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CS ENGIE GREEN FRIDAY FORUM 2020.pdf


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Anche i cittadini sono più propensi ad agire se possono mettere in campo azioni a costo zero
o che prevedano un risparmio o un incentivo. Per la maggior parte degli intervistati, infatti, fare
scelte sostenibili comporta costi maggiori: ad esempio, seppure nella realtà non sia così, per
più della metà degli intervistati (52,8%) costa di più scegliere energia proveniente da fonti
rinnovabili. Un dato comunque lievemente calo rispetto al 2019 (56,3%). Una convinzione
ancora più forte fra i giovani (60,6%), ma meno diffusa nel sud (49%).
Il Covid - acceleratore della digitalizzazione quale strumento per un Paese più sostenibile
Un altro aspetto che la pandemia ha reso evidente e sul quale ha portato una forte
accelerazione è certamente l’adozione di tecnologie digitali, divenute in molti casi
improvvisamente indispensabili per permettere la continuità aziendale. Del ruolo
fondamentale delle tecnologie digitali per una maggiore sostenibilità sono convinte il 69,2%
delle aziende (con una quota maggiore, al 72,2% se guardiamo al solo settore dei servizi). Il
digitale è considerato ancora più importante per il monitoraggio delle attività in ottica di rispetto
dell’ambiente (79%, che raggiunge l’81,3% nei servizi).

“Le città sono i principali motori della nostra aggressione all’ambiente – dichiara Stefano
Mancuso, botanico, accademico e saggista - Attualmente intorno al 70% del consumo globale
di energia e oltre il 75% del consumo mondiale di risorse naturali sono a carico dei centri urbani,
i quali producono il 75% delle emissioni di carbonio e il 70% dei rifiuti. Abbiamo urgente
necessità di cambiare la nostra idea di città e questa pandemia è un’opportunità per ripensare
la convivenza con la natura. Dobbiamo puntare a una smart city che in realtà sarà una città
giungla, intesa non come un luogo pericoloso, al contrario: un luogo partecipe dell’ambiente
naturale che, consapevolmente e attraverso gli alberi, contribuisce a trasformare i nostri centri
urbani altamente tecnologizzati e connessi in una nicchia ecologica duratura”.
Governo, pubblica amministrazione e aziende devono guidare il cambiamento attraverso
infrastrutture, digitalizzazione e tecnologia
Secondo il parere degli intervistati il maggior potere nel rallentare il riscaldamento globale è in
mano a istituzioni e aziende. I cittadini vedono la possibilità di un cambiamento a favore
della sostenibilità grazie all’intervento di Governo (41%), istituzioni locali (25%) e aziende
(15%). Significativo come solo l’8% ritenga che la pubblica istruzione possa avere un ruolo
importante in questo senso.
Gli interventi che maggiormente si aspettano sono la riqualificazione energetica di scuole ed
edifici pubblici (20,5%), l’utilizzo per queste strutture di fonti di energia verde, quali i pannelli
fotovoltaici (13,5%); l’aumento di aree verdi (16,5%) e mezzi di trasporto pubblico elettrici o
ibridi (15,2%).
“Già nel Piano Strategico triennale per la Ricerca e l’Innovazione di Regione Lombardia –
spiega il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala – è stata individuata la
sostenibilità ambientale come uno degli ambiti principali che incidono sullo sviluppo del nostro
territorio. Tema trattato anche nella recente consultazione pubblica sulla prossima Strategia di
Specializzazione Intelligente svolta sulla Piattaforma Open Innovation, a cui hanno partecipato
oltre 650 soggetti. Ne è emerso che, negli ambiti trattati, la sostenibilità ambientale è
considerata tra i primi fabbisogni in termini di innovazione che diventeranno prioritari nel periodo
post Covid e post emergenza – ha aggiunto il Vicepresidente – Con le nostre politiche