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CS ENGIE GREEN FRIDAY FORUM 2020 .pdf



Nome del file originale: CS ENGIE GREEN FRIDAY FORUM 2020.pdf
Autore: Guillaume Schoos

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ENGIE GREEN FRIDAY FORUM 2020
Sostenibilità e Covid-19 al centro del dibattito
Presentati i risultati dello studio 2020
Cittadini più attenti alla sostenibilità e impegnati nel
cambiare le proprie abitudini
Le aziende confermano gli investimenti green e
aumentano gli strumenti per ridurre l’impatto
ambientale
Oltre il 68% degli italiani ha modificato i propri comportamenti a favore
della sostenibilità (+ 12.4% vs 2019); il Governo (41%) e le aziende (15%)
hanno un ruolo determinante nel guidare il cambiamento; il 74% degli
italiani ha fiducia nella digitalizzazione e nelle nuove tecnologie per
migliorare la sostenibilità ambientale
Segnale positivo anche dalle aziende: resta elevata e cresce la sensibilità
sui temi relativi a inquinamento e cambiamenti climatici; aumentano le
aziende che dichiarano di misurare la propria CO2. Il 40% delle aziende
che aveva programmato interventi volti al miglioramento dell’efficienza
energetica, ha confermato tali interventi anche a seguito dell’emergenza
Covid-19

20 Novembre 2020
“Più per meno CO2”, ovvero dobbiamo agire, tutti insieme, per invertire la rotta, ridurre le CO2,
fermare il surriscaldamento globale e migliorare la qualità della vita nelle nostre città.
Questo il tema centrale dell’ENGIE Green Friday dello scorso anno. Un anno dopo, e con la
pandemia in corso, questo intento non ha perso valore, anzi. Lo studio Euromedia Research
commissionato da ENGIE Italia ha indagato se e come l’emergenza Covid-19 ha cambiato
percepito e sensibilità di cittadini e aziende rispetto ai cambiamenti climatici e ambientali.
Un dibattito tra esperti, opinion leader e scienziati per affrontare una doppia sfida: ambientale e
sociale.
Con il Covid cittadini e imprese più consapevoli dell’impatto ambientale
Lo studio Euromedia evidenzia una maggiore presa di coscienza rispetto alla sostenibilità da
parte di cittadini: ben il 68% ha infatti dichiarato di aver modificato i propri comportamenti,

cercando di ridurre le proprie emissioni inquinanti, dopo l’arrivo della pandemia. Un incremento
del +12,4% rispetto ai riscontri ricevuti un anno fa, prima del Covid. Il 40% delle aziende
(soprattutto nel manifatturiero), nonostante l’impatto economico dovuto all’emergenza, ha
continuato nei propri programmi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica, dato
rilevato su un campione (43%) che aveva intrapreso una green roadmap pre pandemia. Il 48%
delle Aziende, inoltre, è consapevole che i cambiamenti climatici influenzeranno
significativamente la propria attività e il proprio settore nei prossimi 5 anni.
“Il modo con cui il Covid-19 ha stravolto le nostre vite e abitudini ha evidentemente portato una
riflessione collettiva sulla fragilità dell’uomo e del pianeta e sull’importanza delle nostre scelte sottolinea Alessandra Ghisleri, Direttrice di Euromedia Research - a seguito della pandemia
le persone sono più consapevoli dell’impatto negativo delle attività dell’uomo sull’ambiente, e
quasi la totalità degli italiani (92,7%) ha deciso di modificare in modo virtuoso i propri
comportamenti”.
“Dieci mesi fa la più grande sfida di fronte all’umanità era la stessa di oggi: contrastare i
cambiamenti climatici e salvaguardare il pianeta. Vedevamo però le cose con occhi diversi,
sembravano problemi molto più lontani di quanto non lo fossero davvero. - afferma Barbara
Gallavotti, Biologa e autrice - L’emergenza del Covid ci ha fatto toccare con mano quanto la
nostra specie continui ad essere fragile, ma ci ha anche costretti a sperimentare soluzioni che
avremmo detto quasi impraticabili, ci ha dimostrato quanto rapidamente possono cambiare le
nostre abitudini, e non ultimo ha messo in luce l’importanza di discutere dei temi di scienza sulla
base di informazioni corrette”.
Più azioni concrete contro i cambiamenti climatici
Dalle risposte emergono, quindi, le azioni concrete adottate dai cittadini e aziende per
ridurre l’impatto sul pianeta. Le più diffuse: per il 30% degli intervistati la scelta di prodotti
ecosostenibili (km zero, marchi che garantiscono il rispetto dell’ambiente), per il 29% interventi
in casa volti a una maggiore efficienza energetica (infissi, cappotto termico, sostituzione caldaia,
termostato intelligente) e infine la scelta di mezzi di trasporto non inquinanti (come bici, mezzi
elettrici o pubblici) per il 24% degli intervistati. Vi è anche un 9% che ha installato pannelli
fotovoltaici e un 7% che sceglie un fornitore di energia che garantisca la produzione da fonti
rinnovabili.
Segnali positivi anche sul fronte delle imprese: oltre la metà (52%) ha messo in campo
iniziative per una maggiore sostenibilità (es. lavoro a distanza per ridurre gli spostamenti, attività
informativa sul tema delle CO2) e, per il 60,4%, queste misure hanno prodotto effetti positivi dal
punto di vista sia ambientale che di maggiore benessere lavorativo, tant’è che il 91,7% ritiene
che saranno mantenute anche dopo la fine dell’emergenza Covid-19.
Aziende e cittadini vogliono mobilitarsi ma chiedono incentivi e agevolazioni
La leva principale, però, nonostante il maggiore interesse per la sostenibilità sia lato
cittadini che aziende, rimane l’aspetto economico. Le aziende chiedono infatti in
maggioranza contributi a fondo perduto (33,5%) e sgravi fiscali (22%), seguiti (19%) da incentivi
statali e un quadro normativo più chiaro.

