di
euro)
(B)

Tipologia
di intervento

Numero
beneficiari

Ordinaria
Fondi di solidarietà
Deroga
Totale

305.400
893.500
547.800
1.746.700

Importo
Importo
medio
medio orario
orario
Prestazione
Copertura
+ ANF
figurativa
(euro)
(euro)

Numero
settimane

8
8
8
8

5,8
5,7
5,8
5,8

Onere per
Prestazioni +
ANF
(milioni di
euro)

3,8
3,6
3,7
3,7 -

Onerer per
Copertura
figurativa
(milioni di
euro)

-262,8
-680,4
-384,5
1.327,7 -

-173,6
-433,1
-247,3
854,0 -

Totale
(A)

-436,4
-1.113,5
-631,8
2.181,7

18,9
47,4
26,2
92,5

Effetti finanziari complessivi (periodo residuo 2020 e periodo 2021) con impatto interamente su 2021 per
indebitamento netto e fabbisogno
( + effetti positivi per la finanza pubblica; - effetti negativi per la finanza pubblica )

Onere per prestazioni e coperture figurative

Entrate per
contribuzione
addizionale
(milioni di
euro)
(B)

Tipologia
di intervento

Numero
beneficiari

Ordinaria
Fondi di solidarietà
Deroga
Totale (1)

305.400
893.500
547.800
1.746.700

Importo
Importo
medio
Numero
medio orario
orario
settimane/giorna Prestazione
Copertura
te
+ ANF
figurativa
(euro)
(euro)

10
10
10
10

5,8
5,71
5,8
5,8

Onere per
Prestazioni +
ANF
(milioni di
euro)

3,8
3,6
3,7
3,7 -

-216,6
-540,5
-308,6
1.065,7 -

Totale
(A)

-545,1
-1.391,0
-789,2
2.725,3

Onere per
Prestazioni +
ANF
(milioni di
euro)

Onerer per
Copertura
figurativa
(milioni di
euro)

Totale

-390

-210

-600

Fondi di
solidarietà
alternativi (2)

(1+2)

-328,5
-850,5
-480,6
1.659,6 -

Onerer per
Copertura
figurativa
(milioni di
euro)

-

2.049,6 -

1.275,7 -

23,6
59,2
32,7
115,5

3.325,3

All'onere derivante dai commi 7 e 11, pari a 543,6 milioni di euro per l'anno 2020 e a 2.781,7 milioni di euro
per l'anno 2021 in termini di saldo netto da finanziare e a 2.049,6 milioni di euro per l'anno 2021 in termini
21

27 ottobre 2020 ore 16.00
di indebitamento netto e fabbisogno delle amministrazioni pubbliche si provvede a valere sull’importo di cui
all’articolo 1, i cui effetti sono già stati scontati nello scenario tendenziale DPB 2021.
Commi da 13 a 16
La disposizione prevede, per i datori di lavoro privati non agricoli che non richiedono i trattamenti di
integrazione salariale di cui al presente articolo, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni
pensionistiche, il riconoscimento dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per
un periodo massimo di quattro mesi, fruibili entro il 31 maggio 2021, nei limiti delle ore di integrazione
salariale già fruite nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto 2020, con esclusione dei premi e contributi
dovuti all’INAIL.
La misura dell’esonero è determinata sulla base della riduzione di fatturato registrato nei primi tre
trimestri 2020 rispetto al fatturato relativo al corrispondente periodo del 2019, con le seguenti modalità:
- 50%: per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato inferiore al 20%;
- 100%: per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore la 20%.
L’ipotesi di base adottata, in via prudenziale, è il che per il 10% di tali lavoratori il datore di lavoro
scelga l’opzione dello sgravio contributivo. La durata media dello sgravio è stata ipotizzata pari a un mese.
L’aliquota media oggetto di sgravio a carico del datore di lavoro è pari al 31%.
Sulla base dei sopra descritti parametri e ipotesi conseguono minori entrate contributive valutate in 591,4
milioni di euro per l’anno 2020.
Complessivamente gli effetti in termini di entrate contributive derivanti dal presente articolo sono
quantificati come di seguito:

(- effetti negativi per la finanza pubblica;+ effetti positivi per la finanza pubblica); valori in mln di euro)
maggiori entrate
minori entrate
contributive
effetti
contributive
(contributo
totale minori
fiscali
effetto
(esonero)
addizionale)
entrate contributive indotti complessivo
2021
-591,4
115,5
-475,9
0
-475,9
2022
186
186
2023
-76,6
-76,6
2024
0

Alle minori entrate derivanti dai commi da 13 a 16, valutate in 591,4 milioni di euro per l’anno 2021 e in
76,6 milioni di euro per l’anno 2023 si provvede quanto a 115,5 milioni di euro per l’anno 2021 con le
maggiori entrate contributive derivanti dai commi da 2 a 4 del presente articolo e quanto a 475,9 milioni di
euro a valere sull’importo di cui all’articolo 1 e quanto a 76,6 milioni di euro per l’anno 2023 a valere su ….
(fei?)
ART. 14
(Sospensione dei contributi per i dipendenti delle aziende dei settori economici interessati dal nuovo
lockdown) – MANCA NORMA

ART. 15
(Nuove misure in materia di Reddito di emergenza)
1. Ai nuclei familiari già beneficiari della quota del Reddito di emergenza (di seguito “Rem”) di cui
all’articolo 23, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge
13 ottobre 2020, n. 126, è riconosciuta la medesima quota anche per il mese di novembre 2020.
22

27 ottobre 2020 ore 16.00
2. Il Rem è altresì riconosciuto, per una singola quota pari all’ammontare di cui all’articolo 82, comma 5, del
decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, ai
nuclei familiari in possesso cumulativamente dei seguenti requisiti:
a) un valore del reddito familiare, nel mese di settembre 2020, inferiore ad una soglia pari all'ammontare di
cui all’articolo 82, comma 5, del decreto-legge n. 34 del 2020;
b) assenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità di cui
all’articolo yy del presente decreto-legge;
c) possesso dei requisiti di cui ai commi 2, lettere a), c) e d), 2-bis e 3, dell’articolo 82 del decreto-legge n.
34 del 2020.
3. La domanda per la quota di Rem di cui al comma 2 è presentata all'Istituto nazionale della previdenza
sociale (INPS) entro il 30 novembre 2020 tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e
presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso.
4. Il riconoscimento della quota del Rem di cui ai commi 1 e 2 è effettuato nel limite di spesa di 226 milioni
di euro per l’anno 2020 nell’ambito dell’autorizzazione di spesa relativa al Fondo per il reddito di emergenza
di cui all’articolo 82, comma 10, del decreto-legge n. 34 del 2020, in relazione alla quale resta in ogni caso
ferma l’applicazione di quanto previsto dall’articolo 265, comma 9, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77
5. Per quanto non previsto dal presente articolo, si applica la disciplina di cui all’articolo 82 del decretolegge n. 34 del 2020, ove compatibile.
Relazione tecnica
La disposizione in esame al comma 1 riconosce un’ulteriore mensilità di reddito di Emergenza ai nuclei già
beneficiari di cui all’articolo 23, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con
modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126; al comma 2 stabilisce l’erogazione di una singola
mensilità pari all’ammontare di cui all’articolo 82, comma 5, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, ai nuclei familiari in possesso
cumulativamente dei seguenti requisiti:
un valore del reddito familiare, nel mese di settembre 2020, inferiore ad una soglia pari
all'ammontare di cui all’articolo 82, comma 5, del decreto-legge n. 34 del 2020;
assenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità
di cui all’articolo yy del presente decreto-legge;
possesso dei requisiti di cui ai commi 2, lettere a), c) e d), 2-bis e 3, dell’articolo 82 del decreto-legge
n. 34 del 2020.
Dagli archivi dell’Istituto, al 25 ottobre 2020, risultano 146mila nuclei familiari percettori di Rem, in
applicazione dell’art.23 comma 1 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni,
dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126; inoltre risultano 226mila nuclei richiedenti in attesa di lavorazione della
domanda.
Il tasso di accoglimento dei nuclei richiedenti il Reddito di emergenza in applicazione dell’art.82, comma 5,
del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 è
risultato pari al 50%.
Ipotizzando, in via prudenziale, che il tasso di accoglimento dei nuclei richiedenti il Rem (art. 23 c.1 DL
104/2020) in attesa di lavorazione sia pari al 70%, risulterebbero ulteriori 158mila nuclei percettori.
Applicando al complesso dei nuclei beneficiari un importo medio di 560 euro mensili, risultante dai nuclei
che già hanno ricevuto il pagamento, l’onere derivante dal comma 1 del presente articolo risulterebbe pari a
170 milioni di euro.
Per la valutazione del comma 2 dell’articolo proposto, si possono stimare 100mila nuovi nuclei percettori
con un importo medio uguale a quello percepito dai beneficiari derivanti dal comma 1, pari a 560 euro per
una mensilità. L’onere derivante, quindi, dal comma 2 del presente articolo risulterebbe pari a 56 milioni di
euro.
Si stima che la disposizione in esame possa interessare un numero di nuclei pari a 404mila con una spesa
complessiva di 226 milioni per l’anno 2020, che costituisce limite di spesa nell’ambito dell’autorizzazione di
spesa per il Reddito di Emergenza di cui all’art.82, comma 10, del decreto-legge n.34 del 2020, che presenta,
le necessarie disponibilità.
Infatti, la spesa a tutto settembre relativa al pagamento delle mensilità previste dal decreto 34/2020 è pari a
318,5 milioni di euro a fronte di 290 mila nuclei beneficiari. Sussistono ancora circa 6 mila domande in
23

27 ottobre 2020 ore 16.00
istruttoria che se considerata prudenzialmente accolte impegnerebbero ulteriori 7 milioni considerato un
costo mensile medio della prestazione pari a 558 euro. A tale somma complessiva pari a 325,5 mln di euro
vanno aggiunti gli oneri previsti per la mensilità stabilita dal decreto 104/2020 pari a 172,5 milioni. Quindi
rispetto al limite di spesa relativo alla citata autorizzazione di spesa (articolo 82, comma 10, DL n. 34/2020)
pari a 966,3 milioni di euro per l’anno 2020 residuerebbero risorse per 468,3 milioni di euro per l’anno
2020, capienti per la copertura dei benefici stabiliti dalla norma in esame.
Pertanto dalla disposizione non derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
ART. 16
(Nuova indennità per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello
spettacolo)
1. Ai soggetti beneficiari dell’indennità di cui all'articolo 9 del decreto-legge 5 agosto 2020, n. 104,
convertito con modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, la medesima indennità pari a 1000 euro è
nuovamente erogata una tantum.
2. Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato
involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in
vigore del presente decreto e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel
medesimo periodo, non titolari di pensione, ne' di rapporto di lavoro dipendente, ne' di NASPI, alla data di
entrata in vigore della presente disposizione, è riconosciuta un’indennità onnicomprensiva pari a 1000 euro.
La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese
utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato
involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in
vigore del presente decreto e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel
medesimo periodo, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di
entrata in vigore della presente disposizione.
3. È riconosciuta un’indennità onnicomprensiva pari a 1000 euro ai lavoratori dipendenti e autonomi che in
conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o
il loro rapporto di lavoro, individuati nei seguenti:
a) lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti
termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio
2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per
almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
b) lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che
abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio
2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto;
c) lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel
periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto siano stati titolari
di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all'articolo 2222 del codice civile e che
non abbiano un contratto in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto. Gli stessi, per tali
contratti, devono essere già iscritti alla data del 17 marzo 2020 alla Gestione separata di cui all'articolo 2,
comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un
contributo mensile;
d) incaricati alle vendite a domicilio di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con
reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e
iscritti alla Gestione Separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla data di
entrata in vigore del presente decreto e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
4. I soggetti di cui al comma 3, alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle
seguenti condizioni:
a) titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente di
cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
b) titolari di pensione.
5. Ai lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali in
possesso cumulativamente dei requisiti di seguito elencati, è riconosciuta una indennità onnicomprensiva
pari a 1000 euro:

