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I responsabili della crisi da Covid 19 sono stati chiaramente identificati VIROLOGI .pdf



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I responsabili della crisi da Covid-19 sono stati chiaramente identificati

VirologI
che affermano virus patogeni sono
frodatori scientifici da perseguire penalmente

A cura del Dr. Stefan Lanka

2 WISSENSCHAFFTPLUS magazin 4/2020 · Auszug

I responsabili della crisi da Covid-19 sono stati chiaramente identificati

VirologI
che affermano virus patogeni sono frodatori scientifici da perseguire penalmente

A cura del Dr. Stefan Lanka

Sommario
La scienza e la scientificità sono strumenti importanti che aiutano ad identificare e risolvere le sfide. La scienza ha regole molto chiare: chiunque
faccia delle affermazioni deve provarle in modo
chiaro, ripercorribile e verificabile. Solo affermazioni verificabili possono essere chiamate scientifiche; tutto il resto cade nel regno delle credenze.
Le faccende di fede non possono essere spacciate
come fatti scientificamente provati al fine di derivare o giustificare da esse azioni governative.
Le affermazioni scientifiche devono essere confutabili, falsificabili, per poterle affermare come
fatti scientifici. Ad ogni scienziato spetta il primo
dovere, ancorato per iscritto, di controllare rigorosamente le proprie affermazioni, di cercare di
confutarle. Solo nel caso in cui questa confutazione non sia riuscita e questo fallimento sia stato
chiaramente documentato in sede di controllo,
un’affermazione può essere chiamata scientifica.
Tutte le misure Corona emanate dai governi e
dalle autorità subordinate sono in definitiva regolate da leggi, in Germania la legge sulla protezione dalle infezioni [Infektionsschutzgesetz]
(IfSG), ma di conseguenza solo apparentemente
legittimate e appunto non giustificate. Con il § 1
IfSG, per esempio, la disposizione di destinazione “scientificamente” sottopone tutti coloro che
sono coinvolti in Germania alle regole della scienza. La regola essenziale della scienza è il tentativo
documentato e infruttuoso di confutare proprio
quell’affermazione che viene spacciata per vera e
come scientifica. Tutte le regole scientifiche sono
precedute dall’adempimento delle leggi del pensiero e della logica. Se queste vengono disattese o
violate, l’affermazione scientifica viene confutata
esattamente come lo sarebbe da un esperimento
di controllo riuscito.

Per il senso e la scelta delle parole in tutte le pubblicazioni su tutti i virus patogeni, è dimostrato
che i virologi non solo violano le leggi del pensiero, della logica e le regole vincolanti della scienza, ma hanno confutato loro stessi le affermazioni
di esistenza dei virus patogeni. Una volta tolti gli
occhiali della paura ipnotizzanti e letto obiettivamente e con ragionevolezza ciò che gli autori fanno e scrivono, chiunque sia interessato, sia abile
in inglese e abbia acquisito la conoscenza dei
metodi usati, scoprirà che questi virologi (esclusi quelli che lavorano con i fagi e i virus giganti
simili ai fagi) hanno erroneamente interpretato le
normali sequenze geniche come componenti virali e quindi hanno confutato il loro intero ramo di
competenza. Ciò è particolarmente facile da rilevare nel caso delle affermazioni di esistenza del
presunto virus SARSCoV 2.
Dato che questi virologi hanno chiaramente violato le leggi del pensiero, della logica e le regole del
lavoro scientifico con le loro affermazioni e con le
loro azioni, devono essere colloquialmente chiamati frodatori scientifici. Tuttavia, poiché la frode
scientifica non si verifica nel codice penale e non
ci sono precedenti in questo campo, propongo e
lo farò io stesso di far stabilire in tribunale e nel
codice penale la frode d’impiego dei virologi - fingendo scientificità ma agendo e argomentando in
modo antiscientifico. Le autorità statali responsabili sono esortate a perseguire questi impostori
professionali antiscientifici per impedire loro le
loro azioni antiscientifiche e di conseguenza asociali e di pericolo pubblico. Dal momento in cui un
primo tribunale stabilirà i fatti descritti qui sotto e
condannerà il primo virologo per frode d’impiego,
la fine della crisi da Covid-19 sarà annunciata, sigillata giudizialmente e la crisi globale da Covid-19 si
rivelerà un’opportunità per tutti.

