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LuneDìLibri 02 Salute o Lavoro .pdf



Nome del file originale: LuneDìLibri 02 - Salute o Lavoro.pdf

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LuneDìLibri 02
Salute O Lavoro? Due diritti che si contrappongono?

Dovere scegliere fra la salute o il lavoro è una dicotomia che ci perseguita da quando l’uomo ha
cominciato a lavorare, ossia, da sempre.
Io sono convinto che la salute è un diritto, perché senza salute si muore;
Invece il lavoro, è uno strumento per la sussistenza personale e sociale, e più che un diritto,
per me è un’opzione, perché per la mancanza di lavoro non si muore, non... Si sei immerso in
una famiglia o in una società che ti dà supporto e sostento.
Perché sì questo sostento manca, questo non significa che il lavoro si converte in un diritto,
direi che come diritto è più importante e necessario il diritto a sussistere, avere un tetto, un
piatto di alimento, una possibilità, un inizio degno da dove cominciare; Il lavoro viene dopo.
Ma qualcosa nella storia ha messo nello stesso piano e in contrasto, il diritto a vivere con il
bisogno di lavorare.
Credo che è importante per noi, capire come questa dicotomia sia profondamente radicata a
livello subliminale nelle nostre mente, accettando che è lecito lavorare e ammalarsi, perché si
lavora, perché è necessario mantenere un lavoro per non morire…
Per Illustrare il discorso ho preso diversi aforismi, che attraverso la storia e per bocca di
personaggi famosi, lo raccontano:

Il miglior rimedio contro tutti i mali è il lavoro.
Charles Baudelaire
Non è il benessere né lo splendore, ma la tranquillità e il lavoro, che danno la felicità.
Thomas Jefferson
“La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La
gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature.”
FRANKLIN DELANO ROOSEVELT
Il lavoro è il grande rimedio per tutte le malattie e le miserie che affliggono l'umanità.
Thomas Carlyle
“L'uomo sano e saggio non si allontana mai dalla ragione e non si concede nessuno svago se
non quello del proprio lavoro.”
HENRY JAMES
“Abbiamo lavorato a tutta velocità sin da Maggio. E questa è, sono persuasa, la fonte, la radice
e l'origine di tutta la salute e la felicità”
VIRGINIA WOOLF

“Mi considerano pazzo perché non voglio vendere i miei giorni in cambio di oro. E io li giudico
pazzi perché pensano che i miei giorni abbiano un prezzo.”
KHALIL GIBRAN
“Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i
soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di
vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono
come se non dovessero non morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.”
DALAI LAMA
Non devono esserci poveri e non c’è peggiore povertà di quella che non ci permette di
guadagnarci il pane, che ci priva della dignità del lavoro.
(Papa Francesco)
Diventando merce nelle mani del capitalista, il proletario "non si afferma nel suo lavoro ma
rifiuta, non si sente soddisfatto ma infelice, non sviluppa energia fisica e spirituale, ma
indebolisce il suo corpo e distrugge il suo spirito", Karl Marx
“La Fiom e la Cgil hanno sempre lottato per avere un lavoro dignitoso e compatibile con la
difesa della salute dentro e fuori la fabbrica.”
MAURIZIO LANDINI
“Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa
e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che
dovrebbe avere ogni popolo.”
SANDRO PERTINI
“Molti perdono il lavoro, e molti perdono, lavorando, la vita.”
EDUARDO GALEANO
“Il lavoro è il migliore contravveleno del dolore, è fonte di salute e di ricchezza per l'individuo,
causa prima di grandezza e di prosperità per le nazioni.”
PAOLO MANTEGAZZA
Per uccidere un uomo, non serve togliergli la vita, basta togliergli il lavoro.
(Pino Aprile)
Nella parola pane si riassume l’essenziale della vita. E «guadagnarsi il pane» era pure sinonimo
di lavoro onesto e dignità. Evidentemente, sparita la dignità, anche il concetto di pane ne ha
risentito. E quanto al lavoro, sempre più così etereo… Il senso del pane si è perso.”
GUIDO SPERANDIO
Lavoro è vita, e senza quello esiste solo paura e insicurezza.
John Lennon
Per chi fossi interessato in approfondire questa linea di dialogo, allego nella chat in un link a un
documento PDF che sintetizza una mia riflessione personale, qualche articolo giornalistico e
diversi film e documentari che illustrano visivamente diverse tappe storiche dal mondo del
lavoro e del lavoratore.