24

27 ottobre 2020 ore 16.00
a) titolarità nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto di
uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, di
durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;
b) titolarità nell'anno 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nel medesimo
settore di cui alla lettera a), di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate;
c) assenza di titolarità, al momento dell'entrata in vigore del presente decreto, di pensione e di rapporto di
lavoro dipendente.
6. Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri
versati dal 1 gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del presente decreto al medesimo Fondo, cui deriva
un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione, è riconosciuta un’indennità, pari a 1000
euro. L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. La medesima indennità viene erogata anche ai
lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati dal
1 gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del presente decreto, cui deriva un reddito non superiore ai
35.000 euro.
7. Le indennità di cui ai commi 1, 2, 3, 5 e 6 non sono tra loro cumulabili e non sono cumulabili con
l’indennità di cui all'articolo XXX(REM). La domanda per le indennità di cui ai commi 2, 3 e 5 è presentata
all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) entro il 15 dicembre 2020 tramite modello di domanda
predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalità stabilite dallo stesso.
8. Le indennità di cui al presente articolo non concorrono alla formazione del reddito ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e sono erogate dall'INPS, previa
domanda, nel limite di spesa complessivo di XXX milioni di euro per l'anno 2020. L'INPS provvede al
monitoraggio del rispetto del limite di spesa e comunica i risultati di tale attività al Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell'economia e delle finanze. Qualora dal predetto
monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di
spesa, non sono adottati altri provvedimenti concessori.
9. Decorsi quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto si decade dalla possibilità di
richiedere l’indennità di cui all’articolo 9 del decreto-legge15 agosto 2020, n. 104, convertito con
modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.
10. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a XXX milioni di euro per l'anno 2020, si provvede ai
sensi dell'articolo XXX.
ART. 17
(Esonero contributivo a favore delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura)
1. Al fine di assicurare la tutela produttiva e occupazionale delle filiere agricole, della pesca e
dell'acquacoltura e contenere gli effetti negativi del perdurare dell’epidemia da Covid 19, alle
aziende appartenenti alle predette filiere, comprese le aziende produttrici di vino e birra, è
riconosciuto l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei
premi e contributi dovuti all’INAIL, per la quota a carico dei datori di lavoro per la mensilità relativa
a novembre 2020. L’esonero è riconosciuto nei limiti della contribuzione dovuta al netto di altre
agevolazioni o riduzioni delle aliquote di finanziamento della previdenza obbligatoria, previsti dalla
normativa vigente e spettanti nel periodo di riferimento dell’esonero
2. Il medesimo esonero è riconosciuto agli imprenditori agricoli professionali, ai coltivatori diretti, ai
mezzadri e ai coloni con riferimento alla contribuzione dovuta per il mese di novembre 2020.
3. Resta ferma per l’esonero di cui ai commi 1 e 2 l’aliquota di computo delle prestazioni
pensionistiche.
4. L’esonero è riconosciuto sui versamenti che i datori di lavoro potenziali destinatari del beneficio
devono effettuare entro il 16 dicembre 2020 per il periodo retributivo del mese di novembre 2020.
Per i contribuenti iscritti alla «Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali dei coltivatori
diretti, mezzadri e coloni» l’esonero è riconosciuto sul versamento della rata in scadenza il 16
novembre 2020 nella misura pari ad un dodicesimo della contribuzione dovuta per l’anno 2020, con
esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL.
5. Per i datori di lavoro per i quali la contribuzione dovuta per il periodo retributivo del mese di
novembre 2020, ricadente nel quarto trimestre 2020, è determinata sulla base della dichiarazione di

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manodopera agricola occupata del mese di novembre da trasmettere entro il mese di dicembre 2020,
l’esonero è riconosciuto sui versamenti in scadenza al 16 giugno 2021.
6. L’INPS è chiamato ad effettuare le verifiche in ordine allo svolgimento da parte dei contribuenti
delle attività identificate dai codici ATECO, nell’ambito delle filiere di cui al comma 1.
7. Agli oneri del presente articolo, valutati in XXX per l’anno 2020, e in euro YYY per l’anno 2021 si
provvede…
RELAZIONE TECNICA
Esonero contributivo a favore delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura
Variazione normativa
La proposta normativa (riportata in allegato) al fine di assicurare la tutela produttiva e occupazionale delle
filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura, e contenere gli effetti negativi del perdurare dell’epidemia da
Covid 19, prevede l'esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, a carico
dei datori di lavoro delle predette filiere per il mese di novembre 2020, ferma restando l'aliquota di computo
delle prestazioni pensionistiche. Il medesimo esonero è riconosciuto agli imprenditori agricoli professionali,
ai coltivatori diretti, ai mezzadri e ai coloni con riferimento alla contribuzione dovuta per il mese di
novembre 2020.
Valutazione
L’ammontare dei contributi che potrebbero essere oggetto dell’esonero è stato identificato estraendo:
1.
dagli agli archivi UNIEMENS i contributi relativi al mese di novembre 2019 a carico del datore di
lavoro delle filiere agricole, della pesca e acquacoltura identificati dai codici ateco contenuti nell’allegato A;
2.
dagli archivi DMAG i contributi per gli operai agricoli di competenza del mese di novembre 2019;
3.
dagli archivi F24 i pagamenti effettuati nel mese di novembre 2019 dai pescatori autonomi;
4.
dagli archivi dei lavoratori autonomi agricoli un dodicesimo dei contributi dovuti per l’anno 2019
dagli imprenditori agricoli professionali e dai CDCM.
Gli effetti finanziari dell’esonero, tenuto conto delle diverse scadenze di pagamento, si manifesteranno nel
2020 per i soggetti appartenenti alle platee di cui ai punti 1, 3 e 4 e nel 2021 per i soggetti di cui al punto 2.
Da tale elaborazione risulta che i contributi esonerati al lordo degli effetti fiscali è pari a 273 milioni di euro
per l’anno 2020 e 83 milioni per il 2021
Per quanto riguarda gli effetti fiscali si potrebbero avere maggiori entrate per gli anni 2021 e 2022. Tali
effetti, in via cautelativa, non sono stati considerati
RELAZIONE ILLUSTRATIVA
La disposizione interviene sulle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura, pesantemente danneggiate
dalla chiusura del canale horeca che rappresenta un anello cruciale del sistema considerata soprattutto la
quota significativa di prodotto agroalimentare nazionale, inclusi vini e bevande, che viene assorbita da
ristoranti e pizzerie, e che influisce in modo rilevante sui segmenti di eccellenza delle nostre produzioni.
L’emergenza Covid-19 e la imminente e prolungata chiusura di gran parte di questi esercizi aggrava uno
stress che si ripercuote su tutti i soggetti economici coinvolti nel sistema agroalimentare, anche in
considerazione della drastica diminuzione dei posti a disposizione nei locali che si riverbera sui fatturati delle
imprese di ristorazione già in forte sofferenza e giocoforza anche sui livelli occupazionali. Alla luce dei dati
raccolti all’esito dell’ultimo lockdown, è stato possibile rilevare che la chiusura pressoché totale del canale
della ristorazione ha assunto un ruolo di particolare rilevanza, legato alla riduzione dei consumi extradomestici per tutto il 2020. In base a ipotesi non particolarmente pessimistiche, si può stimare per il canale
Horeca un calo di poco inferiore al 40%, per un ammontare che si aggirerebbe attorno ai 34 miliardi di euro.
D'altro canto, parte di questi consumi sono compensati dalla crescita delle vendite al dettaglio, che
autorizzano a prevedere, per il complesso del 2020, un aumento dei consumi domestici del 6% circa rispetto
al 2019. Date queste ipotesi, l'impatto complessivo sul totale della spesa agroalimentare domestica ed
extradomestica consisterebbe in una riduzione attorno al 10% per il 2020, pari a un valore di circa 24
miliardi di euro, al quale corrisponde un impatto lineare sulle prospettive produttive e occupazionali delle
filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, per un ammontare che, su scala mensile, si aggira intorno ai
2 miliardi di euro.
Pertanto, al fine di sostenere la tutela produttiva e occupazionale delle filiere agricole, della pesca e
dell'acquacoltura, il comma 1 prevede l'esonero dal versamento dei previdenziali e assistenziali dovuti per il
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mese di novembre della quota a carico dei datori di lavoro che svolgono le attività identificate dai codici
ATECO, nell’ambito delle predette filiere, ivi inclusi i produttori di vini associati ai codici ateco 11.02.10 e
11.02.20 e i produttori di birra associati al codice ateco 11.05.00.
Il comma 2 riconosce il medesimo esonero agli imprenditori agricoli professionali, ai coltivatori diretti, ai
mezzadri e ai coloni che svolgono le attività identificate dai predetti codici ATECO.
Il comma 3 dispone che rimane ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche
I commi 4 e 5 dispongono che il riconoscimento a favore dei datori di lavoro potenziali beneficiari
dell’esonero sia effettuato sui versamenti afferenti alla contribuzione dovuta per il mese di novembre,
segnatamente 16 dicembre 2020 per la contribuzione dovuta mensilmente e 16 giugno 2021 per il
versamento della contribuzione dovuta per la manodopera agricola, per i lavoratori autonomi in agricoltura il
riconoscimento è effettuato a valere sulla rata in scadenza il 16 novembre 2020.
Il comma 6 prevede che l’INPS verifichi lo svolgimento da parte dei contribuenti delle attività identificate
dai codici ATECO, nell’ambito delle filiere destinatarie dell’esonero.
Il comma 7 definisce gli oneri della misura in oggetto, quantificati in euro XXX per l’anno 2020 e in euro
YYY per l’anno 2021, determinati con riferimento ai codici ATECO di seguito riportati.















01.xx.xx
Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi
02.xx.xx
Silvicoltura e utilizzo di aree forestali
03.xx.xx
Pesca e acquacoltura
11.02.10
Produzione di vini da tavola e v.q.p.r.d.
11.02.20
Produzione di vino spumante e altri vini speciali
11.05.00
Produzione di birra
46.21.22
Commercio all'ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame (mangimi), piante
officinali, semi oleosi, patate da semina
46.22.00
Commercio all'ingrosso di fiori e piante

55.20.52
56.10.12
81.30.00
82.99.30

Attività di alloggio connesse alle aziende agricole
Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
Cura e manutenzione del paesaggio inclusi parchi giardini e aiuole.
Servizi di gestione di pubblici mercati e pese pubbliche

RELAZIONE ILLUSTRATIVA
La disposizione interviene sulle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura, pesantemente danneggiate
dalla chiusura del canale Horeca che rappresenta un anello cruciale del sistema considerata soprattutto la
quota significativa di prodotto agroalimentare nazionale, inclusi vini e bevande, che viene assorbita da
ristoranti e pizzerie, e che influisce in modo rilevante sui segmenti di eccellenza delle nostre produzioni.
L’emergenza Covid-19 e la imminente e prolungata chiusura di gran parte di questi esercizi aggrava uno
stress che si ripercuote su tutti i soggetti economici coinvolti nel sistema agroalimentare, anche in
considerazione della drastica diminuzione dei posti a disposizione nei locali che si riverbera sui fatturati delle
imprese di ristorazione già in forte sofferenza e giocoforza anche sui livelli occupazionali. Alla luce dei dati
raccolti all’esito dell’ultimo lockdown, è stato possibile rilevare che la chiusura pressoché totale del canale
della ristorazione ha assunto un ruolo di particolare rilevanza, legato alla riduzione dei consumi extradomestici per tutto il 2020. In base a ipotesi non particolarmente pessimistiche, si può stimare per il canale
Horeca un calo di poco inferiore al 40%, per un ammontare che si aggirerebbe attorno ai 34 miliardi di euro.
D'altro canto, parte di questi consumi sono compensati dalla crescita delle vendite al dettaglio, che
autorizzano a prevedere, per il complesso del 2020, un aumento dei consumi domestici del 6% circa rispetto
al 2019. Date queste ipotesi, l'impatto complessivo sul totale della spesa agroalimentare domestica ed
extradomestica consisterebbe in una riduzione attorno al 10% per il 2020, pari a un valore di circa 24
miliardi di euro, al quale corrisponde un impatto lineare sulle prospettive produttive e occupazionali delle
filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, per un ammontare che, su scala mensile, si aggira intorno ai
2 miliardi di euro.
Pertanto, al fine di sostenere la tutela produttiva e occupazionale delle filiere agricole, della pesca e
dell'acquacoltura, si prevede, al comma 1, l'esonero straordinario dal versamento dei previdenziali e
assistenziali, a carico dei datori di lavoro delle predette filiere, ivi inclusi i produttori di vini associati ai
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codici ateco 11.02.10 e 11.02.20, per il periodo indicato dalla norma ferma restando l'aliquota di computo
delle prestazioni pensionistiche. Il medesimo esonero è riconosciuto agli imprenditori agricoli professionali,
ai coltivatori diretti, ai mezzadri e ai coloni, ivi inclusi quelli associati ai codici ateco 11.02.10 e 11.02.20
Il comma 2 dispone che, entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge, un decreto
del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari
e forestali e con il Ministro dell'economia e delle finanze, definisca i criteri e le modalità attuative
dell’esonero in oggetto.
Il comma 3 definisce gli oneri della misura in oggetto, quantificati in XXX per l’anno 2020, e la relativa
copertura finanziaria associati ai seguenti codici ATECO:














01.xx.xx
Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi
02.xx.xx
Utilizzo di aree forestali
03.xx.xx
Pesca e acquacoltura
11.02.10
Produzione di vini da tavola e v.q.p.r.d.
11.02.20
Produzione di vino spumante e altri vini speciali
46.21.22 Commercio all'ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame (mangimi), piante officinali,
semi oleosi, patate da semina
46.22 Commercio all'ingrosso di fiori e piante

56.10.12 - Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
55.20.52 - Attività di alloggio connesse alle aziende agricole
81.30.00 - Cura e manutenzione del paesaggio inclusi parchi giardini e aiuole.
82.99.03 - Servizi di gestione di pubblici mercati e pese pubbliche
ART. 18
(Disposizioni in materia di lavoratori sportivi)

1. Per il mese di novembre 2020, è erogata dalla società Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 124
milioni di euro per l’anno 2020, un’indennità pari a 800 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti
di collaborazione presso il Comitato Olimpico Nazionale (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le
federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, riconosciuti
dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le società e
associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, i quali, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da
COVID 19, hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività. Il predetto emolumento non concorre alla
formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e non è
riconosciuto ai percettori di altro reddito da lavoro e del reddito di cittadinanza di cui al decreto-legge 28
gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, del reddito di emergenza
e delle prestazioni di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del decreto-legge 17 marzo 2020
n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, così come prorogate e integrate dal
decreto-legge 17 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, dal
decreto-legge 14agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020 e dal presente
decreto-legge. Si considerano reddito da lavoro che esclude il diritto a percepire l’indennità i redditi da
lavoro autonomo di cui all’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
i redditi da lavoro dipendente e assimilati di cui agli articoli 49 e 50 del decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonché le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparati, con
esclusione dell’assegno ordinario di invalidità di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222.
2. Le domande degli interessati, unitamente all’autocertificazione del possesso dei requisiti di cui al comma
1, sono presentate entro il 30 novembre 2020 tramite la piattaforma informatica di cui all’articolo 5 del
decreto ministeriale del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro per le politiche
giovanili e lo sport del 6 aprile 2020, alla società Sport e Salute s.p.a. che, sulla base del registro di cui
all’articolo 7, comma 2, del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge
27 luglio 2004, n. 186, acquisito dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) sulla base di apposite intese, le
istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione.
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3. Ai soggetti già beneficiari per i mesi di marzo, aprile, maggio o giugno dell’indennità di cui all’articolo 96
del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,
all’articolo 98 del decreto-legge 9 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio
2020, n. 77, e di cui all’articolo 12 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni
dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, l’indennità pari a 800 euro è erogata dalla società Sport e Salute s.p.a.,
senza necessità di ulteriore domanda o accertamenti, anche per il mese di novembre 2020.
4. Per le finalità di cui ai commi da 1 a 3 le risorse trasferite a Sport e Salute s.p.a. sono incrementate di 124
milioni di euro per l’anno 2020. 5. Ai fini dell’erogazione automatica dell’indennità prevista dall’articolo 12,
comma 3, ultimo periodo, del decreto legge n. 104 del 14 agosto 2020, convertito con modificazioni dalla
legge 13 ottobre 2020, n. 126, si considerano cessati a causa dell’emergenza epidemiologica anche tutti i
rapporti di collaborazione scaduti alla data del 31 maggio 2020 e non rinnovati.
6.. Sport e Salute s.p.a. provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa di cui al primo periodo del
comma 1 e comunica, con cadenza settimanale, i risultati di tale attività al Ministro per le politiche giovanili
e lo sport e al Ministero dell’economia e delle finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che siano
in procinto di verificarsi scostamenti rispetto al limite di spesa di cui al predetto primo periodo del comma 1
Sport e Salute s.p.a. non prende in considerazione ulteriori domande, dandone comunicazione al Ministro per
le politiche giovanili e lo sport e al Ministero dell’economia e delle finanze. Alla copertura dei costi di
funzionamento derivanti dal presente articolo, provvede Sport e Salute s.p.a. nell’ambito delle proprie
disponibilità di bilancio. In relazione all’autorizzazione di spesa di cui al primo periodo del comma 1 trova
applicazione di quanto previsto dall’articolo 265, comma 9, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
RELAZIONE TECNICA
La misura reitera per il mese di novembre 2020 la misura di sostegno economico già prevista dall’art. 96 del
decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 e dall’art. 98 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, sia pure elevata
nell’importo a 800 euro. Il numero complessivo delle associazioni e società sportive dilettantistiche presenti
nel Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive dilettantistiche, istituito per conferire il
riconoscimento ai fini sportivi, ammonta a 120.801 unità.
Nell’ambito di questa platea, alla luce dei dati emersi dall’istruttoria svolta dagli uffici (in larga misura basati
sul monitoraggio nel frattempo effettuato dalla società Sport e Salute s.p.a. in relazione alle domande
presentate dai soggetti interessati all’erogazione dell’analoga misura prevista per i mesi di marzo, aprile e
maggio 2020), è prudenziale stimare che siano almeno 155.000 i soggetti che svolgono l’attività di
collaboratore sportivo come esclusiva fonte di reddito, per un ammontare complessivo pari a 124 milioni di
euro.
Ai fini del computo del numero dei collaboratori sportivi in esame, è utile ricordare che nel modello di
certificazione unica che le associazioni e società dilettantistiche inviano annualmente all’Agenzia delle
Entrate, vengono indicati con la causale N tutti i compensi sportivi erogati ai sensi dell'art. 67, lettera m), del
TUIR. Ebbene, dai dati forniti dall’Agenzia delle Entrare, è risultato che, nel 2019, il numero dei
collaboratori sportivi è risultato pari a 429.238; mentre, nel 2018, gli stessi collaboratori erano 452.229.
Ovviamente, i dati appena riferiti non equivalgono alla platea dei beneficiari della misura indennitaria in
esame, la quale è ristretta a coloro che percepiscano i compensi di cui all'art. 67, lettera m), del TUIR, quale
unica fonte di reddito.
Il comma 5 introduce una norma di interpretazione autentica finalizzata a risolvere alcune difficoltà attuative
emerse in sede di erogazione dell’indennità in favore dei collaboratori sportivi per il mese di giugno 2020,
con particolare riguardo al meccanismo di erogazione automatica previsto all’art. 3 del decreto
interministeriale 28 settembre 2020, chiarendo che devono considerarsi «cessati a causa dell’emergenza
epidemiologica» anche i rapporti di collaborazione sportiva cessati alla data del 31 maggio 2020 e che non
siano stati successivamente rinnovati (la fattispecie riguarda la domanda presentata da circa 17.000 soggetti).
La disposizione non introduce nuovi o maggiori oneri per le finanze pubbliche, in quanto resta fermo il
limite di spesa.
Pertanto dalla disposizione in esame derivano maggiori oneri per 124 milioni di euro per l’anno 2020.
Titolo III – Misure in materia di salute e sicurezza
ART. 19
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27 ottobre 2020 ore 16.00
(Disposizioni urgenti per l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi da parte dei medici di medicina
generale e dei pediatri di libera scelta)
1. Al fine di sostenere ed implementare il sistema diagnostico dei casi di positività al virus SARS-CoV-2
attraverso l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di
libera scelta, secondo le modalità definite dagli Accordi collettivi nazionali di settore, è autorizzata per
l’anno 2020 l'ulteriore spesa di euro 30.000.000.
2. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui al comma 1, pari a euro 30.000.000 per l’anno 2020, si
provvede a valere sul livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo
Stato per il medesimo anno. Al finanziamento di cui al presente articolo accedono tutte le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano, in deroga alle disposizioni legislative che stabiliscono per le
autonomie speciali il concorso regionale e provinciale al finanziamento sanitario corrente, sulla base delle
quote di accesso al fabbisogno sanitario. La ripartizione complessiva dell’incremento di cui al presente
articolo è riportata nella tabella di cui all’allegato A, annesso al presente decreto.
Relazione illustrativa
La situazione emergenziale che il Paese sta affrontando e lo scenario epidemico che si prospetta per il
periodo autunno-invernale, caratterizzato da una trasmissibilità sostenuta e diffusa del virus SARS-CoV-2,
rendono quanto mai necessario assicurare che la risposta dell’assistenza territoriale sia realizzata in tutte le
sue potenzialità, anche attraverso l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi da parte dei medici di medicina
generale e dei pediatri di libera scelta. Si tratta di una misura urgente e assolutamente necessaria anche per
allentare la pressione sui Dipartimenti di prevenzione delle ASL e per ridurre i tempi di attesa dei numerosi
assistiti che attendono di poter eseguire un tampone in quanto identificati quali “contatti stretti” di casi
confermati di COVID-19.
Relazione tecnica
È stato stimato che nei mesi di novembre e dicembre 2020 verranno somministrati 2.000.000 di tamponi
antigenici rapidi ed è stata considerata una tariffa media per la somministrazione dei predetti tamponi di 15
euro per ciascun tampone.
A tale importo si perviene facendo la media tra:
- un costo unitario di 18 euro per la somministrazione dei predetti tamponi da parte dei medici di medicina
generale e dei pediatri di libera scelta presso gli studi medici, in ragione della maggiore complessità
organizzativa e delle misure di protezione e di maggior cautela da adottare;
- un costo unitario di 12 euro per la somministrazione da parte dei MMG e dei PLS dei predetti tamponi
effettuata fuori dagli studi medici in cui vi è un minore impatto delle misure di prevenzione da adottare e
conseguentemente un minor costo unitario per operazione.
Il costo unitario medio per tampone è dunque pari a 15 euro (18+12/2).
Si stima pertanto che gli oneri derivanti dalla norma per l’anno 2020, limitatamente al bimestre novembredicembre siano pari a 30.000.000 di euro (2.000.000 di tamponi X 15 euro l’uno = 30.000.000 di euro).
Pertanto, è autorizzata per l’anno 2020 l'ulteriore spesa di 30.000.000 euro a valere sulle risorse del fondo
sanitario nazionale.
Si prevede che tale maggior onere sia posto a carico del livello del finanziamento del fabbisogno sanitario
nazionale standard cui concorre lo Stato per l’anno 2020.
A tale finanziamento accedono tutte le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, in deroga alle
disposizioni legislative che stabiliscono per le autonomie speciali il concorso regionale e provinciale al
finanziamento sanitario corrente, sulla base delle quote di accesso al fabbisogno sanitario. La ripartizione
complessiva dell’incremento di cui al presente articolo è riportata nella tabella di cui all’allegato A, annesso
al presente decreto.
ART. 20
(Disposizioni urgenti per la comunicazione dei dati concernenti l’esecuzione di tamponi antigenici
rapidi da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta)
1. Per l'implementazione del sistema diagnostico dei casi di positività al virus SARS-CoV-2 attraverso
l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi di cui all'articolo ..., le regioni e le province autonome comunicano
al Sistema Tessera Sanitaria (TS) i quantitativi dei tamponi antigenici rapidi consegnati ai medici di
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medicina generale e ai pediatri di libera scelta, i quali, ai sensi dell’articolo 17-bis del decreto legge 17
marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, utilizzando le funzionalità
del Sistema Tessera Sanitaria, predispongono il referto elettronico relativo al tampone eseguito per ciascun
assistito, con l’indicazione dei relativi esiti, dei dati di contatto, nonché delle ulteriori informazioni
necessarie alla sorveglianza epidemiologica, individuate con il decreto di cui al comma 2. Il Sistema Tessera
Sanitaria rende disponibile immediatamente:
a) all’assistito, il referto elettronico, nel Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e, per agevolarne la
consultazione, anche attraverso una piattaforma nazionale gestita dal Sistema Tessera Sanitaria (TS)
e integrata con i singoli sistemi regionali;
b) al Dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria locale territorialmente competente, attraverso
la piattaforma nazionale di cui alla lettera a), il referto elettronico, con esito positivo;
c) al Commissario straordinario per l'emergenza epidemiologica di cui all'articolo 122 del decreto legge
17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, il numero dei tamponi antigenici
rapidi effettuati, aggregato per regione o provincia autonoma,
d) alla piattaforma istituita presso l'Istituto Superiore di Sanità ai sensi dell'ordinanza del Capo del
Dipartimento della protezione civile 27 febbraio 2020, n. 640, il numero dei tamponi antigenici
rapidi effettuati, aggregati per tipologia di assistito, con l’indicazione degli esiti, positivi o negativi,
per la successiva trasmissione al Ministero della salute, ai fini dell’espletamento delle relative
funzioni in materia di prevenzione e controllo delle malattie infettive e, in particolare, del Covid-19.
2. Le modalità attuative delle disposizioni di cui al comma 1 sono definite con decreto del Ministero
dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della salute, previo parere del Garante per la
protezione dei dati personali.
Relazione illustrativa
L’articolo in questione si pone quale strumento per l’attuazione del precedente articolo che finanzia
l’implementazione del sistema diagnostico del virus SARS-CoV-2, mediante il coinvolgimento dei MMG e
dei PLS nella somministrazione dei tamponi antigenici rapidi.
In particolare, si definisce un sistema per la comunicazione dei dati “relativi alla salute” (id est i risultati di
tamponi antigenici rapidi eseguiti) mediante il Sistema Tessera Sanitaria (TS). Si punta, in tal modo, a
integrare la base legale di cui all’articolo 17-bis del d.l. n. 18 del 2020 per il trattamento dei dati in questione,
appartenenti alle categorie particolari di dati personali di cui all'articolo 9 del regolamento UE 2016/679,
mediante l’utilizzo del sistema TS.
La disposizione in esame definisce la possibilità di raccogliere dai MMG e dai PLS che somministreranno il
tampone antigenico rapido le informazioni (per ciascun assistito) sui tamponi effettuati e i relativi esiti,
rendendo immediatamente disponibili le informazioni sia all’assistito (in caso di esito positivo o negativo),
anche mediante il FSE, sia alle ASL di competenza (in caso di solo esito positivo).
Si stabilisce che il referto elettronico sarà comprensivo dei dati di contatto, imprescindibili per adottare i
provvedimenti di sanità pubblica (isolamento e quarantena), nonché per mettere in atto le operazioni di
tracciamento dei relativi contatti, e delle ulteriori informazioni che attualmente vengono raccolte tramite la
piattaforma istituita per la sorveglianza epidemiologica presso l’ISS dall’OCDPC n. 640 del 2020 (ad es.
stato “sintomatico” o “asintomatico”, contatto stretto…) e che sono necessarie allo svolgimento di tutte le
funzioni in materia di prevenzione e contenimento della diffusione del SARS-CoV-2 sul territorio nazionale.