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Introduzione
L’umanità sta affrontando una grande sfida: la dinamica autorinforzante e le conseguenze della paura e antibiosi della
biologia colta e della medicina esecutiva, sta sconvolgendo
e distruggendo l’ambiente, le piante, gli animali, gli umani e
l’economia. La crisi da Covid-19 è solo la punta visibile di un
iceberg in rotta di collisione con Tutto e Tutti. Una delle cause di questa sfida è il materialismo, il tentativo di spiegare la
vita mediante modelli puramente materiali. Il nostro attuale
materialismo è stato inventato nell’antichità “post-socratica” come un’esplicita controrisposta alla paura e all’abuso
di potere delle religioni. È un’azione comprensibile, umana e
umanitaria, ma ha conseguenze drammatiche. Questo materialismo ha prodotto la biologia insegnata del Benigno-Maligno, l’”opinione prevalente” in medicina basata su di essa, e
la conseguente Anti-Biosi (antibiotici, radiazioni, chemioterapia, disinfezione, restrizione dei diritti fondamentali, vaccinazione, Lock-Down, quarantena, allontanamento sociale [Social-Distancing], ecc.). Sempre più esseri umani, l’ambiente e
l’economia sono danneggiati da questa ideologia. La loro teoria materialista del Benigno-Maligno, che non ha alcuna base
di fatto ma si basa su presupposti smentiti, si è sviluppata
impercettibilmente in una religione suprema.
La teoria materialista della vita sostiene che ci sono solo atomi, ma nessuna coscienza, nessuna forza spirituale e nessun
motore che li avrebbe creati e messi in movimento. Per poter
spiegare il cosmo e la vita in termini puramente materiali, la
nostra “scienza” è costretta a sostenere che ci sia stato un
enorme “Big Bang” in cui tutti gli atomi siano nati dal nulla
e si siano estesi. Alcuni atomi si sarebbero accidentalmente ammassati tra loro e avrebbero formato delle molecole.
Queste molecole avrebbero formato una cellula primordiale
unendosi a caso, da cui sarebbe sorta tutta la vita successiva
per lotta e selezione. Tutto questo si dice che sia accaduto
in un passato ottenebrato di archi temporali inimmaginabili,
è quindi al di là della verifica scientifica e non deve essere
denominato scientifico.
Lasciamo qui da parte la “fisica teorica” con le sue teorie
quantistiche, che fantastica questo modo di pensare con investimenti di capitale sempre più consistenti in cose sempre
più piccole. Ricorro ad una visione migliore, reale e accessibile al semplice esperimento sulla vita, proprio su quella sostanza in cui la vita consiste. È la sostanza elementare di cui
è composta la membrana, la cosiddetta membrana di tensione superficiale dell’acqua, che l’acqua forma ovunque abbia
contatto con altre sostanze o, in movimento e vortice, con se
stessa. Questa sostanza venne chiamata etere da Aristotele e
riscoperta dal dottor Peter Augustin sotto forma di sostanza
originaria.
I fisiologi vegetali giapponesi chiamavano questa sostanza
acqua PI. Questa conoscenza e visione risultante dalla conoscenza dell’etere/della sostanza originaria fa rivivere anche il
principio presocratico, rendendolo concepibile e immaginabile: Come nel grande così nel piccolo. Pensare in termini di
teoria atomica ostacola o impedisce questo tipo di immaginazione e di mondi immaginativi e, se non si conoscono altre

possibilità di pensiero o queste sono disapprovate, costringe
a fare supposizioni errate. Tutto l’immaginario accademico
della biologia e della medicina si basa su questo falso presupposto.
Nel 1848, quando gli effetti costruttivi della rivoluzione francese ebbero la possibilità di dispiegarsi in Germania, i tentativi
di sconvolgimento fallirono e causarono un drammatico irrigidimento e deterioramento della vita politica e sociale. Mentre
nel 1848 l’uomo che fu responsabile dello sviluppo attuale
della biologia e della medicina sosteneva ancora misure umane, logiche e corrette per la “prevenzione delle epidemie”, nei
dieci anni successivi si adattò alle condizioni politiche sempre
più incallite ed estreme. Fu Rudolf Virchow che, nel 1858, senza alcuna base scientifica, ma basandosi esclusivamente sulla
teoria atomica di Democrito ed Epicuro, postulò la teoria cellulare della vita e di tutte le malattie: la citologia patologica.
In tutta la sua vita Rudolf Virchow soppresse i “fatti rilevanti”
dell’embriologia e della teoria dei tessuti per poter presentare e divulgare la sua nuova teoria cellulare come qualcosa di
reale. Tuttavia, questa conoscenza dell’embriologia e della teoria dei tessuti, la teoria dei foglietti embrionali della vita, è
un prerequisito indispensabile per comprendere la vita, il suo
sviluppo e, soprattutto, le malattie, le cure, le crisi di guarigione e gli ostacoli alla guarigione.
Rudolf Virchow sosteneva, analogamente alla teoria atomica,
che tutta la vita avrebbe avuto origine da una cellula. La cellula era l’unità più piccola e indivisibile della vita, ma contemporaneamente anche produttrice di tutte le malattie attraverso la formazione di pretesi veleni della malattia, in latino:
virus. Ciò ha stabilito le basi solide su cui si sono dovute sviluppare per forza le teorie del gene, dell’infezione, del sistema
immunitario e del cancro per spiegare i processi della vita,
della malattia e della guarigione all’interno di questa teoria.
Se si crede - perché viene insegnato - che tutti i processi siano
causati solo da interazioni materiali e tutta la vita nascerebbe
da una cellula, i sostenitori di questa visione sono costretti a
supporre un piano di costruzione e funzionale della vita, cioè
una sostanza ereditaria e ad affermare questo come esistente.
La stessa logica coercitiva risulta per i presunti veleni delle
malattie. Se la cellula produce presumibilmente virus = veleni
di malattia come causa di malattia per distribuirli all’interno
e all’esterno del corpo, si deve rivendicare un sito in un individuo dove e in cui questo veleno di malattia, il virus, ha avuto
origine per la prima volta. Quando questo modo di pensare
viene elevato a un dogma, contro il quale non si può insegnare nient’altro, e gli altri punti di vista vengono diffamati
come non scientifici o come cospirazione contro lo stato, si
escludono fin dall’inizio altri modi di pensare e di immaginare
l’origine della malattia in un corpo o in un gruppo di esseri
umani. Questa logica coercitiva cerca sempre le cause solo
nelle categorie dei difetti materiali o della malignità materiale.
Si nasconde che l’idea del virus come veleno della malattia è
stata elegantemente e scientificamente confutata e abbandonata nel 1951 e quindi dal 1952 si è dovuta inventare un’altra
idea: l’idea che i virus sono un accumulo di geni pericolosi.
Anche qui si nasconde che fino ad oggi non c’è nessuna

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prova scientifica valida per l’ipotesi di tali accumuli genici che
potrebbero essere chiamati virus. La buona notizia è che la
nuova virologia genetica, che aveva vissuto la sua ascesa dal
1954 in poi, si è smentita con le sue stesse asserzioni, in modo
effettivamente scientifico, quindi facilmente comprensibile e
verificabile. Questa enunciazione è corretta al 100 %, comprovata e la sostengo come virologo, come scienziato, come
cittadino e come essere umano.