link PDF di questo materiale

Riflessioni su come si struttura la attuale “visione” del lavoro e la sua relazione con la
salute
Ci sono tre fattori concatenati fra di sé, che condizionano la definizione di quello che si chiama
lavoro:
01- La sussistenza,
02- I condizionamenti del mezzo sociale e
03- la trasformazione della società.
Al nucleo di questi concetti, funzionando come pivot e come ancora, c'è la necessità de
sopravvivere, la paura di sparire, di morire, la lotta contro lo sconosciuto, contro l’abisso.
Guardando questo dal punto de vista positivo, al nucleo, compensando la paura di sparire,
cercammo la permanenza, l’identità.

Diciamo che per sussistere, lavoriamo; Per mangiare, per non patire il freddo, per restare sotto
la protezione di un tetto, per mantenere unita e forte la famiglia, lavoriamo; Sia perché
otteniamo un beneficio direttamente grazie al nostro sforzo senza intermediari, sia che
otteniamo un beneficio indirettamente perché un altro ci compensa.
Da sempre, l’azione di compensare i disequilibri che la natura imponeva ai nostri corpi più
deboli, si può considerare come un lavoro.

Nei albori della nostra umanità, (dai primati fino 8000/7000 Ac) questi lavori rispondevano
direttamente al bisogno del gruppo, della tribù; Chi faceva cosa, dipendeva della valutazione del
maschio e della femmina in relazione ai parametri che la natura donava: La donna era il centro
del potere, del commando; Era l'intelligenza intuitiva della tribù; Lavorava con la terra, con il
nutrimento di figli e animali; Dagli che abbiamo le prime sacerdotessa, guide, agricoltore.
L’uomo doveva difendere la gregge e cercare migliore condizione naturali di vita per il gruppo; E
per condizionamento naturale, abbattere animali, prima per difendersi, dopo per alimentarsi.
In questo periodo il lavoro era comunitario, non personale, e rispondeva a un bisogno primario
dell'individuo e del gruppo.
Il modello di lavoro era comunitario per difendere l'integrità del gruppo.
Con la crescita della popolazione dei gruppi, delle tribù, l’inizio delle prime popolazione
sedentarie, e l'avvenimento della tecnologia, (dal 8000/7000 Ac fino 1000/700 Ac) che offriva
nuove risposte ai bisogni crescenti di quelle popolazione, il lavoro cominciò a essere più
segmentato, più selettivo, e sorgono le professioni. Sorgono le città pianificate e le classe di
lavoratori: Quelli che organizzano (Re, cortigiani); Quelli che difendono la popolazione (soldati);
Quelli che costruiscono (artigiani) Quelli che la nutrono anno (agricoltori, allevatori) e poco
dopo, quelli che favoriscono l'interscambio della merce, dei beni primari (i commercianti).
Il modello di lavoro era classista e serviva per dare un'identità a una popolazione che cresceva
territorialmente e cominciava a trasformare la natura nei suoi dintorni.
Il modello di lavoro offre un’identità personale professionale che permette l’integrazione in una
grande comunità; Ognuno con la sua funzione lavorativa e la sua responsabilità sociale.
Con il sorgere di molte città di etnie e origini diversi che si espandono territorialmente, e il
trasporto di merce e persone attraverso lunghe distanze per portare mercanzie e artigiani di una
città all'altra, (dal 1000/700 Ac fino 1700 Dc) sorge il bisogno di quantificare, codificare il valore
del lavoro, che antecedentemente era un oggetto, in qualcosa che fosse più leggero di
trasportare, di utilizzare per l'interscambio, di conservare, e sorge quello che dopo si conoscerà
come denaro;
L’accumulo di questo denaro, di questa energia che prima era lavoro, adesso è un concentrato
concettuale di quel lavoro realizzato, impone alle città, alla popolazione, di avere più ricchezze,
più denaro, per mantenersi, difendersi, ed espandersi per ottenere più denaro.
Cominciano a sorgere i regni, le corte, le aristocrazie;
Il lavoro già non serve tanto a giustificare l’appartenere a una classe, a una stirpe, perché
comincia a essere relazionato con il potere; possedere denaro o non possederlo, poter
sussistere o morire. Comincia ad aprirsi una crepa tra chi lavora per avere denaro per potere
vivere e chi accumula denaro per avere più potere sugli altri.
Il lavoro continua a dare una identità individuale o professionale a le persone, ma il senso non è
già comunitario, comincia a essere personale, individuale.

