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Miyamoto Musashi, l'artista. Il castello di Akashi Scheda 2. .pdf



Nome del file originale: Miyamoto Musashi, l'artista. Il castello di Akashi-Scheda 2..pdf

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Storie da un lontano passato
Scheda 2

Miyamoto Musashi, lʼartista
Il giardino del castello di Akashi

Marco Daga

© Marco Daga, 2021
Tutti i diritti sono riservati. Sono consentite citazioni e riproduzioni del
testo a titolo di analisi, discussione, studio e ricerca col solo vincolo di
riportare il titolo dellʼopera, lʼautore e il relativo link.

Miyamoto Musashi, lʼartista
Il giardino del castello di Akashi
Noto principalmente per le sue imprese militari e i suoi trattati
filosofici, Miyamoto Musashi, maestro dʼarmi vissuto in Giappone a
cavallo tra il XVI e il XVII secolo, divenne noto ai suoi coevi, anche
per altre abilità, prettamente artistiche.
Non deve sorprendere che un guerriero giapponese dellʼepoca
potesse avere anche una cultura elevata. Lʼaspetto pratico della vita
militare non era in contrapposizione con quello intellettuale degli
artisti e dei filosofi. Lʼelite militare era infatti incoraggiata nel
perseguire altre attività che potessero completare la personalità del
bushi o del samurai.
Come per altri aspetti delle sue imprese, Musashi portò questo
elemento della cultura dellʼepoca allʼinterno della sua filosofia
marziale, a tal punto da diventare conosciuto non solo per le sue
capacità belliche.
Egli incoraggiava i suoi discepoli a perseguire sia lʼarte della spada
che quella del pennello.
Nel trattato Il Libro dei Cinque Anelli, scritto proprio da Miyamoto
Musashi, viene detto espressamente:
Si dice che il guerriero pratica una via duplice: la cultura
(bun) e le arti marziali (bu). Egli dovrebbe mostrare
inclinazioni per questa via duplice. Tuttavia, benché un uomo
non risulti (particolarmente) versato in queste due vie, può
diventare ugualmente un guerriero applicandosi assiduamente
nella strategia, indipendentemente dalla classe sociale di
provenienza.
[...]
Dʼaltra parte, qualcuno ritiene possibile praticare la via della
1

strategia senza doverla applicare necessariamente alle
situazioni concrete (cioè belliche). In realtà, la si può
insegnare per poterla applicare con profitto a qualsiasi
situazione, o la si può studiare per poterla applicare con
profitto a qualsiasi evenienza. Questa è la via autentica della
strategia (L.V.Arena, 2002: 25,26).
Da queste brevi citazioni tratte dal manoscritto di Musashi, si
comprende già quale fosse la sua Via della Strategia, ovvero una
filosofia di vita di ampio respiro capace di integrare differenti arti e
saperi, non strettamente legati alla strategia bellica.
Infatti, la nobiltà militare doveva essere istruita sia nella letteratura (i
classici della letteratura cinese) che nelle arti militari, e ciò era un
ideale della filosofia confuciana, e giapponese fin dal periodo Heian
(W.S.Wilson, 2002: 115-116).
Musashi portò questo ideale allʼestremo, divenendo competente non
solo nelle arti marziali e letterarie, ma anche in quelle artistiche e
pratiche.
La notorietà di questo personaggio, già al suo tempo, quando era
ancora in vita, era certamente dovuta non solo alla sua forza nel
combattimento, ma anche a numerose abilità che aveva sviluppato
durante la sua vita, e che lo resero un individuo eccezionale nel senso
stretto del termine, ovvero unʼeccezione. Sebbene moltissimi
guerrieri e samurai del suo tempo fossero istruiti e versati nelle
lettere o anche nella pittura, nessuno di essi in realtà lo eguagliò mai
nella versatilità e nelle capacità complessive che gli permettevano di
essere impiegato in innumerevoli contesti diversi.
Queste sue particolari doti lo resero un uomo molto vicino ai
poliedrici artisti del rinascimento europeo (ed italiano in particolare),
capaci di spaziare in differenti ambiti dello scibile del loro tempo.