Il passaggio dalla virologia delle tossine
alla virologia genica di oggi
L’idea delle tossine delle malattie è ancora abbastanza efficace, dato che le pericolose tossine proteiche batteriche sono
ancora rivendicate. O i batteri, come gli helicobacter (“batteri
cavatappi”), che si dice siano pericolosi, che si farebbero strada
nel cervello dal presunto punto di ingresso attraverso i nervi.
Ciò che i virologi, gli scienziati medici e i giornalisti scientifici
non menzionano è il fatto che l’idea che i virus fossero definiti
come tossine proteiche, valida fino al 1951, dovette essere abbandonata proprio in quell’anno. Al fine di testare l’ipotesi e
l’affermazione dei virus tossici e poterli rivendicare come scientifici, sono stati condotti due esperimenti di controllo:
1. Sono stati esposti alla decomposizione tessuti sani e non
solo tessuti presumibilmente danneggiati da virus. Si è scoperto che le proteine prodotte dalla decomposizione del tessuto sano erano le stesse di quelle prodotte dalla decomposizione del tessuto “danneggiato dai virus”. Questo ha smentito
l’ipotesi del virus.
2. L’ipotesi proteinatossina-virus è stata inoltre smentita dal
fatto che non si è mai potuto trovare e fotografare al microscopio elettronico negli esseri umani “malati di virus”, negli
animali e nei loro fluidi nient’altro che non fosse anche nelle
persone sane. A proposito, questo è rimasto il caso fino ad oggi.
La virologia clinica, cioè medica, si è smentita con questi
esperimenti di controllo di successo e si è arresa con parole
di rammarico, ma questo è stato notato solo dai lettori attenti
delle riviste scientifiche. Questo fatto è stato soppresso dai
mass media mentre gli ipnotizzatori del potere celebravano le
campagne di vaccinazione in corso. Anche se i virus sono stati
persi come giustificazione per la vaccinazione, le campagne
di vaccinazione non sono state interrotte - anche a causa del
silenzio delle autorità sanitarie e della “scienza”. Dopo l’abbandono della virologia, la biologia e la medicina non hanno
potuto trovare altre spiegazioni all’interno della teoria della
cellula puramente materiale per le malattie definite come virali e i fenomeni di simultaneità o di aumento delle malattie.
Così, coloro coinvolti sono stati costretti a inventare una nuova teoria di ciò che i virus dovrebbero essere in futuro. Si sono
basati su strutture realmente esistenti, chiamate fagi, che si
formano dai batteri quando vengono allontanati dal loro ambiente e viene impedito lo scambio con altri batteri e microbi,
che è vitale per loro. Come giovane studente, ho avuto la fortuna di isolare una struttura simile a un fago dall’oceano, studiarne la struttura, la composizione e l’interazione con l’am-

biente. Questo mi ha portato direttamente nel campo della
virologia, poiché ignaramente credevo di aver scoperto un
virus innocuo e una relazione virusospite stabile per studiare
l’origine dei virus. Trent’anni dopo, sono state e continuano
ad essere scoperte nuove strutture di quelli che ora vengono
chiamati “virus giganti”, ed è ormai chiaramente dimostrato
che sono all’inizio dei processi con cui la vita biologica inizia
o diventa visibile per noi. I virologi francesi riconoscono che
queste strutture, insieme ai batteri ancestrali, i batteri e gli
eucarioti, formano il quarto regno della vita.
Le strutture erroneamente chiamate fagi, cioè mangiatori di
batteri e virus giganti, possono anche essere descritte come un
tipo di spora che i batteri e gli organismi viventi semplicemente
organizzati formano quando le loro condizioni di vita cambiano
in modo tale che non possono più riprodursi o sopravvivere in
modo ideale. A seconda della specie, queste strutture utili sono
sempre costituite da un filamento di DNA, chiamato sostanza
ereditaria, esattamente della stessa lunghezza e messo insieme
nello stesso modo. Questo tipo di DNA è sempre circondato
da una guaina di quella sostanza densa da cui emerge la vita
biologica. Questa è la ragione per cui i “fagi” e i “virus giganti” - meglio chiamarli bionti - possono essere facilmente isolati,
cioè arricchiti e separati da tutti gli altri componenti della vita.
In questa forma isolata possono essere e sono regolarmente
analizzati biochimicamente. Ogni caratterizzazione biochimica
rivela che l’acido nucleico di un tipo di “fago” o “virus gigante”
ha sempre esattamente la stessa lunghezza e sempre esattamente la stessa composizione.
Infatti, per decenni i fagi sono stati l’unica fonte di acido nucleico puro (DNA) negli studi biochimici. Il processo di assorbimento e rilascio di DNA nei e dai batteri, documentato al
microscopio elettronico, è stato interpretato come infezione.
Si è affermato senza alcuna prova che i fagi invadono i batteri,
li violentano, forzano il loro acido nucleico su di loro e che i
batteri muoiono a causa di questo. In realtà, la situazione è
molto diversa. Solo i batteri che sono estremamente “inbred”
(endogamia), cioè costantemente moltiplicati senza contatto
con altri batteri o microbi, si trasformano in fagi in un atto di
metamorfosi. Questa trasformazione viene erroneamente interpretata come la morte dei batteri da parte dei fagi. D’altra
parte, i batteri che sono appena isolati dal loro ambiente non
si trasformano mai in fagi e non muoiono quando dei fagi di
qualsiasi quantità vengono messi su di loro. Questo è anche
il motivo per cui la spesso citata terapia fagica come sostituto
degli antibiotici, ad esempio per sopprimere il dolore e altri
sintomi - come per qualsiasi altro avvelenamento - non può e
non potrà mai funzionare con i “fagi” nel senso e nella misura
desiderata.

