File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



20201104 275 SO 041 .pdf



Nome del file originale: 20201104_275_SO_041.pdf

Questo documento in formato PDF 1.4 è stato generato da , ed è stato inviato su file-pdf.it il 05/11/2020 alle 03:56, dall'indirizzo IP 37.117.x.x. La pagina di download del file è stata vista 274 volte.
Dimensione del file: 11.5 MB (332 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


Supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale„ n. 275 del 4 novembre 2020 - Serie generale
Spediz. abb. post. 45%
2, comma
20/b
- art.- 1,art.comma
1
23-12-1996,n. n.
- Filiale
Legge 27-02-2004,
46 -662
Filiale
di Romadi Roma

GAZZETTA

UFFICIALE

DELLA REPUBBLICA ITALIANA
PA R T E P R I M A

Roma - Mercoledì, 4 novembre 2020

SI PUBBLICA TUTTI I
GIORNI NON FESTIVI

DIREZIONE E REDAZIONE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - UFFICIO PUBBLICAZIONE LEGGI E DECRETI - VIA ARENULA, 70 - 00186 ROMA
AMMINISTRAZIONE PRESSO L’ISTITUTO POLIGRAFICO E ZECCA DELLO STATO - VIA SALARIA, 691 - 00138 ROMA - CENTRALINO 06-85081 - LIBRERIA DELLO STATO
PIAZZA G. VERDI, 1 - 00198 ROMA

N. 41

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
3 novembre 2020.

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge
25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni,
dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure
urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio
2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla
legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure
urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19».

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

SOMMARIO

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 novembre 2020.
Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con
modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare
l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure
urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19». (20A06109) . . . . . . . .
ALLEGATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

— III —

Pag.

1

»

22

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

DECRETI PRESIDENZIALI
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 novembre 2020.
Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge
16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per
fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19».

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e
gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19», convertito, con modificazioni, dalla legge
5 marzo 2020, n. 13, successivamente abrogato dal decreto-legge n. 19 del 2020 ad eccezione
dell'articolo 3, comma 6-bis, e dell'articolo 4;
Visto il decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio
2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19» e
in particolare gli articoli 1 e 2, comma 1;
Visto il decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio
2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da
COVID-19»;
Visto il decreto-legge 30 luglio 2020, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 settembre
2020, n. 124, recante «Misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza
epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020»;
Visto il decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125, recante «Misure urgenti connesse con la proroga della
dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19 e per la continuità operativa
del sistema di allerta COVID, nonché per l'attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno
2020»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, recante «Ulteriori
disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica
da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla
legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza
epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 265
del 25 ottobre 2020;
Viste le Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative, come
aggiornate nella Conferenza delle regioni e delle province autonome in data 8 ottobre 2020, di cui
all'allegato 9, in relazione alle attività consentite dal presente decreto;
Viste le delibere del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, del 29 luglio 2020 e del 7 ottobre
2020 con le quali è stato dichiarato e prorogato lo stato di emergenza sul territorio nazionale
relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali
trasmissibili;
Vista la dichiarazione dell'Organizzazione mondiale della sanità dell'11 marzo 2020 con la quale
l'epidemia da COVID-19 è stata valutata come «pandemia» in considerazione dei livelli di
diffusività e gravità raggiunti a livello globale;
Considerati l'evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo
dell'epidemia e l'incremento dei casi sul territorio nazionale;

— 1 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Considerato, inoltre, che le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l'interessamento di
più ambiti sul territorio nazionale rendono necessarie misure volte a garantire uniformità
nell'attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea;
Viste le risoluzioni approvate dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica in data 2
novembre 2020;
Visti i verbali nn. 122 e 123 delle sedute del 31 ottobre e del 3 novembre 2020 del Comitato
tecnico-scientifico di cui all’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile 3 febbraio
2020, n. 630, e successive modificazioni e integrazioni;
Considerato che l’osservazione formulata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province
autonome in merito alla necessità di un contraddittorio sui dati elaborati ed utilizzati secondo il
procedimento descritto agli articoli 2 e 3 del decreto risulta soddisfatta in quanto il coinvolgimento
delle Regioni e delle Province autonome è ampiamente garantito dalla partecipazione diretta delle
stesse in seno alla Cabina di regia di cui al D.M. 30 aprile 2020 e al D.M. 29 maggio 2020, nonché
dall’iter procedimentale che contempla l’adozione, da parte del Ministro della salute, delle relative
ordinanze, sentiti i Presidenti delle regioni interessate e che, inoltre, è stata riformulata la
disposizione relativa alla declassificazione del livello di rischio o di scenario, come richiesto;
Su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri dell'interno, della difesa, dell'economia e
delle finanze, nonché i Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale,
dell'istruzione, della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'università e della ricerca, delle
politiche agricole alimentari e forestali, dei beni e delle attività culturali e del turismo, del lavoro e
delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione, per le politiche giovanili e lo sport, per gli
affari regionali e le autonomie, per le pari opportunità e la famiglia, nonché sentito il Presidente
della Conferenza delle regioni e delle province autonome;
Decreta:
Art. 1
Misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale
1. Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull'intero territorio
nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di
indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto a eccezione
dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo
continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con
salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche,
produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, e
con esclusione dei predetti obblighi:
a) per i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva;
b) per i bambini di età inferiore ai sei anni;
c) per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina, nonché per
coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.
È fortemente raccomandato l'uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all'interno
delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.

— 2 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

2. È fatto obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, fatte
salve le eccezioni già previste e validate dal Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 2
dell'ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della protezione civile.
3. Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli
spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per
motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non
spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per
motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.
4. Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può
essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico, fatta salva
la possibilità di accesso e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni
private.
5. È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di
esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse
contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.
6. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 sono comunque derogabili esclusivamente con Protocolli
validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 2 dell'ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630,
del Capo del Dipartimento della protezione civile.
7. Ai fini di cui al comma 1, possono essere utilizzate anche mascherine di comunità, ovvero
mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a
fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e
aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.
8. L'utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie si aggiunge alle altre misure di
protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l'igiene costante e
accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie.
9. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull'intero territorio
nazionale si applicano le seguenti misure:
a) i soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5°) devono
rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante;
b) l'accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso
rispetto del divieto di assembramento di cui all’articolo 1, comma 8, primo periodo, del decretolegge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74,
nonché della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; è consentito l'accesso dei
minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura,
ad aree gioco all'interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa
all'aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia di cui
all'allegato 8;
c) sono sospese le attività dei parchi tematici e di divertimento; è consentito l'accesso di
bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative,
anche non formali, al chiuso o all'aria aperta, con l'ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con
obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del
Dipartimento per le politiche della famiglia di cui all'allegato 8;
d) è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree
attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di
— 3 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni
altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone
non completamente autosufficienti;
e) sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni ௅ riconosciuti di interesse nazionale
con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano
paralimpico (CIP) ௅ riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive
federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da
organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero
all’aperto senza la presenza di pubblico. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e
non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni di cui alla
presente lettera, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive
Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate e Enti di promozione sportiva;
f) sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali,
fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le
attività riabilitative o terapeutiche, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma
restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l'attività sportiva di base e l'attività
motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite
nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con
le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana
(FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli; sono consentite
le attività dei centri di riabilitazione, nonché quelle dei centri di addestramento e delle strutture
dedicate esclusivamente al mantenimento dell’efficienza operativa in uso al Comparto Difesa,
Sicurezza e Soccorso pubblico, che si svolgono nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti;
g) fatto salvo quanto previsto alla lettera e) in ordine agli eventi e alle competizioni sportive di
interesse nazionale, lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del
Ministro per le politiche giovanili e lo sport, è sospeso; sono altresì sospese l’attività sportiva
dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto
nonché tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi
carattere ludico-amatoriale;
h) al fine di consentire il regolare svolgimento delle competizioni sportive di cui alla lettera e),
che prevedono la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari di gara, e accompagnatori
provenienti da Paesi per i quali l'ingresso in Italia è vietato o per i quali è prevista la quarantena,
questi ultimi, prima dell'ingresso in Italia, devono avere effettuato un test molecolare o antigenico
per verificare lo stato di salute, il cui esito deve essere indicato nella dichiarazione di cui all'articolo
7, comma 1, e verificato dal vettore ai sensi dell'articolo 9. Tale test non deve essere antecedente a
72 ore dall'arrivo in Italia e i soggetti interessati, per essere autorizzati all'ingresso in Italia, devono
essere in possesso dell'esito che ne certifichi la negatività e riporti i dati anagrafici della persona
sottoposta al test per gli eventuali controlli. In caso di esito negativo del tampone i soggetti
interessati sono autorizzati a prendere parte alla competizione sportiva internazionale sul territorio
italiano, in conformità con lo specifico protocollo adottato dall'ente sportivo organizzatore
dell'evento;
i) lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a
condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di
contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore ai sensi dell'articolo 18 del testo
unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;
l) sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte
all’interno di locali adibiti ad attività differente;
m) sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale
cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto;

— 4 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

n) restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali
assimilati, all'aperto o al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese
quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose. Con riguardo alle abitazioni private, è
fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze
lavorative o situazioni di necessità e urgenza. Sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere e
gli altri analoghi eventi;
o) sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono
con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee
guida vigenti e in assenza di pubblico; nell'ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si
svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente
raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza;
p) l'accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di
persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai
frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
q) le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli
sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli allegati da 1, integrato con le
successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, a 7;
r) sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e
luoghi della cultura di cui all'articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
s)
le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili
nell'organizzazione dell'attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della
Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il
ricorso alla didattica digitale integrata. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza
qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che
realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali,
secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e
dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il
collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata. L’attività
didattica ed educativa per la scuola dell’infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi
per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione
delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie
o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina. I corsi di formazione pubblici e privati
possono svolgersi solo con modalità a distanza. Sono consentiti in presenza i corsi di formazione
specifica in medicina generale nonché le attività didattico-formative degli Istituti di formazione dei
Ministeri dell'interno, della difesa, dell'economia e delle finanze e della giustizia, nonché del
Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica. I corsi per i medici in formazione
specialistica e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica possono in ogni caso
proseguire anche in modalità non in presenza. Sono parimenti consentiti i corsi abilitanti e le prove
teoriche e pratiche effettuate dagli uffici della motorizzazione civile e dalle autoscuole, i corsi per
l'accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e viaggiatori e i corsi sul buon
funzionamento del tachigrafo svolti dalle stesse autoscuole e da altri enti di formazione, nonché i
corsi di formazione e i corsi abilitanti o comunque autorizzati o finanziati dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti. In presenza di un particolare aggravamento della situazione
epidemiologica e al fine di contenere la diffusione dell'infezione da COVID-19, sentito il Presidente
della Regione o delle Regioni interessate, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
è disposta la temporanea sospensione delle prove pratiche di guida di cui all'articolo 121 del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285 da espletarsi nel territorio regionale e la proroga dei termini
previsti dagli articoli 121 e 122 del citato decreto legislativo in favore dei candidati che non hanno
potuto sostenere dette prove. Sono altresì consentiti gli esami di qualifica dei percorsi di IeFP,

