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CS ENGIE GREEN FRIDAY FORUM 2020.pdf


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cercando di ridurre le proprie emissioni inquinanti, dopo l’arrivo della pandemia. Un incremento
del +12,4% rispetto ai riscontri ricevuti un anno fa, prima del Covid. Il 40% delle aziende
(soprattutto nel manifatturiero), nonostante l’impatto economico dovuto all’emergenza, ha
continuato nei propri programmi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica, dato
rilevato su un campione (43%) che aveva intrapreso una green roadmap pre pandemia. Il 48%
delle Aziende, inoltre, è consapevole che i cambiamenti climatici influenzeranno
significativamente la propria attività e il proprio settore nei prossimi 5 anni.
“Il modo con cui il Covid-19 ha stravolto le nostre vite e abitudini ha evidentemente portato una
riflessione collettiva sulla fragilità dell’uomo e del pianeta e sull’importanza delle nostre scelte sottolinea Alessandra Ghisleri, Direttrice di Euromedia Research - a seguito della pandemia
le persone sono più consapevoli dell’impatto negativo delle attività dell’uomo sull’ambiente, e
quasi la totalità degli italiani (92,7%) ha deciso di modificare in modo virtuoso i propri
comportamenti”.
“Dieci mesi fa la più grande sfida di fronte all’umanità era la stessa di oggi: contrastare i
cambiamenti climatici e salvaguardare il pianeta. Vedevamo però le cose con occhi diversi,
sembravano problemi molto più lontani di quanto non lo fossero davvero. - afferma Barbara
Gallavotti, Biologa e autrice - L’emergenza del Covid ci ha fatto toccare con mano quanto la
nostra specie continui ad essere fragile, ma ci ha anche costretti a sperimentare soluzioni che
avremmo detto quasi impraticabili, ci ha dimostrato quanto rapidamente possono cambiare le
nostre abitudini, e non ultimo ha messo in luce l’importanza di discutere dei temi di scienza sulla
base di informazioni corrette”.
Più azioni concrete contro i cambiamenti climatici
Dalle risposte emergono, quindi, le azioni concrete adottate dai cittadini e aziende per
ridurre l’impatto sul pianeta. Le più diffuse: per il 30% degli intervistati la scelta di prodotti
ecosostenibili (km zero, marchi che garantiscono il rispetto dell’ambiente), per il 29% interventi
in casa volti a una maggiore efficienza energetica (infissi, cappotto termico, sostituzione caldaia,
termostato intelligente) e infine la scelta di mezzi di trasporto non inquinanti (come bici, mezzi
elettrici o pubblici) per il 24% degli intervistati. Vi è anche un 9% che ha installato pannelli
fotovoltaici e un 7% che sceglie un fornitore di energia che garantisca la produzione da fonti
rinnovabili.
Segnali positivi anche sul fronte delle imprese: oltre la metà (52%) ha messo in campo
iniziative per una maggiore sostenibilità (es. lavoro a distanza per ridurre gli spostamenti, attività
informativa sul tema delle CO2) e, per il 60,4%, queste misure hanno prodotto effetti positivi dal
punto di vista sia ambientale che di maggiore benessere lavorativo, tant’è che il 91,7% ritiene
che saranno mantenute anche dopo la fine dell’emergenza Covid-19.
Aziende e cittadini vogliono mobilitarsi ma chiedono incentivi e agevolazioni
La leva principale, però, nonostante il maggiore interesse per la sostenibilità sia lato
cittadini che aziende, rimane l’aspetto economico. Le aziende chiedono infatti in
maggioranza contributi a fondo perduto (33,5%) e sgravi fiscali (22%), seguiti (19%) da incentivi
statali e un quadro normativo più chiaro.