La biologia dei fagi e dei virus giganti e la conseguente confutazione della teoria cellulare della vita
Nel caso dell’alga (Ectocarpus siliculosus) dalla quale ho
isolato i suoi “virus giganti”, questa situazione si presenta
come segue: le forme mobili dell’alga, i gameti e le spore,
cercano i “virus giganti” nel loro ambiente con i loro flagelli mobili e prendono questi “virus giganti” in se stessi.

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Nel processo, le alghe in crescita integrano l’acido nucleico dei
“virus giganti” nei loro cromosomi. Si è osservato che le alghe
con “virus giganti” se la cavano meglio di quelle senza. Non è
mai stato osservato che le alghe con “virus giganti” se la passano peggio di quelle senza. Si trovano continuamente nuovi
e sempre più sorprendenti “virus giganti” con proprietà sempre più sorprendenti, e si creano sempre più prove che batteri
e microrganismi, amebe e protozoi nascano da “virus giganti”
in cui si trasformano di nuovo quando le loro condizioni di
vita non sono più presenti.
I virus giganti sono ovviamente creati da e intorno agli acidi
nucleici, che sviluppano attività catalitiche, cioè, egli rilasciano autonomamente energia, sintetizzano ulteriori acidi
nucleici, altre molecole e sostanze e quindi generano costantemente nuove proprietà e capacità. Le forme di acido
nucleico particolarmente reattive e diverse dell’RNA, parola
chiave “Il mondo dell’RNA”, che possono facilmente e costantemente trasformarsi in DNA e cambiare di nuovo, sorgono anche nel processo di autoorganizzazione della vita,
senza alcuna ragione o causa che ci possa essere spiegata
scientificamente. Si materializza chiaramente dall’acqua, la
vita biologica visibile a noi. Si trovano sempre più organismi
cellulari i cui genomi sono costituiti in gran parte da acidi
nucleici di “virus giganti”. Con la scoperta dei fagi, che si
creano solo durante la trasformazione di colture batteriche
estremamente “inbred” (endogamia), e dei virus giganti, che
si mantengono, si ingrandiscono e si metabolizzano attivamente, e la scoperta di nuovi organismi composti da virus
giganti, tre cose sono state provate finora:

I. La teoria cellulare, secondo cui la vita biologica esiste solo
sotto forma di cellule e nasce solo dalle cellule, è confutata.
II. L’asserzione, che la vita biologica ha avuto origine in tempi grigi e primordiali, è stata confutata. La vita sorge costantemente di nuovo e davanti ai nostri occhi, se solo guardiamo la vita in modo oggettivo e non frenato da dogmi e teorie
infondate. È stato dimostrato che la vita biologica, come la
conosciamo ora, può sorgere ovunque sia presente l’acqua e
forse in condizioni uguali o simili a quelle del nostro pianeta
madre Terra.
III. L’interpretazione negativa, che l’assorbimento di acidi
nucleici da “fagi” e “virus giganti” in altri organismi, interpretato come infezione e come dannoso, è stato confutato.
Tuttavia, a partire dal 1952, questa osservazione fu la ragione per credere che nell’essere umano esistessero dei virus
genici che, trasmettendo i loro acidi nucleici “pericolosi”,
potessero produrre malattie ed essere ritenuti responsabili
di morte e distruzione. Eppure, fino ad oggi nessun virus è
stato visto o isolato da nessun essere umano, animale, da
nessuna pianta o dai loro fluidi. Fino ad oggi, non è stato
possibile isolare nemmeno un acido nucleico che corrispondesse alla lunghezza e alla composizione dei filamenti ereditari dei virus patogeni rivendicati, anche se l’isolamento,
la visualizzazione e l’analisi della composizione degli acidi
nucleici di questa lunghezza è possibile da tempo utilizzando le più semplici tecniche standard.

Un premio Nobel e le sue conseguenze fatali
In forma isolata, i “fagi” e i “virus giganti” (bionti) possono
essere fotografati rapidamente e facilmente in gran numero al microscopio elettronico. Già con ciò è possibile documentare il loro grado di purezza. Tuttavia, per nessuno dei
presunti virus patogeni, l’isolamento e la fotografia di strutture isolate e caratterizzate hanno ancora avuto successo!
I bionti (detti anche fagi e virus giganti) sono regolarmente
visti e fotografati in gran numero nei microscopi elettronici
durante le indagini scientifiche negli organismi da cui sono
prodotti o che li producono (sic!). Contrariamente, il fotografare al microscopio elettronico di strutture affermate ostinatamente come virus patogeni non è stato ancora realizzato e
documentato in nessun essere umano, animale, pianta, o nei
fluidi che ne derivano, come il sangue, lo sperma, la saliva,
ecc. Per quale motivo?
Le immagini al microscopio elettronico di presunti virus mostrano esclusivamente strutture che sono sempre ottenute
da fonti completamente diverse. Queste strutture non sono
mai state isolate, né caratterizzate biochimicamente, né
utilizzate come fonte per i segmenti corti di acidi nucleici,
dai quali i virologi costruiscono SOLO MENTALMENTE un
acido nucleico lungo, che viene spacciato come il presunto
filamento genetico di un virus.
Da tutti i tipi di “fagi” e “virus giganti” si possono ottenere
senza eccezione gli acidi nucleici con esattamente la stessa
lunghezza e composizione. Mai prima d’ora è stato possibile
isolare un acido nucleico (DNA o RNA) da una struttura o da
un liquido la cui lunghezza e composizione corrisponderebbe a ciò che i virologi sostengono essere il filamento genetico di un virus patogeno.
La catena di eventi tra il 1951 e il 10.12.1954 spiega il motivo
per il quale i virologi si sono completamente persi in un’antiscientificità pericolosa e completamente lontana dalla
realtà. Dal momento che la virologia medica si controbatté
se stessa tramite esperimenti di controllo nel 1951, i fagi dei
batteri divennero, dal 1952 in poi, il modello dell’ideologia
ostinatamente persistente di come dovrebbero essere i “virus patogeni”: un acido nucleico di una certa lunghezza e
composizione, circondato da una membrana costituita da
un certo numero di proteine.
Solamente: mancano gli immagini al microscopio elettronico dei “virus patogeni” negli esseri umani, animali e piante.
Mancano gli immagini dei “virus patogeni” isolati. Manca
di conseguenza la caratterizzazione biochimica dei componenti di presunti “virus patogeni”. Quindi, i virologi erano
e sono ancora oggi costretti ad assemblare mentalmente e
graficamente i singoli componenti di tessuti presumibilmente “virali” e a sbandierare a se stessi e pubblicamente questi
prodotti intellettuali come virus realmente esistenti!!
I virologi che affermano virus patogeni si riferiscono essenzialmente a un’unica pubblicazione con la quale giustificano le loro
azioni e le propagano come scientifiche. Questo comportamento è facilmente riconoscibile come folle e antiscientifico.