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Contesto storico
La campagna militare dʼinverno e dʼestate riferita allʼassedio del
castello di Osaka (1614-1615), dove si contrapposero il clan
Tokugawa e quello dei Toyotomi per il consolidamento del potere in
Giappone, vide Musashi combattere al fianco dei Tokugawa sotto il
comando di Mizuno Katsunari.
Dopo tale grandiosa battaglia, anche per il guerriero di Harima fu
tempo di pensare alla famiglia. Decise di adottare un giovane ragazzo
di nome Mikinosuke il quale in seguito fu messo al servizio di Honda
Tadatoki, figlio di Honda Tadamasa.
Tadamasa era il signore del castello di Himeji e presso questo signore
Musashi prestò servizio per un certo lasso di tempo.
Tadamasa fu trasferito ad Himeji nel 1617 e nel 1618 cominciò
alcuni lavori importanti di ampliamento del castello come il bastione
occidentale.
Ad Himeji Musashi fu come al solito molto attivo. Il Bisan hōkan
afferma:
Al tempo del figlio di Tadakatsu, Tadamasa, Miyamoto
Musashi visitò Himeji e aprì un kenjutsu dojo, issando un
cartello con scritto ʻMiyamoto Musashi, il Principale Maestro
di Spada del Giappone.ʼ
[...]
Alla fine Lord Tadamasa garantì a Musashi uno stipendio di
duecento koku e lo impiegò come istruttore dei giovani
membri del clan. Essi si riversavano alla porta di Musashi e
studiavano la sua arte della spada.
[...]
Per due anni Musashi rimase ad Himeji e i suoi deshi
progredirono molto nelle loro capacità (Fodor, 2018: 106; de
Lange 2016: 125-128) .

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Nel Nippon kendo shi, viene detto:
Durante il suo soggiorno ad Himeji, Musashi fece la
conoscenza di vari vassalli di Lord Honda, ed egli fu di aiuto
nellʼideazione dei progetti per la costruzione della città di
Himeji come anche di vari templi e giardini (Fodor, 2018:
106; Tokitsu, 2005: 97).
Dopo questo periodo passato ad Himeji, e forte della sua esperienza
come consigliere per la costruzione o lʼampliamento di edifici di
vario genere, si spostò nella città di Akashi.
Il daimyo in questa area era Ogasawara Tadazane e si trasferì lì nel
1617, nel castello di Funage, situato, in passato, a 1 Km a sud-ovest
dallʼattuale castello di Akashi.
Su ordine dello shoguna Tokugawa Hidetada, Tadazane cominciò la
costruzione di un nuovo presidio militare contro potenziali nemici.
Hidetada ordinò a Honda Tadamasa, signore di Himeji, di supportare
la costruzione di tale castello. Per tale ragione non è chiaro se fu
Tadamasa ad inviare Musashi ad Akashi per contribuire alla
costruzione del castello o se Musashi si trasferì di propria volontà, o
se magari furono entrambe le ragioni a giustificare il suo
trasferimento.
Il governo di Tokugawa mise in preventivo le spese valutate secondo
parametri odierni in 3,1 miliardi di yen in valuta corrente e inviò
anche tre ufficiali come consulenti per la costruzione. Nel gennaio
del 1619 cominciò la costruzione delle cinte murarie. Il muro del
castello ad esempio, quello della residenza, il bastione denominato
Nino-Maru, terrapieni e i fossati furono completati a metà agosto
dello stesso anno. Dopo aver terminato i loro incarichi, i tre ufficiali
tornarono a Tokyo. La sovrintendenza diretta del governo Tokugawa
riguardò la residenza, il Nino-Maru, il Sanno-Maru mentre la
costruzione delle mura, di un altro quartiere, e dei terrapieni furono
realizzati con unʼoperazione congiunta tra il governo centrale e gli
Ogasawara. In settembre, i lavori di costruzione della torretta, della
4

residenza, le porte fortificate e altro, furono iniziati da Ogasawara
Tadamasa. Si dice che alcuni materiali furono riutilizzati dal castello
di Fushimi a Kyoto e da quello di Miki nel territorio di Akashi,
demoliti in base alla legge governativa che imponeva un solo castello
per clan. Per quanto concerne lʼoriginale torre Hitsujisaru-yagura,
documenti ufficiali quali lʼOgasawara Tadazane Annuals e il Ryukei
Taisei Furoku affermano che la torre del castello di Fushimi fu
portata e ricostruita qui con il permesso del governo.
Tutti i lavori di costruzione furono ultimati nellʼaprile del 1620.
Allʼepoca il castello di Akashi aveva la residenza del signore nel
bastione principale e torri a tre piani furono costruite ai quattro
angoli. La fortezza principale, però, non fu costruita benché furono
posti i muri di pietra della fondazione.
Si dice che Musashi si fosse occupato del “machi wari” (un piano
urbanistico) per la città di Akashi intorno al castello.
Il ruolo di Musashi viene descritto nei registri ufficiali della città di
Akashi, dove viene detto che nel 1618 “Miyamoto Musashi, un
servitore di Ogasawara Ukondayu delineò [la pianta] della città.”
Viene detto anche che sapeva come organizzare i quartieri dei
samurai al di là del fossato interno e lʼarea urbana oltre quello
esterno (Fodor, 2018: 134; William Scott Wilson, 2004: 253).
Non è chiaro se Musashi partecipò effettivamente, come consulente
alla fortificazione militare di questi castelli ma probabilmente lo fece
in base a quanto si può apprendere dalle fonti storiche e per quanto
riguarda la parte della pianta della città e dei quartieri residenziali
certamente sì.

