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Arte e zen. Il Fudo Myoo di Miyamoto Musashi.Scheda 4 .pdf



Nome del file originale: Arte e zen. Il Fudo Myoo di Miyamoto Musashi.Scheda 4.pdf

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Storie da un lontano passato
Scheda 4

Arte e zen
Il Fudo Myoo di Miyamoto Musashi

Marco Daga

© Marco Daga, 2021
Tutti i diritti sono riservati. Sono consentite citazioni e riproduzioni del
testo a titolo di analisi, discussione, studio e ricerca col solo vincolo di
riportare il titolo dellʼopera, lʼautore e il relativo link.

Arte e Zen
Il Fudo Myoo di Miyamoto Musashi
Fudo Myôô si trova come divinità nel brahmanesimo in India e
successivamente fu adottata nell’Induismo. Anche nel buddismo
venne assimilata come divinità protettrice della legge buddista. È
una delle figure più rilevanti insieme a Nyorai e Kannon.
Nell’Induismo la matrice di Fudô-Myôô viene raffigurata partendo
da quella di Śiva, la divinità suprema.
Varie correnti del buddismo giapponese e in particolare quello zen
nelle sue varie sotto scuole come il soto e il rinzai, influenzarono
lʼarte, le scuole marziali e altri ambiti della cultura giapponese
premoderna per secoli. In questa serie iniziali di schede si stanno
analizzando aspetti della vita di un bushi ovvero un guerriero e
maestro di spada vissuto tra il XVI e il XVII conosciuto col nome di
Miyamoto Musashi. Generalmente la fama di questo personaggio
storico è legata ad alcuni combattimenti famosi, divenuti, nel tempo
oggetto di rappresentazioni teatrali e romanzesche e in tempi più
recenti cinematografiche.
La sua fama di spadaccino soverchiò quella di artista. Ad ogni modo
si fece conoscere alle corti di potenti signori del suo tempo come
buon pittore e gli furono commissionate anche delle opere.
Al giorno dʼoggi non è possibile realizzare un censimento completo
di tutte le sue opere. Alcune sono andate perdute, distrutte, finite in
collezioni private, e alcune forse non sono correttamente attribuite.
Altre ancora sono giunte fino ai giorni nostri. In molte di esse vi è
lʼimpronta della filosofia zen. La vita religiosa di Musashi fu intensa
almeno quanto quella militare. Durante i suoi numerosi pellegrinaggi
frequentò e fu ospite presso templi buddisti compresi quelli zen, tra i
quali i più noti furono il Taizo-in allʼinterno del grande complesso del
Myoshin-ji, il Daisen-ji nella prefettura di Gifu, il Kokuinken
appartenente al Myoge-ji e il Taisho-ji entrambi a Kumamoto. Lo
studio dello zen in particolare, si riflesse in alcune delle sue pitture
più famose e almeno in un caso nellʼunica sua scultura sopravvissuta.
1

Fudo Myoo
Nel libro Sfida mortale a Funajima: storia del duello tra Miyamoto
Musashi e Sasaki Kojiro, viene riportato il seguente passaggio in
merito alla descrizione di questa divinità:
Fudomyoo è una divinità del phanteon buddista e protettore
del buddismo, infatti il suo nome, proprio per questo,
significa Signore della Saggezza Immutabile. Nelle tradizioni
buddiste di altri paesi è chiamato in maniera diversa: per
esempio Acalaceṭā in sanscrito, Fudō myoo in Giappone,
Budong mingwang in Cina, Pudong myŏngwang in Corea e
Bất động minh vương in Vietnam, Miyowa in Tibet. Viene
particolarmente venerato nella scuola buddista zen e in quelle
esoteriche. Lʼorigine di questa divinità, secondo alcuni
studiosi, deriverebbe dalla religione induista, e successivamente fu incorporata nel buddismo vajrayana. In seguito
questa divinità evolvette nella teologia buddista, divenendone
uno dei protettori, invocato contro spiriti malvagi e demoni,
durante imprese particolarmente difficili, e anche contro
catastrofi di vario genere. Molto spesso viene posto
allʼinterno di templi e santuari in Giappone, e là i fedeli
possono rivolgergli le preghiere e le richieste. Risulta essere
di rilievo anche nei rituali funebri allʼinterno della tradizione
buddista Shingon. Solitamente viene ritratto con sembianze
demoniache e terrificanti, atte proprio ad incutere timore. Il
colore della sua pelle è blu, gli occhi sono spalancati, la fronte
aggrottata e piena di rughe, le sopracciglia sono incurvate in
unʼespressione facciale tesa che trasmette collera. Dalla sua
bocca spuntano due denti appuntiti, come fossero zanne, uno
rivolto verso lʼalto, e il secondo verso il basso. La figura
complessiva del corpo risulta essere imponente, massiccia e
trasmette un senso di potenza. Fudomyoo è circondato dalle
fiamme, e stringe nella mano destra una spada e in quella
sinistra una corda. A volte è rappresentato seduto su una roc2