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Gli autori, che pubblicarono queste considerazioni il 1.6.1954,
descrissero esplicitamente le loro osservazioni come speculazioni confutate in se stesse, che ancora dovevano essere verificate in futuro. Fino ad oggi, questa verifica non è mai avvenuta.
Perché? Perché il primo autore di questo studio, il Prof. John
Franklin Enders, ha ricevuto il premio Nobel per la medicina
il 10.12.1954. Ha ottenuto il premio Nobel per un’altra speculazione all’interno della già esistente vecchia teoria “i virus sono
tossine proteiche pericolose”, che però fu smentita già nel 1951.
Il premio Nobel ha dato dunque adito a due cose: la vecchia
e confutata teoria della tossina-virus ha ottenuto un’aureola
pseudo-scientifica e la nuova virologia genetica ha ottenuto la
sommità dell’onore, apparentemente scientifico.
Dal 1952 in poi, la nuova virologia genetica si basa su due pilastri: in linea di principio i virus patogeni sarebbero strutturati come i fagi e si formerebbero nel processo di morte nella
provetta dopo l’aggiunta di materiali presumibilmente infetti.
Con la loro unica pubblicazione del 1º giugno 1954, Enders e i
suoi colleghi, stabilirono l’idea che le cellule morenti in provetta dopo l’aggiunta di materiale presumibilmente infetto si
trasformano in virus. Questo morire viene divulgato contemporaneamente come l’isolamento del virus - perché si suppone
che qualcosa venga portato in laboratorio dall’esterno - e come
la riproduzione del presunto virus. Inoltre, la massa cellulare
morente viene usata come vaccino. Così facendo, Enders, i suoi
colleghi e tutti i virologi hanno trascurato - perché accecati dal
premio Nobel - che la morte delle cellule in laboratorio non è
causata da un virus, ma perché le cellule in laboratorio vengono
uccise involontariamente e inosservate - ma sistematicamente: per avvelenamento con antibiotici tossici per le cellule, per
fame estrema privandole della soluzione nutritiva e per l’aggiunta di proteine in decomposizione che rilasciano prodotti
metabolici tossici.
Tutt’oggi, i componenti delle cellule morenti in laboratorio in
questo modo, vengono assemblati mentalmente in un virus e
presentati come virus realmente esistenti. Così semplicemente
si crea la virologia patogena. Enders e i “virologi” non hanno
mai, fino ad oggi, effettuato gli esperimenti di controllo, “infettando” le cellule in laboratorio con materiale sterile. Le cellule,
nell’esperimento di controllo, muoiono esattamente allo stesso
modo: sia con materiale presumibilmente “virale” che con materiale sterile.

Una confutazione concisa, chiara e facilmente comprensibile delle affermazioni in merito ai virus patogeni
Errore e autoinganno sono umani, comprensibili e scusabili.
Ciò che è ingiustificabile è la costante pretesa dei virologi che
le loro dichiarazioni e azioni siano scientifiche. Questo è chiaramente scorretto, facilmente dimostrabile e comprensibile a
chiunque. Ecco perché i virologi che affermano che i Coronavirus o altri virus patogeni devono essere etichettati come truffatori d’impiego e perseguiti con mezzi costituzionali per far
ritrattare le loro affermazioni false, confutate e pericolose. In
questo modo, la crisi da Covid-19 e altre catastrofi “virali” con
conseguenze mortali come “AIDS”, “ebola” e altre pandemie
“virali” senza fondamento, possono essere e saranno non

solo fermate e prevenute in futuro, ma trasformate in un’immensurabile opportunità per tutti - auspicata da lungo tempo.
La definizione, di ciò che può essere definito una dichiarazione scientifica, e gli obblighi che ne derivano sono chiaramente
definiti. In sintesi:
A. Ogni affermazione scientifica deve essere verificabile, comprensibile e confutabile.
B. Solo quando un’affermazione scientifica non può essere
confutata dalle leggi del ragionamento, dalla logica e, quando
applicabile, dagli esperimenti di controllo, può essere chiamata scientifica.
C. Ogni scienziato è obbligato a controllare e mettere in dubbio le sue affermazioni.
Poiché i virologi non hanno mai eseguito questa autoverifica
e si oppongono a farlo per ragioni comprensibili - chi vuole
smentire se stesso, le sue azioni, la sua reputazione? - lo facciamo pubblicamente con sette argomenti. Già ciascun singolo argomento confuta l’esistenza di tutti i “virus patogeni” e il
lavoro di questo tipo di virologi (ad eccezione dei ricercatori
che si occupano dei “fagi” e dei “virus giganti” esistenti). Nei
punti seguenti si usa la parola “virus” al posto della combinazione di parole “virus patogeno”.

