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Circolare Ministero della Salute n. 3787 del 31 gennaio 2021 .pdf



Nome del file originale: Circolare Ministero della Salute n. 3787 del 31 gennaio 2021.pdf
Autore: Sane Schepisi Monica

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0003787-31/01/2021-DGPRE-DGPRE-P

Ministero della Salute
DIREZIONE GENERALE DELLA PREVENZIONE SANITARIA

Ufficio 5- Prevenzione malattie trasmissibili e profilassi internazionale

capo.gabinetto@giustiziacert.it
A
Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria
Ufficio di Gabinetto
Sede
Protezione Civile
Coordinamento.emergenza@protezionecivile.it
protezionecivile@pec.governo.it
Ministero Economia e Finanze
mef@pec.mef.gov.it

Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento
Ministero Della Giustizia
prot.dgdt.dap@giustiziacert.it
gabinetto.ministro@giustiziacert.it
Ministero dello Sviluppo Economico
gabinetto@pec.mise.gov.it

Ministero Sviluppo Economico
gabinetto@pec.mise.gov.it

Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e
Forestali
ministro@pec.politicheagricole.gov.it

Ministero Infrastrutture e
Trasporti
ufficio.gabinetto@pec.mit.gov.it

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare
segreteria.ministro@pec.minambiente.it

Ministero Del Lavoro e Politiche Sociali
segreteriaministro@pec.lavoro.gov.it

Presidenza Consiglio dei Ministri - Dipartimento
per gli Affari Regionali e le Autonomie
affariregionali@pec.governo.it

Ministero dei Beni e Delle Attività Culturali e del
Turismo
mbac-udcm@mailcert.beniculturali.it

Assessorati alla Sanità Regioni Statuto Ordinario e
Speciale LORO SEDI

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione
Internazionale
gabinetto.ministro@cert.esteri.it

Assessorati alla Sanità Province Autonome Trento
e Bolzano
LORO SEDI

Ministero della Difesa Ispettorato Generale della
Sanità Militare
stamadifesa@postacert.difesa.it

Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI)
anci@pec.anci.it

Ministero dell’Istruzione
uffgabinetto@postacert.istruzione.it
Ministero dell’Università e della Ricerca
uffgabinetto@postacert.istruzione.it
Ministero dell’Interno
gabinetto.ministro@pec.interno.it
Ministero della Giustizia

U.S.M.A.F. – S.A.S.N. Uffici di Sanità Marittima,
Aerea e di Frontiera LORO SEDI
Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute
Conferenza Episcopale Italiana
salute@chiesacattolica.it
Don Massimo Angelelli
Direttore Ufficio Nazionale per la Pastorale della
Salute

m.angelelli@chiesacattolica.it
Federazione Nazionale Ordine
Chirurghi e degli Odontoiatri
segreteria@pec.fnomceo.it

dei

Medici

FNOPI Federazione Nazionale Ordini Professioni
Infermieristiche
federazione@cert.fnopi.it
FNOPO Federazione Nazionale degli Ordini della
Professione di Ostetrica
presidenza@pec.fnopo.it
FOFI Federazione Ordini Farmacisti Italiani
posta@pec.fofi.it
Direzione generale dei dispositivi medici e del
servizio farmaceutico DGDMF
SEDE
Federazione Nazionale Ordini dei TSRM e delle
Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione
e della Prevenzione federazione@pec.tsrm.org
Istituti Zooprofilattici Sperimentali
www.izsmportici.it
Azienda Ospedaliera - Polo Universitario Ospedale
Luigi Sacco
protocollo.generale@pec.asst-fbf-sacco.it
Comando Carabinieri Tutela della Salute – NAS
srm20400@pec.carabinieri.it

CONFCOMMERCIO
confcommercio@confcommercio.it
Ente Nazionale per l’Aviazione Civile - ENAC
protocollo@pec.enac.gov.it
TRENITALIA
ufficiogruppi@trenitalia.it
ITALO - Nuovo Trasporto Viaggiatori SpA
italo@pec.ntvspa.it
Direzione Generale Programmazione Sanitaria
DGPROGS SEDE
SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e
Tropicali
segreteria@simit.org
AMCLIitaliani-