— 5 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

secondo le disposizioni emanate dalle singole Regioni, nonché i corsi di formazione da effettuarsi in
materia di salute e sicurezza, a condizione che siano rispettate le misure di cui al «Documento
tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2
nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione» pubblicato dall'INAIL. Al fine di mantenere il
distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa. Le riunioni
degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado possono
essere svolte solo con modalità a distanza. Il rinnovo degli organi collegiali delle istituzioni
scolastiche avviene secondo modalità a distanza nel rispetto dei principi di segretezza e libertà nella
partecipazione alle elezioni. Gli enti gestori provvedono ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli
adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l'infanzia. L'ente
proprietario dell'immobile può autorizzare, in raccordo con le istituzioni scolastiche, l'ente gestore
ad utilizzarne gli spazi per l'organizzazione e lo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed
educative, non scolastiche né formali, senza pregiudizio alcuno per le attività delle istituzioni
scolastiche medesime. Le attività dovranno essere svolte con l'ausilio di personale qualificato, e con
obbligo a carico dei gestori di adottare appositi protocolli di sicurezza conformi alle linee guida di
cui all'allegato 8 e di procedere alle attività di pulizia e igienizzazione necessarie. Alle medesime
condizioni, possono essere utilizzati anche centri sportivi pubblici o privati;
t) sono sospesi i viaggi d'istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le
uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e
grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento,
nonché le attività di tirocinio di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della
ricerca 10 settembre 2010, n. 249, da svolgersi nei casi in cui sia possibile garantire il rispetto delle
prescrizioni sanitarie e di sicurezza vigenti;
u) le Università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in
base all'andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle
attività curriculari che tengono conto delle esigenze formative e dell'evoluzione del quadro
pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria; le attività formative e
curricolari si svolgono a distanza; possono svolgersi in presenza le sole attività formative e
curricolari degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio nonché quelle dei laboratori,
nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca, di cui all'allegato 18,
nonché sulla base del protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di COVID-19, di cui
all'allegato 22; le disposizioni di cui alla presente lettera si applicano, per quanto compatibili, anche
alle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica;
v) a beneficio degli studenti che non riescano a partecipare alle attività didattiche o curriculari
delle università e delle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, tali attività
possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime università
e istituzioni, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le università
e le istituzioni assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative
modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova
o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le
assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lettera non sono computate ai fini della
eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni;
z) è sospeso lo svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali
pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in
cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità
telematica, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale del servizio sanitario nazionale, ivi
compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico
chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile, ferma restando l’osservanza delle
disposizioni di cui alla direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione n. 1 del 25 febbraio
2020 e degli ulteriori aggiornamenti. Resta ferma la possibilità per le commissioni di procedere alla
correzione delle prove scritte con collegamento da remoto;
— 6 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

aa) le amministrazioni di appartenenza possono, con decreto direttoriale generale o analogo
provvedimento in relazione ai rispettivi ordinamenti, rideterminare le modalità didattiche ed
organizzative dei corsi di formazione e di quelli a carattere universitario del personale delle Forze di
polizia, delle Forze armate, del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e del
Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, prevedendo anche il ricorso ad attività didattiche ed esami a
distanza e l'eventuale soppressione di prove non ancora svoltesi, ferma restando la validità delle
prove di esame già sostenute ai fini della formazione della graduatoria finale del corso. Per la durata
dello stato di emergenza epidemiologica, fino al permanere di misure restrittive e/o di contenimento
dello stesso, per lo svolgimento delle procedure concorsuali indette o da indirsi per l'accesso ai ruoli
e alle qualifiche delle Forze armate, delle Forze di polizia, del Sistema di informazione per la
sicurezza della Repubblica e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, al fine di prevenire possibili
fenomeni di diffusione del contagio da COVID-19, si applica quanto previsto dagli articoli 259 e
260 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio
2020, n. 77;
bb) i periodi di assenza dai corsi di formazione di cui alla lettera aa), comunque connessi al
fenomeno epidemiologico da COVID-19, non concorrono al raggiungimento del limite di assenze il
cui superamento comporta il rinvio, l'ammissione al recupero dell'anno o la dimissione dai
medesimi corsi;
cc) è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei
dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse
indicazioni del personale sanitario preposto;
dd) l'accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie
assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e
non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le
misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;
ee) tenuto conto delle indicazioni fornite dal Ministero della salute, d'intesa con il coordinatore
degli interventi per il superamento dell'emergenza coronavirus, le articolazioni territoriali del
Servizio sanitario nazionale assicurano al Ministero della giustizia idoneo supporto per il
contenimento della diffusione del contagio del COVID-19, anche mediante adeguati presidi idonei a
garantire, secondo i protocolli sanitari elaborati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria
del Ministero della salute, i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per
minorenni. I casi sintomatici dei nuovi ingressi sono posti in condizione di isolamento dagli altri
detenuti;
ff) le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla
distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che
venga impedito di sostare all'interno dei locali più del tempo necessario all'acquisto dei beni; le
suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a
prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle
Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi
contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui
all'allegato 10. Si raccomanda altresì l'applicazione delle misure di cui all'allegato 11; nelle giornate
festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e
dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi
alimentari, tabacchi ed edicole;
gg) le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono
consentite dalle ore 5.00 fino alle ore 18.00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di
quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo
di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la
ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi
alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme

— 7 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la
ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; le attività di cui
al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano
preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l'andamento
della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida
applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori
analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e
delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida
nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10; continuano a essere consentite
le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza
di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo
precedente;
hh) restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle
aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli
aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno
un metro;
ii) le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le Regioni e le
Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle
suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che
individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio
nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle
regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi
contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui
all'allegato 10;
ll) restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari,
assicurativi nonché l'attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare
comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;
mm) a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, con
esclusione del trasporto scolastico dedicato, è consentito un coefficiente di riempimento non
superiore al 50 per cento; detto coefficiente sostituisce quelli diversi previsti nei protocolli e linee
guida vigenti; il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle
aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla
soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l'emergenza
COVID-19 sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali,
la cui erogazione deve, comunque, essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei
mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti.
Per le medesime finalità il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto adottato di
concerto con il Ministro della salute, può disporre, al fine di contenere l'emergenza sanitaria da
COVID-19, riduzioni, sospensioni o limitazioni nei servizi di trasporto, anche internazionale,
automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo e nelle acque interne, anche imponendo specifici
obblighi agli utenti, agli equipaggi, nonché ai vettori e agli armatori;
nn) in ordine alle attività professionali si raccomanda che:
1) esse siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al
proprio domicilio o in modalità a distanza;
2) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti
previsti dalla contrattazione collettiva;
3) siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, fermo restando l’obbligo di utilizzare
dispositivi di protezione delle vie respiratorie previsti da normativa, protocolli e linee guida vigenti;
4) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal
fine forme di ammortizzatori sociali;

— 8 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

oo) sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da
parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato
olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e/o dalle rispettive
federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive
nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. Gli impianti sono aperti agli sciatori
amatoriali solo subordinatamente all'adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza
delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a
evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti;
pp) le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il
mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di
sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle
Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il
rischio di contagio e comunque in coerenza con i criteri di cui all'allegato 10, tenuto conto delle
diverse tipologie di strutture ricettive. I protocolli o linee guida delle Regioni riguardano in ogni
caso:
1) le modalità di accesso, ricevimento, assistenza agli ospiti;
2) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate
per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
3) le misure igienico-sanitarie per le camere e gli ambienti comuni;
4) l'accesso dei fornitori esterni;
5) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
6) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione dei clienti;
7) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di
prevenzione del rischio da seguire all'interno delle strutture ricettive e negli eventuali spazi
all'aperto di pertinenza.
Art. 2
Ulteriori misure di contenimento del contagio su alcune aree del territorio nazionale
caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto
1.
Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, con ordinanza del
Ministro della salute, adottata sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, sulla base del
monitoraggio dei dati epidemiologici secondo quanto stabilito nel documento di “Prevenzione e
risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il
periodo autunno invernale”, condiviso dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome l’8
ottobre 2020 (allegato 25) nonché sulla base dei dati elaborati dalla cabina di regia di cui al decreto
del Ministro della salute 30 aprile 2020, sentito il Comitato tecnico scientifico sui dati monitorati,
sono individuate le Regioni che si collocano in uno “scenario di tipo 3” e con un livello di rischio
“alto” di cui al citato documento di Prevenzione.
2.
Con ordinanza del Ministro della salute adottata ai sensi del comma 1, d’intesa con il
presidente della Regione interessata, può essere prevista, in relazione a specifiche parti del territorio
regionale, in ragione dell’andamento del rischio epidemiologico, l’esenzione dell’applicazione delle
misure di cui al comma 4.
3.
Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale, secondo il procedimento di cui al
comma 1, verifica il permanere dei presupposti di cui ai commi 1 e 2 e provvede con ordinanza
all’aggiornamento del relativo elenco, fermo restando che la permanenza per 14 giorni in un livello
di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova
classificazione. Le ordinanze di cui ai commi precedenti sono efficaci per un periodo minimo di 15
giorni e comunque non oltre la data di efficacia del presente decreto.

— 9 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

4.
A far data dal giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle ordinanze
di cui al comma 1, nelle Regioni ivi individuate sono applicate le seguenti misure di contenimento:
a) è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al comma 1, salvo che per
gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per
motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo
svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro
presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Il transito sui territori di cui al comma 1 è
consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli
spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto;
b) è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso
da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di
studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi
non sospesi e non disponibili in tale comune;
c) sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie,
pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione
che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta
consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie
sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con
asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Restano comunque aperti gli
esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento
carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in
ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.
5.
Le misure previste dagli altri articoli del presente decreto, ad eccezione dell’articolo 3, si
applicano anche ai territori di cui al presente articolo, ove per tali territori non siano previste
analoghe misure più rigorose.
Art. 3
Ulteriori misure di contenimento del contagio su alcune aree del territorio nazionale
caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto
1.
Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19, con ordinanza del
Ministro della salute, adottata sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, sulla base del
monitoraggio dei dati epidemiologici secondo quanto stabilito nel documento di “Prevenzione e
risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il
periodo autunno invernale”, condiviso dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome l’8
ottobre 2020 (allegato 25) nonché sulla base dei dati elaborati dalla cabina di regia di cui al decreto
del ministro della salute 30 aprile 2020, sentito il Comitato tecnico scientifico sui dati monitorati,
sono individuate le Regioni che si collocano in uno “scenario di tipo 4” e con un livello di rischio
“alto” di cui al citato documento di Prevenzione.
2.
Con ordinanza del Ministro della salute adottata ai sensi del comma 1, d’intesa con il
presidente della Regione interessata, può essere prevista, in relazione a specifiche parti del territorio
regionale, in ragione dell’andamento del rischio epidemiologico, l’esenzione dell’applicazione delle
misure di cui al comma 4.
3.
Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale, secondo il procedimento di cui al
comma 1, verifica il permanere dei presupposti di cui ai commi 1 e 2 e provvede con ordinanza
all’aggiornamento del relativo elenco fermo restando che la permanenza per 14 giorni in un livello
di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova
classificazione. Le ordinanze di cui ai commi precedenti sono efficaci per un periodo minimo di 15
giorni e comunque non oltre la data di efficacia del presente decreto.
4.
A far data dal giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle ordinanze

— 10 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

di cui al comma 1, nelle Regioni ivi individuate sono applicate le seguenti misure di contenimento:
a) è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al comma 1, nonché
all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze
lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli
spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti
in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o
residenza. Il transito sui territori di cui al comma 1 è consentito qualora necessario a raggiungere
ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono
consentiti ai sensi del presente decreto;
b) sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di
generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 23, sia negli esercizi di vicinato sia
nelle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia
consentito l'accesso alle sole predette attività e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e
prefestivi di cui all’articolo 1, comma 9, lett. ff). Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di
attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte
le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie;
c) sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie,
pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione
che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. Resta
consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie
sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con
asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Restano comunque aperti gli
esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento
carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in
ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;
d) tutte le attività previste dall’articolo 1, comma 9, lettere f) e g), anche svolte nei centri
sportivi all’aperto, sono sospese; sono altresì sospesi tutti gli eventi e le competizioni organizzati
dagli enti di promozione sportiva;
e) è consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione
purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo
di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie; è altresì consentito lo svolgimento di
attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale;
f) fermo restando lo svolgimento in presenza della scuola dell’infanzia, della scuola primaria,
dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 e
del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, le attività scolastiche e
didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza. Resta salva la possibilità di svolgere
attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una
relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con
bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro n. 89 dell’istruzione 7
agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo
comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata;
g) è sospesa la frequenza delle attività formative e curriculari delle Università e delle Istituzioni
di alta formazione artistica musicale e coreutica, fermo in ogni caso il proseguimento di tali attività
a distanza. I corsi per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in
medicina generale, nonché le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e le altre attività,
didattiche o curriculari, eventualmente individuate dalle Università, sentito il Comitato
Universitario Regionale di riferimento, possono proseguire, laddove necessario, anche in modalità
in presenza. Resta in ogni caso fermo il rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e
della ricerca, di cui all'allegato 18, nonché sulla base del protocollo per la gestione di casi
confermati e sospetti di COVID-19, di cui all'allegato 22; le disposizioni di cui alla presente lettera

— 11 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

si applicano, per quanto compatibili, anche alle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e
coreutica;
h) sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, diverse da quelle individuate
nell’allegato 24;
i) i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per
assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente
tale presenza, anche in ragione della gestione dell'emergenza; il personale non in presenza presta la
propria attività lavorativa in modalità agile.
5. Le misure previste dagli altri articoli del presente decreto, si applicano anche ai territori di cui
al presente articolo, ove per tali territori non siano previste analoghe misure più rigorose.