1. Il dato di fatto dell’allineamento di sequenze =
alignment
I virologi non hanno mai isolato un filamento genetico completo di un virus che sia stato mostrato direttamente, in tutta
la sua lunghezza. Usano SEMPRE soltanto spezzoni minuscoli
di acidi nucleici, di cui determinano e denominano una sequenza di quattro molecole, che costituiscono gli acidi nucleici. Da una moltitudine di milioni di questi spezzoni minuscoli,
determinati in questo modo, i virologi assemblano mentalmente un lungo filamento genetico con l’aiuto di metodi computazionali e statistici laboriosi. Questo processo lo chiamano alignment = allineamento di sequenze.
Da questo allineamento impegnativo risulta il fittizio filamento genetico di lunghezza enorme. I virologi lo presentano
come il nucleo centrale di un virus e sostengono di aver provato così la sua esistenza. Eppure, sia nella realtà che nella
letterature scientifica, un tale filamento completo (genoma)
non appare mai, sebbene da tempo siano disponibili le più
semplici tecniche standard per determinare facilmente e direttamente la lunghezza e la composizione degli acidi nucleici. Piuttosto di presentare direttamente un acido nucleico di
lunghezza adeguata, con il fatto dell’allineamento/alignment,
i virologi hanno smentito se stessi.

2. Il dato di fatto degli esperimenti di controllo
assenti sull’allineamento/alignment
I virologi non hanno mai eseguito esperimenti di controllo e documentato l’allineamento/alignment con acidi nucleici isolati,
di medesima lunghezza e dalla stessa identica procedura

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di coltura cellulare, avendoli DOVUTI “infettare” questa volta,
a scopo di verifica, con materiali sterili o campioni sterilizzati
anziché con l’aggiunta di campioni presumibilmente “infetti
dal virus”.
Questi esperimenti di controllo, indiscutibilmente logici e
addirittura prescritti, non sono mai stati effettuati e documentati. Già con questa unica mancanza, i virologi hanno
dimostrato che le loro affermazioni non hanno alcun valore
scientifico e NON possono essere fatte passare per affermazioni scientifiche.

3. L’allineamento di sequenze/alignment avviene unicamente mediante costrutti mentali
Per assemblare mentalmente/aritmeticamente i segmenti brevissimi degli acidi nucleici in un lungo genoma, i virologi hanno
bisogno di un punto di riferimento (modello) per allineare le
brevi sequenze in un filamento molto lungo, che si presume sia
il genoma virale. Senza una tale sequenza prestabilita e molto lunga, per nessun virologo è possibile creare mentalmente/
aritmeticamente un DNA genomico virale. I virologi sostengono che il DNA genomico assemblato mentalmente/aritmeticamente provenga da un virus perché per il nuovo l’allineamento
si sono serviti di un modello di genoma virale prestabilito precedentemente.
Questo argomento dei virologi è confutato brevemente e inequivocabilmente dal fatto che tutti i modelli con cui sono stati
generati mentalmente/aritmeticamente nuovi DNA genomici
erano essi stessi ed esclusivamente generati mentalmente/aritmeticamente e non provenienti da un virus.

4. Nessun virus è mai stato visto in esseri umani/animali/
piante o nei loro fluidi
I virologi sostengono che i virus contagiosi, cioè intatti, dovrebbero essere presenti in gran numero nel sangue e nella saliva.
Ecco perché, per esempio, nella crisi da Covid-19, tutti devono
indossare una maschera. Tuttavia, fino ad oggi, non è stato fotografato un solo virus nella saliva, nel sangue o altrove in esseri umani/animali/piante o fluidi, benché le micrografia sia ora
una tecnica standard facile ed eseguita routinariamente.
Già questo unico fatto chiaro e facilmente verificabile che non
esistano fotografie di virus prelevati da esseri umani/animali/
piante o fluidi, smentisce tutte le affermazioni sui virus. Qualcosa che non è mai stato visto negli esseri umani/animali/piante o nei loro fluidi non dovrebbe essere promosso come un fatto scientificamente comprovato.

5. La composizione delle strutture che i virologi propagano come virus non è mai stata caratterizzata biochimicamente.
I virologi adottano due tecniche diverse per fotografare i presunti virus. Una è la microscopia elettronica a trasmissione che

permette di osservare, attraverso strati sottili di resina sintetica
raschiati, le colture cellulari in essi incorporate. Le particelle
mostrate in tali immagini né sono state mai isolate né è stata
mai determinata biochimicamente la loro composizione. In realtà, si dovrebbe pur poter individuare tutte le proteine e il lungo DNA genetico attribuito ai virus. Né questo, né l’isolamento
di tali particelle incorporate, né la caratterizzazione biochimica
della loro composizione appaiono in una singola pubblicazione
dei virologi. Questo confuta l’asserzione dei virologi che in tali
fotografie fossero rappresentati dei virus.
L’altro metodo semplice e veloce di tecnica fotografica, che
i virologi adoperano, è la microscopia elettronica, chiamata
“colorazione negativa” [negativestaining]. Per concentrare le
strutture realmente esistenti, come i “fagi” e i “virus giganti”,
e per separarle da tutti gli altri componenti, cosa che viene poi
chiamata “isolamento”, viene usata una tecnica standard “(ultra)centrifugazione a gradiente di densità”. La visualizzazione
della presenza, dell’aspetto e della purezza di queste strutture
isolate nel microscopio elettronico si ottiene rivestendo queste particelle con una sostanza contenente metallo, facendo
apparire strutture sottostanti come ombre nel fascio di elettroni. L’altra parte delle particelle isolate, resa visibile dalla
“colorazione negativa”, viene caratterizzata biochimicamente.
Nel caso di tutti i fagi e virus giganti, si trovano sempre gli stessi acidi nucleici intatti, con la identica composizione, sempre
molto lunghi. In questo modo il risultato della caratterizzazione
biochimica può essere documentato.
Nel caso di tutti i virus che vengono dichiarati tali per mezzo
della tecnica della “colorazione negativa”, è avvenuto quanto
segue: queste particelle non vengono arricchite, purificate e
isolate dalla (ultra)centrifugazione a gradiente di densità prevista a questo scopo, ma vengono fatte sedimentare sul fondo
della provetta da centrifugazione semplice, la cosiddetta “pellettizzazione”, e poi viste al microscopio elettronico. La composizione di tali strutture, propagate come virus, non è mai stata
individuata biochimicamente fino ad ora. Con questa asserzione, facilmente verificabile e comprensibile sulla base di tutte
le pubblicazioni dei virologi, in cui le strutture nella microscopia elettronica vengono presentate come virus, i virologi stessi,
senza accorgersene, hanno, semplicemente ed elegantemente,
confutato anche questa asserzione dell’esistenza del virus.