Associazione

microbiologi

Clinici

Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria
(Simspe-onlus) Via Santa Maria della Grotticella
65/B 01100 Viterbo
Ordine Nazionale dei Biologi
protocollo@peconb.it
ANTEV Associazione Nazionale Tecnici
Verificatori - PRESIDENTE
presidente@antev.net

Istituto Superiore di Sanità
protocollo.centrale@pec.iss.it

Società Italiana di Anestesia Analgesia
Rianimazione e Terapia Intensiva
siaarti@pec.it

Istituto Nazionale per le Malattie Infettive –
IRCCS “Lazzaro Spallanzani”
direzionegenerale@pec.inmi.it

Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali
AGENAS
agenas@pec.agenas.it

Centro Internazionale Radio Medico (CIRM)
fondazionecirm@pec.it

Federazione Nazionale degli Ordini dei CHIMICI
e dei FISICI
segreteria@pec.chimici.it

Istituto Nazionale per la promozione della salute
delle popolazioni migranti e per il contrasto delle
malattie della povertà (INMP)
inmp@pec.inmp.it
Federazione delle Società Medico-Scientifiche
Italiane (FISM)
fism.pec@legalmail.it
Confartigianato
presidenza@confartigianato.it

Dipartimento Per Le Politiche Della Famiglia
ROMA
segredipfamiglia@pec.governo.it
Regione Veneto – Assessorato alla sanità
Direzione Regionale Prevenzione
Coordinamento Interregionale della Prevenzione
francesca.russo@regione.veneto.it
coordinamentointerregionaleprevenzione@region
e.veneto.it

OGGETTO: Aggiornamento sulla diffusione a livello globale delle nuove varianti SARSCoV2, valutazione del rischio e misure di controllo.

Facendo seguito a quanto indicato nella circolare n.644 dell’08/01/2021 “Indicazioni operative
relative al rischio di diffusione di nuove varianti SARS-CoV2 in Unione europea/Spazio Economico
Europeo (UE/SEE): misure di prevenzione per i viaggiatori e sorveglianza di laboratorio”, e
considerando l’evoluzione della situazione epidemiologica, le nuove evidenze scientifiche e le
indicazioni pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) 1 e dal Centro Europeo per
la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) 2 3, si forniscono aggiornamenti sulla diffusione
delle nuove varianti SARS-CoV-2 a livello globale, sulla valutazione del rischio e sulle misure di
controllo raccomandate.

Situazione epidemiologica

Variante VOC 202012/01, Regno Unito
La variante definita VOC - Variant of Concern - 202012/01, emersa nel Sud del Regno Unito e
dichiarata emergente nel dicembre 2020, è attualmente la variante predominante nel Regno Unito. Al
25 gennaio 2021, 70 paesi hanno riportato casi importati o trasmissione comunitaria di tale variante.
(Figura 1)
Nel Regno Unito, l'incidenza dei casi di COVID-19 è aumentata dall'inizio di dicembre 2020 fino al
raggiungimento di un picco all'inizio di gennaio 2021; dall'11 al 24 gennaio è stata osservata quindi
una tendenza decrescente, a seguito dell'implementazione di rigorose misure di controllo sanitarie e
di distanziamento sociale. Anche in Danimarca, Irlanda e Paesi Bassi, dove è stata riportata
trasmissione comunitaria di VOC 202012/01, sono state segnalate riduzioni simili nell'incidenza.
La variante VOC 202012/01 presenta una delezione nel gene S della proteina spike e ciò può far sì
che alcuni test RT-PCR su un unico target genico S producano un risultato negativo; tuttavia poiché

“Weekly epidemiological update - 27 January 2021” (https://www.who.int/publications/m/item/weeklyepidemiological-update---27-january-2021)
2
“European Centre for Disease Prevention and Control. Risk related to spread of new SARS-CoV-2 variants of concern
in
the
EU/EEA,
first
update