Art. 4
Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive
industriali e commerciali
1. Sull'intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali, fatto salvo
quanto previsto dall'articolo 1, rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione
delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti
di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all'allegato 12, nonché,
per i rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il
contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti
sociali, di cui all'allegato 13, e il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento
della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo
2020, di cui all'allegato 14.
Art. 5
Misure di informazione e prevenzione sull'intero territorio nazionale
1. Sull'intero territorio nazionale si applicano altresì le seguenti misure:
a) il personale sanitario si attiene alle appropriate misure per la prevenzione della diffusione delle
infezioni per via respiratoria previste dalla normativa vigente e dal Ministero della salute sulla base
delle indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità e i responsabili delle singole strutture
provvedono ad applicare le indicazioni per la sanificazione e la disinfezione degli ambienti fornite
dal Ministero della salute;
b) al fine di rendere più efficace il contact tracing attraverso l’utilizzo dell’App Immuni, è
fatto obbligo all’operatore sanitario del Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale,
accedendo al sistema centrale di Immuni, di caricare il codice chiave in presenza di un caso di
positività;
c) è raccomandata l'applicazione delle misure di prevenzione igienico sanitaria di cui
all'allegato 19;
d) nei servizi educativi per l'infanzia di cui al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, nelle
scuole di ogni ordine e grado, nelle università, negli uffici delle restanti pubbliche
amministrazioni, sono esposte presso gli ambienti aperti al pubblico, ovvero di maggiore
affollamento e transito, le informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui
all'allegato 19;
e) i sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle
misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all'allegato 19 anche presso gli esercizi commerciali;
f) nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del
servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, in conformità alle disposizioni di cui
alla direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione 25 febbraio 2020, n. 1, sono messe a
— 12 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per l'igiene delle
mani;
g) le aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza adottano interventi straordinari
di sanificazione dei mezzi, ripetuti a cadenza ravvicinata.
2. Nel predisporre, anche attraverso l'adozione di appositi protocolli, le misure necessarie a
garantire la progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e il rientro in sicurezza dei propri
dipendenti con le modalità di cui all’articolo 263 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, le pubbliche amministrazioni
assicurano il rispetto delle prescrizioni vigenti in materia di tutela della salute adottate dalle
competenti autorità.
3. Le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, assicurano le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le
potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato con le modalità
stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione, garantendo almeno la
percentuale di cui all’articolo 263, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito
con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
4. Nelle pubbliche amministrazioni, tenuto conto dell’evolversi della situazione epidemiologica,
ciascun dirigente:
a) organizza il proprio ufficio assicurando, su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale,
lo svolgimento del lavoro agile nella percentuale più elevata possibile, e comunque in misura non
inferiore a quella prevista dalla legge, del personale preposto alle attività che possono essere svolte
secondo tale modalità, compatibilmente con le potenzialità organizzative e l’effettività del servizio
erogato;
b) adotta nei confronti dei dipendenti di cui all’articolo 21-bis, del decreto-legge 14 agosto
2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, nonché di norma
nei confronti dei lavoratori fragili, ogni soluzione utile ad assicurare lo svolgimento di attività in
modalità agile anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima
categoria o area di inquadramento come definite dai contratti collettivi vigenti, e lo svolgimento di
specifiche attività di formazione professionale.
5. Le pubbliche amministrazioni dispongono una differenziazione dell’orario di ingresso e di uscita
del personale, fatto salvo il personale sanitario e socio sanitario, nonché quello impegnato in attività
connessa all’emergenza o in servizi pubblici essenziali. È raccomandata la differenziazione
dell’orario di ingresso del personale anche da parte dei datori di lavoro privati.
6. È fortemente raccomandato l’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro
privati, ai sensi dell’articolo 90 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con
modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, nonché di quanto previsto dai protocolli di cui agli
allegati 12 e 13 al presente decreto.
Art. 6
Limitazioni agli spostamenti da e per l'estero
1. Sono vietati gli spostamenti da e per Stati e territori di cui all'elenco E dell'allegato 20, l'ingresso
e il transito nel territorio nazionale alle persone che hanno transitato o soggiornato negli Stati e
territori di cui al medesimo elenco E nei quattordici giorni antecedenti, nonché gli spostamenti
verso gli Stati e territori di cui all'elenco F dell'allegato 20, salvo che ricorrano uno o più dei
seguenti motivi, comprovati mediante la dichiarazione di cui all'articolo 7, comma 1:
a) esigenze lavorative;
b) assoluta urgenza;

— 13 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

c) esigenze di salute;
d) esigenze di studio;
e) rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;
f) ingresso nel territorio nazionale da parte di cittadini di Stati membri dell'Unione europea, di
Stati parte dell'accordo di Schengen, del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, di
Andorra, del Principato di Monaco, della Repubblica di San Marino, dello Stato della Città del
Vaticano;
g) ingresso nel territorio nazionale da parte di familiari delle persone fisiche di cui alla lettera
f), come definiti dagli articoli 2 e 3 della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di
circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento
(CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE,
75/34/CEE, 75/35/CEE, 60/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE;
h) ingresso nel territorio nazionale da parte di cittadini di Stati terzi soggiornanti di lungo
periodo ai sensi della direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, relativa allo
status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo, nonché di cittadini di Stati
terzi che derivano il diritto di residenza da altre disposizioni europee o dalla normativa nazionale;
i) ingresso nel territorio nazionale da parte di familiari delle persone fisiche di cui alla lettera h),
come definiti dagli articoli 2 e 3 della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di
soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n.
1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE,
75/35/CEE, 60/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE;
l) ingresso nel territorio nazionale per raggiungere il domicilio, l'abitazione o la residenza di
una persona di cui alle lettere f) e h), anche non convivente, con la quale vi è una comprovata e
stabile relazione affettiva.
2. Sono vietati l'ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che hanno transitato o
soggiornato negli Stati e territori di cui all'elenco F dell'allegato 20 nei quattordici giorni
antecedenti, salvo che nei seguenti casi:
a) persone di cui al comma 1, lettere f), g), h) e i) con residenza anagrafica in Italia da data
anteriore a quella indicata nell'elenco F dell'allegato 20 con obbligo di presentare al vettore all'atto
dell'imbarco e a chiunque sia deputato a effettuare i controlli un'attestazione di essersi sottoposti,
nelle 72 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, a un test molecolare o antigenico,
effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;
b) equipaggio e personale viaggiante dei mezzi di trasporto;
c) funzionari e agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni
internazionali, agenti diplomatici, personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche,
funzionari e impiegati consolari, personale militare e delle forze di polizia, italiane e straniere,
personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei vigili del fuoco,
nell'esercizio delle loro funzioni.
3. Sono fatte salve le limitazioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale ai sensi
dell'articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 33 del 2020, nonché le limitazioni disposte in
relazione alla provenienza da specifici Stati e territori ai sensi dell'articolo 1, comma 4, del decretolegge n. 33 del 2020.

— 14 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Art. 7
Obblighi di dichiarazione in occasione dell'ingresso nel territorio nazionale dall'estero
1. Fermi restando i divieti e le limitazioni di ingresso in Italia stabiliti all'articolo 6, chiunque fa
ingresso per qualsiasi durata nel territorio nazionale da Stati o territori esteri di cui agli elenchi B,
C, D, E ed F dell'allegato 20 è tenuto a consegnare al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia
deputato a effettuare controlli una dichiarazione resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del
Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, recante l'indicazione in modo chiaro e
dettagliato, tale da consentire le verifiche, di:
a) Paesi e territori esteri nei quali la persona ha soggiornato o transitato nei quattordici giorni
anteriori all'ingresso in Italia;
b) motivi dello spostamento conformemente all'articolo 6, nel caso di ingresso da Stati e
territori di cui agli elenchi E ed F dell'allegato 20;
c) nel caso di soggiorno o transito nei quattordici giorni anteriori all'ingresso in Italia in uno o
più Stati e territori di cui agli elenchi D, E ed F dell'allegato 20:
1) indirizzo completo dell'abitazione o della dimora in Italia dove sarà svolto il periodo di
sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario;
2) mezzo di trasporto privato che verrà utilizzato per raggiungere il luogo di cui al numero 1)
ovvero, esclusivamente in caso di ingresso in Italia mediante trasporto aereo di linea, ulteriore
mezzo aereo di linea di cui si prevede l'utilizzo per raggiungere la località di destinazione finale e il
codice identificativo del titolo di viaggio;
3) recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante l'intero
periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario;
4) eventuale sussistenza di una o più circostanze di cui all'articolo 8, commi 7 e 8.
2. Nei casi espressamente previsti dal presente decreto e negli altri casi in cui ciò sia prescritto
dall'autorità sanitaria nell'ambito dei protocolli di sicurezza previsti dal presente decreto, è fatto
obbligo di presentare al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato a effettuare i controlli
un'attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, a
un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo.
3. Le persone, che hanno soggiornato o transitato, nei quattordici giorni antecedenti all'ingresso in
Italia, in Stati o territori di cui agli elenchi C, D, E ed F dell'allegato 20, anche se asintomatiche,
sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al
Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio.
4. In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, resta fermo l'obbligo per chiunque di segnalare tale
situazione con tempestività all'Autorità sanitaria e di sottoporsi, nelle more delle conseguenti
determinazioni dell'Autorità sanitaria, ad isolamento.
Art. 8
Sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario e obblighi di sottoporsi a test molecolare o
antigenico a seguito dell'ingresso nel territorio nazionale dall'estero
1. Le persone che hanno soggiornato o transitato, nei quattordici giorni antecedenti all'ingresso in
Italia, in Stati o territori di cui agli elenchi D, E ed F dell'allegato 20, anche se asintomatiche, si
attengono ai seguenti obblighi:

— 15 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

a) compiono il percorso dal luogo di ingresso nel territorio nazionale o dal luogo di sbarco dal
mezzo di linea utilizzato per fare ingresso in Italia all'abitazione o alla dimora dove sarà svolto il
periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario esclusivamente con il mezzo privato
indicato ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera c), fatto salvo il caso di transito aeroportuale di cui
al comma 3;
b) sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all'isolamento fiduciario per un periodo di
quattordici giorni presso l'abitazione o la dimora indicata ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera
c).
2. In deroga al comma 1, lettera a), in caso di ingresso nel territorio nazionale mediante trasporto
aereo di linea, è consentito proseguire, mediante altro mezzo aereo di linea, il viaggio verso la
destinazione finale indicata nella dichiarazione di cui all'articolo 7, comma 1, lettera c), a
condizione di non allontanarsi dalle aree specificamente destinate all'interno delle aerostazioni.
3. Nell'ipotesi di cui ai commi 1 e 2, se dal luogo di ingresso nel territorio nazionale o dal luogo di
sbarco dal mezzo di linea utilizzato per fare ingresso in Italia non è possibile raggiungere
effettivamente mediante mezzo di trasporto privato l'abitazione o la dimora, indicata come luogo di
effettuazione del periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario, fermo restando
l'accertamento da parte dell'Autorità giudiziaria in ordine all'eventuale falsità della dichiarazione
resa all'atto dell'imbarco ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera c), l'Autorità sanitaria competente
per territorio informa immediatamente la Protezione civile regionale che, in coordinamento con il
Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, determina le
modalità e il luogo dove svolgere la sorveglianza sanitaria e l'isolamento fiduciario, con spese a
carico esclusivo delle persone sottoposte alla predetta misura. In caso di insorgenza di sintomi
COVID-19, i soggetti di cui al periodo precedente sono obbligati a segnalare tale situazione con
tempestività all'Autorità sanitaria.
4. Ad eccezione delle ipotesi nelle quali vi sia insorgenza di sintomi COVID-19, durante il periodo
di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario effettuati secondo le modalità previste dai commi
da 1 a 3, è sempre consentito per le persone sottoposte a tali misure avviare il computo di un nuovo
periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario presso altra abitazione o dimora, diversa da
quella precedentemente indicata dall'Autorità sanitaria, a condizione che sia trasmessa alla stessa
Autorità la dichiarazione prevista dall'articolo 7, comma 1, integrata con l'indicazione dell'itinerario
che si intende effettuare, e garantendo che il trasferimento verso la nuova abitazione o dimora
avvenga esclusivamente con mezzo privato. L'Autorità sanitaria, ricevuta la comunicazione di cui al
precedente periodo, provvede ad inoltrarla immediatamente al Dipartimento di prevenzione
dell'azienda sanitaria territorialmente competente in relazione al luogo di destinazione per i controlli
e le verifiche di competenza.
5. L'operatore di sanità pubblica e i servizi di sanità pubblica territorialmente competenti
provvedono, sulla base delle comunicazioni di cui al presente articolo, alla prescrizione della
permanenza domiciliare, secondo le modalità di seguito indicate:
a) contattano telefonicamente e assumono informazioni, il più possibile dettagliate e
documentate, sulle zone di soggiorno e sul percorso del viaggio effettuato nei quattordici giorni
precedenti, ai fini di una adeguata valutazione del rischio di esposizione;
b) avviata la sorveglianza sanitaria e l'isolamento fiduciario, l'operatore di sanità pubblica
informa inoltre il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta da cui il soggetto è
assistito anche ai fini dell'eventuale certificazione ai fini INPS (circolare INPS HERMES 25
febbraio 2020 0000716 del 25 febbraio 2020);
c) in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l'assenza dal lavoro, si procede a
rilasciare una dichiarazione indirizzata all'INPS, al datore di lavoro e al medico di medicina
— 16 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