6. Fotografie al microscopio elettronico propagati come
virus, sono noti artefatti tipici o strutture cellulari.
I virologi pubblicano una varietà di immagini di strutture al
microscopio elettronico che diffondono per virus. Così facendo, nascondono il fatto che TUTTE queste immagini sono solo
strutture tipiche di colture cellulari morenti o rappresentano
vescicole, prodotte in laboratorio, composte da proteine, grassi
e saponi. Queste strutture non sono MAI state fotografate in
esseri umani/animali/piante o nei loro fluidi.
Altri ricercatori, diversamente dai virologi, si riferiscono alle stesse strutture - che i virologi sostengono essere virus - come componenti cellulari tipici come esosomi, “particelle simili a virus”
o villi (sporgenze rammentanti ad amebe con cui le cellule

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si aggrappano a e si muovono lungo le superfici). Questa è un’ulteriore prova indipendente che le asserzioni dei virologi, di vedere i virus al microscopio elettronico, sono state scientificamente
smentite.

7. Gli studi dei virologi sugli animali smentiscono le asserzioni sull’esistenza del virus
I virologi conducono esperimenti sugli animali per dimostrare
che le sostanze con cui lavorano sono virus e possono causare
malattie. Da ogni singola pubblicazione in cui sono stati condotti tali esperimenti sugli animali, è chiaro che il modo in cui
gli animali vengono trattati produce esattamente i sintomi che
si sostiene siano l’effetto del virus. Da ognuna di queste pubblicazioni è evidente che non sono stati effettuati esperimenti di
controllo in cui gli animali sono stati trattati allo stesso modo
con materiale grezzo sterilizzato.
Questi due fatti palesi confutano i virologi che affermano di
aver evidenziato la presenza e l’effetto dei virus negli esperimenti sugli animali.

Osservazione conclusiva
Quello che serve ora, per porre fine alla crisi da Co-vid-19 e trasformarla in un’opportunità per tutti, è rendere pubbliche ed
efficaci queste confutazioni chiare, facilmente comprensibili e
verificabili della virologia. Un modo per rendere fruttuose queste confutazioni è quello di utilizzare i rimedi legali appropriati
contro i virologi nel sistema giudiziario e rendere pubblici i risultati. Vi informeremo tramite la nostra mailing list di “WissenschafftPlus” quando avremo dei risultati da condividere a
questo proposito, abbastanza maturi per essere comunicati.
Garantisco con il mio nome che chiunque voglia verificare queste affermazioni su qualsiasi “virus che causa malattie” giungerà esattamente alle stesse conclusioni se conosce l’inglese e
si è documentato/a sui metodi. Nota precauzionale: fin quando
la crisi da Covid-19 proseguirà, i miei colleghi ed io risponderemo solo alle richieste di informazioni riguardanti i presunti
virus SARS-Cov2 e del morbillo. Per le domande su tutti gli altri
“virus” durante il “periodo Corona”, vi rimando agli articoli su
questo argomento che sono apparsi nella rivista “WissenschafftPlus” sin dal 2003.
Nelle vostre azioni, non tenete solo presente che il verdetto del
processo sul virus del morbillo, confermato dalla corte suprema, ha tolto le basi all’ intero ambito della virologia. È stato
stabilito giudizialmente - e fa quindi parte della giurisprudenza
tedesca -che la pubblicazione del metodo fondamentale di virologia del 1.6.1954, in cui l’uccisione involontaria e inosservata
di cellule in laboratorio è stata pubblicata come prova dell’esistenza di virus patogeni, non costituisce più una prova dell’esistenza di un virus a partire dall’anno 2016!
La crisi da Covid-19 ha aumentato, per il solo verdetto del
processo sul virus del morbillo, la prospettiva di poter capovolgere le credenze e le azioni basate sul concetto “benigno/

maligno” che dominano oggi la biologia, la medicina, la società e il governo. Forse fare ricorso ad uno, vari o tutti i sette
argomenti delineati sopra in merito al SARS-CoV-2 sarà sufficiente per porre fine alla - secondo me - prevedibile dinamica autorinforzante di isteria globale della crisi da Covid-19,
alimentata dal profitto sulle procedure di test e sui vaccini.
Rimando, a proposito del processo sul virus del morbillo, e in
generale, alla pagina internet e sul portale Telegram “Corona_
Fakten”. Troverete un eccellente riassunto del procedimento e
sul significato del processo del virus del morbillo come anche
altri testi ottimi.