Con l’inizio della prima rivoluzione industriale e dopo la seconda rivoluzione industriale (1700
Dc fino 1900 Dc) comincia d’una parte la massificazione dei lavori, e dall’altra parte la
specializzazione delle professioni; Già non è a portata di tutti svolgere un lavoro più
specializzato o una professione dal tipo universitaria, che rimane come prerogativa a quelli
appartenenti alle famiglie più ricche, e la sussistenza vitale che garantisce un lavoro, fa che il
senso del lavoro sia il compenso monetario e niente altro; Comincia a spostarsi il senso del
lavoro: finora dava sostento a una identità personale, d'ora in poi, a un senso di possessione
materiale degli oggetti; Io sono quello che ho; quello che ho mi protegge, protegge la mia
famiglia, gli ho guadagnato con il mio lavoro; Quanto più denaro ho, ho più protezione;
Sorge il senso di che lo sforzo personale è quello che garantisce la sussistenza, la vita.
Se Impone la morale del lavoro come valore per la sussistenza.
A partire di quello che si chiama la terza rivoluzione industriale (1900 Dc finora) l’avanzamento
della tecnica e della scienza ha fatto che il lavoro umano fosse sostituito per il lavoro di
macchine e sistemi più efficienti, che producono di più e costano di meno in termini di
produzione; Il surplus di produzione di alimenti, la possibilità di affrontare cataclismi e
inclemenze naturali senza tanto sforzo, ha fatto che il valore del denaro, non fosse più
relazionato alla produzione individuale di una persona, e si a una entità astratta che si chiama
economia; Per una ragione che non tutti riescono a spiegarsi, avere un salario per potere vivere
e mantenere la famiglia, già non dipende del lavoro personale, dello sforzo personale, del
tempo che utilizzo per lavorare; Adesso ci sono vie più redditizie o più allettante che il lavoro
personale, per avere denaro. Questo ha fatto che il valore del lavoro si dissoci del valore del
denaro, che continua a essere l’unica possibilità per sussistere.
Oggi non interessa che lavoro faccio, o come lo faccio, e si quanto guadagno, e questo
guadagno cosa mi permette fare.
Io sono quello che possiedo; Il denaro è la giustificazione, l’etica che orienta i comportamenti.
Tutto questo serve per intentare spiegare come nella testa delle persone possa aprirsi strada la
diatriba assurda che contrappone due diritti fondamentali degli uomini: Il Lavoro e la Salute.
Perché nella testa delle persone i due diritti non sono compatibili, perché l'essenziale non è il
lavoro e la salute, è il denaro, e il lavoro che ti permette di averlo. Quello che è incongruente è
che il denaro serve per mantenerci vivi, per la sussistenza, ma che noi, rispondendo a una
ragione inconscia, possiamo scegliere per un lavoro che ti garantisci il denaro,
indipendentemente del deperimento della nostra salute fisica e mentale.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Articoli giornalisti d’interesse
La disoccupazione, la precarietà e il basso reddito hanno un impatto negativo sulla salute della
popolazione. Questa è una delle conclusioni di uno studio dell'Università di Granada (UGR)
https://www.ahoragranada.com/noticias/el-trabajo-es-salud/