Resta fermo che sarà, conseguentemente, l’ASL a trasmettere i dati relativi ai casi di positività, acquisiti dai
MMG e dai PLS, alle regioni e alle province autonome, che, a loro volta, li invieranno alla piattaforma
istituita per la sorveglianza epidemiologica presso l’ISS.
Sarà, inoltre, reso immediatamente disponibile, in forma aggregata, al Commissario straordinario per
l'emergenza epidemiologica di cui all'articolo 122 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla
legge 24 aprile 2020, n. 27, il numero dei tamponi rapidi effettivamente eseguiti, ai fini dello svolgimento dei
compiti affidatigli in materia di approvvigionamento dei dispositivi necessari all’effettuazione dei test in
questione.
Mentre, alla menzionata piattaforma istituita presso l’istituto Superiore di Sanità, sarà comunicato da Tessera
Sanitaria il numero dei tamponi antigenici rapidi effettuati, aggregati per tipologia di assistito, con
l’indicazione degli esiti, positivi o negativi. L’ISS provvederà, poi, al relativo invio al Ministero della salute
che dei dati in questione si avvarrà, per l’espletamento dei compiti affidatagli in materia di prevenzione e
controllo delle malattie infettive (cfr. art. 47-ter d.lgs. n. 300 del 1999).
Si punta, in tal modo, a garantire la coerenza dei contenuti informativi dei diversi sistemi con tempestività.
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Si prevede inoltre di disciplinare le modalità attuative delle disposizioni appena illustrate, con un decreto (di
natura non regolamentare) dirigenziale, da adottarsi di concerto tra Ministero della salute e Ministero
dell’economia e delle finanze, sentito il Garante per la protezione dei dati personali.
Relazione tecnica
La norma ha natura ordinamentale, definendo la base giuridica del trattamento dei dati in esame;
considerando che le finalità illustrate vengono perseguite mediante il Sistema Tessera Sanitaria, già operante,
e la piattaforma già istituita presso l’Istituto Superiore di Sanità, l’attuazione delle disposizioni di cui al
presente articolo non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica
ART. 21
(Istituzione del servizio nazionale di risposta telefonica per la sorveglianza sanitaria)
1. E’ istituito, presso il Ministero della salute, un servizio nazionale di risposta telefonica alle persone
risultate positive al virus SARS-Cov-2 o che hanno avuto contatti stretti o casuali con soggetti risultati
positivi, con il compito di svolgere attività di contact tracing e sorveglianza sanitaria nonché di informazione
e accompagnamento verso i servizi di prevenzione e assistenza delle competenti aziende sanitarie locali.
2. Al fine di rendere efficace il contact tracing attraverso l’utilizzo dell’App Immuni, gli operatori del
servizio di cui al comma 1 accedono al sistema centrale di Immuni per caricare il codice chiave in presenza
di un caso di positività. A tal fine i laboratori che diagnosticano casi di positività al virus SARS-Cov-2
comunicano gli stessi al Sistema Tessera Sanitaria che rende disponibili tali dati al predetto servizio
nazionale.
3. Con decreto del Ministero della salute sono disciplinati l’organizzazione e il funzionamento del sevizio di
cui al comma 1.
4. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, nel limite massimo di 1.000.000 di euro per
l'anno 2020 e 3.000.000 di euro per l’anno 2021 si provvede mediante utilizzo delle risorse assegnate per i
medesimi anni al Commissario straordinario di cui all'articolo 122 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18
con delibera del Consiglio dei Ministri a valere sul Fondo emergenze nazionali di cui all'articolo 44 del
decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1.
Seguirà relazione illustrativa e tecnica
ART. 22
(Disposizioni per l’esercizio dell’attività giurisdizionale nella vigenza dell’emergenza
epidemiologica da COVID-19)
1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla scadenza del termine di cui all’articolo 1 del
decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35 si
applicano le disposizioni di cui ai commi da 2 a 9. Resta ferma l’applicazione delle disposizioni di cui
all’articolo 221 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio
2020, n. 77 ove non espressamente derogate dalle disposizioni del presente articolo.
2. Nel corso delle indagini preliminari il pubblico ministero e la polizia giudiziaria possono avvalersi di
collegamenti da remoto, individuati e regolati con provvedimento del direttore generale dei sistemi
informativi e automatizzati del Ministero della giustizia, per compiere atti che richiedono la partecipazione
della persona sottoposta alle indagini, della persona offesa, del difensore, di consulenti, di esperti o di altre
persone, nei casi in cui la presenza fisica di costoro non può essere assicurata senza mettere a rischio le
esigenze di contenimento della diffusione del virus COVID-19, salvo che il difensore della persona
sottoposta alle indagini non si opponga, quando l’atto richiede la sua presenza. Le persone chiamate a
partecipare all'atto sono tempestivamente invitate a presentarsi presso l’ufficio di polizia giudiziaria più
vicino al luogo di residenza, che abbia in dotazione strumenti idonei ad assicurare il collegamento da remoto.
Presso tale ufficio le persone partecipano al compimento dell'atto in presenza di un ufficiale o agente di
polizia giudiziaria, che procede alla loro identificazione. Il compimento dell'atto avviene con modalità
idonee a salvaguardarne, ove necessario, la segretezza e ad assicurare la possibilità per la persona sottoposta
alle indagini di consultarsi riservatamente con il proprio difensore. Il difensore partecipa da remoto mediante
collegamento dal proprio studio, salvo che decida di essere presente nel luogo ove si trova il suo assistito. La
persona offese e la persona sottoposta alle indagini possono partecipare agli atti o essere sentite anche in
collegamento dallo studio del difensore che li assiste e i consulenti o esperti di cui si avvale il pubblico
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ministero o la polizia giudiziaria possono essere sentiti anche in collegamento dal loro studio. Il pubblico
ufficiale che redige il verbale dà atto nello stesso delle modalità di collegamento da remoto utilizzate, delle
modalità con cui si accerta l'identità dei soggetti partecipanti e di tutte le ulteriori operazioni, nonché
dell'impossibilità dei soggetti non presenti fisicamente di sottoscrivere il verbale, ai sensi dell'articolo 137,
comma 2, del codice di procedura penale. La partecipazione delle persone detenute, internate o in stato di
custodia cautelare è assicurata con le modalità di cui al comma 4. Con le medesime modalità di cui al
presente comma il giudice può procedere all’interrogatorio di cui all’articolo 294 del codice di procedura
penale.
3. Le udienze dei procedimenti civili e penali alle quali è ammessa la presenza del pubblico si celebrano a
porte chiuse, ai sensi, rispettivamente, dell'articolo 128 del codice di procedura civile e dell'articolo 472,
comma 3, del codice di procedura penale.
4. La partecipazione a qualsiasi udienza delle persone detenute, internate, in stato di custodia cautelare,
fermate o arrestate, anche in assenza del consenso richiesto ai sensi dell’articolo 221, comma 9, del decreto
legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, è assicurata,
ove possibile, mediante videoconferenze o con collegamenti da remoto individuati e regolati con
provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia, in
tutti i casi in cui la presenza fisica dei soggetti indicati non può essere assicurata senza mettere a rischio le
esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19. Si applicano, in quanto compatibili,
le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 dell'articolo 146-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e
transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271.
5. Le udienze penali che non richiedono la partecipazione di soggetti diversi dal pubblico ministero, dalle
parti private e dai rispettivi difensori, dagli ausiliari del giudice, da ufficiali o agenti di polizia giudiziaria, da
interpreti, consulenti o periti possono essere tenute mediante collegamenti da remoto individuati e regolati
con provvedimento del direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della
giustizia. Lo svolgimento dell'udienza avviene con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e
l'effettiva partecipazione delle parti. Prima dell'udienza il giudice fa comunicare ai difensori delle parti, al
pubblico ministero e agli altri soggetti di cui è prevista la partecipazione giorno, ora e modalità del
collegamento. I difensori attestano l'identità dei soggetti assistiti, i quali, se liberi o sottoposti a misure
cautelari diverse dalla custodia in carcere, partecipano all'udienza solo dalla medesima postazione da cui si
collega il difensore. In caso di custodia dell'arrestato o del fermato in uno dei luoghi indicati dall' articolo
284, comma 1, del codice di procedura penale, la persona arrestata o fermata e il difensore possono
partecipare all'udienza di convalida da remoto anche dal più vicino ufficio della polizia giudiziaria attrezzato
per la videoconferenza, quando disponibile. In tal caso, l'identità della persona arrestata o formata è accertata
dall'ufficiale di polizia giudiziaria presente. L'ausiliario del giudice partecipa all'udienza dall'ufficio
giudiziario e dà atto nel verbale d'udienza delle modalità di collegamento da remoto utilizzate, delle modalità
con cui si accerta l'identità dei soggetti partecipanti e di tutte le ulteriori operazioni, nonché dell'impossibilità
dei soggetti non presenti fisicamente di sottoscrivere il verbale, ai sensi dell'articolo 137, comma 2, del
codice di procedura penale, o di vistarlo, ai sensi dell'articolo 483, comma 1, del codice di procedura penale.
Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano, salvo che le parti vi acconsentano, alle udienze di
discussione finale, in pubblica udienza o in camera di consiglio, e a quelle nelle quali devono essere
esaminati testimoni, parti, consulenti o periti.
6. Il giudice può disporre che le udienze civili in materia di separazione consensuale di cui all’articolo 711
del codice di procedura civile e di divorzio congiunto di cui all’articolo 9 della legge 1 dicembre 1970, n.
898 siano sostituite dal deposito telematico di note scritte di cui all’articolo 221, comma 4, del decreto legge
19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, nel caso in cui tutte
le parti che avrebbero diritto a partecipare all’udienza vi rinuncino espressamente con comunicazione,
depositata almeno quindici giorni prima dell’udienza, nella quale dichiarano di essere a conoscenza delle
norme processuali che prevedono la partecipazione all’udienza, di aver aderito liberamente alla possibilità di
rinunciare alla partecipazione all’udienza, di confermare le conclusioni rassegnate nel ricorso e, nei giudizi
di separazione e divorzio, di non volersi conciliare.
7. In deroga al disposto dell’articolo 221, comma 7, del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, il giudice che si trovi in condizioni di quarantena o di
isolamento fiduciario per COVID-19 può partecipare all’udienza anche da un luogo diverso dall’ufficio
giudiziario.
8. Per la decisione sui ricorsi proposti per la trattazione a norma degli articoli 127 e 614 del codice di
procedura penale la Corte di cassazione procede in Camera di consiglio senza l'intervento del procuratore
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generale e dei difensori delle altre parti, salvo che una delle parti private o il procuratore generale faccia
richiesta di discussione orale. Entro il quindicesimo giorno precedente l'udienza, il procuratore generale
formula le sue richieste con atto spedito alla cancelleria della Corte a mezzo di posta elettronica certificata.
La cancelleria provvede immediatamente a inviare, con lo stesso mezzo, l'atto contenente le richieste ai
difensori delle altre parti che, entro il quinto giorno antecedente l'udienza, possono presentare con atto
scritto, inviato alla cancelleria della corte a mezzo di posta elettronica certificata, le conclusioni. Alla
deliberazione si procede con le modalità di cui al comma 9; non si applica l'articolo 615, comma 3, del
codice di procedura penale e il dispositivo è comunicato alle parti. La richiesta di discussione orale è
formulata per iscritto dal procuratore generale o dal difensore abilitato a norma dell'articolo 613 del codice di
procedura penale entro il termine perentorio di venticinque giorni liberi prima dell'udienza e presentata, a
mezzo di posta elettronica certificata, alla cancelleria.
9. Nei procedimenti civili e penali le deliberazioni collegiali in camera dì consiglio possono essere assunte
mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del direttore generale dei sistemi
informativi e automatizzati del Ministero della giustizia. Il luogo da cui si collegano i magistrati è
considerato Camera di consiglio a tutti gli effetti di legge. Nei procedimenti penali, dopo la deliberazione, il
presidente del collegio o il componente del collegio da lui delegato sottoscrive il dispositivo della sentenza o
l'ordinanza e il provvedimento è depositato in cancelleria ai fini dell'inserimento nel fascicolo il prima
possibile e, in ogni caso, immediatamente dopo la cessazione dell'emergenza sanitaria. Nei procedimenti
penali le disposizioni di cui al presente comma non si applicano alle deliberazioni conseguenti alle udienze
di discussione finale, in pubblica udienza o in camera di consiglio, svolte senza il ricorso a collegamento da
remoto.
10. Le disposizioni di cui al presente articolo, nonché quelle di cui all’articolo 221 del decreto legge 19
maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, in quanto compatibili, si
applicano altresì ai procedimenti relativi agli arbitrati rituali e alla magistratura militare.
ART. 23
(Disposizioni per la semplificazione delle attività di deposito di atti, documenti e istanze nella
vigenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19)
1. In deroga a quanto prevista dall’articolo 221, comma 11, del decreto-legge n. 34 del 2020 convertito con
modificazioni dalla legge 77 del 2020, fino alla scadenza del termine di cui all’articolo 1 del decreto legge 25
marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, il deposito di
memorie, documenti, richieste ed istanze indicate dall'articolo 415-bis, comma 3, del codice di procedura
penale presso gli uffici delle procure della repubblica presso i tribunali avviene, esclusivamente, mediante
deposito dal portale del processo penale telematico individuato con provvedimento del Direttore generale
dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia e con le modalità stabilite nel decreto
stesso, anche in deroga alle previsioni del decreto emanato ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decretolegge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 febbraio 2010, n. 24. Il
deposito degli atti si intende eseguito al momento del rilascio della ricevuta di accettazione da parte dei
sistemi ministeriali, secondo le modalità stabilite dal provvedimento.
2. Con uno o più decreti del Ministro della giustizia, saranno indicati gli ulteriori atti per quali sarà reso
possibile il deposito telematico nelle modalità di cui al comma 1.
3. Gli uffici giudiziari, nei quali è reso possibile il deposito telematico ai sensi dei commi 1 e 2, sono
autorizzati all'utilizzo del portale, senza necessità di ulteriore verifica o accertamento da parte del Direttore
generale dei servizi informativi automatizzati.
4. Per tutti gli atti, documenti e istanze comunque denominati diversi da quelli indicati nei commi 1 e 2, fino
alla scadenza del termine di cui all’articolo 1 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, è consentito il deposito con valore legale mediante posta
elettronica certificata inserita nel Registro generale degli indirizzi di posta elettronica certificata di cui all’art.
7 del decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44. Il deposito con le modalità di cui al periodo
precedente deve essere effettuato presso gli indirizzi PEC degli uffici giudiziari destinatari ed indicati in
apposito provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati e pubblicato sul
Portale dei servizi telematici. Con il medesimo provvedimento sono indicate le specifiche tecniche relative ai
formati degli atti e le ulteriori modalità di invio.
ART. 24
34