generale o al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto
in quarantena precauzionale, specificandone la data di inizio e fine;
d) accertano l'assenza di febbre o altra sintomatologia del soggetto da porre in isolamento,
nonché' degli altri eventuali conviventi;
e) informano la persona circa i sintomi, le caratteristiche di contagiosità, le modalità di
trasmissione della malattia, le misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi in caso di
comparsa di sintomi;
f) informano la persona circa la necessità di misurare la temperatura corporea due volte al
giorno (la mattina e la sera), nonché di mantenere:
1) lo stato di isolamento per quattordici giorni dall'ultima esposizione;
2) il divieto di contatti sociali;
3) il divieto di spostamenti e viaggi;
4) l'obbligo di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza;
g) in caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:
1) avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e
l'operatore di sanità pubblica;
2) indossare una mascherina chirurgica e allontanarsi dagli altri conviventi;
3) rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un'adeguata ventilazione
naturale, in attesa del trasferimento in ospedale, ove necessario;
h) l'operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle
condizioni di salute, la persona in sorveglianza. In caso di comparsa di sintomatologia, dopo aver
consultato il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta, il medico di sanità pubblica
procede secondo quanto previsto dalla circolare n. 5443 del Ministero della salute del 22 febbraio
2020, e successive modificazioni e integrazioni.
6. Nel caso di soggiorno o transito nei quattordici giorni anteriori all'ingresso in Italia in uno o più
Stati e territori di cui all'elenco C dell'allegato 20, si applicano le seguenti misure di prevenzione,
alternative tra loro:
a) obbligo di presentazione al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato ad
effettuare i controlli dell'attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all'ingresso nel
territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato
negativo;
b) obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone,
al momento dell'arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore
dall'ingresso nel territorio nazionale presso l'azienda sanitaria locale di riferimento; in attesa di
sottoporsi al test presso l'azienda sanitaria locale di riferimento le persone sono sottoposte
all'isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora.
7. A condizione che non insorgano sintomi di COVID-19 e fermi restando gli obblighi di cui
all'articolo 7, le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 non si applicano:
a) all'equipaggio dei mezzi di trasporto;
b) al personale viaggiante;
c) ai movimenti da e per gli Stati e territori di cui all'elenco A dell'allegato 20;
d) agli ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla
competente autorità sanitaria;
e) agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e
fieristiche di livello internazionale, previa autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di
presentare al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli

— 17 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

un'attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all'ingresso nel territorio nazionale, a
un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo.
8. A condizione che non insorgano sintomi di COVID-19 e che non ci siano stati soggiorni o transiti
in uno o più Paesi di cui all'elenco F dell'allegato 20 nei quattordici giorni antecedenti all'ingresso in
Italia, fermi restando gli obblighi di cui all'articolo 7, le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 non si
applicano:
a) a chiunque fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate
esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l'obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare
immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di
isolamento fiduciario conformemente ai commi da 1 a 5;
b) a chiunque transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a
36 ore, con l'obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio
nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario
conformemente ai commi da 1 a 5;
c) ai cittadini e ai residenti di uno Stato membro dell'Unione europea e degli altri Stati e territori
indicati agli elenchi A, B, C e D dell'allegato 20 che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi
di lavoro, salvo che nei quattordici giorni anteriori all'ingresso in Italia abbiano soggiornato o
transitato in uno o più Stati e territori di cui all'elenco C;
d) al personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie,
incluso l'esercizio temporaneo di cui all'articolo 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27;
e) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati
motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
f) al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti
all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
g) ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni
internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni
diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e delle forze di polizia,
italiane e straniere, al personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei
vigili del fuoco nell'esercizio delle loro funzioni;
h) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello
di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.
Art. 9
Obblighi dei vettori e degli armatori
1. I vettori e gli armatori sono tenuti a:
a) acquisire e verificare prima dell'imbarco la dichiarazione di cui all'articolo 7;
b) misurare la temperatura dei singoli passeggeri;
c) vietare l'imbarco a chi manifesta uno stato febbrile, nonché nel caso in cui la dichiarazione di
cui alla lettera a) non sia completa;
d) adottare le misure organizzative che, in conformità al «Protocollo condiviso di
regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e
della logistica» di settore sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all'allegato 14, nonché alle «Linee
guida per l'informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione
del COVID-19 in materia di trasporto pubblico» di cui all'allegato 15, assicurano in tutti i momenti
del viaggio una distanza interpersonale di almeno un metro tra i passeggeri trasportati;

— 18 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

e) fare utilizzare all'equipaggio e ai passeggeri i mezzi di protezione individuali e a indicare le
situazioni nelle quali gli stessi possono essere temporaneamente ed eccezionalmente rimossi;
f) dotare, al momento dell'imbarco, i passeggeri che ne risultino sprovvisti dei mezzi di
protezione individuale.
2. In casi eccezionali e, comunque, esclusivamente in presenza di esigenze di protezione dei
cittadini all'estero e di adempimento degli obblighi internazionali ed europei, inclusi quelli derivanti
dall'attuazione della direttiva (UE) 2015/637 del Consiglio del 20 aprile 2015, sulle misure di
coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell'Unione non
rappresentati nei paesi terzi e che abroga la decisione 95/553/CE, con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, adottato su proposta del Ministro degli affari esteri e della
cooperazione internazionale e di concerto con il Ministro della salute, possono essere previste
deroghe specifiche e temporanee alle disposizioni del presente articolo.
Art. 10
Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera
1. I servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana possono essere svolti solo
nel rispetto delle specifiche linee guida di cui all'allegato 17 del presente decreto, validate dal
Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 2 dell'ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del
Dipartimento della protezione civile, a decorrere dalla data del 15 agosto 2020.
2. I servizi di crociera possono essere fruiti da coloro che non siano sottoposti ovvero obbligati al
rispetto di misure di sorveglianza sanitaria e/o isolamento fiduciario e che non abbiano soggiornato
o transitato nei quattordici giorni anteriori all'imbarco in Stati o territori di cui agli elenchi C, D, E
ed F dell'allegato 20. In caso di soggiorno o transito in Stati o territori di cui all'elenco C, si applica
l'articolo 8, comma 6.
3. Ai fini dell'autorizzazione allo svolgimento della crociera, prima della partenza della nave, il
Comandante presenta all'Autorità marittima una specifica dichiarazione da cui si evincano:
a) l'avvenuta predisposizione di tutte le misure necessarie al rispetto delle linee guida di cui al
comma 1;
b) i successivi porti di scalo ed il porto di fine crociera, con le relative date di arrivo/partenza;
c) la nazionalità e la provenienza dei passeggeri imbarcati nel rispetto delle previsioni di cui al
precedente comma.
4. Fermo restando quanto previsto dal comma 2, secondo periodo, è consentito alle navi di bandiera
estera impiegate in servizi di crociera l'ingresso nei porti italiani nel caso in cui queste ultime
provengano da porti di scalo situati in Stati o territori di cui agli elenchi A, B e C dell'allegato 20 e
tutti i passeggeri imbarcati non abbiano soggiornato o transitato nei quattordici giorni anteriori
all'ingresso nel porto italiano in Stati o territori di cui agli elenchi D, E ed F dell'allegato 20, nonché
previa attestazione circa il rispetto, a bordo della nave, delle linee guida di cui al comma 1. Il
Comandante della nave presenta all'autorità marittima, almeno ventiquattro ore prima dell'approdo
della nave, una specifica dichiarazione contenente le indicazioni di cui al comma 3.
5. Gli scali sono consentiti solo negli Stati e territori di cui agli elenchi A, B e C dell'allegato 20 e
sono vietate le escursioni libere, per le quali i servizi della crociera non possono adottare specifiche
misure di prevenzione dal contagio.

— 19 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Art. 11
Misure in materia di trasporto pubblico di linea
1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, le attività di trasporto
pubblico di linea terrestre, marittimo, ferroviario, aereo, lacuale e nelle acque interne, sono
espletate, anche sulla base di quanto previsto nel «Protocollo condiviso di regolamentazione per il
contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica» di settore
sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all'allegato 14, nonché delle «Linee guida per l'informazione
agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 in materia
di trasporto pubblico», di cui all'allegato 15.
2. In relazione alle nuove esigenze organizzative o funzionali, il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti con proprio decreto, da adottarsi di concerto con il Ministro della salute, può integrare o
modificare le «Linee guida per l'informazione agli utenti e le modalità organizzative per il
contenimento della diffusione del COVID-19 in materia di trasporto pubblico», di cui all'allegato
15, nonché, previo accordo con i soggetti firmatari, il «Protocollo condiviso di regolamentazione
per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica» di
settore sottoscritto il 20 marzo 2020, di cui all'allegato 14.
Art. 12
Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità
1. Le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese
quelle erogate all'interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque
sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, sociooccupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono svolte secondo piani territoriali, adottati dalle
Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la
prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.
2. Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o
sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di
supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di
assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista, e, in ogni caso, alle
medesime persone è sempre consentito, con le suddette modalità, lo svolgimento di attività motoria
anche all’aperto.
Art. 13
Esecuzione e monitoraggio delle misure
1. Il prefetto territorialmente competente, informando preventivamente il Ministro dell'interno,
assicura l'esecuzione delle misure di cui al presente decreto, nonché monitora l'attuazione delle
restanti misure da parte delle amministrazioni competenti. Il prefetto si avvale delle Forze di
polizia, con il possibile concorso del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e, per la salute e sicurezza
nei luoghi di lavoro, dell'Ispettorato nazionale del lavoro e del Comando carabinieri per la tutela del
lavoro, nonché, ove occorra, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali, dandone
comunicazione al Presidente della Regione e della Provincia autonoma interessata.

— 20 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Art. 14
Disposizioni finali
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 6 novembre 2020, in sostituzione
di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, e sono efficaci fino
al 3 dicembre 2020.
2. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province
autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di
attuazione.
Roma, 3 novembre 2020
Il Presidente del Consiglio dei ministri
CONTE
Il Ministro della salute
SPERANZA
Registrato alla Corte dei conti il 4 novembre 2020
Ufficio di controllo sugli atti della Presidenza del Consiglio, del Ministero della giustizia e del Ministero degli affari esteri, registrazione
n. 2570
A seguito di comunicazione del Presidente del Consiglio dei ministri
Registrato alla Corte dei conti il 4 novembre 2020
Ufficio di controllo sugli atti della Presidenza del Consiglio, del Ministero della giustizia e del Ministero degli affari esteri, registrazione
n. 2572

— 21 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Allegato 1
Protocollo con la Conferenza Episcopale Italiana
circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo
Per la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo, il presente Protocollo ha per oggetto
le necessarie misure di sicurezza, cui ottemperare con cura, nel rispetto della normativa sanitaria e
delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2.
1. Accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche
1.1 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento
sia nell’edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e il sagrato.
1.2 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’ente
individua la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo conto della distanza minima di
sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale.
1.3 L’accesso alla chiesa, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari e/o
collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e
un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero
massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa dei fedeli superi
significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di
incrementare il numero delle celebrazioni liturgiche.
1.4 Per favorire un accesso ordinato, durante il quale andrà rispettata la distanza di sicurezza pari
almeno 1,5 metro, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo quelli
riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita dei fedeli le porte
rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.
1.5 Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare
mascherine.
1.6 Venga ricordato ai fedeli che non è consentito accedere al luogo della celebrazione in caso di
sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C.
1.7 Venga altresì ricordato ai fedeli che non è consentito l’accesso al luogo della celebrazione a coloro
che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti.
1.8 Si favorisca, per quanto possibile, l’accesso delle persone diversamente abili, prevedendo luoghi
appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della normativa vigente.
1.9 Agli ingressi dei luoghi di culto siano resi disponibili liquidi igienizzanti.

2 Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti
2.1 I luoghi di culto, ivi comprese le sagrestie, siano igienizzati regolarmente al termine di ogni
celebrazione, mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti ad azione antisettica. Si
abbia, inoltre, cura di favorire il ricambio dell’aria.