Una malattia chiamata disoccupazione - Il disoccupato ha più problemi di saluti che
quello impiegato
La disoccupazione in Messico genera problemi emotivi tra i professionisti, come stress,
angoscia e disperazione, afferma il direttore del marketing e delle pubbliche relazioni di OCC
Mundial, Fernando Calderón.
L'ultimo sondaggio di questa azienda sugli effetti della disoccupazione sui messicani ha rivelato
che l'84% dei 3.200 professionisti è senza lavoro da meno di un anno. Il 59,7% degli intervistati
è attualmente disoccupato, il 25% è a tempo pieno, il 6,6% è a tempo determinato e il 4,7% è
libero professionista .
Il 34% identifica l'insonnia (34%), l'aumento di peso (16%) o la perdita di peso (10%) come le
principali conseguenze dell'inattività. Solo il 5% ha riferito di essere stato malato e l'1% ha fatto
ricorso all'alcol a causa della disoccupazione.
Sebbene questi disturbi non siano considerati disturbi delicati, la mancanza di un lavoro ha un
impatto sulle tue tasche e sulla tua salute. Alla lista dei disturbi cui fa riferimento l'indagine se
ne aggiungono altri come problemi di dermatite, disturbi gastrointestinali, ansia che porta al
sovrappeso e persino palpitazioni, indica il medico di base della Benemérita Universidad
Autónoma de Puebla, Fernando Noriega.
La vita lavorativa ha "grande peso" sulla salute emotiva, influisce sulla mancanza di soldi per
regolare i conti, ma sei anche percepito come qualcuno "inferiore", aggiunge Noriega. Questa
situazione genera un aumento delle consultazioni per la depressione, anche molti ex fumatori
ricadono in questo vizio a causa della disoccupazione.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riconosce che dopo la recessione economica
del 2008, gli ammortizzatori sociali hanno iniziato ad avere problemi. I fondi pensione e la spesa
sanitaria diminuiscono , mentre aumentano l'ansia della popolazione e le malattie mentali.
https://expansion.mx/mi-carrera/2012/10/19/mexicanos-enferman-por-desempleo
Una malattia chiamata disoccupazione
I disoccupati hanno più problemi di salute degli occupati
Pochi giorni fa sono stati pubblicati i dati del Labor Force Survey (EPA) sulla disoccupazione in
Spagna con risultati che mostrano un problema di portata spaventosa e molto difficile da
risolvere. Questi dati sono più affidabili dei dati sulla disoccupazione registrati dall'INEM, che
escludono gruppi diversi. Qualsiasi rapporto prospettico indica che esiste un rischio di
disoccupazione strutturale e che, sebbene l'economia cresca, la crescita può avvenire senza
generare occupazione, soprattutto nella popolazione poco qualificata.
https://elpais.com/sociedad/2014/05/20/actualidad/1400599346_595492.html

Comentario Editorial: El trabajo es Salud (in spagnolo)
http://www.evidencia.org.ar/index.php/Evidencia/article/view/4902/2471

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Filmografia di interesse

Il lavoro nella storia
https://www.youtube.com/watch?v=9AhB1zCJn5k

Film​Tempi moderni​ di Charlie Chaplin (1936)
Il capolavoro di Chaplin tratta del rapporto affascinante, controverso e in parte pericoloso fra
uomo e progresso. Ma non solo: attraverso le avventure di Charlot e della Monella il film
racconta anche disoccupazione, sfruttamento e capitalismo.
Da vedere perché:​ È un film intelligente ed amaro, dal quale emerge con chiarezza cosa è
l’alienazione causata dal lavoro in fabbrica, dalla ripetizione ossessiva dei gesti e dai ritmi
disumani delle macchine.
https://www.youtube.com/watch?v=2gLa4wAia9g

Fantozzi​ di Luciano Salce (1975)

Il ragionier Ugo Fantozzi è il protagonista di questo primo capitolo della fortunata saga dedicata
alle tragicomiche avventure del goffo impiegato della
ItalPetrolCemeTermoTessilFarmoMetalChimica.
Da vedere perché:​ È una fotografia amara e paradossale del mondo del lavoro degli anni
Settanta; ci sono colleghi antipatici, burocrazia interminabile, gerarchie rigide, il tutto sullo
sfondo del boom economico.
https://youtu.be/DaYcbRfIXFo

Black Mirror​ - Stagione 1 - Serie 2 - NETFLIX - 15 milioni di celebrità
In un futuro non così lontano, il lavoro consiste in generare energia che si converte in “punti”
che permettono acquistare beni di consumo.
Da vedere perché:​ Quello che anni fa fu un racconto di fantascienza, oggi acquisisce fattezze
di realtà; Ci sono le Criptovalute, soldi generato attraverso il consumo di energia, come il
Bitcoin; Ci sono le palestre, scuole e imprese che mettono a disposizione del usuario biciclette
che producono energia che si convertono in bonus per acquistare servizi; Ci sono studi
economici che considerano l’uomo non più come un consumatore, e si come elemento di
consumo; ecc.
​https://www.netflix.com/watch/70264858?trackId=200257859
https://u.teknik.io/cW527.mp4

La Fine del Lavoro come lo Conosciamo
Casaleggio Associati
https://youtu.be/br0Ptwt2ZwI
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------per commentare, fare domande scrivere all'autore: antonmora@gmail.com


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