Il mio ottimismo sul fatto che la crisi da Covid-19 si rivelerà
un’opportunità per tutti si basa sul § 1 della legge sulla protezione dalle infezioni [IfSG, Infektionsschutzgesetz]. Nel § 1
IfSG “Scopo della legge”, la frase (2) afferma: “La necessaria
cooperazione e collaborazione delle autorità federali, regionali e locali, dei medici, dei veterinari, degli ospedali, delle
istituzioni scientifiche e di altre parti coinvolte deve essere progettata e sostenuta secondo le rispettive conoscenze
della scienza e della tecnologia medica ed epidemiologica.
L’autoresponsabilità dei membri e dei responsabili delle
istituzioni comunitarie, degli stabilimenti alimentari, delle
strutture sanitarie e degli individui nella prevenzione delle
malattie trasmissibili deve essere precisata e stimolata”.
Tutte le misure e le ordinanze, nel frattempo anche le leggi,
relative alla crisi da Covid-19, hanno come base esclusivamente e unicamente la legge sulla protezione dalle infezioni
(IfSG). Tuttavia, poiché la disposizione nel § 1 dell’IfSG “deve
essere progettata e sostenuta secondo le rispettive conoscenze della scienza e della tecnologia medica ed epidemiologica” è stata confutata dalle dichiarazioni pubblicate dei
virologi stessi e dimostrata come antiscientifica, di conseguenza, a tutte le misure, ordinanze e leggi relative alla crisi
da Covid-19, manca la base giuridica per essere applicate.
Nessuno delle membri e dei responsabili di istituzioni comunitarie, stabilimenti alimentari, strutture sanitarie di cui
al § 1, frase (2), così come l’individuo, cioè ogni cittadino destinatario della legge, può eseguire e tollerare le misure e i
regolamenti relativi alla crisi da Covid-19 se ha riconosciuto
e può dimostrare che i virologi non hanno prove scientifiche
dell’esistenza di virus patogeni, ma si sono smentiti autonomamente con le loro stesse azioni e pubblicazioni.
A condizione che l’obbligo di scientificità nel § 1 IfSG sia
mantenuto, è possibile, con riferimento al § 1 IfSG, presentare con successo la prova dell’infondatezza, dell’illegalità,
della nocività e dell’immoralità di tutte le misure, ordinanze
e leggi relativi alla crisi da Covid-19 in tribunale. La maggioranza dei giudici sono onesti e coscienziosi, seguono la legge
e l’ordine, perché altrimenti una dittatura aperta avrebbe governato in questo paese molto tempo fa, che vuole costruirsi
sempre più visibilmente, mediante argomenti pseudo-scientifici e confutati dalla virologia e dalla medicina.

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Si prega di considerare nelle vostre azioni quanto segue:
la maggioranza della popolazione crede nell’esistenza,
nell’effetto negativo dei virus patogeni e nell’effetto positivo dei vaccini. Per dirla in modo drastico: chi crede nel
cancro come effetto di un malinteso principio del male crede anche nelle metastasi, crede nelle “metastasi volanti”,
cioè nei virus. La sofferenza, sperimentata direttamente e
indirettamente da quasi tutti con le conseguenze negative
delle diagnosi di cancro e dei loro seri trattamenti, è profonda e ha un effetto. Vi prego di tenere conto nella vostra
delucidazione e nelle vostre azioni, che già solo questa
sofferenza sperimentata direttamente e indirettamente ha
creato e rafforzato il sentimento, la certezza nella gente che
ci sono malattie pericolose e mortali e anche i virus. Si noti
che da queste e altre esperienze può risultare l’opinione
che solo il nostro stato e i suoi specialisti sono in grado di
occuparsene e sono autorizzati a farlo. In questo modo, potrete evitare che le vostre azioni abbiano l’effetto contrario.
Questo è particolarmente importante quando si tratta di
medici, di cui tutti abbiamo bisogno.
Io, per esempio, spiego a ogni persona che si informa,
che esiste un sistema di conoscenza migliore, che spiega
scientificamente (in senso positivo) quali processi possano
portare alla malattia e alla guarigione, che possono manifestarsi crisi di e ostacoli alla guarigione. Però, per accettare questa nuova visione, bisogna spesso riconoscere che il
precedente sistema esplicativo, basato sulla dottrina cellulare, è stato confutato. Per ciò, la crisi da Covid-19 è un’occasione unica e la chiara chiamata a difendere la vita e i tre
ideali umani universali di libertà, uguaglianza e fraternità,
cioè la triplice configurazione sociale delle comunità umane. (Vedi l’articolo in questo numero di w+ 4/2020, “La triplice configurazione sociale” [Die soziale Dreigliederung).

Questo articolo è stato ripreso nel nostro libro “Corona Procedere nel caos o opportunità per tutti?” [Corona - Weiter ins Chaos oder Chance für Alle?] Vedi la recensione del
libro a pagina 46 in questo numero di w+.

Le fonti relative a questo articolo possono essere trovate
in:
“Virus: Interpretazione erronea Parte I” [Fehldeutung Virus Teil I] nella rivista WissenschafftPlus No. 1/2020
“Virus: Interpretazione erronea Parte II” [Fehldeutung Virus Teil II] nella rivista WissenschafftPlus No. 2/2020
Questo articolo e l’articolo “ Evoluzione della medicina e
dell’umanità - Come proseguirà?” [Entwicklung von Medizin und Menschheit – wie geht es weiter?] nella rivista WissenschafftPlus No. 6/2015, si possono trovare liberamente
su Internet www. wissenschafftplus.de e qui “Testi importanti” [Wichtige Texte].
“Introduzione a un nuovo modo di osservare la vita Parti I-III” [Einführung in eine neue Sichtweise auf das Leben
Teil I bis III]. Pubblicati nei numeri 1, 2 e 3/2019 di WissenschafftPlus.
“Comprendere l’acqua, riconoscere la vita. Acqua PI: più
che H2O energizzata” [Wasser begreifen, Leben erkennen. PI-Wasser: Mehr als nur energetisiertes H2O]. WissenschafftPlus No. 6/2018. Questo articolo è liberamente
disponibile sul nostro sito web www.wissenschafftplus.de
nella sezione “Testi importanti” [Wichtige Texte].

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