— 22 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

2.2 Al termine di ogni celebrazione, i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, così come gli
stessi microfoni, vengano accuratamente disinfettati.
2.3 Si continui a mantenere vuote le acquasantiere della chiesa.

3

ATTENZIONI DA OSSERVARE NELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE

3.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento è necessario ridurre al minimo la presenza di
concelebranti e ministri, che sono comunque tenuti al rispetto della distanza prevista anche in
presbiterio.
3.2 Può essere prevista la presenza di un organista, ma in questa fase si ometta il coro.
3.3 Tra i riti preparatori alla Comunione si continui a omettere lo scambio del segno della pace.
3.4 La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro
straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi –
indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo
un’adeguata distanza di sicurezza – abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le
mani dei fedeli.
3.5 I fedeli assicurino il rispetto della distanza sanitaria.
3.6 Per ragioni igienico-sanitarie, non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli siano presenti
sussidi per i canti o di altro tipo.
3.7 Le eventuali offerte non siano raccolte durante la celebrazione, ma attraverso appositi contenitori,
che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo.
3.8 Il richiamo al pieno rispetto delle disposizioni sopraindicate, relative al distanziamento e all’uso di
idonei dispositivi di protezione personale si applica anche nelle celebrazioni diverse da quella
eucaristica o inserite in essa: Battesimo, Matrimonio, Unzione degli infermi ed Esequie. 1
3.9 Il sacramento della Penitenza sia amministrato in luoghi ampi e areati, che consentano a loro volta il
pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento stesso.
Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina.
3.10

La celebrazione del sacramento della Confermazione è rinviata.

4 Adeguata comunicazione
4.1 Sarà cura di ogni Ordinario rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso le modalità
che assicurino la migliore diffusione.

1 Nelle

unzioni previste nell’amministrazione dei sacramenti del Battesimo e dell’Unzione degli infermi, il ministro indossi,
oltre alla mascherina, guanti monouso.

— 23 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

4.2 All’ingresso di ogni chiesa sarà affisso un manifesto con le indicazioni essenziali, tra le quali non
dovranno mancare:
4.1.1 il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza dell’edificio;
4.1.2 il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea
uguale o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei
giorni precedenti;
4.1.3 l’obbligo di rispettare sempre nell’accedere alla chiesa il mantenimento della distanza di
sicurezza, l’osservanza di regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di
protezione personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca.

5 Altri suggerimenti
5.1

Ove il luogo di culto non è idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo,
l’Ordinario del luogo può valutare la possibilità di celebrazioni all’aperto, assicurandone la
dignità e il rispetto della normativa sanitaria.

5.2

Si ricorda la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e di salute.

5.3

Si favoriscano le trasmissioni delle celebrazioni in modalità streaming per la fruizione di
chi non può partecipare alla celebrazione eucaristica.

Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta del 6 maggio 2020, ha esaminato e approvato il presente
“Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo”, predisposto dalla Conferenza Episcopale
Italiana.
Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno lunedì 18 maggio 2020.

Card.
Gualtiero
Bassetti
Presidente
della CEI

Prof. Avv.
Giuseppe
Conte
Presidente del
Consiglio

Roma, 7 maggio 2020

— 24 —

Cons. Pref. Luciana
Lamorgese
Ministro
dell’Interno

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Allegato 2
Protocollo con le Comunità ebraiche italiane
L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2 rende necessario
la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali, contemperando
l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure.
1.

Accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni religiose

1.2 È consentita ogni celebrazione e ogni incontro di natura religiosa nel rispetto di tutte le norme
precauzionali previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso. In
particolare i partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione delle vie
respiratorie e devono mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.
1.3 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’Ente
individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima dell’edificio di
culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della distanza minima di
sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e, comunque non superando le
200 unità.
1.4 Coloro che accedono ai luoghi di culto per le funzioni religiose sono tenuti a indossare mascherine.
1.5 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia
nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in tempi contenuti.
1.6 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di celebrazione dei riti
allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo rispettare tutte le prescrizioni di
sicurezza.
1.7 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari
e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e
un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero
massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa superi significativamente il
numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle
funzioni.
1.8 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente
distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita le
porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano
toccate.
1.9 Non è consentito accedere al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con
persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso in
caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai
37,5° C.
1.10 Si dà indicazione, ove possibile e consentito, di svolgere le funzioni negli spazi esterni dei luoghi di
culto, avendo cura che, alla conclusione, i partecipanti si allontanino rapidamente dall’area
dell’incontro.
1.11 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è affidata
alle autorità religiose competenti la responsabilità di individuare le forme più idonee a mantenere le
cautele necessarie ad escludere ogni rischio di contagio e di trasmissione del virus

— 25 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

1.12 I ministri di culto possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre i
confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni previste dalla normativa vigente e nel
rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla certificazione
dell’ente di culto.
2.

Attenzioni da osservare nelle celebrazioni religiose

2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la presenza
di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza minima.
2.2 È consentita la presenza di un solo cantore.
2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per almeno
un metro.
3

Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti

3.1 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni celebrazione o
incontro.
3.2 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero sprovvisti,
mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna, individuato a cura della
autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del distanziamento sociale e
limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.
4

Comunicazione

4.1 Sarà cura del responsabile del luogo di culto rendere noto i contenuti del presente Protocollo
attraverso le modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra le
quali non dovranno mancare:
4.2.1

il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza
dell’edificio;

4.2.2

il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori,
temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con
persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti;

4.2.3 l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza,
l’osservanza di regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di
protezione personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca.
5

Altri suggerimenti

5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, può
essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto
della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.
Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020 e n. 73 del 14 maggio 2020, ha
esaminato e approvato il presente “Protocollo con le Comunità Ebraiche Italiane”, con le
raccomandazioni che sono state recepite. Il testo finale emendato, su richiesta, è stato trasmesso, in data
odierna, al Comitato Tecnico Scientifico.
Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno 18 maggio 2020.
I rappresentanti

Prof. Avv. Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio

Roma, 15 maggio 2020

— 26 —

Cons. Pref. Luciana Lamorgese
Ministro dell’Interno

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Allegato 3
Protocollo con le Chiese Protestanti, Evangeliche, Anglicane
L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2 rende necessario
la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali, contemperando
l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure.
1. Accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni religiose
1.1 È consentita ogni celebrazione e ogni incontro di natura religiosa nel rispetto di tutte le norme
precauzionali previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso. In
particolare i partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione delle vie
respiratorie e devono mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.
1.2 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante
dell’Ente individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima
dell’edificio di culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della
distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e,
comunque non superando le 200 unità.
1.3 Coloro che accedono ai luoghi di culto per le funzioni religiose sono tenuti a indossare
mascherine.
1.4 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni
assembramento
sia nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in tempi contenuti.
1.5 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di
celebrazione dei riti allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo
rispettare tutte le prescrizioni di sicurezza.
1.6 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da
volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale,
guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e
vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa superi
significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di
incrementare il numero delle funzioni.
1.7 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente
distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita
le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie
siano toccate.
1.8 Non è consentito accedere al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con
persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso in
caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai
37,5° C.
1.9 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive confessioni religiose, di svolgere le
funzioni negli spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i partecipanti
si allontanino rapidamente dall’area dell’incontro.
1.10 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è affidata
alle autorità religiose competenti la responsabilità di individuare, per ciascuna confessione, le
forme più idonee a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio di contagio e di
trasmissione del virus.
1.11 I ministri di culto possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre i
confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni previste dalla normativa vigente e nel
rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla certificazione
dell’ente di culto o della confessione di riferimento.

— 27 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

2

Serie generale - n. 275

Attenzioni da osservare nelle funzioni liturgiche

2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la presenza di
ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza minima.
2.2 Ove prevista, è consentita la presenza di un solo cantore e di un solo organista, adeguatamente
distanziati.
2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per almeno un
metro.
2.4 La distribuzione della Comunione - Cena del Signore avverrà dopo che il celebrante e l’eventuale
ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi
indossando mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo
un’adeguata distanza di sicurezza – avranno cura di offrire il Pane senza venire a contatto con i fedeli.
2.5 Si ritiene imprescindibile, se dal punto di vista liturgico non risulta possibile espungere dalla
cerimonia religiosa le fasi dei riti precedentemente rappresentati dove maggiore è il rischio di
contagio da SARS-CoV-2, richiamare gli officianti e tutti coloro ad ogni titolo coinvolti alla vigilanza
nelle cerimonie ad un assoluto rispetto delle norme igienico-sanitarie, dell’uso dei dispositivi di
protezione delle vie aeree e del distanziamento sociale.
3

Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti
3.1

I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni celebrazione o
incontro.
3.2 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero sprovvisti,
mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna, individuato a cura della
autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del distanziamento sociale e
limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.
4

Comunicazione
4.1 Sarà cura di ogni autorità religiosa rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso le
modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2

All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra le

quali non dovranno mancare:
4.2.1
il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;
4.2.2

il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura

corporea pari o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei
giorni precedenti;
4.2.3

l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza

di regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una
mascherina che copra naso e bocca.
5

Altri suggerimenti
5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, può essere valutata la
possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della normativa sanitaria, con
la partecipazione massima di 1.000 persone.

Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020 e n. 73 del 14 maggio 2020, ha
esaminato e approvato il presente “Protocollo con le Chiese Protestanti, Evangeliche, Anglicane”, con le
raccomandazioni che sono state recepite. Il testo finale emendato, su richiesta, è stato trasmesso, in
data odierna, al Comitato Tecnico Scientifico.
Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno 18 maggio 2020.
I rappresentanti

Prof. Avv. Giuseppe Conte

Cons. Pref. Luciana Lamorgese

Presidente del Consiglio

Ministro dell’Interno

Roma, 15 maggio 2020

— 28 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Allegato 4
Protocollo con le Comunità ortodosse
L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2 rende
necessario la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali,
contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure.
1. Accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni religiose
1.2 È consentita ogni celebrazione e ogni incontro di natura religiosa nel rispetto di tutte le norme
precauzionali previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso. In particolare i
partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e devono
mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.
1.3 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’Ente individua
il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo
conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della distanza minima di sicurezza, che deve
essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e, comunque non superando le 200 unità.
1.4 Coloro che accedono ai luoghi di culto per le funzioni religiose sono tenuti a indossare mascherine.
1.5 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia
nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in tempi contenuti.
1.6 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di celebrazione dei riti allo
scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo rispettare tutte le prescrizioni di sicurezza.
1.7 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari e/o
collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un evidente
segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero massimo di presenze
consentite. Laddove la partecipazione attesa superi significativamente il numero massimo di presenze
consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle funzioni.
1.8 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo
quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita le porte rimangano aperte
per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.
1.9 Non è consentito accedere al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con persone
positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso in caso di sintomi
influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C.
1.10 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive confessioni religiose, di svolgere le funzioni
negli spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i partecipanti si allontanino
rapidamente dall’area dell’incontro
1.11 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è affidata alle
autorità religiose competenti la responsabilità di individuare, per ciascuna confessione, le forme più
idonee a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio di contagio e di trasmissione del virus.
1.12 I ministri di culto (sacerdoti) possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre i
confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni previste dalla normativa vigente e nel rispetto
di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla certificazione dell’ente di culto o
della confessione di riferimento.
2.

Attenzioni da osservare nelle funzioni liturgiche
2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la presenza di
ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza minima.
2.2 È consentita la presenza di un cantore che possa salmodiare a voce bassa.
2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per almeno un
metro.
2.4 La distribuzione della Comunione avverrà dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario
avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi – indossando mascherina,
avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza –
avranno cura di offrire l’Eucarestia in conclusione della Divina Liturgia senza venire a contatto con i
fedeli.

— 29 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

2.5 Si ritiene imprescindibile, se dal punto di vista liturgico non risulta possibile espungere dalla cerimonia
religiosa le fasi dei riti precedentemente rappresentati dove maggiore è il rischio di contagio da SARSCoV-2, richiamare gli officianti e tutti coloro ad ogni titolo coinvolti alla vigilanza nelle cerimonie ad un
assoluto rispetto delle norme igienico-sanitarie, dell’uso dei dispositivi di protezione delle vie aeree e del
distanziamento sociale.
3

Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti

3.1
I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni celebrazione o incontro.
3.2 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero sprovvisti, mascherine
e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna, individuato a cura della autorità religiosa e munito
di un distintivo, vigilerà sul rispetto del distanziamento sociale e limiterà l’accesso fino all’esaurimento della
capienza stabilita.
4 Comunicazione
4.1 Sarà cura del responsabile del luogo di culto (parroco) rendere noto i contenuti del presente Protocollo
attraverso le modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2

All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra le quali

non dovranno mancare:
4.2.1

il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza
dell’edificio;

4.2.2

il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura
corporea pari

o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a

SARS-CoV-2 nei giorni precedenti;
4.2.3

l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza,
l’osservanza di regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione
personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca.