Anche i cittadini sono più propensi ad agire se possono mettere in campo azioni a costo zero
o che prevedano un risparmio o un incentivo. Per la maggior parte degli intervistati, infatti, fare
scelte sostenibili comporta costi maggiori: ad esempio, seppure nella realtà non sia così, per
più della metà degli intervistati (52,8%) costa di più scegliere energia proveniente da fonti
rinnovabili. Un dato comunque lievemente calo rispetto al 2019 (56,3%). Una convinzione
ancora più forte fra i giovani (60,6%), ma meno diffusa nel sud (49%).
Il Covid - acceleratore della digitalizzazione quale strumento per un Paese più sostenibile
Un altro aspetto che la pandemia ha reso evidente e sul quale ha portato una forte
accelerazione è certamente l’adozione di tecnologie digitali, divenute in molti casi
improvvisamente indispensabili per permettere la continuità aziendale. Del ruolo
fondamentale delle tecnologie digitali per una maggiore sostenibilità sono convinte il 69,2%
delle aziende (con una quota maggiore, al 72,2% se guardiamo al solo settore dei servizi). Il
digitale è considerato ancora più importante per il monitoraggio delle attività in ottica di rispetto
dell’ambiente (79%, che raggiunge l’81,3% nei servizi).

“Le città sono i principali motori della nostra aggressione all’ambiente – dichiara Stefano
Mancuso, botanico, accademico e saggista - Attualmente intorno al 70% del consumo globale
di energia e oltre il 75% del consumo mondiale di risorse naturali sono a carico dei centri urbani,
i quali producono il 75% delle emissioni di carbonio e il 70% dei rifiuti. Abbiamo urgente
necessità di cambiare la nostra idea di città e questa pandemia è un’opportunità per ripensare
la convivenza con la natura. Dobbiamo puntare a una smart city che in realtà sarà una città
giungla, intesa non come un luogo pericoloso, al contrario: un luogo partecipe dell’ambiente
naturale che, consapevolmente e attraverso gli alberi, contribuisce a trasformare i nostri centri
urbani altamente tecnologizzati e connessi in una nicchia ecologica duratura”.
Governo, pubblica amministrazione e aziende devono guidare il cambiamento attraverso
infrastrutture, digitalizzazione e tecnologia
Secondo il parere degli intervistati il maggior potere nel rallentare il riscaldamento globale è in
mano a istituzioni e aziende. I cittadini vedono la possibilità di un cambiamento a favore
della sostenibilità grazie all’intervento di Governo (41%), istituzioni locali (25%) e aziende
(15%). Significativo come solo l’8% ritenga che la pubblica istruzione possa avere un ruolo
importante in questo senso.
Gli interventi che maggiormente si aspettano sono la riqualificazione energetica di scuole ed
edifici pubblici (20,5%), l’utilizzo per queste strutture di fonti di energia verde, quali i pannelli
fotovoltaici (13,5%); l’aumento di aree verdi (16,5%) e mezzi di trasporto pubblico elettrici o
ibridi (15,2%).
“Già nel Piano Strategico triennale per la Ricerca e l’Innovazione di Regione Lombardia –
spiega il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala – è stata individuata la
sostenibilità ambientale come uno degli ambiti principali che incidono sullo sviluppo del nostro
territorio. Tema trattato anche nella recente consultazione pubblica sulla prossima Strategia di
Specializzazione Intelligente svolta sulla Piattaforma Open Innovation, a cui hanno partecipato
oltre 650 soggetti. Ne è emerso che, negli ambiti trattati, la sostenibilità ambientale è
considerata tra i primi fabbisogni in termini di innovazione che diventeranno prioritari nel periodo
post Covid e post emergenza – ha aggiunto il Vicepresidente – Con le nostre politiche