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Il giardino del castello
Essendosi fatto un buon nome ad Himeji e ad Akashi, Musashi fu
incaricato da Ogasawara Tadazane della costruzione del giardino del
castello con funzione ricreativa ed estetica. Il Seryuwa, il registro
privato di Ogasawara Tadazane in persona, afferma:
Di fronte al lato occidentale del terzo anello del castello di
Akashi, cʼera una stretta striscia di terra delimitata, che si
protendeva verso nord. Nella parte che era brulla e inabitata,
il Signore [Ogasawara Tadazane] fece costruire una yashiki,
circondata da alberi e arbusti, così che potesse essere
utilizzata come area per ricreazione e per la celebrazione della
cerimonia del tè, e in aggiunta a questo, un bagno pubblico
con adiacente delle stanze con tatami, e un campo per il gioco
della palla. Egli incaricò Miyamoto Musashi per la
costruzione della casa del tè, delle montagne in miniatura, di
un lago in miniatura, di una cascata, come anche
dellʼimpiantamento di alberi e arbusti, e questo richiese un
anno di lavoro per il completamento. Al tempo della
costruzione, una grande forza di lavoratori provenienti dal
dominio del Signore, fu mobilitata. Una grande nave fu
spedita nelle province di Awa e Shodoshima nella provincia
di Sanuki per trasportare le rocce per la montagna. Alberi e
arbusti vennero presi dai templi e dai monasteri attorno ad
Akashi e Miki, mentre altri furono acquistati ad Osaka e
Sakai, da dove furono spediti ad Akashi. Sua signoria non era
in obbligo di recarsi a Edo, e così poté fare come desiderava
senza problemi (Fodor, 2018: 136; de Lange, 2016: 86).
Si trattava di unʼarea molto grande, che richiese lʼimpiego di
numerosi lavoratori e materiali provenienti da varie parti del
Giappone. Il ruolo di Musashi fu prevalentemente quello di
progettista e direttore dei lavori. Era unʼattività specialistica e non è
chiaro come egli fosse diventato capace di eseguire mansioni di
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questo tipo. Probabilmente ebbe contatti con monaci capaci di
compiere tali lavori. Musashi ebbe numerose frequentazioni con
abati e monaci in templi di differenti correnti religiose e potrebbe
aver acquisito certi saperi in queste occasioni. Grazie al suo spirito di
osservazione potrebbe aver assimilato passivamente o osservando,
giardini in altri luoghi e inoltre non disdegnava la conversazione con
persone appartenenti ad altri ceti sociali, cosa che potrebbe averlo
avvantaggiato in queste attività pratiche, potendo apprendere segreti
e astuzie di vari mestieri. Il giardino, una Jumoku yashiki che
letteralmente significa villa circondata da alberi, era un luogo per il
divertimento e il ristoro, contenente un chiosco da giardino,
montagne, laghetti e cascate.
Per aver ricevuto tutti quegli incarichi ad Himeji e ad Akashi fu ben
rimunerato considerato che era un ospite e non un samurai servitore
presso i signori di questi due castelli. Anche ad Akashi, Musashi
progettò giardini presso templi buddisti (Fodor, 2018; 168-200).
Questo fa comprendere, anche se in maniera indiretta, la reputazione
di cui godeva quando era ancora in vita presso feudatari così potenti
come Honda Tadamasa e Ogasawara Tadazane. In tutta la storia del
Giappone non vi sono figure paragonabili a Musashi e a ben vedere
anche in quella di altri paesi, dallʼovest allʼest. Spesso viene detto
che è un personaggio storico la cui fama è inflazionata. Certamente
molte storie tramandate sul suo conto possono essere considerate
aneddoti, anche se pure gli aneddoti possono essere veri. Tuttavia,
quello che di concreto si realizza, permane nel tempo al di là delle
finzioni letterarie, delle storie e delle leggende. Sono pochi gli
uomini nati come militari e diventati maestri dʼarmi del più alto
livello capaci di spaziare ed occuparsi con medesima perizia ed
esperienza di altre attività e mestieri. Vi sono stati guerrieri,
giapponesi e non, divenuti famosi a capaci anche in altre discipline,
non marziali per intenderci, ma non nel numero o nel modo in cui lo
fece Musashi. In questo senso egli fu eccezionale, ovvero
unʼeccezione in mezzo a uomini eccezionali, i samurai acculturati, i
quali potevano essere anche filosofi e scrittori, qualcuno anche
pittore e poeta, ma oltre a ciò poco altro. Musashi si spinse oltre,
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in ambiti come la scultura, la metallurgia, il giardinaggio, la
progettazione di fortificazioni militari e aree residenziali per samurai,
e altro ancora (Fodor, 2018).
Una parte delle opere realizzate da Musashi è andata perduta
irrimediabilmente, distrutta dal tempo, dagli incendi o dalla non
curanza.
Una parte della sua arte e dei suoi manufatti, però, sono giunti fino al
giorno dʼoggi, a testimonianza del suo operato, confermando la
veridicità degli scritti antichi riguardanti la sua vita.