21
January
2021.
ECDC:
Stockholm;
2021.”
(https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/COVID-19-risk-related-to-spread-of-new-SARS-CoV-2variants-EU-EEA-first-update.pdf)
3
“European Centre for Disease Prevention and Control. Sequencing of SARS-CoV-2: first update. 18 January 2021.
ECDC: Stockholm; 2021. (https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/Sequencing-of-SARS-CoV-2-firstupdate.pdf)
1

per il rilevamento del virus tale gene non è generalmente utilizzato da solo, è improbabile che ciò
causi un risultato falso negativo per SARS-CoV-2.
Nel Regno Unito e in Irlanda del Nord la variante VOC 202012/01 ha dimostrato di avere una
maggiore trasmissibilità rispetto alle varianti circolanti in precedenza. Studi preliminari suggeriscono
una maggiore gravità della malattia, tuttavia per confermare questo dato sono necessarie ulteriori
analisi 4.
Al momento non ci sono evidenze di una significativa differenza nel rischio di reinfezione rispetto
agli altri ceppi virali circolanti. Sono in corso studi per valutare l’effetto di questa variante
sull’efficacia vaccinale, che sembrerebbe limitatamente e non significativamente ridotta, sebbene
siano necessari ulteriori studi per ottenere risultati definitivi.

Variante 501Y.V2, Sudafrica
La variante 501Y.V2 è stata identificata per la prima volta in Sud Africa nel dicembre 2020, dove è
attualmente la variante più diffusa. Alla data del 25 gennaio 2021 è stata riportata in 31 paesi (Figura
2). In Sud Africa i casi settimanali sono aumentati dai primi di novembre, e hanno raggiunto un picco
ai primi di gennaio. Nelle ultime due settimane il trend è decrescente.
Tale variante ha mutazioni multiple nella proteina spike, comprese tre mutazioni all’interno del
dominio legante il recettore. Non si conosce l’impatto di questa variante sull’efficacia dei test
diagnostici.
Dati preliminari indicano che anche questa variante possa essere caratterizzata da maggiore
trasmissibilità; mentre al momento non è chiaro se provochi differenze nella gravità della malattia.
Sono in corso studi sulla maggiore frequenza di reinfezioni, in quanto la variante 501Y.V2 potrebbe
sfuggire alla risposta anticorpale neutralizzante provocata da una precedente infezione naturale.
Studi preliminari in vitro hanno evidenziato una riduzione dell'attività neutralizzante contro le varianti
VOC SARS-CoV-2 nelle persone vaccinate con i vaccini Moderna o Pfizer-BioNTech rispetto alle
varianti precedenti ma i dati per ora sono contrastanti.

4

NERVTAG paper on COVID-19 variant of concern B.1.1.7. The Government of the United Kingdom of Great Britain
and Northern Ireland; 2021. Available at: https://www.gov.uk/government/publications/nervtag-paper-on-covid-19variant-of-concern-b117

Variante P.1, Brasile
La variante P.1 è stata per la prima volta segnalata dal Giappone il 10/01/2021 in 4 viaggiatori in
arrivo dal Brasile, e successivamente identificata anche in Corea del Sud in viaggiatori provenienti
dal Brasile. Alla data del 25 gennaio 2021 la variante P.1 è stata segnalata in 8 paesi, compresa l’Italia
(Figura3). In Brasile il numero di nuovi casi settimanali nelle ultime due settimane è riportato a livelli
più elevati rispetto a quello da settembre a novembre 2020, e dall’inizio di novembre sono aumentati
i decessi.
La variante “Brasiliana” non è strettamente correlata alle varianti 501Y.V2 e VOC 202012/01 ed ha
11 mutazioni della proteina spike, 3 delle quali si trovano nel dominio legante il recettore. Non è stato
riportato alcun effetto della variante sui test diagnostici, e non presenta delezioni nel gene S.
Indagini preliminari condotte a Manaus, nello Stato di Amazonas, riportano un aumento della
percentuale di casi identificati come variante P.1, dal 52,2% (35/67) nel dicembre 2020 all'85,4%
(41/48) nel gennaio 2021, evidenziando la trasmissione locale in corso e suggerendo una potenziale
maggiore trasmissibilità o propensione alla reinfezione.
Non sono disponibili evidenze sulla gravità della malattia, sulla frequenza delle reinfezioni e
sull’efficacia del vaccino.
Gli aggiornamenti sulla diffusione delle varianti sono pubblicati dall’OMS nei rapporti
epidemiologici