cia, altre volte è in piedi. La simbologia qui espressa è molto
interessante. Le fiamme che avvolgono Fudo myoo bruciano
e distruggono le passioni, purificando lo spirito della persona.
Questo è chiaramente espresso nella tradizione Shingon, nella
quale i riti del fuoco sono celebrati davanti ad una sua
immagine. La spada che impugna nella sua mano destra
rappresenta la saggezza (ma è anche simbolo di virtù,
giustizia e misericordia) e serve per distruggere lʼignoranza.
La corda che stringe nella mano sinistra serve per catturare i
demoni, ovvero i desideri malvagi, e sconfiggere alla fine i
nemici dellʼuomo: ignoranza, avidità e odio. La corda
avvolta, chiusa su sé stessa, ricorda la simbologia dellʼEnso,
che rappresenta il vuoto della perfetta concentrazione. Questa
permette di legare i demoni (pensieri e desideri malvagi e
futili). Con questa corda le persone possono essere condotte
alla liberazione. Lʼaureola di fuoco che avvolge la sua testa,
rappresenta lo stato della mente purificata dal legame con i
desideri mondani. Il suo volto furioso serve per intimorire le
persone ed indurle ad accettare gli insegnamenti di Budda e
intimorire gli spiriti malvagi. La pietra su cui siede
Fudomyoo è solida, piatta. Essa non ha incertezze, è
incrollabile ed eterna, come la verità. Le due zanne di questa
divinità che sporgono dalla bocca, sono una rivolta verso
lʼalto e una verso il basso: la prima indica la volontà di
progredire verso lʼalto, verso il Satori, verso la comprensione,
la verità e lʼilluminazione; la seconda indica la compassione e
la comprensione verso le persone legate agli affanni e ai
desideri effimeri. Nellʼarte della spada, Fudo Myoo era una
figura di rilievo per i guerrieri. Per le battaglie i combattenti
pregavano Hachiman (il dio della guerra giapponese).
Riguardo alle pratiche spirituali e filosofiche connesse alle
arti marziali, specie quelle con la spada, la divinità Fudo
Myoo era il riferimento con tutti i suoi aspetti ricchi di
significato. Questa divinità era particolarmente importante nel
buddismo zen e nel buddismo esoterico Shingon. La spada
3

che impugna non è usata solo per difendere (simbolicamente)
la dottrina di Budda, ma rappresenta la vittoria finale della
conoscenza sullʼoscurantismo e lʼignoranza.
(Calatrava-Matsumoto, 2017, 2018: 191-192)
Anche uno dei più noti maestri zen del XVII secolo, Takuan Soho, il
quale visse nello stesso periodo di Musashi, in una delle sue opere
più famose in occidente, La Mente senza Restrizioni, diede questa
descrizione di ciò che Fudo rappresentava nella dottrina zen:
Fudo Myoo afferra la spada nella sua mano destra e stringe
una corda in quella sinistra. Egli mostra i suoi denti e i suoi
occhi lampeggiano di collera. La sua figura in piedi, è
risoluta, pronta a sconfiggere gli spiriti malvagi che
vorrebbero bloccare la Legge Buddista. Ciò non è nascosto in
nessun luogo, ovunque. La sua figura è fatta sulla forma del
protettore del Buddismo, mentre la sua personificazione è
quella dellʼinamovibile saggezza. (William Scott Wilson tr.
2012: 5-6; Fodor, 2018: 274)

4

Rappresentazioni artistiche di rilievo

Fudō Myōō, Kaikei (attivo tra il 1183 e il 1223), Kamakura.
H.= 21 in. (53.3 cm)
W.= 16 3/4 in. (42.5 cm)
D. =15 in. (38.1 cm)

5

Acala blu, del tempio Shoren-in a Kyoto con i suoi due assistenti, Kimkara
(Kongara, a destra) e Cetaka (Seitaka, a sinistra).

6

A sinistra: Fudo Myo-o
(Fudō Myō-ō), Unkei.
Legno dipinto, H = 136.5
cm, datato 1186.
Tempio di Ganjoju-in
(Ganjōju-in), prefettura di
Shizuoka, Giappone.
Sopra: particolare, testa di
Fudo Myo-o.