27 ottobre 2020 ore 16.00
(Misure urgenti relative allo svolgimento del processo amministrativo)
1. Le disposizioni dei periodi quarto e seguenti del comma 1 dell’articolo 4 del decreto-legge 30 aprile 2020,
n. 28, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1 della legge 25 giugno 2020, n. 70, si applicano
altresì alle udienze pubbliche e alle camere di consiglio del Consiglio di Stato, del Consiglio di giustizia
amministrativa per la Regione siciliana e dei tribunali amministrativi regionali che si svolgono dal 9
novembre 2020 al 31 gennaio 2021 e, fino a tale ultima data, il decreto di cui al comma 1 dell’articolo 13
dell’allegato 2 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, vigente alla data di entrata in vigore del presente
decreto si applica a prescindere dai pareri previsti dallo stesso articolo 13.
2. Durante tale periodo, salvo quanto previsto dal comma 1, gli affari in trattazione passano in decisione,
senza discussione orale, sulla base degli atti depositati, ferma restando la possibilità di definizione del
giudizio ai sensi dell'articolo 60 del codice del processo amministrativo, omesso ogni avviso. Il giudice
delibera in camera di consiglio, se necessario avvalendosi di collegamenti da remoto. Restano fermi i poteri
presidenziali di rinvio degli affari e di modifica della composizione del collegio.
3. Per le udienze pubbliche e le camere di consiglio che si svolgono tra il 9 e il 20 novembre 2020, l’istanza
di discussione orale, di cui al quarto periodo dell’articolo 4 del decreto-legge n. 28 del 2020, può essere
presentata fino a cinque giorni liberi prima dell’udienza pubblica o camerale.
Relazione illustrativa
La disposizione introduce misure urgenti in materia di giustizia amministrativa per consentire lo svolgimento
dei processi amministrativi durante l’ulteriore periodo di proroga della dichiarazione dello stato di
emergenza, con la previsione di strumenti processuali che consentano, un esercizio della giurisdizione senza
rischi per gli operatori interessati, salvaguardando, al contempo, il contraddittorio e l’effettiva partecipazione
delle parti e del difensore. In particolare, con riferimento alle udienze pubbliche e alle camere di consiglio
del Consiglio di Stato, del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana e dei tribunali
amministrativi regionali che si svolgono dal 9 novembre 2020 al 31 gennaio 2021, si estende l’applicazione
delle disposizioni dettate dall’articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 28 del 2020, che disciplinano la
discussione orale nelle udienze camerali o pubbliche mediante collegamento da remoto, a richiesta di tutte le
parti costituite o su disposizione del giudice d'ufficio. In alternativa alla discussione possono essere
depositate note di udienza.
Fino alla data del 31 gennaio 2021, si stabilisce che il decreto del Presidente del Consiglio di Stato previsto
dal comma 1 dell’articolo 13 dell’allegato 2 al codice del processo amministrativo, che definisce le regole
tecnico-operative per la sperimentazione e la graduale applicazione degli aggiornamenti del processo
amministrativo telematico, si applichi a prescindere dai pareri previsti dallo stesso articolo 13.
Nel periodo dal 9 novembre 2020 al 31 gennaio 2021, fatto salvo quanto previsto dal comma 1, si stabilisce,
altresì, che gli affari in trattazione passino in decisione, senza discussione orale, sulla base degli atti
depositati. Resta ferma la possibilità di definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, in esito
all’udienza cautelare, omesso ogni avviso. Si prevede che il giudice deliberi in camera di consiglio
avvalendosi, se necessario, di collegamenti da remoto. Restano comunque fermi i poteri presidenziali di
rinvio degli affari e di modifica della composizione del collegio.
Per le udienze pubbliche e le camere di consiglio che si svolgono tra il 9 e il 20 novembre 2020, si prevede,
infine, che l’istanza di discussione orale, prevista al quarto periodo del citato comma 1, dell’articolo 4 del
decreto-legge n. 28 del 2020, possa essere presentata fino a cinque giorni liberi prima dell’udienza pubblica
o camerale.
ART. 25
(Disposizioni in materia di giudizio contabile connesse all’emergenza epidemiologica da COVID19. Misure urgenti relative allo svolgimento delle adunanze e delle udienze del processo contabile
durante l’ulteriore periodo di proroga dello stato di emergenza epidemiologica)
1. Per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti negativi sullo
svolgimento e sui tempi delle attività istituzionali della Corte dei conti, dalla data di entrata in vigore del
presente decreto e fino al termine dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, le adunanze e le
udienze dinanzi alla Corte dei conti alle quali è ammessa la presenza del pubblico si celebrano a porte chiuse
ai sensi dell’art. 91, comma 2, c.g.c.
ART. 26
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27 ottobre 2020 ore 16.00
(Misure urgenti relative allo svolgimento del processo tributario)
1. Fino alla cessazione degli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale da Covid-19, ove
sussistano divieti, limiti, impossibilità di circolazione su tutto o parte del territorio nazionale conseguenti al
predetto stato di emergenza ovvero altre situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica o dei soggetti a vario
titolo interessati nel processo tributario, lo svolgimento delle udienze pubbliche e camerali e delle camere di
consiglio con collegamento da remoto è autorizzato, secondo la rispettiva competenza, con decreto motivato
del presidente della Commissione tributaria provinciale o regionale da comunicarsi almeno cinque giorni
prima della data fissata per un’udienza pubblica o una camera di consiglio. I decreti possono disporre che le
udienze e le camere di consiglio si svolgano anche solo parzialmente da remoto, ove le dotazioni
informatiche della giustizia tributaria lo consentano e nei limiti delle risorse tecniche e finanziarie
disponibili. In tutti i casi in cui sia disposta la discussione da remoto, la segreteria comunica alle parti, di
regola, almeno tre giorni prima della trattazione, l'avviso dell'ora e delle modalità di collegamento. Si dà atto
a verbale delle modalità con cui si accerta l'identità dei soggetti partecipanti e la libera volontà delle parti,
anche ai fini della disciplina sulla protezione dei dati personali. I verbali redatti in occasione di un
collegamento da remoto e i provvedimenti adottati in esito a un collegamento da remoto si intendono assunti
presso la sede dell'ufficio giudiziario.
2. In alternativa alla discussione con collegamento da remoto, le controversie fissate per la trattazione in
udienza pubblica, passano in decisione sulla base degli atti, salvo che almeno una delle parti non insista per
la discussione, con apposita istanza da notificare alle altre parti costituite e da depositare almeno due giorni
liberi anteriori alla data fissata per la trattazione. I difensori sono comunque considerati presenti a tutti gli
effetti. Nel caso in cui sia chiesta la discussione e non sia possibile procedere mediante collegamento da
remoto, si procede mediante trattazione scritta, con fissazione di un termine non inferiore a dieci giorni
prima dell’udienza per deposito di memorie conclusionali e di cinque giorni prima dell’udienza per memorie
di replica. Nel caso in cui non sia possibile garantire il rispetto dei termini di cui al periodo precedente, la
controversia è rinviata a nuovo ruolo con possibilità di prevedere la trattazione scritta nel rispetto dei
medesimi termini. In caso di trattazione scritta le parti sono considerate presenti e i provvedimenti si
intendono comunque assunti presso la sede dell’ufficio.
3. I componenti dei collegi giudicanti residenti, domiciliati o comunque dimoranti in luoghi diversi da quelli
in cui si trova la commissione di appartenenza sono esonerati, su richiesta e previa comunicazione al
Presidente di sezione interessata, dalla partecipazione alle udienze o camere di consiglio da svolgersi presso
la sede della Commissione interessata.
4. Salvo quanto previsto nel presente articolo, le modalità di svolgimento delle udienze da remoto sono
disciplinate ai sensi dell’articolo 16 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni,
dalla legge dicembre 2018, n. 136.
ART. 27
(Differimento elezioni comunali, delle città metropolitane e delle province)
1. In considerazione della situazione epidemiologica da COVID-19, per l’anno 2020, si applicano, in via
eccezionale, le seguenti disposizioni:
a) le elezioni dei comuni i cui organi sono stati sciolti ai sensi dell’articolo 143 del testo unico di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, già indette per le date del 22 e 23 novembre 2020, sono rinviate e
si svolgono contestualmente al turno ordinario di elezioni comunali del primo semestre 2021, mediante
l’integrale rinnovo del procedimento di presentazione di tutte le liste e candidature a sindaco e a consigliere
comunale;
b) limitatamente all’anno 2020, in caso di rinnovo del consiglio del comune capoluogo, il termine per
procedere a nuove elezioni del consiglio metropolitano, di cui all’articolo 1, comma 21, della legge 7 aprile
2014, n. 56, è fissato in centottanta giorni dalla proclamazione del sindaco del comune capoluogo;
c) all’articolo 1, comma 1, lettera d-bis del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 giugno 2020, n. 59, le parole: “entro novanta giorni” sono sostitute dalle
seguenti: “entro centottanta giorni”
Relazione illustrativa
La proposta normativa interviene, in via d’urgenza, in considerazione della nuova significativa
recrudescenza del contagio da COVID- 19, sulla disciplina concernente l’elezione degli organi dei comuni
sciolti per infiltrazione mafiosa, dei consigli metropolitani e delle province.
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In particolare:
 sui comuni sciolti per infiltrazione mafiosa: la norma prevede, in via d’urgenza, che le elezioni dei
comuni i cui organi sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa o similare, ai sensi dell’articolo 143 del
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, già indette per le date del 22 e 23
novembre 2020, sono rinviate e si svolgono contestualmente al turno ordinario di elezioni comunali del
primo semestre 2021, consentendo l’integrale rinnovo del procedimento di presentazione di tutte le liste e
candidature a sindaco e a consigliere comunale;
 sulle elezioni dei consigli metropolitani: la norma interviene, in via d’urgenza, disponendo che
limitatamente all’anno 2020, il termine per procedere a nuove elezioni del consiglio metropolitano di cui
all’articolo 1, comma 21, della legge 7 aprile 2014, n. 56, è fissato in centottanta giorni dalla
proclamazione del sindaco del comune capoluogo. Per tali elezioni l’articolo 1, comma 21, della legge n.
56 del 2014, dispone, a regime, che si procede entro sessanta giorni dalla proclamazione del nuovo
sindaco del comune capoluogo. Atteso che il 20 e il 21 settembre scorso si sono svolte le elezioni
amministrative nei comuni di Venezia e di Reggio Calabria, con l’elezione del sindaco e del consiglio dei
relativi comuni, occorre ora procedere allo svolgimento delle elezioni dei consigli metropolitani. In
particolare, nel comune di Venezia, la proclamazione del sindaco è avvenuta il 26 settembre u.s; le
relative elezioni del consiglio metropolitano devono essere indette entro il 25 novembre. Nel comune di
Reggio Calabria la data per lo svolgimento delle elezioni del Consiglio metropolitano è già stata fissata
per il prossimo 29 novembre. La recrudescenza della diffusione del contagio da COVID-19 fa ritenere
necessario ed urgente, per la tutela della salute dei partecipanti alle elezioni cittadini, differire quel
termine di ulteriori centoventi rispetto a quanto previsto dalla normativa a regime per il complessivo
periodo di centottanta giorni.
 sulle elezioni dei Presidenti di provincia e sui consigli provinciali: La proposta normativa ha l’obiettivo
di differire la data delle elezioni provinciali prevista dal DL 26/2020 come convertito dalla legge 59/2020,
dal mese di dicembre 2020 al 28 marzo 2021, ultima domenica di marzo, in considerazione dei rischi di
contagio che derivano dal protrarsi della pandemia da COVID-19. La norma interviene sulla disposizione
d’urgenza già declinata, per le elezioni dei presidenti delle province e dei consigli provinciali in scadenza
nell’anno 2020, dall’articolo 1, comma 1, lettera d-bis del citato decreto-legge. La suddetta disposizione
ha previsto infatti, in via d’urgenza, in deroga alla disciplina vigente, il differimento delle elezioni degli
organi provinciali in scadenza, prevedendo che esse si svolgessero non oltre 90 giorni dalle elezioni dei
consigli comunali, svoltisi, come noto nei giorni del 20 e del 21 settembre scorso, con conseguente
proroga della durata del mandato degli organi provinciali fino al nuovo rinnovo; sulla base della
disposizione di cui al decreto-legge n. 26 del 2020 tali consultazioni dovrebbero quindi svolgersi entro il
mese di dicembre 2020.
L’attuale situazione epidemiologica che ha determinato il Governo a prorogare la dichiarazione dello stato di
emergenza, fa ora nuovamente ritenere necessario disporre, ai fini del contenimento del rischio di
diffusione del virus, una proroga di quel termine, spostandolo per un ulteriore periodo di novanta giorni
rispetto a quelli già indicati (per un complessivo di centottanta giorni), coincidente con la fine del mese di
marzo 2021.
Relazione tecnica
La proposta normativa presenta carattere ordinamentale, pertanto non comporta nuova o maggiori oneri a
carico del bilancio della Stato. Alla sua attuazione si provvede a valere sulle risorse già disponibili a
legislazione vigente.
ART. 28
(Determinazione della spesa per il personale di Polizia locale)
1. Al fine di assicurare lo svolgimento dei controlli per il rispetto delle misure connesse al perdurare
dell’emergenza da COVID-19 e le attività correlate alla fase post-emergenziale, fermo restando il rispetto
della disciplina in materia di programmazione economico-finanziaria, di pianificazione dei fabbisogni di
personale e dell’equilibrio di bilancio, le spese per le nuove assunzioni del personale di polizia locale
disposte a decorrere dall’entrata del presente decreto legge e per la durata di 1 anno, non rilevano ai fini del
rispetto del valore soglia di cui ai commi 1-bis e 2 dell’articolo 33 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34,
convertito dalla legge 28 giugno 2019, n. 58 e non si computano ai fini della determinazione dei limiti alla