settimanali

consultabili

al

seguente

link:

https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/situation-reports

Valutazione del rischio
Secondo l’OMS l’emergenza di nuove varianti sottolinea l’importanza, per chiunque, compresi
coloro che hanno avuto l’infezione o che sono stati vaccinati, di aderire rigorosamente alle misure di
controllo sanitarie e socio-comportamentali.
L’ECDC ritiene molto alta la probabilità di introduzione e diffusione in comunità nei paesi
dell’UE/SEE delle varianti di SARS-CoV-2, in particolare della variante SARS-CoV-2 VOC
202012/01.
L'impatto dell'introduzione e della diffusione in comunità delle varianti di SARS-CoV-2, e in
particolare della variante VOC 202012/01, nei paesi UE/SEE è ritenuto alto.

Azioni di risposta

Ricerca e Gestione dei contatti (contact tracing)
Al fine di limitare la diffusione di nuove varianti, si riportano di seguito le indicazioni per
implementare le attività di ricerca e gestione dei contatti dei casi COVID-19 sospetti per infezione da
variante (ad esempio casi COVID-19 confermati con delezione del gene S riconducibili a variante
VOC 202012/01, o qualsiasi caso confermato con link epidemiologico) e dei casi COVID-19
confermati, in cui il sequenziamento ha rilevato la presenza delle specifiche mutazioni che
caratterizzano una determinata variante. Queste indicazioni, limitatamente ai casi sopra descritti,
aggiornano e integrano quanto indicato nelle circolari n. 18584 del 29/05/2020 e 32850 del
12/10/2020.
a-

Dare priorità alla ricerca e alla gestione dei contatti di casi COVID-19 sospetti/confermati da

variante e identificare tempestivamente sia i contatti ad alto rischio (contatti stretti) che quelli a basso
rischio 5 di esposizione.
b-

Effettuare la ricerca retrospettiva dei contatti, vale a dire oltre le 48 ore e fino a 14 giorni

prima dell’insorgenza dei sintomi del caso, o di esecuzione del tampone se il caso è asintomatico, al
fine di identificare la possibile fonte di infezione ed estendere ulteriormente il contact tracing ai casi
eventualmente individuati.
c-

Eseguire un test molecolare ai contatti (sia ad alto che a basso rischio) il prima possibile dopo

l’identificazione e al 14° giorno di quarantena, al fine consentire un ulteriore rintraccio di contatti,
considerando la maggiore trasmissibilità delle varianti.
d-

Non interrompere la quarantena al decimo giorno.

e-

Comunicare ai contatti l’importanza, nella settimana successiva al termine della quarantena,

di osservare rigorosamente le misure di distanziamento fisico, di indossare la mascherina e in caso di
comparsa di sintomi isolarsi e contattare immediatamente il medico curante.
5

Per la definizione di contatto ad alto rischio (contatto stretto) si rimanda alla circolare n. 18584 del 29/05/2020; per
contatto a basso rischio, come da indicazioni ECDC (“Contact tracing: public health management of persons, including
healthcare workers, who have had contact with COVID-19 cases in the European Union – third update,” 18 November
2020. Stockholm: ECDC; 2020) si intende: una persona che ha avuto una o più delle seguenti esposizioni:
• una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e per
meno di 15 minuti;
• una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) o che ha
viaggiato con un caso COVID-19 per meno di 15 minuti;
• un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di
laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19, provvisto di DPI raccomandati;
• tutti i passeggeri e l’equipaggio di un volo in cui era presente un caso COVID-19.