5

Altri suggerimenti
5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, può
essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e il
rispetto della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.

Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020 e n. 73 del 14 maggio 2020,
ha esaminato e approvato il presente “Protocollo con le Comunità ortodosse”, con le
raccomandazioni che sono state recepite. Il testo finale emendato, su richiesta, è stato trasmesso, in
data odierna, al Comitato Tecnico Scientifico.
Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno 18 maggio 2020.
I rappresentanti

Prof. Avv. Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio

Roma, 15 maggio 2020

— 30 —

Cons. Pref. Luciana Lamorgese
Ministro dell’Interno

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Allegato 5
Protocollo con le Comunità Induista, Buddista (Unione Buddista e Soka Gakkai),
Baha’i e Sikh
L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2 rende necessario
la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali,
contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure.
1.

Accesso ai luoghi di culto in occasione di funzioni religiose

1.1 È consentita ogni celebrazione di natura religiosa nel rispetto di tutte le norme precauzionali previste in
tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso. In particolare i partecipanti sono tenuti ad
indossare idonei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e devono mantenere le distanze
interpersonali di almeno un metro.
1.2 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’Ente individua
il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo
conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della distanza minima di sicurezza, che deve essere
pari ad almeno un metro laterale e frontale e, comunque non superando le 200 unità.
1.3 Coloro che accedono ai luoghi di culto per la funzione religiosa sono tenuti a indossare mascherine
1.4 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia

nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in tempi contenuti.
1.5 Alle autorità religiose o responsabili del luogo di culto è affidato il compito di individuare forme idonee di
celebrazione dei riti allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo rispettare tutte le
prescrizioni di sicurezza.
1.6 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari e/o
collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un
evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero massimo di
presenze consentite. Laddove la partecipazione prevista superi significativamente il numero massimo di
presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle funzioni.
1.7 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo quelli
riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita le porte rimangano aperte per
favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.
1.8 Non è consentito accedere al luogo della funzione religiosa a coloro che sono stati in contatto con persone
positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso in caso di sintomi
influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C.
1.9 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive Comunità religiose, di svolgere le funzioni negli
spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i partecipanti
si allontanino
rapidamente
dall’area
della
funzione
religiosa.

— 31 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

1.10 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è affidata alle
autorità religiose competenti la responsabilità di individuare le forme più idonee a mantenere le cautele
necessarie ad escludere ogni rischio di contagio e di trasmissione del virus.
1.11 Le autorità religiose, i ministri di culto o i responsabili del luogo di culto (uomini e donne) autorizzati
dalle rispettive confessioni religiose possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche
oltre i confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni elencate nella normativa vigente e nel
rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla certificazione della
confessione di riferimento.
2.

Attenzioni da osservare nelle funzioni religiose

2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la presenza di ministri
officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza minima.
2.2 Ove previsto, è consentita la presenza di un solo cantore e di un solo organista, adeguatamente
distanziati.
2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per almeno un
metro.
3.

Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti
3.1

I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni funzione.

3.2 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero sprovvisti,
mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna, individuato a cura della autorità
religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del distanziamento sociale e limiterà l’accesso fino
all’esaurimento della capienza stabilita.
4.

Comunicazione

4.1 Sarà cura del responsabile del luogo di culto rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso le
modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra le
quali non dovranno mancare:
4.2.1 il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;
4.2.2 il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea pari o
superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti;
4.2.3 l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di regole di
igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una mascherina che
copra naso e bocca.
5. Altri suggerimenti
5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, può essere valutata
la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della normativa
sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.
Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020 e n. 73 del 14 maggio 2020, ha esaminato
e approvato il presente Protocollo con le confessioni “Comunità Induista, Buddista (Unione
Buddista e Soka Gakkai), Baha’i e Sikh”, con le raccomandazioni che sono state recepite. Il testo finale
emendato, su richiesta, è stato trasmesso, in data odierna, al Comitato Tecnico Scientifico.
Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno 18 maggio 2020.
I rappresentanti

Prof. Avv. Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio

Roma, 15 maggio 2020

— 32 —

Cons. Pref. Luciana Lamorgese
Ministro dell’Interno

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Allegato 6
Protocollo con le Comunità Islamiche
L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2 rende
necessario la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali,
contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure.
1.

Accesso ai luoghi di culto in occasione di preghiera
1.1 È consentita ogni celebrazione di natura religiosa nel rispetto di tutte le norme precauzionali previste in
tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso. In particolare i partecipanti sono tenuti
ad indossare idonei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e devono mantenere le distanze
interpersonali di almeno un metro.
1.2 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’Ente
individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima dell’edificio di
culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della distanza minima di
sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e, comunque non superando le
200 unità.
1.3 Coloro che accedono ai luoghi di culto per la preghiera sono tenuti a indossare mascherine.
1.4 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento
sia nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in tempi contenuti.
1.5 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di preghiera allo scopo di
garantire il distanziamento interpersonale, facendo rispettare tutte le prescrizioni di sicurezza.
1.6 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari e/o
collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un
evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero massimo di
presenze consentite. Laddove la partecipazione prevista superi significativamente il numero massimo
di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle funzioni.
1.7 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo
quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita le porte rimangano
aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.
1.8 Non è consentito accedere al luogo della preghiera a coloro che sono stati in contatto con persone
positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso in caso di sintomi
influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C.
1.9 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive comunità, di svolgere le funzioni negli spazi
esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i partecipanti si allontanino rapidamente
dall’area della preghiera.
1.10 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è affidata alle
autorità religiose competenti la responsabilità di individuare le forme più idonee a mantenere le cautele
necessarie ad escludere ogni rischio di contagio e di trasmissione del virus.
1.11 I ministri di culto o responsabili di comunità (uomini e donne) autorizzati dai rispettivi organismi
religiosi possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre i confini della
Regione, sempre che ricorrano le motivazioni elencate nella normativa vigente e nel rispetto di quanto
previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla certificazione del responsabile della
comunità.

2.

Attenzioni da osservare nella preghiera
2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la presenza di
ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza minima.
2.2 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per almeno un
metro.
2.3 Si ritiene imprescindibile, se dal punto di vista liturgico non risulta possibile espungere dalla
cerimonia religiosa le fasi dei riti precedentemente rappresentati dove maggiore è il rischio di contagio
da SARS-CoV-2, richiamare gli officianti e tutti coloro ad ogni titolo coinvolti alla vigilanza nelle
cerimonie ad un assoluto rispetto delle norme igienico-sanitarie, dell’uso dei dispositivi di protezione
delle vie aeree e del distanziamento sociale – in particolare ove sia prevista la posizione in ginocchio.

— 33 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

3.

Serie generale - n. 275

Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti
3.1 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni preghiera.
3.2 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero sprovvisti,
mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna, individuato a cura della
autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del distanziamento sociale e limiterà
l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.

4.

Comunicazione
4.1 Sarà cura di ogni autorità religiosa rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso le
modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra le
quali non dovranno mancare:
4.2.1 il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;
4.2.2 il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura
corporea pari

o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a

SARS-CoV-2 nei giorni precedenti;
4.2.3 l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza,
l’osservanza di regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione
personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca.
5.

Altri suggerimenti
5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, può essere
valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della
normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.
5.2 Il luogo di culto resterà chiuso qualora non si sia in grado di rispettare le misure sopra disciplinate.

Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020 e n. 73 del 14 maggio 2020, ha
esaminato e approvato il presente “Protocollo con le Comunità Islamiche”, con le raccomandazioni che
sono state recepite. Il testo finale emendato, su richiesta, è stato trasmesso, in data odierna, al Comitato
Tecnico Scientifico.

Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno 18 maggio 2020.
I rappresentanti

Prof. Avv. Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio

Roma, 15 maggio 2020

— 34 —

Cons. Pref. Luciana Lamorgese
Ministro dell’Interno

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Allegato 7
Protocollo con la Comunità della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni
L’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2 rende
necessario la redazione di un Protocollo con le confessioni religiose.
Il Protocollo, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali,
contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto.
Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure.
1. Accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni religiose
1.1 È consentita ogni celebrazione e ogni incontro di natura religiosa nel rispetto di tutte le norme
precauzionali previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso. In
particolare i partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione delle vie
respiratorie e devono mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.
1.2 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’Ente
individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima dell’edificio di
culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della distanza minima di
sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e, comunque non superando le
200 unità.
1.3 Coloro che accedono ai luoghi di culto per le funzioni religiose sono tenuti a indossare mascherine.
1.4 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia
nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in tempi contenuti.
1.5 Alle autorità religiose è affidata la responsabilità di individuare forme idonee di celebrazione dei riti
allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo rispettare tutte le prescrizioni di
sicurezza.
1.6 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari
e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e
un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero
massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione prevista superi significativamente il
numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle
funzioni.
1.7 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo
quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita le porte rimangano
aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.
1.8 Non è consentito accedere al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con persone
positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso in caso di
sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C
1.9 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive confessioni religiose, di svolgere le
funzioni negli spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i partecipanti si
allontanino rapidamente dall’area dell’incontro.
1.10 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è affidata alle
autorità religiose competenti la responsabilità di individuare, per ciascuna confessione, le

— 35 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

forme più idonee a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio di contagio e di
trasmissione del virus.
1.11 I ministri di culto possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre i
confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni previste dalla normativa vigente e nel
rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla certificazione
dell’ente di culto o della confessione di riferimento.
2. Attenzioni da osservare nelle funzioni liturgiche
2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la
presenza di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza
minima.
2.2 Ove prevista, è consentita la presenza di un solo cantore e di un solo organista,
adeguatamente distanziati.
2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per
almeno un metro.
2.4 La distribuzione del Pane e dell’Acqua avverrà dopo che il celebrante avrà curato l’igiene
delle mani e indossato guanti monouso; lo stesso indossando mascherina, avendo massima
attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – avrà cura
di offrire il Pane e l’Acqua senza venire a contatto con i fedeli.
2.5 Si ritiene imprescindibile, se dal punto di vista liturgico non risulta possibile espungere dalla
cerimonia religiosa le fasi dei riti precedentemente rappresentati dove maggiore è il rischio di
contagio da SARS-CoV-2, richiamare gli officianti e tutti coloro ad ogni titolo coinvolti alla
vigilanza nelle cerimonie ad un assoluto rispetto delle norme igienico-sanitarie, dell’uso dei
dispositivi di protezione delle vie aeree e del distanziamento sociale.
3. Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti
3.1 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni celebrazione o
incontro.
3.2 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero
sprovvisti, mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna, individuato
a cura della autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del distanziamento
sociale e limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.
4. Comunicazione
4.1 Sarà cura di ogni autorità religiosa rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso le
modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra
le quali non dovranno mancare:
4.3 il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;
4.4 il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea pari
o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni
precedenti;
4.5 l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di
regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una
mascherina che copra naso e bocca.

— 36 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

5. Altri suggerimenti
5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, può
essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto
della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone.
Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta n. 71 del 12 maggio 2020 e n. 73 del 14 maggio 2020, ha
esaminato e approvato il presente “Protocollo con la Comunità della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi
degli ultimi giorni” con le raccomandazioni che sono state recepite. Il testo finale emendato, su
richiesta, è stato trasmesso, in data odierna, al Comitato Tecnico Scientifico.

Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno 18 maggio 2020.
I rappresentanti

Prof. Avv. Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio

Roma, 15 maggio 2020

— 37 —

Cons. Pref. Luciana Lamorgese
Ministro dell’Interno

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

ALLEGATO 8
Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per le politiche della famiglia

Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini e
adolescenti nella fase 2 dell'emergenza COVID-19

INTRODUZIONE
(Nuove opportunità per garantire ai bambini e agli adolescenti l’esercizio del diritto alla socialità e al gioco)
L’emergenza sanitaria determinatasi in conseguenza della diffusione epidemica del COVID-19 ha reso
necessari provvedimenti di protezione che hanno limitato fortemente la possibilità di movimento al di
fuori del contesto domestico. In particolare, con la sospensione di tutte le attività educative e scolastiche
in presenza, si è limitata drasticamente la possibilità di svolgere esperienze al di fuori del contesto
domestico e familiare per i bambini e per gli adolescenti.
Sebbene le esigenze di garantire condizioni di sicurezza e di salute per la popolazione abbiano
positivamente giustificato i provvedimenti restrittivi di cui sopra, una delle conseguenze degli stessi è
stata quella di incidere fortemente su quelle condizioni di ordinario benessere dei bambini e degli
adolescenti che si legano strettamente ad alcuni diritti fondamentali, come quelli all’incontro sociale fra
pari, al gioco e all’educazione.
Partendo dalle circostanze sopra richiamate, e tenuto conto dell’evoluzione del contesto emergenziale,
anche a livello normativo, nonché della riapertura dei servizi educativi e scolastici a partire dal mese di
settembre 2020, le presenti linee guida hanno l’obiettivo di individuare orientamenti e proposte per
realizzare, nell’attuale fase 2 dell’emergenza COVID-19, opportunità organizzate di socialità e gioco per
bambini e adolescenti, contenendo il rischio di contagio epidemiologico.
Tale prospettiva è stata perseguita ricercando il giusto bilanciamento tra il diritto alla socialità, al gioco e in
generale all’educazione dei bambini e degli adolescenti e, d’altra parte, la necessità di garantire
condizioni di tutela della loro salute, nonché di quella delle famiglie e del personale educativo e ausiliario
impegnato nello svolgimento delle diverse iniziative.
Nel momento in cui si immagina una, seppur ridotta e controllata, interazione tra persone, non è infatti
possibile azzerare completamente il rischio di contagio, il quale va governato e ridotto al minimo
secondo precise linee guida e protocolli contenenti adeguate misure di sicurezza e di tutela della salute.
Esiste peraltro una diffusa convergenza di orientamenti che sottolineano la necessità di avere linee guida
generali e unitarie relativamente ai requisiti per la riapertura delle attività, in relazione agli standard
ambientali, al rapporto numerico e alla definizione dei controlli sanitari preventivi sui bambini, sugli
adolescenti, sugli operatori, educatori, animatori e sulle famiglie.
Al contempo, occorrono anche indicazioni chiare circa i necessari protocolli operativi da adottare durante
le attività, sia sui minori, che per garantire appropriate condizioni igieniche ai locali e ai diversi materiali
impiegati.
Il punto di maggiore attenzione riguarda infatti la definizione delle procedure per attuare le condizioni che
consentano di offrire opportunità di esercizio del diritto alla socialità e al gioco in condizioni di sicurezza,
o almeno nel maggior grado di sicurezza possibile, date le circostanze.
Costituiscono elementi di riferimento trasversali alle esperienze e alle attività prospettate nelle diverse
sezioni del documento:
1. la centratura sulla qualità della relazione interpersonale, mediante il rapporto individuale fra l’adulto e il
bambino, nel caso di bambini di età inferiore ai 3 anni, e mediante l’organizzazione delle attività in
piccoli gruppi nel caso di bambini più grandi e degli adolescenti, evitando contatti tra gruppi diversi;

— 38 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

2. l’attenta organizzazione degli spazi più idonei e sicuri, privilegiando quelli esterni e il loro allestimento
per favorire attività di piccoli gruppi;
3. l’attenzione particolare agli aspetti igienici e di pulizia, al fine di ridurre i rischi tramite protocolli di
sicurezza adeguati.
Con questi presupposti e finalità generali, le linee guida trattano due distinte tipologie di interesse, che
proseguono nella realizzazione anche nella fase temporale che il Paese sta vivendo, a seguito della
riapertura dei servizi educativi e delle scuole a partire dal mese di settembre 2020.
In particolare, ci si riferisce:
1. alla regolamentazione delle aperture di parchi, giardini pubblici e aree gioco per la frequentazione da
parte dei bambini, anche di età inferiore ai 3 anni, e degli adolescenti;
2. alla realizzazione di attività ludico-ricreative, di educazione non formale e attività sperimentali di
educazione all’aperto (in inglese, outdoor education).
La finalità perseguita di preservare le condizioni per l’esercizio da parte di bambini e adolescenti del diritto
alla socialità e al gioco, anche oltre i confini della dimensione domestica e familiare, si intreccia
fortemente con le problematiche inerenti alla conciliazione delle dimensioni di cura e lavoro da parte di
chi esercita la responsabilità genitoriale, specialmente a seguito della ripresa delle attività lavorative in
presenza.

SEZIONE 1
(Apertura regolamentata di parchi, giardini pubblici e di aree gioco per bambini e adolescenti)
I parchi, i giardini pubblici e le aree gioco rappresentano una risorsa disponibile di grande importanza per
tutti, certamente anche per i bambini e per gli adolescenti, per realizzare esperienze all’aria aperta e
orientate sia alla scoperta dell’ambiente, sia alla realizzazione di attività di gioco col supporto di
attrezzature poste ad arredo dello spazio stesso.
La loro riapertura ha rappresentato indubbiamente un fatto positivo per il recupero di un equilibrio
psicologico e fisico che ha risentito delle prescrizioni che hanno impedito di uscire dalla propria
abitazione, sebbene anche in questa fase sia necessaria una regolamentazione nelle forme di accesso,
nelle modalità di controllo delle condizioni igieniche degli arredi e delle attrezzature disponibili e con la
garanzia che sia rispettato il distanziamento fisico e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale
(DPI), così come previsto dalla normativa vigente.
Gli aspetti considerati riguardano:
1. l’accessibilità degli spazi;
2. i compiti del gestore;
3. la responsabilità del genitore o dell’accompagnatore.

SEZIONE 1.1
(Accessibilità degli spazi)
L’accesso ai parchi, ai giardini pubblici e alle aree gioco deve realizzarsi alle seguenti condizioni:
1. da parte dei bambini e degli adolescenti di età da 0 a 17 anni, con l’obbligo di accompagnamento da parte
di un genitore o di un altro adulto responsabile, ove necessario;
2. limitata esclusivamente dalla necessità di non produrre assembramenti e di garantire il distanziamento
fisico, ove compatibile con le attività di assistenza, e l’utilizzo dei DPI, così come previsto dalla
normativa vigente, nell’area interessata.

— 39 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

SEZIONE 1.2

(Compiti del gestore)
Il gestore deve:
1. disporre la manutenzione ordinaria dello spazio, eseguendo controlli periodici dello stato delle diverse
attrezzature in esso presenti, con pulizia periodica approfondita delle superfici più toccate, con detergente
neutro;
2. posizionare cartelli informativi all’ingresso delle aree verdi e delle aree gioco rispetto ai comportamenti
corretti da tenere, in linea con le raccomandazioni del Ministero della salute e delle autorità competenti.

SEZIONE 1.3

(Responsabilità dell’accompagnatore)
L’accompagnatore deve:
1. attuare modalità di accompagnamento diretto dei bambini minori di 14 anni, con particolare riguardo a
quelli nei primi 3 anni di vita e ai soggetti con patologie di neuropsichiatria infantile (NPI), fragilità,
cronicità, in particolare:
a) in caso di bambini da 0 a 3 anni, utilizzare una carrozzina, un passeggino o similari, oppure, se il bambino
è in grado di deambulare autonomamente, garantire il controllo diretto da parte dell’adulto
accompagnatore;
b) in caso di bambini o adolescenti con patologie NPI, fragilità, cronicità e comunque non autonomi
garantire la presenza di un adulto accompagnatore;
2. rispettare le prescrizioni sul distanziamento fisico e sull’utilizzo dei DPI, e vigilare sui bambini che si
accompagnano. Nel caso di bambini con più di 6 anni, l’accompagnatore deve vigilare affinché questi
rispettino le disposizioni di distanziamento fisico e sull’utilizzo dei DPI.

SEZIONE 2
(Attività ludico-ricreative, di educazione non formale e attività sperimentali di educazione all’aperto)
Le attività offerte possono essere realizzate dagli enti interessati, dai soggetti gestori da questi individuati e
dalle organizzazioni ed enti del terzo settore.
Gli aspetti presi in considerazione riguardano indicazioni in merito a:
1. l’accessibilità degli spazi;
2. gli standard per il rapporto fra bambini e adolescenti accolti e lo spazio disponibile;
3. gli standard per il rapporto numerico fra gli operatori, gli educatori e gli animatori e i bambini e gli
adolescenti, e le strategie generali per il distanziamento fisico e per l’utilizzo dei DPI;
4. i principi generali d’igiene e pulizia;
5. i criteri di selezione degli operatori, educatori e animatori e per la loro formazione;
6. gli orientamenti generali per la programmazione delle attività e di stabilità nel tempo della relazione fra
gli operatori, educatori e animatori e i gruppi di bambini e adolescenti;
7. l’accesso quotidiano, le modalità di accompagnamento e di ritiro dei bambini e adolescenti;
8. il protocollo di accoglienza;
9. le attenzioni speciali per i bambini, gli adolescenti, gli operatori, gli educatori e gli animatori con
disabilità, vulnerabili o appartenenti a minoranze.

— 40 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

SEZIONE 2.1

(Accessibilità degli spazi)
L’accesso agli spazi deve realizzarsi alle seguenti condizioni:
1. da parte di tutti i bambini e degli adolescenti. Le attività devono essere circoscritte a sottofasce di età in
modo da determinare condizioni di omogeneità fra i diversi bambini e adolescenti accolti. A tale scopo, è
consigliato che vengano distinte fasce relative al nido e alla scuola dell’infanzia (da 0 a 6 anni), alla
scuola primaria (da 6 a 11 anni) e alla scuola secondaria (da 11 a 17 anni);
2. mediante iscrizione. È compito del gestore definire i tempi e le modalità per l’iscrizione, dandone
comunicazione al pubblico e con congruo anticipo rispetto all’inizio delle attività proposte.
Nel caso di bambini che non hanno mai frequentato un nido o una scuola dell’infanzia, si possono
prevedere attività in altri luoghi, eventualmente riprendendo anche l’esempio dei micronidi o delle
cosiddette tagesmutter (articolo 2, comma 3, del decreto legislativo n. 65/2017 e articolo 48 del decreto
legislativo n. 18/2020).
Il gestore può prevedere attività sportive, anche in piscina, per cui si rimanda alle vigenti linee guida per
l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere dell’Ufficio per lo sport, della Presidenza del
Consiglio dei ministri.
È consigliato predisporre spazi dedicati a ospitare bambini, adolescenti e personale che manifestino
sintomatologia sospetta, attivando le procedure previste nella sezione 2.4 del presente documento.
Rimane comunque ferma la responsabilità di ciascuno di non lasciare la propria abitazione in presenza di
sintomi suggestivi di infezione da SARS-COV-2.
È preferibile che gli accompagnatori dei bambini e degli adolescenti abbiano un’età inferiore a 60 anni, a
tutela della loro salute.

SEZIONE 2.2
(Standard per il rapporto fra bambini e adolescenti accolti e spazio disponibile)
In considerazione della necessità di garantire il distanziamento fisico e l’utilizzo dei DPI, così come
previsto dalla normativa vigente, è fondamentale l’organizzazione in piccoli gruppi e l’organizzazione di
una pluralità di diversi spazi o aree per lo svolgimento delle attività programmate.
È altresì opportuno privilegiare il più possibile le attività in spazi aperti all’esterno, anche se non in via
esclusiva, e tenendo conto di adeguate zone d’ombra.
Le verifiche sulla funzionalità dell’organizzazione dello spazio ad accogliere le diverse attività
programmate non possono prescindere dalla valutazione dell’adeguatezza di ogni spazio o area dal punto
di vista della sicurezza.
Inoltre, vista l’organizzazione in piccoli gruppi, è necessario uno sforzo volto a individuare una pluralità di
diversi spazi o aree per lo svolgimento delle attività ludico-ricreative, di educazione non formale e di
educazione all’aperto (outdoor education) nell’ambito del territorio di riferimento.
In caso di attività in spazi chiusi, è raccomandata l’aerazione abbondante dei locali, con il ricambio di aria
che deve essere frequente, tenendo le finestre aperte per la maggior parte del tempo.