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Il giardino oggi
Alcuni giardini progettati da Musashi ad Akashi esistono ancora
oggi. Sfortunatamente quello di Akashi no. Purtroppo, sul luogo del
giardino che Ogasawara Tadazane, il signore di Akashi, commissionò
a Musashi, è stato costruito un campo sportivo.
Nell’anno 11 di Taisho (nel 1922) il parco di Akashi venne
amplificato. Si dice che gli alberi, arbusti e rocce, furono spostati
vicino al lago Otome, nellʼarea sud-est del castello, per creare un
nuovo giardino. Dopo la guerra il giardino originale di Musashi fu
trasformato in un campo di atletica. Nel 2003, per attrarre più turisti
al castello di Akashi, e sfruttando la notorietà che stava acquisendo
Musashi come personaggio storico, i giardini intorno allo stagno di
Otome furono rinominati Teien Musashi o Giardini di Musashi
(Fodor, 2018: 137; de Lange, 2016: 86-87).
Per quanto riguarda la configurazione, quella del “Jumoku yashiki” e
quella dell’area intorno al lago Otome, hanno una certa somiglianza e
per questo motivo “il giardino di Musashi” venne ricostruito così
com’è adesso in questo luogo consultando gli esperti e le persone
competenti nel settore.
Nellʼattuale giardino, sarebbero presenti, perciò parte dei materiali
che costituivano il giardino originale. Il particolar modo, sono
presenti due cascate. Secondo la tradizione, i giardini di Musashi
hanno in comune alcune caratteristiche come la presenza di due
cascate, una grande e una piccola. Dalle informazioni sembra che
quella grande si trovasse già in quel luogo durante la ristrutturazione
del parco. Sempre secondo informazioni disponibili, furono usate
rocce verde-grigio estratte dalla zona di Awa, prefettura di
Tokushima.
Per quanto riguarda la cascata piccola sembra che fu realizzata
durante la ristrutturazione del parco.

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Cartello turistico allʼingresso dellʼattuale giardino di Musashi di
fronte al castello di Akashi, contenente informazioni relative alla
storia dellʼoriginale giardino progettato da Musashi.

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Cartelli posti in prossimità delle due cascate, la maggiore e la
minore, allʼinterno dellʼattuale giardino di Musashi.

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Di seguito immagini relative alla cascata maggiore

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Immagine panoramica della cascata maggiore
Di seguito immagine riferite alla cascata minore

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Immagini generali del parco

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Di seguito immagini di stagni dietro il castello (lato nord), dei
bastioni e dellʼarea interna del castello.

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In questa ricostruzione del castello di Akashi è evidente nella zona
nord-occidentale lʼampio giardino che Musashi progettò e dove
attualmente si trova un campo di atletica. Sono evidenti i bastioni
principali, le quattro torrette del muro difensivo, la residenza dei
samurai e i quartieri civili oltre le mura.

Mappa relativa allʼantica pianta del castello e della città
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Mappa relativa allʼantica pianta del castello e della città

Attuale campo di atletica (Kishiro Stadium) situato dove una volta si
ergeva il giardino progettato da Musashi, in prossimità del terzo
bastione del castello.

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Bibliografia

Arena L.V., Il Libro dei Cinque Anelli. 2002. Bur.
de Lange, William. The Real Musashi: a miscellany. 2016.
Fodor Ferenc, Lʼarte di Miyamoto Musashi. 2019. Lulu.
Tokitsu, Kenji 2004.
Writings.Weatherhill

Miyamoto

Musashi:

His

Life

and

Wilson, Scott William.
The Book of Five Rings. 2002. Shambala.
The Lone Samurai. 2004. Kodansha International, Tokyo.
Lʼultimo samurai. 2010. Edizioni Mediterranee.

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Per la preziosa collaborazione nella traduzione di materiale in lingua
giapponese si ringrazia la Sig.ra M. Kobayashi.
14/06/2021


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