f-

Se

un contatto di caso COVID 19 con infezione da variante sospetta/confermata risulta

sintomatico al momento dell’identificazione o se sviluppa sintomi durante il follow-up, il contatto
deve eseguire tempestivamente un test molecolare e devono iniziare immediatamente le attività di
contact tracing anche prima della conferma del risultato.
g-

Comunicare ai contatti stretti ed ai loro conviventi l’importanza di un corretto svolgimento

della quarantena sottolineando la maggiore trasmissibilità delle varianti e l’importanza di questa
misura di sanità pubblica nel limitarne la diffusione, e per i conviventi, l’importanza di rispettare
rigorosamente e costantemente le misure di distanziamento fisico, di indossare la mascherina e in
caso di comparsa di sintomi isolarsi contattando immediatamente il medico curante.
h-

Comunicare ai contatti in attesa dell’esito del tampone, di informare tempestivamente, a loro

volta, i loro contatti stretti e di raccomandare loro il rispetto rigoroso delle misure precauzionali
(distanziamento fisico/utilizzo mascherine).

Preparadness laboratori e definizione delle priorità di sequenziamento
L'isolamento virale delle varianti di SARS-CoV-2 deve essere effettuato nei laboratori P3 (livello di
biosicurezza 3) per prevenire la diffusione accidentale di una variante attraverso l'esposizione in
laboratorio. La preparadness dei laboratori è una priorità: i laboratori devono garantire la
disponibilità di risorse umane e materiali per gestire il numero crescente di richieste di rilevamento e
caratterizzazione di campioni SARS-CoV-2 e aumentare la capacità di sequenziamento sfruttando
tutta la capacità di sequenziamento possibile da laboratori clinici, diagnostici, accademici e
commerciali.
La selezione dei campioni per un'efficace sorveglianza genomica deve essere rappresentativa della
popolazione (provenienza geografica e distribuzione per età). Se le capacità sono limitate, è
necessario indirizzare lo sforzo verso situazioni in cui c'è il sospetto di una variante ad elevata
trasmissibilità, o che determini maggiore gravità.
L’ECDC raccomanda di sequenziare almeno circa 500 campioni selezionati casualmente ogni
settimana a livello nazionale, con le seguenti priorità:
1.

individui vaccinati contro SARS-CoV-2 che successivamente si infettano nonostante una
risposta immunitaria al vaccino;

2.

contesti ad alto rischio, quali ospedali nei quali vengono ricoverati pazienti
immunocompromessi positivi a SARS-CoV-2 per lunghi periodi;

3.

casi di reinfezione;

4.

individui in arrivo da paesi con alta incidenza di varianti SARS-CoV-2;

5.

Aumento dei casi o cambiamento nella trasmissibilità e/o virulenza in un’area;

6.

Cambiamento nelle performance di strumenti diagnostici o terapie;

7.

Analisi di cluster, per valutare la catena di trasmissione e/o l'efficacia di strategie di
contenimento dell'infezione.

IL DIRETTORE GENERALE
*F.to Dott. Giovanni Rezza

Il Direttore dell’Ufficio 5
Dott. Francesco Maraglino

Referenti/Responsabili del procedimento:
Anna Caraglia
Patrizia Parodi
Monica Sane Schepisi
Jessica Iera
Alessia D’Alisera
Federica Ferraro
Sabrina Valle

*“firma autografa sostituita a mezzo stampa, ai sensi dell’art. 3, comma 2, del D. Lgs. n. 39/1993”

Figura 1. Paesi, territori ed aree che riportano la variante SARS-CoV-2 202012/01 al 25 gennaio 2021 (fonte OMS)

Figura 2. Paesi, territori ed aree che riportano la variante SARS-CoV-2 501Y.V2 al 25 gennaio 2021 (fonte OMS)

Figura 3. Paesi, territori ed aree che riportano la variante SARS-CoV-2 P.1 al 25 gennaio 2021 (fonte OMS)


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