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spesa di personale stabiliti dall’articolo 1, commi 557, 557 quater e 562 della legge n 27 dicembre 2006 n.
296.
2. Per le stesse finalità di cui al comma 1, per gli anni 2020 e 2021 la maggiore spesa di personale rispetto a
quella sostenuta nell’anno 2019 per contratti di lavoro subordinato a tempo determinato del personale della
polizia locale dei comuni, delle unioni di comuni, delle province e delle città metropolitane, fermo restando il
rispetto dell’equilibrio di bilancio, non si computa ai fini delle limitazioni finanziarie stabilite dall’articolo 9,
comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122.
3. Le assunzioni a tempo determinato di personale della polizia locale di durata non superiore ad un anno,
effettuate, ai sensi del comma 2, dagli enti in dissesto finanziario, in riequilibrio pluriennale e strutturalmente
deficitari, non sono sottoposte all’approvazione della commissione per la stabilità finanziaria degli enti
locali, di cui all’articolo 155 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
RELAZIONE ILLUSTRATIVA
Lo svolgimento dei controlli per il rispetto delle misure connesse al perdurare dell’emergenza da COVID-19
e le attività che saranno correlate alla fase post-emergenziale implicano l’esigenza di introdurre una mirata
flessibilità finalizzata al potenziamento degli organici dei Corpi di Polizia locale; in quest’ottica, la presente
proposta normativa si pone l’obiettivo di “svincolare”, per un limitato periodo di tempo, le nuove assunzioni
del personale di Polizia locale dalle limitazioni finanziarie attualmente vigenti per le assunzioni del restante
personale, fermo comunque il rispetto degli equilibri di bilancio.
In particolare:
 la previsione di cui al primo comma ha l’obiettivo di svincolare la spesa per nuove assunzioni a tempo
indeterminato, disposte a decorrere dall’entrata del presente decreto legge e per la durata di 1 anno, di
personale della polizia locale dal budget complessivo delle restanti categorie professionali;
 la previsione di cui al secondo comma - analogamente a quanto previsto con l’art. 32 del c.d. “Decreto
Agosto” (D.L.14 agosto 2020, n. 104, conv. L. 13 ottobre 2020, n, 126) per il personale educativo
scolastico, - intende consentire, per gli anni 2020 e 2021, il potenziamento della polizia locale con
contratti a tempo determinato;
 in via eccezionale ed in considerazione dell’urgenza a provvedere, si prevede l’esclusione dai controlli
della Commissione per la stabilità finanziaria dei soli contratti a tempo determinato per un anno restando
comunque soggetti ai medesimi controlli tutte le altre fattispecie previste dalla norma.
RELAZIONE TECNICA
La proposta non comporta maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato in quanto le necessarie risorse
vanno reperite nell’ambito del bilancio dell’Ente locale (invarianza di spesa).
ART. 29
(Misure per la funzionalità delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco)
1 .Ai fini della prosecuzione, a decorrere dal 16 ottobre 2020 e fino al 24 novembre 2020, del dispositivo di
pubblica sicurezza preordinato al contenimento della diffusione del COVID-19, nonché dello svolgimento
dei maggiori compiti comunque connessi all’emergenza epidemiologica in corso, è autorizzata, per l’anno
2020, l’ulteriore spesa di euro 67.761.547, di cui euro 52.457.280 per il pagamento delle indennità di ordine
pubblico del personale delle Forze di polizia e degli altri oneri connessi all’impiego del personale delle
polizie locali ed euro 15.304.267 per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario del personale
delle Forze di polizia.
2. Al fine di garantire, per il periodo di cui al comma 1, la funzionalità del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco in relazione agli accresciuti impegni connessi all’emergenza epidemiologica in corso è autorizzata, per
l’anno 2020, l’ulteriore spesa di euro 734.208 per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario del
personale dei vigili del fuoco.
3. Alla copertura degli oneri di cui al presente articolo, pari complessivamente ad euro 68.495.755, si
provvede …