— 41 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

SEZIONE 2.3
(Standard per il rapporto numerico fra gli operatori, educatori e animatori e i bambini e gli adolescenti, e le
strategie generali per il distanziamento fisico e per l’utilizzo dei DPI)
Con riferimento al rapporto numerico minimo consigliato tra operatori, educatori o animatori e bambini e
adolescenti, si ritengono valide le indicazioni ordinarie stabilite su base regionale, salvo eventuali diverse
disposizioni adottate dalle singole regioni.
Oltre alla definizione organizzativa del rapporto numerico, occorre operare per garantire il suo rispetto per
l’intera durata delle attività, tenendo conto delle prescrizioni sul distanziamento fisico e sull’utilizzo dei
DPI, così come previsto dalla normativa vigente.
Per i bambini in età da 0 a 6 anni, nel rispetto dei criteri pedagogici consolidati, secondo i quali è
necessario prevedere un periodo di ambientamento accompagnato da un genitore o un altro adulto
accompagnatore, si suggerisce un ambientamento che potrebbe realizzarsi sempre in piccoli gruppi,
comprendendo chi esercita la responsabilità genitoriale. In particolare, tale ambientamento è suggerito
per i bambini già socializzati al nido o scuola dell’infanzia ma che non hanno ripreso tali attività a
settembre, successivamente al periodo in cui sono rimasti a casa esclusivamente con i propri genitori o
tutori, durante la fase 1 dell’emergenza. Ove possibile, occorre preferire spazi esterni o diversi da quelli
frequentati dai bambini, sempre nel rispetto delle misure adottate per il contenimento del contagio,
considerata la presenza di adulti che normalmente non parteciperebbero alle attività.
Anche in questo caso, si ritengono valide le indicazioni ordinarie stabilite su base regionale, salvo
eventuali diverse disposizioni adottate dalle singole regioni.
Tali indicazioni si ritengono valide anche per le attività che prevedono la costante presenza dei genitori o
tutori insieme ai bambini in età da 0 a 6 anni (es. corsi per neogenitori, corsi di massaggio infantile).
Deve sempre essere garantito il rispetto delle disposizioni vigenti in materia di distanziamento fisico e
utilizzo dei DPI da parte dei soggetti con età superiore a 6 anni.

SEZIONE 2.4
(Principi generali d’igiene e pulizia)
Considerato che il contagio si realizza per droplets (goccioline di saliva emesse tossendo, starnutendo o
parlando), o per contatto (es. toccare, abbracciare, dare la mano o anche toccando bocca, naso e occhi con
le mani precedentemente contaminate), le misure di prevenzione da applicare sempre sono le seguenti:
1. igienizzarsi frequentemente le mani, in modo non frettoloso, utilizzando acqua e sapone o soluzioni o gel
a base alcolica in tutti i momenti raccomandati;
2. non tossire o starnutire senza protezione;
3. mantenere quanto più possibile il distanziamento fisico di almeno un metro dalle altre persone, seppur
con i limiti di applicabilità per le caratteristiche evolutive degli utenti e le metodologie educative di un
contesto estremamente dinamico;
4. non toccarsi il viso con le mani;
5. pulire frequentemente le superfici con le quali si viene a contatto;
6. arieggiare frequentemente i locali.
Tutto questo si realizza in modo più agevole nel caso di permanenza in spazi aperti, come nel caso di
educazione all’aperto (outdoor education).
Nel caso di attività con neonati o bambini in età da 0 a 3 anni (es. bambini in culla o bambini deambulanti),
il gestore deve prevedere protocolli che seguano queste indicazioni:

— 42 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

1. gli operatori, educatori e animatori, non essendo sempre possibile garantire il distanziamento fisico dal
bambino, possono utilizzare ulteriori dispositivi (es. guanti in nitrile e dispositivi per gli occhi, viso e
mucose) oltre alla consueta mascherina chirurgica;
2. qualora vengano utilizzati prodotti disinfettanti, si raccomanda di fare seguire alla disinfezione anche la
fase di risciacquo, soprattutto per gli oggetti, come i giocattoli, che potrebbero essere portati in bocca dai
bambini.
I gestori delle attività devono impiegare diverse strategie per informare e incoraggiare rispetto a
comportamenti che riducano il rischio di diffusione del contagio dal virus SARS-COV-2. A seguire si
elencano alcune attività, a titolo di esempio.

Prevedere una segnaletica e messaggi educativi per la prevenzione del contagio
1. Affiggere una segnaletica nei luoghi con una visibilità significativa (es. presso le entrate in struttura, le
aree destinate al consumo dei pasti, le aree destinate al riposo notturno) che promuova misure protettive
giornaliere e descriva come ostacolare la diffusione dei germi (es. attraverso il corretto lavaggio delle
mani e il corretto utilizzo delle mascherine, evitando di toccarsi gli occhi, il naso e la bocca con le mani,
tossendo o starnutendo all’interno del gomito con il braccio piegato o di un fazzoletto, preferibilmente
monouso);
2. includere messaggi (es. video esplicativi) sui comportamenti corretti da tenere al fine di prevenire la
diffusione del contagio, quando vengono inviate comunicazioni al personale o alle famiglie (es. il sito
web della struttura, nelle e-mail, tramite gli account ufficiali sui social media);
3. utilizzare i manifesti e le grafiche realizzate dal Ministero della salute disponibili sul sito web
istituzionale.

Sensibilizzare al corretto utilizzo delle mascherine
1. Le mascherine devono essere indossate da tutto il personale, e da tutti gli iscritti con più di 6 anni di età.
Le mascherine sono essenziali quando il distanziamento fisico è più difficile da rispettare;
2. le mascherine non dovrebbero essere utilizzate nel caso di bambini con meno di 6 anni di età, di persone
con difficoltà respiratorie o in stato di momentanea incoscienza o di persone con disabilità tale da
rendergli impossibile la rimozione della mascherina senza aiuto da parte di un’altra persona;
3. le mascherine devono essere utilizzate in base alle indicazioni del Ministero della salute e delle autorità
competenti;
4. l’utilizzo delle mascherine ha lo scopo di proteggere le altre persone, nel caso in cui chi le indossa sia
inconsapevolmente infetto, ma non mostri sintomi. Per prevenire la diffusione del contagio, è
fondamentale che ne facciano uso tutti coloro che sono nelle condizioni di indossarle.

Garantire la sicurezza del pernottamento
Se è previsto un pernottamento, il gestore deve prevedere procedure specifiche, che rispettino queste
indicazioni:
1. occorre prevenire la condivisione di spazi comuni per i pernottamenti;
2. giornalmente deve essere misurata la temperatura corporea, in base alla procedura indicata nella sezione
2.8 Protocollo di accoglienza;
3. devono essere seguite tutte le procedure indicate nella sezione 2.8 Protocollo di accoglienza;
4. mantenere sempre distinta la biancheria di ogni persona, l’una dall’altra;
5. la biancheria deve essere pulita almeno una volta alla settimana, o comunque prima dell’utilizzo da parte
di un'altra persona;
6. è consigliato prevedere un erogatore di gel idroalcolico per le mani all’ingresso di ogni camera o tenda,
se possibile, altrimenti in aree predisposte e di facile accesso.

— 43 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Garantire la sicurezza dei pasti
Se sono previsti pasti, il gestore deve prevedere procedure specifiche, che rispettino queste indicazioni:
1. gli operatori, educatori o animatori devono lavarsi le mani prima di preparare il pasto e dopo aver aiutato
eventualmente i bambini;
2. è preferibile usare posate, bicchieri e stoviglie personali o monouso e biodegradabili. Altrimenti, il
gestore deve prevedere che le stoviglie siano pulite con sapone e acqua calda, o tramite una lavastoviglie;
3. è possibile ricorrere a un servizio di ristorazione esterno, purché i pasti siano realizzati secondo la
normativa vigente (per approfondimenti, si rimanda all’allegato 17 del decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 17 maggio 2020, alla sezione “Ristorazione”, e successivi aggiornamenti).
In generale, i gestori devono rispettare tutte le altre indicazioni e regolamentazioni statali, regionali e locali
in materia di preparazione dei pasti, anche in riferimento alle indicazioni contenute nel rapporto
dell’Istituto superiore di sanità COVID-19 n. 32/2020, concernente indicazioni ad interim sul
contenimento del contagio da SARS-COV-2 e sull’igiene degli alimenti nell’ambito della ristorazione e
somministrazione di alimenti. Versione del 27 maggio 2020.

Pulire e igienizzare gli ambienti
Il gestore deve assicurare, almeno una volta al giorno, la adeguata pulizia di tutti gli ambienti e dei servizi
igienici, nonché una igienizzazione periodica.
È consigliato che il gestore esegua le procedure previste dal rapporto dell’Istituto superiore di sanità
COVID-19 n. 25/2020, concernente le raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non
sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento, e successivi
aggiornamenti.

Prevedere scorte adeguate
Il gestore deve garantire l’igiene e la salute durante le attività. Il gestore deve prevedere sufficienti scorte di
mascherine di tipo chirurgico, sapone, gel idroalcolico per le mani, salviette asciugamani in carta
monouso, salviette disinfettanti e cestini per i rifiuti provvisti di pedale per l’apertura, o comunque che
non prevedano contatto con le mani.

Risposta a eventuali casi e focolai da COVID-19
Nell’eventualità che compaiano casi o focolai da COVID-19, è consigliato che il gestore esegua le
procedure previste dal rapporto dell’Istituto superiore di sanità COVID-19 n. 58/2020, concernente le
indicazioni operative per la gestione di casi di focolai di SARS-COV-2 nelle scuole e nei servizi
educativi dell'infanzia, e successivi aggiornamenti.
In ogni caso, la presenza di un caso confermato necessiterà l’attivazione da parte della struttura di un
monitoraggio attento da avviare in stretto raccordo con il Dipartimento di prevenzione locale, al fine di
identificare precocemente la comparsa di possibili altri casi che possano prefigurare l’insorgenza di un
focolaio epidemico. In tale situazione, l’autorità sanitaria potrà valutare tutte le misure ritenute idonee.

SEZIONE 2.5
(Criteri di selezione degli operatori, educatori e animatori e per la loro formazione)
È consentita la possibilità di coinvolgimento di operatori, educatori o animatori volontari, opportunamente
informati e formati.

— 44 —

4-11-2020

Supplemento ordinario n. 41 alla GAZZETTA UFFICIALE

Serie generale - n. 275

Il gestore può impiegare personale ausiliario o di supporto per specifiche attività (es. maestri di musica,
educatori professionali) o in sostituzione temporanea di altri operatori, educatori o animatori responsabili
dei piccoli gruppi.
Tutto il personale, retribuito e volontario, deve essere informato e formato sui temi della prevenzione di
COVID-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei DPI e delle misure di igiene e pulizia.
I gestori e gli operatori, educatori o animatori possono fruire dei corsi online erogati dall’Istituto superiore
di sanità sulla propria piattaforma istituzionale di formazione online a distanza (http://eduiss.it), salvo
specifiche attività formative richieste o promosse dalle autorità competenti.
Per periodi d’attività superiori a 15 giorni, è possibile prevedere un cambio degli operatori, educatori o
animatori responsabili per ogni piccolo gruppo. Si raccomanda inoltre che venga predisposta un’attività
di affiancamento con un altro operatore, educatore o animatore, qualora sia previsto tale cambio, così da
favorire una familiarità fra i bambini e gli adolescenti con il nuovo operatore, educatore o animatore
responsabile del piccolo gruppo.
Al fine di assicurare un'adeguata presenza di personale, sempre in coerenza con quanto sopra esplicitato,
potranno essere promosse forme di collaborazione con enti e progetti di servizio civile, per l'utilizzo dei
volontari a supporto delle attività.

SEZIONE 2.6
(Orientamenti generali per la programmazione delle attività e di stabilità nel tempo della relazione fra
operatori, educatori o animatori e i gruppi di bambini e adolescenti)
Il gestore deve favorire l’organizzazione di piccoli gruppi di bambini e adolescenti, garantendo la
condizione della loro stabilità per tutto il tempo di svolgimento delle attività. Anche la relazione tra il
piccolo gruppo di bambini e adolescenti e gli operatori, educatori o animatori attribuiti deve essere
garantita con continuità nel tempo.
Le due condizioni di cui sopra proteggono dalla possibilità di diffusione allargata del contagio, nel caso
tale evenienza si venga a determinare, garantendo altresì la possibilità di puntuale tracciamento del
medesimo.
La realizzazione delle diverse attività programmate deve realizzarsi inoltre nel rispetto delle seguenti
principali condizioni:
1. continuità di relazione fra ogni operatore, educatore o animatore e i piccoli gruppi di bambini e
adolescenti, anche al fine di consentire l’eventuale tracciamento di potenziali casi di contagio. In caso di
attività che prevedono più turni, un operatore, educatore o animatore può essere assegnato a un gruppo
per ogni turno;
2. quanto previsto dalla precedente sezione 2.4 Principi d’igiene e pulizia;
3. non prevedere attività che comprendano assembramenti di più persone, come le feste periodiche con le
famiglie, privilegiando forme audiovisuali di documentazione ai fini della comunicazione ai genitori o
tutori.
Si consiglia infine di prestare particolare attenzione alle condizioni di fragilità fra i bambini, gli
adolescenti, gli operatori, gli educatori e gli animatori che potrebbero necessitare di specifico supporto
psicologico.

— 45 —



Parole chiave correlate