7

La scultura di Musashi
Si suppone che Musashi, specialmente nellʼultima parte della sua
vita, si dedicò allʼarte nelle sue varie forme. La pittura lo interessò
tutta la vita, ma la scultura, probabilmente fu appannaggio degli
ultimi anni a Kumamoto. Questo perché ormai anziano era libero da
impegni particolari e visse abbastanza serenamente e stabilmente
come ospite degli Hosokawa. Naturalmente questo non significa che
non si dedicò ad essa in anni precedenti quando era più giovane.
Anzi, tutte le sue doti le sviluppò nel corso della sua esistenza.
Tuttavia si tratta di unʼattività da praticarsi preferibilmente in
laboratori oppure officine attrezzate possibilmente con maestri
esperti capaci di supportare, correggere e perfezionare potenziali
studenti e discepoli.
Il Tanji Hokin hikki dice in merito alle attività di Musashi durante gli
ultimi anni della sua vita in qualità di ospite di Lord Hosokawa
Tadatoshi:
Musashi aveva gusto per la scultura e per lʼarte della fusione
dei metalli.
(Fodor 2018: 276)
Per certo quando risiedeva a Kumamoto, si mise a forgiare elementi
metallici e questo imparò a farlo lì con gli artigiani al servizio del
potente e ricco clan Hosokawa. Il fatto che lʼattività scultorea e
metallurgica siano accostate in questo breve estratto, potrebbe
indicare che Musashi si applicò in tali arti in concomitanza con la sua
permanenza a Kumamoto e quindi con la frequentazione degli
artigiani e dei loro laboratori forniti di tutti gli strumenti necessari
(Fodor 2018: 72, 260-262).
Per inciso va sottolineato che per quanto riguarda la metallurgia è
molto probabile che studiò tale attività a Kumamoto sotto Hirata
Hikozo, Yashito Jingo e Nishigaki Kanshiro. Per quanto concerne la
scultura non si hanno dati attendibili. Forse fu un autodidatta o
8

acquisì gli elementi della pratica durante i suoi numerosi viaggi e
frequentazioni qua e là durante lʼarco della sua vita.
È possibile che anche per questo tipo di attività, si perfezionò sotto la
guida di qualche scultore più esperto approfittando della sua bottega
e delle sue attrezzature. Altresì potrebbe essere che al contrario era
sufficientemente esperto da non richiedere lʼausilio e la guida di uno
scultore più esperto.
Ciò che rimane della sua attività scultorea è una piccola statua di
legno rappresentante Fudo Myoo. Questa divinità acquisita nel
pantheon buddista, era di particolare interesse e oggetto di
meditazione nelle scuole Shingon, Tendai, Zen e anche nella pratica
dello Shugendo.
Questa entità era intesa come difensore del buddismo dai suoi
nemici, dal male e dallʼignoranza.
In paesi diversi e in correnti buddiste diverse, seppur con
caratteristiche simili, era rappresentato in maniera differenziata, a
secondo del ruolo principale che andava a svolgere allʼinterno della
specifica scuola buddista.
In Giappone era venerato come protettore dei guerrieri. Probabilmente questa credenza fu uno dei motivi per cui Musashi realizzò
una statua raffigurante tale divinità.
Questa scultura di legno trasmette il vigore e la forza di un eccellente
spadaccino.
Generalmente la statua di Fudo Myôô tiene nella mano destra una
spada sacra con la quale sopprime i demoni e i malvagi e nella mano
sinistra porta un laccio con cui salva il popolo. Invece, nell’opera di
Musashi, Fudo Myôô tiene la spada con due mani in un’impostazione
molto simile a quella di uno spadaccino che è pronto al
combattimento
Inoltre c’è da notare che l’espressione degli occhi è enfatizzata. È
una delle caratteristiche delle opere di Musashi. Si è indotti a pensare
che in questa scultura l’autore abbia riflesso sé stesso e di
conseguenza abbia guardato se stesso nella propria opera.
9

Fudô-Myôô-zô, Miyamoto Musashi.
Collezione della famiglia Matsunaga

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Letture consigliate
- Calatrava-Matsumoto, 2017
Sfida mortale a Funajima: storia del duello tra Miyamoto
Musashi e Sasaki Kojiro. Lulu.
- Calatrava-Matsumoto, 2018
Miyamoto Musashi: sfida a Funajima. Lulu.
- de Lange, William. 2016
The Real Musashi: a miscellany.
- Fodor Ferenc, 2018
Lʼarte di Miyamoto Musashi. Lulu.
-Miyamoto, Kenji, 2003.
Lʼartista Miyamoto Musashi. Jinbun Shoin. Edizione
giapponese. Stampato in Giappone
- Tokitsu, Kenji 2004.
Miyamoto Musashi: His Life and Writings.Weatherhill.
- Wilson, Scott William.
The Lone Samurai. 2004. Kodansha International, Tokyo.
Lʼultimo samurai. 2010. Edizioni Mediterranee.

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Materiale trattato basato su Lʼartista Miyamoto Musashi, di
Miyamoto Kenji. Edizione giapponese. Tradotto da M. Kobayashi e
K. Masuda.
15/06/2021

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