38

27 ottobre 2020 ore 16.00
RELAZIONE ILLUSTRATIVA
L’intervento normativo mira ad adeguare il quadro delle risorse finanziarie necessarie per consentire di fare
fronte agli accresciuti impegni relativi alle complesse e delicate attività connesse al all’attuale fase
dell’emergenza sanitaria da COVID-19.
La disposizione prevede, al comma 1, una serie di misure volte ad assicurare la corresponsione dei
trattamenti economici accessori e di altri emolumenti spettanti al personale delle Forze di polizia e al
personale delle polizie locali messo a disposizione dei Prefetti.
In particolare, l’intervento normativo prevede, dal 16 ottobre 2020 e fino al 24 novembre 2020, la
corresponsione dell’indennità di ordine pubblico e del trattamento accessorio connesso alle prestazioni di
lavoro straordinario al personale delle Forze di polizia, nonché delle previste indennità di ordine pubblico in
favore del personale delle polizie locali messo a disposizione delle Autorità di pubblica sicurezza.
Come noto, a partire dalla dichiarazione di emergenza epidemiologica deliberata il 31 gennaio 2020, sono
state adottate misure parametrate al contenimento del contagio da COVID-19.
In particolare, a seguito delle più stringenti prescrizioni disposte dal d.P.C.M. del 24 ottobre u.s. , connesse
alle esigenze di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, si rende necessario
corredare tali misure restrittive con l’assegnazione, in proporzione al “volume” operativo attivato dalle Forze
di polizia ai fini della loro effettiva applicazione, di idonee risorse finanziarie per la copertura delle spese
conseguenti all’accresciuto impegno del relativo personale, in relazione al peculiare livello di esposizione al
rischio che caratterizza maggiormente, anche in questa fase di emergenza epidemiologica, lo svolgimento dei
delicati e necessitati compiti istituzionali di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, con riguardo
all’attività di controllo, su scala nazionale, dell’osservanza delle prescrizioni adottate allo scopo di
contrastare e contenere il diffondersi o il riacutizzarsi del COVID-19.
La più recente disposizione recante l’attribuzione di risorse aggiuntive per la funzionalità delle Forze di
polizia è l’art. 37 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13
ottobre 2020, n. 126, finalizzato ad adeguare il quadro delle risorse finanziarie messe a disposizione del
Ministero dell’interno - Amministrazione della pubblica sicurezza per far fronte ai crescenti impegni emersi
in relazione alle complesse attività preordinate al contenimento del coronavirus.
Con riferimento ai compiti espletati dal personale delle Forze di polizia, la disposizione sopra citata
stanziava ulteriori risorse, fino al 15 ottobre 2020, per la corresponsione del trattamento accessorio connesso
alle prestazioni di lavoro straordinario al personale delle Forze di polizia e di altri emolumenti spettanti a
quello delle polizie locali messo a disposizione delle Autorità di pubblica sicurezza.
Al riguardo, si evidenzia come a seguito dell’aggravamento dell’epidemia e delle conseguenti restrizioni allo
svolgimento delle attività socio-economiche specificatamente indicate nell’ultimo d.P.C.M., sia
particolarmente avvertita l’esigenza di innalzare il livello di sicurezza al fine di vigilare sull’osservanza delle
predette misure. Tale dispositivo di sicurezza – comprensivo anche dei servizi comunque connessi
all’emergenza epidemiologica e attivo su tutto il territorio nazionale – continua ad essere necessario non
essendo mutato il quadro esigenziale nazionale legato al contenimento della pandemia, tuttora in corso,
unitamente alle esigenze di controllo delle frontiere e della gestione dei migranti, che assumono ulteriore
rilievo in relazione all’attuale fase pandemica e che giustificano la previsione della estensione delle misure in
questione fino al 24 novembre 2020.
L’impiego dei contingenti delle Forze di polizia, integrato dal concorso ratione officii delle polizia locali,
nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto del propagarsi o del riacutizzarsi del contagio da
COVID-19, ha consentito finora di soddisfare, con elevati standard di efficacia operativa, le diffuse esigenze
di vigilanza e controllo sull’osservanza delle prescrizioni imposte a livello normativo a tutela della salute
pubblica.
Il comma 2 mira a garantire le esigenze di soccorso pubblico e di scorta tecnica in caso di trasferimento in
condizioni di alto biocontenimento connesse ai compiti di contenimento della diffusione del COVID-19 in
ragione dello straordinario impegno del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, mediante l’impiego giornaliero
di squadre specialistiche in aggiunta all’ordinario dispositivo di soccorso.
L’ulteriore proroga dello stato di emergenza sino al 31 gennaio 2021 rende necessario assicurare le idonee
risorse finanziarie per la copertura delle spese conseguenti all’accresciuto impegno del personale del Corpo
nazionale, anche al fine di garantire la piena operatività dello stesso in condizioni di sicurezza.
Conseguentemente, l’intervento mira ad autorizzare la spesa necessaria al pagamento delle prestazioni di
lavoro straordinario che il personale del Corpo medesimo dovrà necessariamente svolgere con riferimento al
periodo 16 ottobre - 24 novembre 2020.
Il comma 3 reca, infine, la copertura finanziaria, a valere …………………………
39

27 ottobre 2020 ore 16.00

RELAZIONE TECNICA
L’intervento normativo mira ad adeguare il quadro delle risorse finanziarie a disposizione del Dipartimento
della pubblica sicurezza affinché l’Amministrazione possa continuare a fare fronte agli accresciuti impegni
relativi alle complesse e delicate attività connesse al riacutizzarsi dell’emergenza sanitaria da COVID-19.
In questo senso, la disposizione mira ad assicurare la corresponsione dei trattamenti economici accessori e di
altri emolumenti spettanti al personale delle Forze di polizia e al personale delle polizie locali messo a
disposizione dei Prefetti ai sensi delle vigenti disposizioni.
Il comma 1 mira ad aggiornare il quadro delle risorse finanziarie messe a disposizione delle Forze di polizia
per fare fronte, fino al 24 novembre 2020, ai diffusi e maggiori compiti emersi in relazione alle complesse
attività preordinate al contenimento del COVID-19.
In particolare, la proiezioni di spesa tiene conto del numero di unità giornaliere effettivamente impiegate
durante la fase acuta del lockdown nei mesi di marzo e aprile 2020, quantificabili in 58.000 unità delle Forze
di polizia (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza) e oltre 12.000 unità appartenti alle
Polizie Locali.
Stante il numero di unità coinvolte, il monte ore medio mensile pro-capite per il lavoro straordinario per
esigenze connesse alla situazione emergenziale può essere determinato in 10 ore oltre quelle normalmente
retribuite mensilmente con gli ordinari stanziamenti di bilancio.
L’elevato numero degli appartenti alle Forze di polizia impiegati, la diversità delle qualifiche e/o gradi degli
stessi ed il loro continuo avvicendamento rendono particolarmente difficoltosa l’individuazione delle singole
qualifiche e/o gradi che verranno impiegate sul territorio e, pertanto, ai fini della quantificazione della spesa
viene ipotizzato un costo medio pro-capite di euro 19,79.
Per la Polizia di stato si prevede un impiego di 16.000 unità, 35.000 per l’Arma dei Carabinieri e 7.000 per la
Guradia di Finanza.
La quantificazione dell’ordine pubblico tiene conto delle unità già assegnate ai reparti e, pertanto, la
determinazione degli oneri è per il 30% per l’ordine pubblico fuori sede e per il 70 % per l’ordine pubblico
in sede.
In particolare il fabbisogno, relativamente al periodo dal 16 ottobre 2020 al 24 novembre 2020, viene
determinato, per difetto, per un periodo di 40 giorni.
Nel dettaglio, le spese sono ripartite come segue.
1. Polizia di Stato
Spese per il personale:
Lavoro straordinario
Di seguito la stima dei costi :
Periodo considerato: (16 ottobre – 24 novembre 2020)
- Unità giornaliere impiegate:
- Numero ore da liquidare pro-capite mensili
- Importo orario
n. 10 ore pro-capite mensili x 16.000 unità € 19,79 (costo mensile)

costo complessivo rapportato a 40 giorni



n.
n.
n.



40 giorni
16.000
10
19,79
3.166.400,00

4.221.867,00

Ordine pubblico
Determinato in 16.000 le unità della Polizia di Stato impiegate in servizi di ordine pubblico in sede e fuori
sede, si stima in una percentuale del 70% le unità in sede e nel restante 30% quello impiegato fuori sede.
La determinazione del fabbisogno tiene conto anche della diminuzione dei servizi di ordine pubblico stante
la sospensione delle manifestazioni sportive, di consultazioni elettorali e di atri eventi politici, culturali etc.
La spesa media rilevata dall’andamento storico dei servizi in ordine pubblico è determinabile mediamente in
circa 3.300.000,00 mensili di cui il 60% per attività di routine, da effettuarsi comunque indipendentemente
dagli interventi connessi all’emergenza COVID 19, e pertanto la stima dei costi tiene in debita

40

27 ottobre 2020 ore 16.00
considerazione la quota disponibile di circa il 40% della spesa storica per un totale complessivo, per il
periodo considerato, di € 1.760.000,00.
Di seguito la stima dei costi :
Periodo considerato: (16 ottobre – 24 novembre 2020)
Unità impiegate:
- Stima costi fuori sede
Unità (4.800 x € 29,43 x giorni 40)
- Stima costi in sede
Unità (11.200 x € 17,25 x giorni 40)
Totale complessivo spesa per ordine pubblico
Quota disponibile sugli ordinari stanziamenti di bilancio
Ulteriore fabbisogno per servizi di ordine pubblico

n.
n.

40 giorni
16.000



5.650.560,00





7.728.000,00
13.378.560,00
- 1.760.000,00



11.618.560,00

RIEPILOGO COMPLESSIVO PERSONALE POLIZIA DI STATO
Tipologia di spesa

Importo

Lavoro straordinario

4.221.867,00

Ordine Pubblico Fuori Sede e In Sede

11.618.560,00

Totale

15.840.427,00

2. Arma dei Carabinieri
Spese per il personale:
Lavoro straordinario
Di seguito la stima dei costi :
Periodo considerato: (16 ottobre – 24 novembre 2020)
- Unità giornaliere impiegate:
- Numero ore da liquidare pro-capite mensili
- Importo orario
n. 10 ore pro-capite mensili x 35.000 unità € 19,79 (costo mensile)
costo complessivo rapportato a 40 giorni

n.
n.
n.




40 giorni
35.000
10
19,79
6.926.500,00
9.235.333,00

Ordine pubblico
Determinato in 35.000 le unità dell’Arma dei Carabinieri impiegate in servizi di ordine pubblico in sede e
fuori sede, si stima in una percentuale del 70% le unità in sede e nel restante 30% quello impiegato fuori
sede.
La determinazione del fabbisogno tiene conto anche della diminuzione dei servizi di ordine pubblico stante
la sospensione delle manifestazioni sportive, di consultazioni elettorali e di atri eventi politici, culturali etc.
La spesa media rilevata dall’andamento storico dei servizi in ordine pubblico è determinabile mediamente in
circa 3.300.000,00 mensili di cui il 60% per attività di routine, da effettuarsi comunque indipendentemente
dagli interventi connessi all’emergenza COVID 19, e pertanto la stima dei costi tiene in debita
considerazione la quota disponibile di circa il 40% della spesa storica per un totale complessivo per il
periodo considerato di € 1.760.000,00.
Di seguito la stima dei costi :
Periodo considerato: (16 ottobre – 24 novembre 2020)
n.
40 giorni
Unità impiegate:
n.
35.000
- Stima costi fuori sede
Unità (10.500 x € 29,43 x giorni 40)

12.360.600,00
- Stima costi in sede
41

27 ottobre 2020 ore 16.00
Unità (24.500 x € 17,25 x giorni 40)
Totale complessivo spesa per ordine pubblico
Quota disponibile sugli ordinari stanziamenti di bilancio



Ulteriore fabbisogno per servizi di ordine pubblico



16.905.000,00
29.265.600,00
- 1.760.000,00




27.505.600,00

RIEPILOGO COMPLESSIVO PERSONALE ARMA CARABINIERI
Tipologia di spesa

Importo

Lavoro straordinario

9.235.333,00

Ordine Pubblico Fuori Sede e In Sede

27.505.600,00

Totale

36.740.933,00

3. Guardia di Finanza
Spese per il personale:
Lavoro straordinario
Di seguito la stima dei costi :
Periodo considerato: (16 ottobre – 24 novembre 2020)
- Unità giornaliere impiegate:
- Numero ore da liquidare pro-capite mensili
- Importo orario
n. 10 ore pro-capite mensili x 7.000 unità € 19,79 (costo mensile)

n.
n.
n.