regionali ci stiamo sempre più muovendo verso un modello di innovazione responsabile anche
attraverso misure come la nostra recente Call Hub per la Ricerca e l’innovazione, che vede
finanziati 8 progetti nell’ambito della sostenibilità che intervengono su numerosi problemi
ambientali che coinvolgono il mondo occidentale” ha concluso Sala.
“Ogni anno noi di ENGIE realizziamo un evento che ha l’obiettivo di sollevare e alimentare la
riflessione sulla riduzione delle emissioni di CO2 e più in generale sulla sostenibilità
- sottolinea Damien Térouanne, CEO di ENGIE Italia - In questo anno difficile, la sostenibilità
rimarca la sua centralità. Lo confermano: i risultati della ricerca da noi commissionata
a Euromedia, la destinazione del 37% del Recovery Fund a investimenti green e Il Green New
Deal europeo che punta a elevare il proprio impegno di riduzione dei gas serra almeno al 55%
entro il 2030. L’ambizione di ENGIE - prosegue Damien Térouanne - è accelerare la
transizione verso un’economia carbon neutral. Ritengo che l’attuale momento storico ed
economico evidenzi chiaramente come la transizione energetica sia una scelta obbligata e
urgente. E’ necessario quindi ripensare al nostro sviluppo futuro: uno sviluppo più resiliente,
durevole e sostenibile. Raggiungeremo l’obiettivo solo grazie alla combinazione di tutti gli
sforzi: globali, dei singoli paesi, ma anche delle citta, delle aziende così come a livello
residenziale."
A moderare l’ENGIE GREEN FRIDAY Forum Tessa Gelisio, esempio di cittadino attivo che
agisce con consapevolezza per la diffusione dell’educazione ambientale. Gelisio è Presidente
della Onlus ForPlanet.
Nell’ambito dell’ENGIE Green Friday, un ulteriore iniziativa finalizzata alla sensibilizzazione
sui temi della sostenibilità è stata lanciata da ENGIE: la campagna social “Quattro campioni
dello sport su Tik Tok contro il cambiamento climatico”. I nuotatori Marco Orsi e Arianna
Talamona, la kitesurfer Francesca Bagnoli e il mountain runner Francesco Puppi, a partire dal
20 novembre, informeranno i giovanissimi attraverso la loro piattaforma social di riferimento
Tik Tok creando contenuti video sui propri canali. Questi quattro atleti in qualità di ENGIE
Planet Ambassador, con il loro impegno, incarnano i valori dello sport naturalmente connessi
con la sostenibilità, il benessere, la natura, il rispetto e la visione. Essi sono stati scelti per
raggiungere e sensibilizzare la GenZ attraverso una piattaforma estremamente efficacie per
raggiungere coloro che del futuro del pianeta ne trarranno maggior beneficio.

ENGIE
ll nostro gruppo è un punto di riferimento mondiale nell'energia e nei servizi a basse emissioni di carbonio. Il nostro
obiettivo ("raison d’être") è agire per accelerare la transizione verso un mondo carbon-neutral, attraverso la riduzione
del consumo di energia e soluzioni più rispettose dell'ambiente, in grado di conciliare le prestazioni economiche con
un impatto positivo sulle persone e sul pianeta. Ci basiamo su quattro attività chiave (gas, energie rinnovabili, servizi)
per offrire soluzioni competitive ai nostri clienti. Con i nostri 170.000 dipendenti, clienti, partner e stakeholder, siamo
una comunità di Imaginative Builders, impegnati ogni giorno per un progresso più armonioso. Fatturato nel 2019:
60,1 miliardi di euro. Il Gruppo è quotato alle borse di Parigi e Bruxelles (ENGI) ed è rappresentato nei principali
indici finanziari (CAC 40, DJ Euro Stoxx 50, Euronext 100, FTSE Eurotop 100, MSCI Europe) e non finanziari (DJSI
World, DJSI Europe e Euronext Vigeo Eiris - World 120, Eurozone 120, Europe 120, France 20, CAC 40
Governance).

ENGIE ITALIA
In Italia proponiamo offerte globali sull’intera catena del valore dell’energia, dalla fornitura ai servizi, con particolare
attenzione ai prodotti innovativi e alle soluzioni di efficienza energetica e di gestione integrata.
Con oltre 3.800 dipendenti in più di 60 uffici sull’intero territorio nazionale, siamo il primo operatore nei servizi
energetici, il secondo nella vendita del gas (mercato all’ingrosso), il terzo operatore nel teleriscaldamento e nella
pubblica illuminazione. ENGIE è presente in tutti i segmenti, dal residenziale al terziario, pubblico e privato, fino alla
piccola e grande industria.

Contatti
ENGIE Italia
Simona Zingaretti
Simona.zingaretti@engie.com
Cinzia De Sanctis
Cinzia.desanctis@engie.com

Ufficio Stampa di ENGIE Italia
Noesis
Elena Cerutti, Bianca Geddes, Camila Konstantinou
T. 348.3175490 – 350.0093442 – 328.9049047
engie@noesis.net


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