40 giorni
7.000
10
19,79
385.300,00

costo complessivo rapportato a 40 giorni



1.847.067,00

Ordine pubblico
Determinato in 7.000 le unità della Guardia di Finanza impiegate in servizi di ordine pubblico in sede e fuori
sede, si stima in una percentuale del 70% le unità in sede e nel restante 30% quello impiegato fuori sede.
La determinazione del fabbisogno tiene conto anche della diminuzione dei servizi di ordine pubblico stante
la sospensione delle manifestazioni sportive, di consultazioni elettorali e di atri eventi politici, culturali etc.
La spesa media rilevata dall’andamento storico dei servizi in ordine pubblico è determinabile mediamente in
circa 1.500.000,00 mensili di cui il 60% per attività di routine, da effettuarsi comunque indipendentemente
dagli interventi connessi all’emergenza COVID 19, e pertanto la stima dei costi tiene in debita
considerazione la quota disponibile di circa il 40% della spesa storica per un totale complessivo per il
periodo considerato di € 800.000,00.
Di seguito la stima dei costi:
Periodo considerato: (16 ottobre – 24 novembre 2020)
Unità impiegate:
- Stima costi fuori sede
Unità (2.100 x € 29,43 x giorni 40)
- Stima costi in sede
Unità (4.900 x € 17,25 x giorni 40)
Totale complessivo spesa per ordine pubblico
Quota disponibile sugli ordinari stanziamenti di bilancio

n.
n.

Ulteriore fabbisogno per servizi di ordine pubblico



2.472.120,00





3.381.000,00
5.853.120,00
-800.000,00



5.053.120,00

RIEPILOGO COMPLESSIVO PERSONALE GUARDIA DI FINANZA

42

40 giorni
7.000

27 ottobre 2020 ore 16.00

Tipologia di spesa

Importo

Lavoro straordinario

1.847.067,00

Ordine Pubblico Fuori Sede e In Sede

5.053.120,00

Totale

6.900.187,00

4. Polizie Locali
L’estensione dei dispositivi di controllo all’intero territorio nazionale conseguentemente richiede una diversa
programmazione delle unità impiegate tra tutte le Forze di Polizia richiedendo l’impiego anche delle Polizie
locali così da mantenere il livello di controllo e contrasto al crimine da parte delle Forze di Polizia.
La proiezione di spesa viene effettuata sulla base delle unità che effettivamente si prevede di impiegare in
tutte le Regioni per il controllo del territorio volto al rispetto delle disposizioni normative che vietano gli
spostamenti, senza giustificato motivo, sia nell’ambito comunale che tra comuni.
Nei mesi di marzo e aprile risultano essere state impiegate, quotidianamente, in media 12.000 unità i cui
servizi verranno confermati anche per il periodo 16 ottobre – 24 novembre 2020.
La proiezione di spesa tiene conto della sola indennità di ordine pubblico calcolata secondo l’importo
previsto per i servizi in sede.
Di seguito la stima dei costi :
Periodo considerato: (16 ottobre – 24 novembre 2020)
- Unità impiegate in servizi di ordine pubblico in sede
- Stima costi in sede n. 12.000 unità giornaliere x € 17,25 x giorni 40

n.
n.


40 giorni
12.000
8.280.000,00

TOTALE COMPLESSIVO POLIZIE LOCALI
Totale



8.280.000,00

Periodo: 16 ottobre – 24 novembre 2020
Tipologia di
Polizia di
Arma
spesa
Stato
Carabinieri
Lavoro
Straordinario
Ordine
Pubblico
Totale

Guardia di
Finanza

Polizie
Locali

Totale

4.221.867,00

9.235.333,00

1.847.067,00

0,00

15.304.267,00

11.618.560,00

27.505.600,00

5.053.120,00

8.280.000,00

52.457.280,00

15.840.427,00

36.740.933,00

6.900.187,00

8.280.000,00

67.761.547,00

Il comma 2 autorizza per il 2020 l’ulteriore spesa necessaria garantire le attività di soccorso pubblico e di
scorta tecnica in caso di trasferimento in condizioni di alto biocontenimento connesse ai compiti di
contenimento della diffusione del COVID-19 demandati al Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
A tale scopo è stato considerato l’impiego giornaliero di squadre specialistiche in aggiunta all’ordinario
dispositivo di soccorso.
Viene previsto il potenziamento del dispositivo di soccorso destinato a far fronte all’emergenza in atto con
quattro squadre composte ciascuna da 5 unità, alle quali si aggiungono 3 unità (per ciascuna squadra) di
personale specialista NBCR per il contrasto del rischio biologico, per le principali città metropolitane
maggiormente esposte al rischio COVID-19, dove operano squadre aggiuntive del CNVVF in regime di
lavoro straordinario.
Conseguentemente, il fabbisogno è stato quantificato per assicurare, nel periodo preso in esame, un servizio
integrativo h24 da parte di 32 unità complessive di personale.

43

27 ottobre 2020 ore 16.00
L’importo orario considerato (pari a 23,90 euro/ora) equivale a quello medio (lordo Stato) dell’ora di
straordinario rispetto alle qualifiche di personale che saranno chiamate a svolgere il servizio aggiornato per
effetto degli incrementi determinati dall’attuazione dell’articolo 20 del decreto legge n. 76 del 2020.
Di seguito la stima dei costi :
Periodo considerato: (16 ottobre – 24 novembre 2020)
- Unità giornaliere impiegate:
- Totale ore da liquidare pro-capite mensili
- Importo orario
n. 32.256 ore x 23,90 euro/ora
costo complessivo rapportato a 40 giorni

Riepilogo complessivo dell’ulteriore fabbisogno da finanziare

n.
n.
n.


40 giorni
32
30.720
23,90

734.208,00

Importo
Comma 1 - Polizia di Stato

15.840.427,00

Comma 1 - Arma dei Carabinieri

36.740.933,00

Comma 1 - Guardia di Finanza

6.900.187,00

Comma 1 – Polizie Locali

8.280.000,00

Comma 2 – Corpo Nazioneale Vigili del fuoco
Totale

734.208, 00
68.495.755,00

ART. 30
(Misure per la didattica digitale integrata)
1. Il Fondo di cui all’art. 1, comma 62, della legge 13 luglio 2015, n. 107, istituito nel bilancio del Ministero
dell’istruzione, è incrementato di euro 85 milioni per l’anno 2020.
2. Le risorse di cui al comma 1 sono destinate all’acquisto di dispositivi e strumenti digitali individuali per la
fruizione delle attività di didattica digitale integrata, da concedere in comodato d’uso alle studentesse e agli
studenti meno abbienti, anche nel rispetto dei criteri di accessibilità per le persone con disabilità, nonché per
l’utilizzo delle piattaforme digitali per l’apprendimento a distanza e per la necessaria connettività di rete.
3. Con decreto del Ministro dell’istruzione le risorse di cui al comma 1 sono ripartite tra le istituzioni
scolastiche, tenuto conto del fabbisogno rispetto al numero di studenti di ciascuna e del contesto socioeconomico delle famiglie.
4. Le istituzioni scolastiche provvedono agli acquisti di cui al comma 2 mediante ricorso agli strumenti di cui
all’articolo 1, commi 449 e 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Qualora non sia possibile ricorrere ai
predetti strumenti, le istituzioni scolastiche provvedono all’acquisto anche in deroga alle disposizioni del
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
5. Il Ministero dell’istruzione è autorizzato ad anticipare in un’unica soluzione alle istituzioni scolastiche le
somme assegnate in attuazione del presente articolo, nel limite delle risorse a tal fine iscritte in bilancio e
fermo restando il successivo svolgimento dei controlli a cura dei revisori dei conti delle istituzioni
scolastiche sull’utilizzo delle risorse finanziarie di cui al presente articolo in relazione alle finalità in esso
stabilite.
6. Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni del presente articolo il Ministro dell'economia e delle
finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio e, ove necessario,
può disporre il ricorso ad anticipazioni di tesoreria.
7. Ai maggiori oneri derivanti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo ___
Relazione illustrativa

44

27 ottobre 2020 ore 16.00
La proposta normativa intende stanziare risorse nell’ambito del Fondo per l’innovazione digitale di cui
all’art. 1, comma 62, della legge 13 luglio 2015, n. 107 per consentire alle istituzioni scolastiche statali di
dotarsi di dispositivi e strumenti digitali utili per la didattica digitale integrata, in considerazione del
perdurare della situazione emergenziale da Covid-19, che al momento ha importo alle scuole secondarie di
secondo grado il ricorso alla didattica digitale integrata per il 75% dell’orario scolastico.
In particolare, la norma consente alle scuole l’acquisto di dispositivi e strumenti digitali individuali per la
fruizione delle attività di didattica digitale integrata, da concedere in comodato d’uso alle studentesse e agli
studenti meno abbienti, anche nel rispetto dei criteri di accessibilità per le persone con disabilità, nonché per
l’utilizzo delle piattaforme digitali per l’apprendimento a distanza e per la necessaria connettività di rete.
Con decreto del Ministro dell’istruzione le risorse sono ripartite direttamente tra le istituzioni scolastiche,
tenuto conto del numero di studenti di ciascuna e del contesto socio-economico delle famiglie.
Le istituzioni scolastiche provvedono agli acquisti di cui al comma 2 mediante ricorso agli strumenti di cui
all’articolo 1, commi 449 e 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ovvero, qualora non sia possibile
ricorrere ai predetti strumenti, le istituzioni scolastiche provvedono all’acquisto anche in deroga alle
disposizioni del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
Il Ministero dell’istruzione potrà anticipare alle istituzioni scolastiche in un’unica soluzione le somme
assegnate, nel limite delle risorse disponibili e fermo restando il successivo svolgimento dei controlli a cura
dei revisori dei conti delle scuole sull’utilizzo delle risorse finanziarie.
Ai fini dell’immediata attuazione della norma è anche prevista la possibilità del ricorso ad anticipazioni di
tesoreria a favore delle istituzioni scolastiche, previa autorizzazione da parte del Ministero dell’economia e
delle finanze.
Relazione tecnica
La norma assegna al Ministero dell’istruzione, nell’ambito del Fondo per l’innovazione digitale e la didattica
laboratoriale di cui all’art. 1, comma 62, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le risorse per consentire alle
istituzioni scolastiche statali di dotarsi di dispositivi e di strumenti digitali utili per la didattica digitale
integrata e per la relativa connettività.
L’attuale stima delle risorse è stata effettuata sulla base di quanto già stanziato con il decreto-legge 18 marzo
2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27. La norma prevedeva uno
stanziamento di 85 milioni che sono stati utilizzati, nell’anno scolastico 2019-2020, dalle 8.223 istituzioni
scolastiche per acquistare, e poi concedere in comodato d’uso gratuito alle studentesse e agli studenti meno
abbienti, 211.469 dispositivi digitali e per fornire loro connettività per 117.727 studentesse e studenti che ne
risultavano privi.
Dalla rilevazione dei fabbisogni delle istituzioni scolastiche conclusasi lo scorso 1° settembre 2020 le scuole
necessitano ancora di 283.461 personal computer e di connettività per 336.252 studenti che ne sono privi.
Considerato che la misura normativa in questione non comprende, a differenza di quanto previsto nel DL n.
18 del 2020, la quota di formazione per il personale scolastico, si ritiene, con la stessa cifra prevista, di poter
riuscire a soddisfare l’intero fabbisogno residuo dichiarato dalle scuole.
Ai maggiori oneri si provvede mediante ________
ART. 31
(Fondo anticipazione di liquidità)
"Per l'anno 2020 le Regioni a statuto speciale utilizzano le quote accantonate e vincolate del risultato di
amministrazione senza operare la nettizzazione del fondo anticipazione liquidità. Alla compensazione in
termini di indebitamento e fabbisogno, pari a 15 milioni di euro per l'anno 2020, a 73 milioni di euro per
l’anno 2021, a 137 milioni di euro per l’anno 2022, a 23 milioni di euro per l’anno 2023 e a 21 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per la
compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di
contributi pluriennali, di cui all'articolo 6,comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n.154, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre2008, n.189.
RT
La norma autorizza le Autonomie speciali ad utilizzare il fondo anticipazione di liquidità nel 2020
determinando un ampliamento della capacità di spesa di tali enti, con oneri a partire dall'esercizio 2020
indicati nella seguente tabella. Alla copertura si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per
45

27 ottobre 2020 ore 16.00
la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di
contributi pluriennali, di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n.154, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 dicembre2008, n.189.
(milioni di euro)

2020

2021

2022

2023 2024

2025

Oneri derivanti dall’utilizzo FAL nel 2020

15

73

137

23

21

TITOLO IV – Disposizioni finali
ART. 32
(Norma di copertura)

46

21



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